I giorni nostri, un qualsiasi liceo del Giappone. Una qualsiasi storia d’amore tra due qualsiasi studenti di quel liceo. È così che si apre Lei, l’arma finale, manga in sette volumetti di Shin Takahashi, autore finora sconosciuto a noi occidentali. Shuji, il protagonista maschile è un ragazzo serioso e occhialuto che sembra più grande della sua età; Chise è ingenuotta e drammaticamente imbranata. Verrebbe voglia di proteggerla, la piccola Chise.
Poche pagine e della qualsiasi storia d’amore non rimane che polvere: Chise nasconde un segreto, un peso enorme per una ragazzina della sua età: il governo l’ ha scelta per degli esperimenti che le hanno martirizzato il corpo trasformandolo in un’arma micidiale, l’arma finale, appunto… Un’arma cruciale in una guerra che il Giappone sta attuando contro degli ignoti nemici la cui identità non verrà mai svelata. I due ce la mettono tutta per salvare la propria storia: Chise dona a Shuji tutta la sua dolcezza, il ragazzo cerca di non farle troppe domande… In realtà Shuji pur amandola ha paura di Chise, ha paura di scoprire ciò che fa durante le sue missioni; non vuole sapere quanto le mani della sua ragazza siano già tinte di sangue.
Significativo che a questo punto entri in scena il personaggio di Fuyumi che è una ex di Shuji e a lui si aggrappa per scacciare via la sua solitudine. Fujumi rappresenta una possibile fuga nella normalità, coraggiosamente rifiutata da un tormentato Shuji.
La vicenda si basa in seguito sui tentativi di Shuji e Chise di salvare un amore quasi impossibile da vivere e arriviamo così all’allucinante e tenero (?) finale che ovviamente non posso svelare.
Il tratto di Takahashi è molto preciso negli sfondi, mentre si fa irreale, evanescente nel rappresentare i personaggi, a volte troppo simili tra di loro. Unica pecca che mi ha fatto storcere un po’il naso è l’insistenza, in alcune tavole, sulle scene di sesso…Spesso si ha la sensazione che sia un modo per “vendere di più”; decisamente poco lodevole per l’autore. Dal manga è stato tratto un anime in 13 episodi distribuiti in Italia dalla Shin Vision.
La guerra ha nel manga un ruolo molto significativo, si direbbe che sia lei stessa la vera protagonista…Non rappresenta Chise il rischio di perdere la propria umanità per via di una guerra che in ogni caso è una via inutile che porta solo all’autodistruzione?
È un’umanità fragile quella che viene rappresentata, indifferente rispetto al disastro che sta succedendo. È un’indifferenza che si tinge di cinismo, è un non voler sapere per non soffrire, per sopravvivere a un dolore altrimenti insopportabile. C’è chi reagisce, chi parte per il fronte per poi rendersi conto che non si è mai abbastanza coraggiosi per essere pronti a uccidere e a morire.. Per cosa poi? Per una guerra che la gente non ha voluto e di cui non si sanno neanche le vere cause.
Gli uomini sanno quel che sta succedendo alla terra, ma non fanno niente per cambiare le cose; preferiscono continuare a credere che niente sia cambiato, vogliono continuare a credere che sia possibile ancora vivere una vita normale. È questa la loro colpa…una colpa che deriva però dalla voglia di amare, dalla speranza di poter continuare ad amare..