LE ASPETTATIVE DEL MONDO
"Queste bambine personificano in molti modi l'idea della perfezione di ogni genitore e ogni insegnante, ma lo fanno in misura esagerata. È la spinta supplementare, l'essere non buone, ma "migliori", la differenza significativa tra queste infelici che si affamano e altre adolescenti, capaci di godersi la vita. Una vera prevenzione richiede di riconoscere precocemente nella loro gradevole super-perfezione il segno della loro sofferenza interiore."
"La cosa più importante che ho imparato è che la preoccupazione per la dieta, la fissazione di essere magre o grasse, sono soltanto cortine fumogene. Non è questa la vera malattia. La vera malattia sta nei tuoi sentimenti verso te stessa. C'è una strana contraddizione: tutti pensano che fai tanto bene e che sei tanto brava, ma il tuo vero problema è che pensi di non esserlo abbastanza. Temi di non essere pari alle cose che ci si aspetta da te. Tu hai una sola grande paura, quella di essere come tutti, come la media, insomma non abbastanza in gamba. […] C'è un solo problema in questo senso di superiorità: non risolve il tuo problema, perché quello che tu veramente desideri è di essere soddisfatta di te stessa pur sentendoti felice e sana. La cosa paradossale è che ti senti in gamba perché sei malata."
Non credo ci sia molto altro da aggiungere. Certo, le riflessioni della Bruch potranno essere datate, e talvolta ci si lascia andare anche a qualche stereotipo. È vero infatti che molti passi avanti sono stati fatti nell'ambito della cura dei DCA, primo fra tutti la necessità di calibrare l'intervento terapeutico sul singolo, senza far di tutta l'erba un fascio.
Che le persone affette da anoressia abbiano qualcosa in comune, d'altra parte, è innegabilmente vero. La scrittrice lo mette in risalto insistendo su quel senso di inadeguatezza permanente che caratterizza il loro stare nel mondo, spesso e volentieri dipendente dalle aspettative dello stesso, incarnate vuoi dai genitori, vuoi dagli insegnanti, vuoi dagli amici. Riflettendo sulla mia esperienza, devo riconoscere che il mio problema si è sviluppato esattamente per questa ragione. Essendomi ritrovata in più di una delle ragazze qui analizzate, non posso che sperare di far mia anche la chiave della loro guarigione.
"Una cosa che tu non sai, ma che io posso dirti è: non sarà questo patimento a portarti a una soluzione. Ti fa sentire speciale, ma non ti dà quello che veramente desideri e di cui hai bisogno […]. Tu hai bisogno di essere convinta di vivere la tua vita, di sentirti meritevole e di sapere che quanto fai è veramente quello che tu stessa desideri fare. Hai il diritto di fare tutto questo senza un senso di colpa, né per la tua ambizione, né perché non vai troppo bene a scuola; ti devi permettere di essere una persona che ama la vita. […] Adesso sei tanto fiera della tua magrezza da avervi sacrificato ogni altra cosa. Per guarire, devi fare un altro e più grande sacrificio - devi rinunciare a questo orgoglio innaturale per una cosa che non serve a nulla."