Una raccolta di racconti sull'esperienza del crescere negli Stati Uniti, sulla lotta quasi eroica che gli adolescenti affrontano per definire se stessi e i confini della propria libertà. Scritti in un arco di tempo che va dal 1965 al 1972, questi sei racconti descrivono l'universo violento degli adolescenti: lo stupro, la droga, la follia, il divorzio dei genitori, il suicidio. Oltre alla violenza, alla solitudine e al bisogno d'amore, ad accomunare questi giovani c'è una nuova moralità, che non distingue più tra bene e male, bello e brutto, morale e immorale.
Joyce Carol Oates is an American writer. Oates published her first book in 1963, and has since published 58 novels, a number of plays and novellas, and many volumes of short stories, poetry, and nonfiction. Her novels Black Water (1992), What I Lived For (1994), and Blonde (2000), and her short story collections The Wheel of Love (1970) and Lovely, Dark, Deep: Stories (2014) were each finalists for the Pulitzer Prize. She has won many awards for her writing, including the National Book Award, for her novel Them (1969), two O. Henry Awards, the National Humanities Medal, and the Jerusalem Prize (2019). Oates taught at Princeton University from 1978 to 2014, and is the Roger S. Berlind '52 Professor Emerita in the Humanities with the Program in Creative Writing. From 2016 to 2020, she was a visiting professor at the University of California, Berkeley, where she taught short fiction in the spring semesters. She now teaches at Rutgers University, New Brunswick. Oates was elected to the American Philosophical Society in 2016. Pseudonyms: Rosamond Smith and Lauren Kelly.
Laura Dern e Treat Williams protagonisti di “Smooth Talk – La prima volta” film del 1985 di Joyce Chopra tratto dal racconto “Where Have You Been, Where Are You Going?”. Dern aveva diciotto anni.
Sei racconti scritti tra gli anni Sessanta e l’inizio del decennio successivo: la Oates stava già raccogliendo i primi riconoscimenti, il National Book Award le viene assegnato nel 1970.
Scrittrice molto prolifica e molto poliedrica (racconti e romanzi, poesia, saggistica e critica letteraria, sceneggiature e teatro), si è anche cimentata in generi diversi: realismo, gotico, fantastico, umorismo nero…
Qui scrive di adolescenza, tutte e sei i racconti hanno a che fare con l’adolescenza, in queste pagine età della vita più che stato dell’essere.
E quindi giovani e giovanissimi alla ricerca di se stessi, di una propria definizione, di capire i limiti della libertà, alla ricerca di un’identità. E quindi, solitudine, desiderio, amore e bisogno d’amore, sorpresa davanti ai primi scogli della vita, alla durezza dell’esistere, l’incontro-scontro con la violenza, parte inscindibile della natura umana.
Laura Dern e Treat Williams in “Smooth Talk – La prima volta” da “Where Have You Been, Where Are You Going?”.
Per quanto mi riguarda, amo nei racconti la potenzialità di compressione drammatica; l'equilibrio da raggiungere tra quello che si inserisce e si leva; l'opportunità di presentare personaggi per il minor tempo possibile, ma in maniera vivida.
Abilissima Oates a scandagliare gli aspetti più oscuri e inquietanti (in questo senso è indicativo e magistrale proprio il racconto che apre la raccolta, Dove stai andando, dove sei stata?). Americana al 100%, riesce a superare ogni geografia, a essere universale.
Come ascoltare una canzone della Band. Come guardare un quadro di Hopper. Come vedere 'Jeremiah Johnson'. Come lasciarsi spruzzare dalle onde a Big Sur. Come respirare l'odore di un barbecue. Puro Americana, nutrito della cultura degli States.
Laura Dern e Treat Williams in “Smooth Talk – La prima volta” da “Where Have You Been, Where Are You Going?”
J.C.Oates in un’intervista a “Linea d’ombra” alla domanda se a sua parere esista a una scrittura delle donne, afferma: …sottoscrivo in pieno la teoria woolfiana dell’androginia della scrittura. Certo ci sono esperienze di vita squisitamente femminili… Per raccontare tali esperienze è evidente che va cercato e sperimentato un linguaggio nuovo, capace di contenerle e darne conto. Ma, quando ci si mette a tavolino, il materiale con cui ci si misura sono le parole, certe strutture sintattiche, la punteggiatura.
I sei racconti racchiusi in questa raccolta sono stati scritti tra il 1965 e il 1972 da Joyce Carol Oates che si è calata nei panni sia di protagonisti molto giovani sia di adulti talvolta indifferenti talvolta incapaci di affrontare la realtà. Ho trovato sempre molto interessante il linguaggio che la Oates sa maneggiare con una maestria impareggiabile, i ragazzi protagonisti sono tutti in una situazione di sbandamento o alienazione e sono riconoscibili tanti temi cari alla produzione magnifica di questa autrice tanto prolifica. Però credo che altre raccolte come "L'occhio del male" e "Tu non mi conosci" siano ancora più raffinate.
L'ho recuperato perché volevo leggere Dove sei stata, dove stai andando, noto per essere un racconto fondamentale. Confermo, è eccezionale. Ha palesemente influenzato Stephen King (non so se lui ne abbia parlato, ma è evidente). Adesso capisco meglio alcuni punti di Jack deve morire di Oates.
Il resto della raccolta non è male, ma non all'altezza. È stata messa insieme dall'editore, non è una collezione originale di Oates. Un po' si sente: non c'è la stessa cifra in tutto il libro, e il filo conduttore dei figli randagi suona pretestuoso se si guarda ai contenuti dei racconti. Soggettivamente, non ho gradito la distanza tra Dove sei stata, dove stai andando, più esplicitamente horror, rispetto agli altri racconti che invece sono literary fiction (genere per cui non ho troppa simpatia). È una differenza sottile, eppure si avverte. Soltanto l'ultimo, Sabato di follia mi è risultato davvero vicino al primo.
Periodicamente ci provo con Joyce Carol Oates, ma fino a ora l'unica cosa che mi ha colpita sul serio è proprio Dove sei stata, dove stai andando.
Of the nine short stories in this collection, I found six to be of powerful excellence. A couple of these I have encountered in other anthologies: “Where Are You Going, Where Have You Been?” and “In the Region of Ice”. The other four were exciting new discoveries: “Wild Saturday”, “A Girl at the Edge of the Ocean”, “Stray Children”, and “How I Contemplated the World from the Detroit House of Correction and Began My Life Over Again”.
Unico libro (per ora) che ho letto di Joyce Carol Oates, mi ha colpito principalmente per lo stile raffinato, ma insieme diretto e tagliente, e per la rappresentazione di personaggi sull'orlo di una catastrofe, intesa in senso etimologico di "totale rivolgimento", beninteso, delle loro esistenze. Al centro dello sguardo chirurgico della Oates sono le relazioni umane, colte nei loro aspetti piú fragili e incerti, messe in scena col preciso scopo di mostrare come sia impossibile inquadrarle entro confini precisi, perché essenzialmente sfuggenti e fuori controllo. La complessità di un amore, il mistero di un'attrazione fatale, l'enigma del rapporto genitori-figli: nulla si può spiegare, ma tutto si può rappresentare con la speranza che la letteratura ci aiuti - se non a capire - almeno a riconoscere gli abissi che ci circondano.
Fernanda Pivano definì la Oates come la Dark Lady della letteratura americana. Non perché fosse avvezza a tematica realmente dark ma perché riusciva nella mirabile impresa di descrivere la società e le sue pulsioni nascoste in modo dettagliato ma distaccato come farebbe un entomologo alle prese con una colonia di termiti. Nella raccolta di racconti brevi "Figli Randagi" il bersaglio sono bambini e adolescenti visti nel loro mondo, immerso ma separato dagli adulti circostanti da una intrinseca incomunicabilità che ne evidenzia la solitudine visto anche che con i coetanei la situazione è anche peggiore. Racconti a volte un po' spiazzanti in cui si avrebbe voglia di una parola "fine" diversa, che illumini con un po' di luce una visione abbastanza desolante. Le tre stelle? Pur riconoscendo uno stile importante è un libro che difficilmente ti viene voglia di rileggere appena finito.
Una raccolta di racconti interessante, Oates riesce a creare immagini abbastanza vivide e spesso al limite della crudeltà. Nonostante questo, non ho trovato l'opera all'altezza delle mie aspettative sull'autrice, sia in termini di stile - che non mi sembrato particolarmente virtuoso - sia in termini di originalità di trama. È probabile che io non sia capace, per mancanza di una formazione specifica, di cogliere le sfumature e il valore dei racconti di Oates, ma tant'é. Mi aspettavo molto di più. Leggerò altro di questa autrice per farmi un'idea migliore.
Dark dark dark 1. A Girl at the Edge of the Ocean 2. Wild Saturdays 3 Where are you going, where have you been 4. How I Contemplated the World from the Detroit House of Correction and Began My Life Over Again 5. Boy and girl 6. Stray children
Where Are You Going, Where Have You Been? Accomplished Desires Wild Saturday Boy and Girl Demons A Girl at the Edge of the Ocean Stray Children In the Region of Ice How I Contemplated the World from the Detroit House of Correction and Began My Life over Again
(in questo momento avrei davvero davvero bisogno delle mezze stelline) Tre stelline e mezzo. I racconti sono sei, abbastanza brevi - ognuno è lungo circa trenta pagine però l'edizione è estremamente pocket - ma incisivi.