Pietro Maximoff was Quicksilver, the fastest living creature on Earth - until the Scarlet Witch took it all away. Now, the son of Magneto is despised and powerless. Crushed and defeated, his only hope and refuge lies with the Inhumans. Re-united with his wife Crystal, will his desperate ambitions lead him to an even greater betrayal?
"Essere amati da Pietro ha sempre delle conseguenze."
TLDR: se siete curiosi su che fine abbia fatto Quicksilver dopo House of M, o se state seguendo tutte le varie apparizioni del personaggio nelle principali serie regolari, limitate, etc., e se magari avete anche intenzione di leggere "Silent War", allora "Son of M"* fa proprio al caso vostro. Storia intrigante, disegni molto carini, caldamente consigliata. *[Nota: la "M" non sta per "mignotta", anche se con Pietro è più che legittimo pensare il contrario.]
Vi ricordate il bellissimo episodio "X-aminations" su X-Factor, vol. 1, dove ci venivano mostrate le sedute di ciascun membro della squadra con lo psichiatra Leonard Samson? Lì Peter David aveva fornito un'interessante spiegazione dietro al carattere scostante, irascibile e borioso di Quicksilver (la c.d. "Sindrome di Pietro Maximoff: un incontrollabile impulso ad essere presuntuoso e arrogante"): tutti noi proviamo rabbia e frustrazione quando, nella nostra quotidianità, siamo rallentati da persone incapaci o maldestre come, tra gli esempi citati, il tale davanti a noi nella fila che non sa usare il bancomat; ora immaginiamo che chiunque ci circondi sia un imbecille che non sappia usare il bancomat, e capiamo com'è il mondo dal punto di vista di Pietro Maximoff, vale a dire un posto in cui tutti si muovono in maniera maledettamente troppo lenta per lui. La domanda è quindi d'obbligo: ora che ha perduto i suoi poteri, il suo caratteraccio, quantomeno, migliorerà?
Ma ovviamente no, che domande.
Perché "perduto i poteri", vi chiedete? Beh, questa miniserie segue direttamente gli eventi del crossover House of M, nel cui epilogo milioni e milioni di mutanti si sono ritrovati completamente privi delle loro abilità genetiche. Quicksilver è tra questi innumerevoli sfortunati. Per Pietro, poi, al danno si aggiunge una grossa beffa: la responsabile di questa "decimazione" mutante è infatti Scarlet Witch, la sua amata sorella Wanda, che Pietro aveva convinto a riplasmare la realtà in modo da farla corrispondere al sogno di loro padre Magneto, al contempo realizzando anche i desideri dei Vendicatori e X-Men, in modo così da far felici tutti e salvarle la vita. Pietro non voleva fare del male a nessuno. Pietro voleva fare la cosa giusta. Apprezzabile. Peccato che quando la realtà fittizia di House of M abbia iniziato a crollare sotto i colpi di chi ricordava, una Wanda ancora più destabilizzata di prima, nel riportare il mondo com'era in principio, abbia ridotto la specie mutante sull'orlo dell'estinzione, per poi scomparire nel nulla.
Adesso Pietro è solo l'ombra dell'uomo che era un tempo, e vive di stenti, incapace di abituarsi alla vita da semplice "homo sapiens", rimpiangendo di continuo i suoi poteri ormai scomparsi: il mutante noto tanto per la sua velocità quanto per la sua insofferenza verso gli altri, troppo lenti per lui, paga ora il contrappasso di essere solo uno dei tanti, in un mondo che adesso va troppo veloce. Oltretutto, Pietro non ha nessuna spalla su cui piangere, perché ritenuto corresponsabile della catastrofe che i mutanti stanno vivendo, ed è dunque un fuggiasco a tutti gli effetti. Finché un giorno, meditando se esista un posto sulla Terra in cui rifugiarsi, a Pietro non si accende una lampadina: sulla Terra magari no, ma da qualche altra parte, forse sì... Ammesso che da uno dei pochi luoghi in cui sia mai stato davvero felice rispondano alla sua chiamata.
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Si può dire che in questa ottima miniserie Quicksilver, nel disperato (seppur commendevole) tentativo di riscattarsi e rimediare ai suoi errori, intraprenderà una strada che lo porterà invece a divenire sempre più instabile psicologicamente (come già accaduto alla sorella), finendo infine preda di una sorta di delirio messianico: del resto, è proprio con questa personalità che lo ritroveremo in X-Factor vol. 3, dove per alcuni numeri ricoprirà un ruolo perlopiù da antagonista. Oltretutto,. A molti potrà non piacere che, dopo Wanda, anche l'altro gemello, alla fine di questa serie, si ritrovi, anziché redento o riscattatosi, relegato in un ruolo negativo: sinceramente, da fan del personaggio, l'idea non mi è dispiaciuta, anche perché questa serie fa un buon lavoro nell'esporre in modo organico e progressivo la corruzione di Quicksilver, che non ammattisce a caso, ma si compromette via via con una serie di azioni (), per poi culminare in quanto vedremo nel finale, con elementi che saranno poi sviluppati da Peter David su X-Factor vol. 3. Insomma, il tutto è realizzato bene e il declino morale e psicologico di Pietro, che contrasta con i suoi nuovi poteri, appare piuttosto sensato (sicuramente ben più di quello di Scarlet in Avengers Disassembled). Inoltre, questa parentesi da "villain" di Quicksilver sarà, a conti fatti, abbastanza breve, e Pietro tornerà presto a comportarsi da eroe, sebbene con il suo solito caratteraccio. Ma quella è un'altra storia...