2/10
Il livello è quello di un libro di Clive Cussler – e no, non è un complimento. Tesori sepolti, dottoresse non solo intelligentissime ma pure gnocche, servizi segreti, mafia di ogni nazionalità, reperti antichi di inestimabile valore, l’eroe uomo comune ma fascinoso e brillantissimo eccetera (il Gary Stue dell’autore, via), indovinelli à la Dan Brown, imperatori romani, samurai, mori, veneziani e chi più ne ha più ne metta. Il libro si svolge su tre piani temporali in modo estremamente confusionario, i personaggi se si mettono di profilo scompaiono e sono la fiera del cliché: c’è perfino la nobile veneziana rapita dai mori che viene salvata dallo stupro dal capitano dei mori, un bonazzo per metà italiano che ha dei Veri Valori, e finirà per innamorarsi perdutamente di lui. Sigh. In generale è tutto scontato e prevedibile per chi abbia già letto un paio di libri del genere. In più, non passano venti pagine senza che qualcuno finisca a letto con qualcun altro: a parte l’intrinseco squallore dello stile (sembra di leggere l’accoppiamento tra due sassi), alla lunga la cosa stufa. Quanto allo stile, poi, Buticchi non pare aver mai sentito parlare nemmeno della differenza tra mostrato e raccontato dal momento che le due cose si alternano a casaccio, con dei momenti di pathos miseramente affondati da un raccontato stile riassunto.