Ogni inizio estate devo leggere un testo sul III Reich o su H., per cominciare bene.
E, come al solito, mi terrorizza. Non tanto per le vicende storiche, che sono conosciute, ma per lo sviluppo totalmente erratico della politica hitleriana, per la sua portata storica, per la sua concezione politica. Perché, sebbene da amante della storia e storico (anche se non di questo periodo) so bene che le condizioni socio-economiche, ideologiche, religiose, sono completamente diverse rispetto all'ambiente della Germania Weimariana, raramente si vede un momento della storia così connotato dal male in ogni sua forma e dimensione. Un male che, come sottolinea Kershaw, ha come obiettivo quello dell'annientamento, di sé o dell'altro, che nasce per distruggere e non per generare.
E a questo limite nessun altro regime, sia di destra, sia di sinistra, si è mai avvicinato nel corso della storia.