Questo libro sonnecchiava indisturbato da 20 anni nella mia biblioteca ed ho deciso di leggerlo per completare Terzani di cui era l'unico libro che ancora mi mancava. Ovviamente il mio giudizio si basa solo su una conoscenza relativa e frammentaria dei fatti di cui narra. Però è un fatto indiscutibile che Terzani sia stato testimone di un cambiamento epocale nella storia di un paese martoriato da più di 100 anni di guerra quasi ininterrotta. Prima i francesi, poi i giapponesi, gli inglesi, gli americani, praticamente tutte le nazioni cosiddette "civili" hanno massacrato il paese e il suo popolo. Il Vietnam è stato motivo e oggetto di guerre, massacri, invasioni, bombardamenti, uccisioni, strategie segrete delle grandi potenze che hanno condotto un teatrino sconvolgente sulla pelle di contadini, operai, povera gente che campava la famiglia con piccole risaie. Tutto per garantire loro la "libertà" dal comunismo. Milioni di morti ammazzati per un obiettivo fallito alla grande.
Il resoconto di Terzani ovviamente risente di un'epoca in cui la contrapposizione in blocchi definiti di potere non lasciava molto spazio al dialogo, alle relazioni umane, alla scelta pacifica di un popolo che cercava di organizzarsi e scegliere un governo che non fosse imposto da una potenza o l'altra.
Le quattro stelle sono per la penna felice di Terzani, non certo per le scelte fatte dal primo governo "autonomo" dei vietnamiti.
E' stata una bella lettura e, a distanza di tutti questi anni (e col senno di poi), non si può certo accusare Terzani di essere stato di parte, come se tutto ciò che era stato scritto prima, da lui come da tutti gli altri corrispondenti di guerra, non fosse stato di parte, della parte opposta.
Alla fine rimane un documento importante anche per leggere l'attualità.