Maigret implacabile e ostinato
Maigret è in pensione e vive in campagna, dedicandosi alla cura delle sue piante e del suo giardino. Una "disavventura" capitata allo sprovveduto nipote lo costringe a tornare a Parigi, più per amore verso la moglie che per suo dovere di zio. E a bazzicare, suo malgrado e spesso mal visto nell'ambiente, i suoi vecchi colleghi. Gli avvenimenti non sono complicati e non ci sono scene efferate. Ma sono proprio la freschezza della storia, la razionalità del racconto, la spontaneità dei personaggi, gli accenni discreti e lirici ai luoghi e ai rumori delle vie parigine,... che attraggono e coinvolgono come possono fare i buoni romanzi, indipendentemente dal loro "colore". Da non sottovalutare, poi, la semplicità della scrittura che ritengo in assoluto un pregio e che mi ha permesso, in questo caso, di godere della lettura in lingua originale. Con l'edizione Adelphi accanto, mi sono poi divertita a tradurre le parole per me inusuali e a interpretare direttamente i modi di dire, affidandomi ad Elena Callegari.
- Di solito lei lavora calandosi nella vita della gente, tenendo conto della mentalità delle persone, finanche di quello che gli è successo vent'anni prima, più che degli indizi. Ma in questo caso ci troviamo di fronte a individui di cui sappiamo pressoché tutto...