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Pellegrino Artusi #1

Odore di chiuso

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Un giallo di ambientazione ottocentesca: il castello, i delitti, la nobiltà decaduta, il maggiordomo e, un italiano memorabile, il grande letterato gourmet, studioso di storia naturale, Pellegrino Artusi. Sarà proprio il cuoco baffuto con il suo acume a fiutare il colpevole del gelido delitto piombato nella dimora del barone Bonaiuti.
Premio 'Isola d'Elba' - Raffaello Brignetti 2011, Premio Castiglioncello 2011
In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosue Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l’ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l’altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l’Artusi. In questo umano e un po’ sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi, grazie alla sua saggezza e alle sue originali letture, a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.
In Odore di chiuso Malvaldi ha lasciato al momento l’improvvisata squadra investigativa dei vecchietti del BarLume per potersi dedicare a un vero giallo classico, basato su interrogatori, intuizioni e conclusioni deduttive. Ha scelto l’epoca di un’Italia da poco unificata e ancora impastoiata nei particolarismi nobiliari con riferimenti storico letterari che occhieggiano ironicamente all’oggi. Ma senza abbandonare la sottigliezza umana che gli permette di disegnare ogni personaggio con insolente umorismo, offrendo gallerie di caratteri e situazioni comiche capaci di divertire tanto quanto l’ingegnosità dell’intreccio.
Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice i romanzi della serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011, premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi.

198 pages, Paperback

First published January 1, 2011

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About the author

Marco Malvaldi

111 books397 followers
Marco Malvaldi is an Italian chemist and novelist, best known for his crime novels.

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Community Reviews

5 stars
290 (17%)
4 stars
645 (39%)
3 stars
547 (33%)
2 stars
115 (7%)
1 star
20 (1%)
Displaying 1 - 30 of 173 reviews
Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
March 26, 2021
Deludente. Non che pretendessi chissà che cosa, però un poco meglio me lo aspettavo. Non avevo ancora letto nulla di Malvaldi, e i gialli non sono per nulla my cup of tea; ma mi sono avventurata con questo librino giusto perché attratta dall'ambientazione tardo ottocentesca e ancor meglio con l'apparizione dell'Artusi.

Sulle prime il tono scanzonato, colloquiale, farcito di frecciate e spiritosate che la voce narrante rivolge direttamente al lettore, rimaneva mediamente potabile: mi ricordava un po' Cristiano Cavina ne I frutti dimenticati, nulla di memorabile, una tranquilla storia sull'ordine delle tre stelle medie. Ma con il procedere della lettura la qualità della narrazione e dell'impianto sono andati peggiorando, le spiritosate iniziano a forzare la mano e più che far sorridere fanno fare una smorfia, e da Cavina siamo scivolati a livello Andrea Vitali. Ora so che con la faccenda del bar e dei vecchietti posso proprio risparmiarmi lo sforzo.

Quindi: una stella perché mi è servito ad alleggerire la wishlist, e un'altra stella perché mi ha portato ad andare a cercare la biografia del mio pro-pro-pro zio Artusi, la quale è già nel carrello con l'ordine pronto a partire. Nessun altro merito, in totale fan due stelle; ora posso tornare da O'Brian, e pure di corsa.
Profile Image for Gauss74.
467 reviews94 followers
March 23, 2021
...ovvero la solita, godibilissima ambientazione toscanaccia di tutti i romanzi di Malvaldi stavolta si ammanta di un umorismo molto british. A partire dall'ambientazione (castello nobiliare sulle leggendarie colline della Toscana del sud, alla fine dell' Ottocento) per finire ai protagonisti (non ci si fa mancare nulla, dal maggiordmo un po' ubriacone al nobilotto decaduto amante del gioco, delle belle donne e della buona tavola). Il tutto al quanto mai opportuno servizio ad un poliziesco che parte da un enigma della stanza chiusa in perfetto stile Agatha Christie.
Aaaaahhh la Toscana. Ad un toscano che parla della sua terra a suon di bistecca di chianina e arrosti si può perdonare davvero di tutto: a partire dal fatto che il vino principale della storia è nientemeno che il Porto. Una citazione enologica epocale, ma vista l'ambientazione fargli prendere il posto del Chianti Classico o del Morellino di Scansano pare quasi un affronto...
Adesso potrebbe anche essere che essendo io perdutamente innamorato di quella terra e della sua scassatissima, sboccatissima e fantasmagorica gente sia decisamente di parte nel giudicare i gialli di Malvaldi. E pure potrebbe essere che la lettura del toscanissimo Alessandro Benvenuti abbia dato ulteriore valore aggiunto all'audiolibro. Ciononostante, pur avendo ben presente che non si sta parlando di alta letteratura, penso che l'ascolto di questa ribollita in salsa pudding sia divertentissimo e da non perdere.
Un po' come esonerare Corrado Orrico e mettere al suo posto Roy Hodgson, vendendo Roberto Carlos per Pistone.
Profile Image for The Frahorus.
1,000 reviews99 followers
June 18, 2024
Un incrocio tra un giallo e un ironico romanzo dell'800, con l'arguta mente di Malvaldi che rende simpatici i suoi protagonisti, in questo caso il ghiottone Pellegrino Artusi realmente esistito. Si legge tutto d'un fiato, e alla fine c'è pure la ricetta del polpettone fatto in casa, detto alla zingara.
Profile Image for Suni.
550 reviews47 followers
January 26, 2022
Un giallo all’inglese ambientato nella Maremma di fine ‘800, con per protagonista, per quanto solo defilato osservatore, ospite in una tenuta nobiliare in cui accade un fattaccio (in pratica non sarà lui a risolvere il caso ma darà una mano), un personaggio realmente esistito: Pellegrino Artusi.
Lettura scorrevole e deliziosa, impreziosita nella versione audiolibro dalla voce e dall’interpretazione magistrale di Alessandro Benvenuti.
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,267 reviews162 followers
August 29, 2017
Appena si inizia a leggere "Odore di chiuso" si ha l'impressione di trovarsi di fronte a uno di quei quadri ottocenteschi che ritraggono al completo una famiglia nobile: barone, baronessa, figli, figlie con tanto di cagnolino da compagnia, lo sguardo tra il divertimento e l'attesa, lo sfondo scuro, il portamento regale. Poi, improvvisamente, il quadro inizia ad animarsi, dando vita all'incipt di una vicenda che, con tono a metà tra il serio e l'ironico, ha il sapore di un altro tempo, l'Ottocento appunto, e di un altro spazio, un castello della Maremma Toscana, dove il maggiordomo della nobile famiglia protagonista viene ritrovato assassinato. Tanto che le prime pagine del libro si leggono con curiosità e interesse. Poi, però, tutto decade. La trama gialla risulta inconsistente e l'atmosfera comico-ironica che parrebbe essere, in alternativa, il vero obiettivo dell'autore, si risolve in una scrittura "facilona" e superficiale, ricca di parolacce e termini volgari che stonano con tutto il resto e rendono pedanti e antipatici diversi personaggi. Il risultato è un libretto banale ed eccessivamente caricaturale che non si sa sotto che etichetta classificare (è un giallo? E' un'operetta di narrativa? E' un racconto comico?). Peccato, perchè da quel quadro famigliare che abbiamo ammirato all'inizio si poteva tirar fuori una bella storia gialla, magari dosando il tono comico, o trattandolo in maniera diversa. Insufficente.
Profile Image for Noce.
208 reviews366 followers
June 4, 2014
Something is rotten in the state of Italy poteva essere un titolo alternativo.
Ma poteva anche intitolarsi, che so.. "Sonno di cuoco, fumo sul fuoco" oppure.. "Non si fanno frittate senza rompere le uova".

Tralasciando i giochetti di parole, chi rompe le uova in questo romanzo è proprio il gastronomo Pellegrino Artusi, che si improvvisa detective, dopo essere stato coinvolto in un delitto, in un castello della Maremma toscana. Con il suo fare pomposetto e da chef sazio di esperienze culinarie e non, indaga, illumina l'ispettore di turno (che ovviamente non è molto sveglio, come in quasi tutti i gialli nazional-popolari), e va via compiaciuto dopo aver svolto il suo dovere.

Cos'altro dire? Ah si,dovrebbe essere un giallo. Anzi, lo è, solo che è un po' sbiadito, manca di sale, e non è colpa di Artusi.
Forse è colpa degli interventi da maestrino di Malvaldi, che non contento di spiegarci cosa vogliono dire le sue allusioni durante il racconto, ci ribadisce il concetto a fine libro, sottolineando quello che già avevamo capito tutti, e chi non l'aveva ancora capito, se n'è reso conto in modo lampante nella paginetta(non è un diminutivo dispregiativo, è che le pagine sono proprio piccolette nell'edizione Sellerio) sul Codice Zanardelli, con il relativo insegnamento del nonno "Gli alberi non crescono tirandoli dall'alto" e la seguente risposta che avrebbe potuto dare Bossi, o Trota jr.

Le allusioni quando non vengono ben contestualizzate stancano; stancano poi ancora di più quando ce le vogliono spiegare a tutti i costi ogni tre minuti, ma nello stesso tempo guai se ci dimostriamo così intelligenti da scoprire chi è l'assassino già dal primo capitolo (cosa che tra l'altro a me non è mai capitata, né credo capiterà mai, ammesso che la storia sia buona)

Comunque a parte le digressioni del Malvaldi, devo rendergli atto sia del fatto che utilizzi l'italiano come Dio comanda, sia della ricetta dell'Artusi a fine libro, che se non altro vale la pena di provare.

Quindi, alla fine della fiera, magari non è un giallo color oro e si adagia su qualche tonalità più tenue, però se riuscite a passare sopra certe cose, potrete trarne un discreto piacere.

Buon Appetito a tutti..!!! Ops..cioè volevo dire..Buona lettura!
Profile Image for Sandra.
964 reviews339 followers
August 18, 2015
Ho respirato gli odori della cucina di Parisina, la cuoca dei baroni di Roccapendente, i profumi dei pasticci di carne, dei polpettoni all’uso zingaro, di cui nell’epilogo è scritta la ricetta ( sono ispirata a cucinarlo, ma come si fa a stabilire il tempo di cottura dei peperoni quando il cuoco dice “far cuocere per il tempo di un saluto ad una bella dama”?), dei funghi raccolti nel bosco dopo una pioggia rinfrescante, l’aroma del Porto che viene servito agli ospiti del castello dopo una buona cena. Proprio da un bicchiere di Porto nasce la trama gialla raccontata da Malvaldi, una trama esile, a mio parere, sostenuta dalla salace ironia toscana dello scrittore, che inserisce dei piacevoli cammei che rendono la lettura spassosa.
L’odore di chiuso, di cui al titolo, si riferisce al “giallo della camera chiusa” di cui Agatha Christie è regina, alla quale Malvaldi si richiama, un giallo che si svolge tra gli abitanti del castello, nella Maremma del 1895, alla presenza di Pellegrino Artusi, un baffone romagnolo bello grasso che arriva con in mano un libro di Sherlock Holmes e nell’altra un cestino con due gatti, Sibillone e Bianchino.
Come poteva non provare simpatia per l’Artusi una “gattofila” come la sottoscritta?
Profile Image for Lilyth.
382 reviews19 followers
February 23, 2019
E' il primo libro di Marco Malvaldi che leggo e mi è piaciuto.
E' un giallo classico ma divertente, l'autore mescola abilmente l'ambientazione storica nel 1865 con un linguaggio moderno che subito mi ha un po' infastidito ma che alla fine ho finito con l'apprezzare.
Simpatica infine l'idea di far diventare Pellegrino Artusi una novella Signora in Giallo con un caso da risolvere con spirito di osservazione e arguzia.
Profile Image for Takoneando entre libros.
773 reviews142 followers
April 5, 2022
Abandono a la mitad.
Esperaba un libro de corte policial y me encuentro con uno de humor bastante zafio que no sé dónde tiene la gracia. Si bien es cierto que algunas escenas me han sacado la carcajada, no es el humor que me gusta a mí.
Y la traducción no ayuda nada.
Profile Image for Encarni Prados.
1,416 reviews109 followers
August 16, 2018
Una novela entretenida, llena de humor y centrada en unos personajes muy pintorescos, ridículos unos, tarambanas otros, en fin, un plantel de lo más variopinto. Una historia donde, al parecer, lo que menos importa (aunque se resuelva) es quién es el asesino. Ha sido graciosa y sirve para desconectar de otras lecturas más densas.
Profile Image for Vesper.
265 reviews12 followers
August 14, 2017
Tre stelle e ½.

Divertente e diverso dal solito, parte tranquillo ma poi mantiene un buon ritmo.
L'accostamento tra umorismo moderno e ambientazione storica mi ha fatto veramente ridere e alleggerisce il racconto.
Come sempre ben delineati i personaggi, ciascuno caratterizzato anche da un diverso linguaggio e dialoghi tagliati su misura.
Profile Image for Chequers.
599 reviews36 followers
July 9, 2020
Piu' che un giallo, un "giallino" ma cosi' garbato, a tratti divertente, senza pretese, scritto molto bene, fila liscio come acqua fresca: era esattamente quello che ci voleva in questo momento non proprio rilassato della mia vita.
Tre stelle sono poche e quattro mi sembrano troppe, ma dal momento che l'autore ha citato Joseph Roth non posso fare a meno di darne quattro.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,424 reviews164 followers
December 2, 2019
Anche se è un romanzo storico e non una delle solite indagine dei vecchietti del Bar Lume, Malvaldi è sempre divertentissimo. Bellissimo il cammeo di Carducci, per cui sto ancora ridendo!
Profile Image for Simonetta.
239 reviews15 followers
June 25, 2012
Malvaldi si conferma scrittore godibilissimo anche lontano dal BarLume. In questo romanzo, ambientato nel 1895, viene commesso un delitto in una residenza nobiliare della Toscana di Carducci, alla presenza di attempate zitelle, giovani idioti scapestrati, alteri aristocratici, argute signorine e fedele servitù. Tra gli ospiti "esterni" alla compagnia, il buongustaio Pellegrino Artusi, personaggio realmente esistito (e autore del libro La Scienza in cucina e l'Arte di mangiare bene, uscito nel 1891), ispiratore del romanzo. Malvaldi ci porta negli anni successivi all'Unità d'Italia, quando la nobiltà ancora faticava ad accettare il fatto di doversi sottomettere alle stesse leggi del plebeo e si sentiva in diritto di trattare con sufficienza un medico e un delegato di Pubblica Sicurezza. Il personaggio Artusi risulta a dir poco bizzarro perchè moderno, scrittore di un libro di ricette è visto col fumo negli occhi dai figli maschi del barone, il donnaiolo maschilista Lapo e l'aspirante poeta Gaddo, ma apprezzato dalla più intelligente figlia femmina Cecilia, appassionata di medicina ma condannata, sembrerebbe, ad una vita di circostanza, degna di una nobile fanciulla in età da marito. Di lui in un'intervista Malvaldi dice più o meno così: "l'Artusi da Forlimpopoli era un italiano felice (oggi può sembrare inaudito ma ne sono esistiti); un borghese che in terra, cioè in Italia, trovò il paradiso. Tipo soave e curioso, anticlericale e mazziniano senza eccessi, corpulento moderato perfettamente a suo agio in quel torpido Risorgimento postprandiale che fu il conformismo umbertino. Un gaudente. Di sé diffondeva un'immagine tutta compostezza e senso del limite. Ma, benché non fosse un crapulone, mangiare era la sua attività prediletta. O quasi. Diciamo ex aequo con un'altra. Che praticava di preferenza con domestiche, sartine o vedove non proprio inconsolabili. Scapolo inflessibile. Progressista. Favorevole al divorzio. Menava vanto di non esser mai andato al bordello e di non aver mai picchiato una donna. Galantuomo come oggi non se ne fabbricano più." E nel libro lo dimostra facendolo parlare, tra le altre cose, dell'Unità d'Italia. Quando il baronetto Lapo dichiara: "Noi siamo un paese, il Mezzogiorno è un altro. Non c'era nessuna necessità di farci carico di provincie così arretrate. [...] Siamo diversi, noi e loro. Come acqua e olio. Non potremmo mescolarci nemmeno volendo". Artusi risponde portando l'esempio della maionese: "La maionese è un'emulsione stabile di olio in una base acquosa, costituita dal succo di limone e dall'aceto.[...]Qualcosa che non è acqua e non è olio, eppure è assai più pregiata delle componenti di partenza, con una consistenza tutta sua, tale da risultare cremosa e soda anche se viene ottenuta mescolando dei liquidi. Per questo, e per la sua versatilità che ci consente di insaporirla a nostro piacimento, viene giustamente considerata la regina delle salse. Ma ci vuole pazienza e metodo per ottenerla, si deve andare piano ed adagio. Non si può fare con la forza bruta. E ci vuole qualcosa che convinca acqua ed olio a stare insieme, che agisca su entrambe allo stesso modo; tanto più che, se la maionese impazzisce, l'unico metodo per salvarla è aggiungervi un altro rosso d'uovo, meglio se assodato. Non serve salare a dismisura, o mettere più acqua, o mettere più olio. Non si ottiene alcun risultato."
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews338 followers
March 15, 2015
Veramente ben scritto. Ironico. Sarcastico, talvolta. Alla lunga, magari, non lascerà granché, ma almeno si percepisce una vivace intelligenza, nonché una solida cultura di fondo in colui che scrive.

Più che abbordabile, direi. Anche per coloro che non amano il genere “giallo”.

Profile Image for Callie S..
309 reviews96 followers
January 19, 2015
Straordinario Malvaldi: lo leggo e non mi delude mai.
Umorismo genuino, guascone, trovate linguistiche eccezionali e uno studio accurato dei personaggi confezionano anche questa volta un giallo delizioso, dal sapore retrò nelle ambientazioni eppure modernissimo nei conflitti che porta in scena.
Profile Image for Pierre Menard.
137 reviews253 followers
October 2, 2014
Per un primo approccio con Malvaldi, che sta riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica, ho pensato a questo libro perché sembrava contenere gli ingredienti giusti per un buon giallo storico (ritengo doverosa la metafora culinaria): il contesto (l’Italia di fine Ottocento), l’ambientazione provinciale (la Maremma), una famiglia nobile semidecaduta e la sua piccola corte, un omicidio insolito (è il maggiordomo a morire avvelenato), un personaggio sorprendente come Artusi, mercante di stoffe, buongustaio e intellettuale culinario, nel ruolo di spalla dell’investigatore, e l’esperienza di ricercatore in chimica dell’autore, a garanzia della verosimiglianza scientifica dell’intreccio.

Eppure, come insegnano gli ormai pervasivi chef pluristellati della televisione, per preparare un sontuoso piatto non basta disporre di materie prime di eccellente qualità: bisogna anche saperle amalgamare in modo da attrarre e ammaliare chi lo legge… pardon, lo degusta! Purtroppo, a mio parere, così non è stato: ho trovato il romanzo in sé poco credibile e a tratti noioso, la trama gialla scarsamente avvincente e parzialmente inconsistente, i personaggi e l’ambientazione inadeguati, la coloritura vernacolare superflua e la vena umoristica un po’ arida.

Il difetto principale è l’ambientazione: l’autore non è riuscito a ricostruire il periodo storico in modo sufficientemente convincente. I rapporti fra i familiari del barone, fra costoro e la servitù e in generale fra le persone di alto e basso rango non sono assolutamente credibili: il delegato si rivolge in modo troppo rude al barone e ai suoi figli, l’anziana baronessa è troppo spigliata per l’età e il ruolo, i fratelli si trattano tra loro con troppa sincerità (soprattutto tra i due maschi e l’unica femmina) e Gaddo e Lapo si rivolgono al padre come fossero giovani universitari degli anni Ottanta (del secolo scorso). Sono tutti troppo moderni per il 1895. Le considerazioni sull’Unità sono un po’ da scuola media e inoltre sembrano fatte a ridosso dell’evento, quando invece sono trascorsi quasi 35 anni.

E non è tutto. Certo Artusi doveva conoscere l’inglese per leggere The Sign of Four in edizione originale (la prima traduzione italiana è post 1895), ma d’altronde Malvaldi ci informa che l’immaginifico è buon amico del librario inglese di via de’ Cerretani. Sorprende però che un delegato di PS di un paesotto della provincia toscana usi con tanta familiarità il termine “criminologia” (p. 75), coniato dai seguaci di Lombroso appena una decina di anni prima della vicenda narrata. Ancora più sorprendente che Artusi usi il termine “liofilizzato” (p. 84), che lo Zingarelli data al 1957. In effetti, è in generale la lingua usata nel romanzo a lasciare davvero perplessi. A parte il continuo bizzarro scivolare dei verbi tra tempo presente e tempo passato, il lessico e i registri usati sono inappropriati: difficile immaginare italiani di provincia che a fine Ottocento parlano di weekend, di “catalogo primavera-estate” o che esclamano “Cazzo, che idea” nel monologo interiore. Gli elenchi puntati a), b), … sono del tutto fuori luogo. E anche il vezzo un po’ manzoniano di commentare la vicenda confrontandola con i tempi nostri risulta macchinoso. La spolverata di vernacolo è troppo sottile (raggiunge spessore solo quando entra in scena la cuoca Parisina, e giusto per poche pagine) e la lingua pseudo-aulica delle lettere di Artusi, forse i capitoletti più gradevoli dell’opera, viene rovinata da pesanti cadute scurrili del tutto gratuite. Del resto, per far (sor)ridere, Malvaldi ricorre spesso alla scurrilità, ispirato dai dissacranti autori del Vernacoliere (come confessa nella nota finale): tanto spesso da creare nel lettore un po’ di fastidio, e penso sia meglio non rievocare l’increscioso episodio dell’incontro di Gaddo con il Vate di Bolgheri.

La trama gialla, che costituisce l’asse portante del romanzo, è un po’ zoppicante e non basta qualche trovata interessante (far morire il maggiordomo) a riscattarla. Per fare un esempio, a p. 101 Gaddo rivela che a sparare al padre è stata una donna, provocando lo sconcerto nei presenti, ma non nel lettore, che già a p. 97 aveva letto che il giovane si era gettato dietro la “sparatrice”: non era meglio scrivere “sparatore”, in modo che la sorpresa giungesse anche per il lettore? Il successivo inseguimento di Agatina non sembra plausibile: dopo aver sparato al barone all’ora di pranzo la donna sfugge senza difficoltà a Gaddo, e presumibilmente si allontana a gran velocità, ma il delegato ha tutto il tempo di interrogare i presenti, discutere il fatto con Artusi, chiedere al fotografo di sviluppare la lastra, sottoporre ad un terzo grado la cuoca e farsi portare anche il cinghiale con le prugne, prima di mettersi in caccia. All’ora del tè tuttavia Agatina viene vista fuggire nei campi della proprietà e rapidamente catturata… un po’ strano, no? Infine non si comprende bene perché il barone, che poteva aprire e chiudere a suo piacimento la porta della cantina (p. 175), dopo aver preso la ricevuta al morto, rimanga nella stanza di questi ad espletare un bisogno fisiologico…

Lungi dal creare un proprio stile personale, Malvaldi si ispira troppo a Camilleri: per rendersene conto, basta osservare la scelta di ricorrere al vernacolo toscano (scelta che però non porta fino in fondo), la simulazione e la dissimulazione di alcuni personaggi, l’ambientazione di fine Ottocento (la Maremma invece di Vigata), il personaggio del burbero e acculturato delegato Artistico - una buona forchetta che pare una stampa e una figura con Montalbano -, perfino i titoletti cronologici dei capitoli e l’alternanza fra “cose scritte” e “cose dette”. Purtroppo l’emulazione non riesce per niente e siamo lontanissimi anche dai Camilleri meno belli.

Forse la parte migliore del romanzo va identificata nel personaggio di Artusi, ricostruito abbastanza fedelmente, pur con qualche licenza linguistica: gli inserti di chimica di cui si fa portavoce costituiscono una sorta di anticipazione della “scienza in cucina” che farebbe contenti Angela, Bressanini e il prof. Cannella.

Consigliato a chi apprezza il giallo (zafferano) in cucina.

Sconsigliato agli amanti del romanzo storico.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Fezi.
34 reviews
April 8, 2024
Ogni buongustaio delle pagine che si rispetti affronta almeno una volta nella vita il temuto "blocco del lettore".
Indigestione letteraria? Reflusso d'inchiostro?
Cause spesso ignote, eppure il malanno è dei più seri.
Qualora si cerchi un rimedio a portata di palato, Marco Malvaldi ci offre un giallo leggero e stuzzicante, in cui prevale il sapore di un'ironia scanzonata.
Dunque, ricetta: prendete il libro, apritelo (occhio a non maltrattarlo perché la carta di Sellerio è sempre delicatuccia) e assaporatelo con gusto, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. Terminata la lettura, confortati e rifocillati, sarete pronti a nuove avventure nelle grandi cucine della letteratura, dai tegami sempre in bollore.
A questo punto tu, utente temerario, giunto fino alla fine di questa sconclusionata recensione, ti starai chiedendo perché io abbia infarcito il mio commento di un ripieno mangereccio.
E leggilo, sto libro.
Ne riparliamo quando hai scoperto la ricetta del polpettone alla zingara.
Profile Image for Tommaso.
116 reviews2 followers
December 19, 2020
Un libro che si fa fa leggere volentieri. Ho apprezzato molto il fatto che Malvaldi si sia messo alla prova ambientando questo romanzo alla fine dell'800 mantenendo però una narrazione fresca con linguaggio giovanile (che però potrebbe indisporre gli amanti del romanzo storico); si è destreggiato discretamente anche con il personaggio di Pellegrino Artusi, una presenza ingombrante da inserire nel romanzo mantenendola credibile.
Il giallo in realtà non è irresistibile, mi aspettavo un piatto strutturato come il polpettone di tonno e mi sono dovuto accontentare di una insalatona; la trama ha qualche falla e quelli che dovrebbero essere i colpi di scena non scatenano nel lettore il giusto stupore.
A conti fatti consiglio di leggerlo.
Profile Image for Luchino.
107 reviews2 followers
June 15, 2019
Prosegue soddisfatto il gusto della lettura del Malvaldi, anche lontano dai personaggi del Barlume. Diversa l'ambientazione, tuttavia medesima la divertita e divertente penna che riesce a tratteggiare storie gustose e personaggi intriganti, appagando il gusto del lettore permeando il tutto di una piacevolissima leggerezza nonostante si parli di delitti.
Profile Image for Cristina.
186 reviews6 followers
November 21, 2020
Versione audiolibro letta da Alessandro Benvenuti.
Ho trascorso alcune ore molto piacevoli, soprattutto grazie all'interprete. Leggendolo da sola, il libro avrebbe perso gran parte della sua sottile ironia.
Profile Image for Priscilla.
254 reviews7 followers
January 12, 2022
Carino. Nella versione audiolibro è letto da Alessandro Benvenuti con un forte accento toscano, che probabilmente rende la storia più simpatica.
Grazie ai personaggi, un po' "macchiette", l'autore fa anche satira sociale sui nostri tempi.
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
June 5, 2023
Ecco, finalmente una lettura degna di questo nome! Mi ha fatta riconciliare con Malvaldi e ho semplicemente adorato l'enigma della stanza chiusa contornato di chianina e ribollita :)
Profile Image for Monica Soldera.
178 reviews2 followers
July 20, 2024
Una lettura simpatica. Molto stile Barlume. Io però ho una debolezza per Pellegrino Artusi ….
Profile Image for Camilla Zamboni.
50 reviews2 followers
January 19, 2023
Piacevole, divertente, leggero, come un pranzetto preparato dalla Parisina.
A volte l'umorismo sembra un po' forzato, ma l'idea di un giallo storico con il mitico Pellegrino Artusi, tanto buon cibo, e ottime discussioni sull'Italia appena formata e` davvero geniale!
Da gustare tutto d'un fiato.
7 reviews2 followers
March 26, 2022
Un libro que ha conseguido mantenerme enganchada y acabarlo solo en 24 horas. Aunque la trama no es muy compleja, tiene los rasgos de una buena novela: un crimen imposible, varios sospechosos y personajes entrañables. Si quieres leer una novela entretenida y con un final insospechado, este es tu libro
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
September 21, 2017
Il miglior libro di Marco Malvaldi, secondo me. Anche se mancano i vecchietti del Bar Lume.
Risvolto
In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosue Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l’ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l’altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l’Artusi. In questo umano e un po’ sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi, grazie alla sua saggezza e alle sue originali letture, a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.
In Odore di chiuso Malvaldi ha lasciato al momento l’improvvisata squadra investigativa dei vecchietti del BarLume per potersi dedicare a un vero giallo classico, basato su interrogatori, intuizioni e conclusioni deduttive. Ha scelto l’epoca di un’Italia da poco unificata e ancora impastoiata nei particolarismi nobiliari con riferimenti storico letterari che occhieggiano ironicamente all’oggi. Ma senza abbandonare la sottigliezza umana che gli permette di disegnare ogni personaggio con insolente umorismo, offrendo gallerie di caratteri e situazioni comiche capaci di divertire tanto quanto l’ingegnosità dell’intreccio.
Finalmente affrancatosi dai vecchietti del BarLume, Malvaldi tenta un giallo quasi anglosassone (alla Agahta Christie, per intenderci), cimentandosi col classico delitto della camera chiusa e con Pellegrino Artusi nelle vesti di investigatore. Una sorta di “Poirot per caso”.
I personaggi sono tratteggiati attraverso le loro caratteristiche di maschere, con richiami che in qualche modo rimandano al teatro greco, maschere “serie” dunque: non più parodie, o macchiette, come i vecchietti del bar.
La verità storica si mischia alla finzione quando Artusi stesso, nel corso della vicenda, racconta la genesi del suo innovativo libro di ricette ed alla fine, grazie alle sue competenze culinarie, contribuirà in maniera determinante alla scoperta del colpevole.
Un giallo storico, insomma, ben raccontato; linguaggio agile, pulito, spesso rischiarato da un’ironia irresistibile.
Profile Image for Francesco.
145 reviews
January 19, 2018
dallo stle leggero e ironico
stile:8/9
contenuto:8.5
globale:8.5
Profile Image for Craig Sisterson.
Author 4 books91 followers
March 4, 2018
Through the keyhole of a door-bolted wine cellar in a country estate, a man is seen sprawled. Dead, not drunken. After the hinges are removed and death confirmed, many in the gathered gathered crowd assume heart attack, only for the doctor to later proffer poisoning, kick-starting an unwanted police investigation.

A locked room mystery in a country manor? It sounds like the start of a classic Agatha Christie or Ngaio Marsh mystery from the Golden Age, but in reality this is the set-up for a delightful tale from a modern-day Italian crime writer - although it is set in 1890s Tuscany.

Elderly merchant Pellegrino Artusi, a famed writer of cookery books, is one of two guests invited to visit a Baron's castle in Tuscany for a boar hunt and a few days relaxation (the other is a photographer). Artusi, who has travelled far and wide throughout nineteenth century Italy sampling cuisine for his tome The Science of Cooking and The Art of Eating Well, is keen to learn the secrets of the Baron's kitchen.

Instead finds himself caught up in a troubling murder mystery when the Baron's young butler is found dead in the cellar beside a port wine glass. The arrival of a policeman puts everyone on edge, and fingers are pointed in various directions by the Baron's spoiled and lazy sons - one a lothario, the other dreams or being a famous poet - including towards Artusi himself. Then someone tries to shoot the Baron on a boar hunt, and Artusi must use his own highly attuned senses to uncover who's the true cause of all the violence.

THE ART OF KILLING WELL is a deliciously enjoyable tale - moreish without leaving you feeling overstuffed. It's relatively short, at less than 200 pages, and is a smooth, smile-inducing read. Malvaldi peppers the story with plenty of mischievousness; it's almost like the author and narrator both have a wee smirk on their face throughout. The setting in nineteenth century Tuscany adds some extra flavour: Italy has just been unified, and all the regional and class prejudices are on show as the characters are coming to grip with the changing face of a modernising nation. It was a time where the old pastoral fiefdoms were mixing with the increasing industrialisation of the world, changing work and leisure for everybody.

Malvaldi manages to craft a story that follows the classic cosy murder mystery recipe while also sprinkling something fresh and tasty for modern readers. There's an eclectic cast of memorable characters ensconsced at the castle, from the boorish libertine Gaddo to a dog-loving elderly Signorina who sees potential husbands at every turn, and Malvaldi provides plenty of suspects, red herrings, and twists to the murderous dish.

A very enjoyable read from a talented writer.

This review was written for Crime Watch: http://kiwicrime.blogspot.co.uk/2015/...
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews111 followers
January 27, 2014
Un po' di muffa e pure di fuffa Pi� da cartoncino telatino seriegiallagarzanti, un ultra classico pei palpiti e tremori notturni degli anni '50 - con le tre scimmiette (gialle) in copertina - che blusellerio, il castello, i nobili, i domestici, gli ospiti, la fine dell'ottocento e un delitto, classico che di pi� non si pu�: la camera chiusa! Ci siamo pure coi titoli, dai classicissimi "il bucharo insanguinato" a "la bara di tela" "un bacio e addio" o "il sudario non ha tasche", qui si apre con un opportuno "odore di chiuso". Uno dei personaggi � il possente Pellegrino Artusi. Il romagnolo autore dell'indispensabile �La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene� che unendo sensibilit� culinaria, intuito laico e positivismo sherlockiano, procede nelle parallele indagini col delegato di polizia, di quest'ultimo si vede pi� di un barlume d'ispirazione camilleriana o montelusofila o vigatica. Senza dubbio i nostalgici avranno un brivido di piacere, ma pure gli adusi al moderno frattagliamento e contemporanee macellerie o esumazioni, potranno leggerlo per farsi un'idea del giallo dei bei tempi andati, senza timore d'impolverarsi con inesistenti ragnatele, perch� � scritto con distacco e addirittura il narratore interviene nel testo con note e puntualizzazioni storiche e qualche strizzata d'occhio. Purtroppo, ai bei personaggi doverosamente netti ed archetipici che sostengono un plot decisamente buono, si accompagnano i soliti fervorini o pistolotti morali di Malvaldi, opportuni come limatura di ferro cromato sulla torta o la mantecatura di vinavil al cura�ao sulle crespelle. Esteticamente ineccepibile, per cucina futurista, ma di digestione ardua. Preferiremmo pagare il prezzo di copertina per una storia, la fuffa ce la regala gi� la tv e pure quotidiani ebdomadari e mensili. L'idea poi di perorare la causa Rom col mostrare una loro gustosa ricetta, � logicamente equivalente alla rivalutazione del nazismo esaltandone l'amore perfuso per i cani lupo. Ne val la pena Malvaldi? Colonna sonora: Charles Bradley � No Time For Dreaming. Puro sopraffino soul, da JB a Marvin G. Operazione nostalgica? Totalmente, ma senza fervorini. (e ha la voce di una locomotiva 640). PS: Malvaldi, per il prossimo romanzo le faccio un regalo. Veda d'infilarci, che ne so, un "della Lega m'importa sega" o un bel "Dux Me La Sux" che fa sempre la sua figura contemporanea nell'ambito - ovviamente - dell'immancabile afflato progressista che si porta cos� bene quest'anno signora mia.
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