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Falling

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To the delight of her many readers, Elizabeth Jane Howard has been producing prose of a subtlety, intelligence and feeling that has rarely faltered during the 50 years she has been writing. She is able to successfully straddle the disparate worlds of the popular and literary novel and this new book is among her most accomplished. Choosing a cynical and compromised first-person narrator, Howard introduces us to Henry Kent--a man looking for a woman --- preferably one with a little money.

Henry, in late middle age, is living without means on a dank houseboat. Getting by on his charm is no longer feasible and when writer Daisy Langrish buys a cottage close by, he sets his sights on her. But those around Daisy --- her agent, her daughter--begin to ask questions about him. And the revelations they uncover have them very worried indeed.

With a tone reminiscent of William Trevor, this is Howard at her most psychologically perceptive: her subject here is nothing less than an ambitious exploration of love, dealing in a dispassionate way with both the joys and the dangers. She demonstrates that the need to be first in someone's affections is a seductive but risky business and her powerful rendering of human emotion has the same scalpel-like precision as The Cazalet Chronicle. Many regard the latter as Howard's finest book, but this new volume is likely to change perceptions. Henry is fascinatingly characterised (we are allowed a nicely ambiguous attitude to him) and the slow but assured unwinding of the narrative grips with memorable force. --Barry Forshaw

422 pages, Paperback

First published January 1, 1999

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About the author

Elizabeth Jane Howard

53 books727 followers
Elizabeth Jane Howard, CBE, was an English novelist. She was an actress and a model before becoming a novelist. In 1951, she won the John Llewellyn Rhys Prize for her first novel, The Beautiful Visit. Six further novels followed, before she embarked on her best known work, a four novel family saga (i.e., The Cazalet Chronicles) set in wartime Britain. The Light Years, Marking Time, Confusion, and Casting Off were serialised by Cinema Verity for BBC television as The Cazalets (The Light Years, Marking Time, Confusion and Casting Off). She has also written a book of short stories, Mr Wrong, and edited two anthologies.

Her last novel in The Cazalet Chronicles series, "ALL CHANGE", was published in November 2013.

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322 (28%)
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487 (42%)
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264 (22%)
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60 (5%)
1 star
16 (1%)
Displaying 1 - 30 of 35 reviews
Profile Image for erigibbi.
1,151 reviews755 followers
February 1, 2021
4.5

I protagonisti di Perdersi, che si alternano anche nella narrazione della storia, sono Henry e Daisy.

Henry è un uomo solo, con più di sessant’anni alle spalle, senza un lavoro, che vive sulla barca di una coppia di amici. Daisy è una drammaturga, anche lei ha superato i sessant’anni, e ha appena acquistato un piccolo cottage di campagna. È una donna che ha sofferto molto per amore, il rapporto con la figlia non è dei migliori, conduce una vita piuttosto solitaria, ma ha due migliori amici su cui può sempre contare.

Viene forse naturale pensare che tra i due nasca una storia d’amore, ed effettivamente così è. Si tratta però di un amore malato, perché Henry non è una bella persona.

Henry è un essere infimo e subdolo. È un uomo che ha letto molto e che ha avuto diverse esperienze con le donne, tanto che sa capirle quasi alla perfezione, prevedendo ogni loro comportamento, necessità e pensiero. È un uomo che non cerca l’amore, ma semplicemente una donna piuttosto facoltosa che gli consenta di vivere senza far nulla, conducendo una bella vita senza meritarsela.

Già col primo capitolo narrato da Daisy si percepisce tutta la sua sofferenza, tutto quello che ha passato e patito. Sapere quanto ha sofferto, sapere quanto è stata presa in giro, ed essere consapevole di quanto verrà di nuovo abbindolata mi ha fatto stare parecchio male. È come se fin da subito sentissi la necessità di proteggerla, salvaguardarla da quell’essere spregevole che ha puntato gli occhi su di lui.

Alla luce di quello che succede, tra l’altro verso la fine scopriremo che Henry è pure peggiore di quello che pensavamo, Henry è un mostro anche perché è consapevole, pienamente cosciente di quanto Daisy abbia sofferto. Lei arriverà a confidarsi con lui. Così lui saprà benissimo che è una donna che fa fatica a fidarsi delle altre persone, degli uomini in particolare, per via delle esperienze passate. Eppure non smette mai di prendersi gioco di lei, di usarla, di sfruttare i suoi sentimenti, anche se che quell’ennesima presa in giro potrebbe minare per sempre la sua fiducia negli altri, e in sé stessa.

Ogni qualvolta che leggevo un capitolo narrato da Henry mi ritrovavo letteralmente schifata. Schifata dal suo modo di pensare e di agire, dalle sue bugie, dalle sue convinzioni e dalle sue motivazioni.

I bugiardi sottraggono valore alle parole, perché nel momento in cui sappiamo che hanno mentito su qualcosa, non è più possibile sapere se ci sia mai stata verità, e se c’è stata a che punto sia finita.

E sapere che Perdersi rappresenta, anche se in modo romanzato, una tragica vicenda vissuta in prima persona da Elizabeth Jane Howard, l’autrice del libro, fa ancora più male.

Sono stata completamente catturata da questo romanzo. Elizabeth Jane Howard è una scrittrice che mi piace sempre molto; oltre che per lo stile, semplice ma curato, ha una bellissima capacità di scavare nella psicologia dei personaggi, di mettere su carta i pensieri più intimi e personali, scrivendo di debolezze e incertezze.

«Siamo abituati a pensare che lo shock coincida con la scoperta di qualcosa che non ci aspettavamo, mentre spesso coincide con il venire a galla di certe nostre paure profonde».

Può capitare di perdersi, a volte siamo noi che non leggiamo correttamente i segnali, a volte veniamo trascinati fuori strada dalle persone che ci stanno accanto e su cui abbiamo riposto la nostra fiducia. Può capitare. L’importante è rendersene conto e ritrovare poi la strada giusta.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
633 reviews257 followers
October 20, 2020
Perdersi di Elizabeth Jane Howard (Fazi editore) è un romanzo pieno di malinconia. Forse, se non avessi letto il lungo articolo pubblicato su La Lettura qualche tempo fa, non credo che sarei riuscita ad apprezzarlo così tanto.

Perdersi - Elizabeth Jane Howard - Fazi EditoreAncora una volta Howard inserisce gli elementi autobiografici nel romanzo, senza svelare troppo vi dico che l’autrice ha vissuto praticamente la stessa esperienza della protagonista.

Amo tutto ciò che scrive Howard anche se credo che nulla si avvicini alla saga de I Cazalet, ho accolto con entusiasmo la proposta di lettura da parte dell’ufficio stampa!

Daisy è una donna matura e di successo. Drammaturga londinese, ha deciso di acquistare un cottage in campagna con un grande giardino bisognoso di cure e attenzioni, proprio come lei. Daisy è una donna single, attorno a lei ruotano principalmente due figure femminili: l’amica e la figlia.

Capiamo subito che Daisy è una donna sola e malinconica. Le sue ferite d’amore non si sono mai rimarginate. Non è stata molto fortunata, il suo primo matrimonio è stato breve e pieno di sofferenza. Il marito la tradiva, non la teneva in considerazione e soprattutto era un alcolizzato.

A mano a mano che le pagine scorrono scopriamo che nemmeno l’infanzia di Daisy è stata così idilliaca. Cresciuta con la zia Jess che era in grado di amare per due, Daisy non ha mai avuto intorno la famiglia che sognava e anche il suo secondo matrimonio si trasforma presto in un incubo. Il bell’attore, giovane, affascinante e promettente la lascia dal giorno alla notte.

La felicità di Daisy va in pezzi in un battito di ciglia. Era tornata a vivere, avevano una splendida intesa, sessuale e mentale, con il nuovo marito e quel sogno si infrange una mattina con una lettera pietosa e ingiusta.



RECENSIONE COMPLETA: https://www.lalettricecontrocorrente....
Profile Image for Violino Viola.
282 reviews32 followers
March 6, 2024
Il titolo originale (Falling) è senz'altro più adatto a questa storia in cui la protagonista "cade" innamorata; lei non lo sa, ma sta cadendo anche in una diabolica trappola di un narciso manipolatore. La struttura dei due punti di vista alternati dei due protagonisti (vittima e carnefice) è particolarmente adatta per mostrare a chi legge i meccanismi tremendi della manipolazione psicologica. La storia parte con molta calma, ma man mano il ritmo si fa incalzante, quasi come un thriller. Mi è dispiaciuto sapere che l'autrice purtroppo ha preso spunto per la storia da una vicenda autobiografica.
Profile Image for Liviana.
71 reviews47 followers
February 26, 2021
4,5
Gli imbroglioni si comportano come tutti gli altri, solo leggermente meglio.
Profile Image for ReadingKumiko.
169 reviews8 followers
November 9, 2020
Perdersi è il nuovo romanzo pubblicato dalla Fazi Editore di Elizabeth Jane Howard, autrice inglese che abbiamo conosciuto in Italia, e imparato ad amare, grazie alla saga dei Cazalet.

Perdersi è un romanzo difficile da leggere, non per la complessità della lingua o della trama, ma per i sentimenti che mette in scena e che suscita. Più volte leggendolo, mi sono chiesta quanto debba essere stato difficile scriverlo. Perché? Perché, seppure in forma romanzata, è il racconto autobiografico di un’esperienza che la Howard ha vissuto realmente: un plagio psicologico.

Trama – Perdersi
Perdersi racconta della vita della sessantenne Daisy, scrittrice e sceneggiatrice, che a seguito di due matrimoni falliti alle spalle, un rapporto conflittuale con la figlia e un lavoro che la porta spesso a viaggiare, decide di comprare un cottage nella campagna inglese, per trovare un po’ di pace lontana da Londra.

Lì conosce Henry, un giardiniere con qualche anno in più di lei, che si offre di curarle il giardino prima e poi, mentre lei sarà in America per lavoro, si offrirà anche di custodire la casa, avviando così una corrispondenza epistolare.

Al suo rientro in Inghilterra, Daisy trova un’accogliente casa ad attenderla e Henry che, dopo l’intimo scambio di lettere, non considera più unicamente come giardiniere e tuttofare. Tra i due nasce, infatti, una storia d’amore che si trasforma subito in convivenza e in una proposta di matrimonio.

Sembrerebbe una favola e invece è una macchinazione studiata ad hoc da Henry per poter vivere a spese di Daisy, senza doversi preoccupare di lavorare o di dove dormire, avendo sempre a disposizione un camino che tiene al caldo, tantissimi libri da leggere, una donna che cucina per lui e che lo soddisfa a letto e una bottiglia di vodka pronta a essere consumata.

Perché leggerlo
Perdersi è un romanzo a due voci: da una parte abbiamo il racconto di Henry e dall’altra quello di Daisy. È proprio la preziosa possibilità di leggere intimamente ciò che pensano i due personaggi che rende difficile la lettura. L’indignazione che sale, pagina dopo pagina, per le macchinazioni di Henry è sconvolgente. È proprio qui che mi chiedo come abbia fatto la Howard a tracciare così bene la mente di una persona tanto abietta e cattiva, di trovarvi le giustificazioni che lui – giustamente – trova verso se stesso e la sua storia. Considerando che il racconto muove da un’esperienza personale, trovo il compito ancora più difficile. Mi auguro che sia stato anche terapeutico per l’autrice.

Henry è uno scansafatiche, alcolizzato e violento, un bugiardo seriale che ha speso la sua vita a rovinare quella delle donne che sono – sfortunatamente – incappate sulla sua strada. Dal primo momento in cui incontra Daisy, per puro caso, intesse una rete di macchinazioni e di bugie, grazie alla sua inspiegabile comprensione dell’animo femminile, che gli permetteranno di guadagnarsi la fiducia della donna e che la porteranno a capitolare ai suoi piedi. Henry fiuta istintivamente la diffidenza di Daisy e mentre lei è in America entra furtivamente nella sua casa per scoprire tutti i pezzetti della storia personale della donna e creare il puzzle della sua personalità, che gli permetterà, con più facilità, di farla cedere.

Henry leggerà i suoi diari segreti, le lettere dei suoi amori passati, spierà le sceneggiature da lei scritte e scriverà di suo pugno delle lettere per raccontarle la propria vita. Ogni lettera sarà un susseguirsi di bugie, dove Henry cercherà di dare l’idea di una persona sfortunata, a cui la vita ha riservato molte sofferenze e per questo innocua e incapace di far soffrire gli altri. Quando Daisy tornerà al cottage, si prodigherà in attenzioni tutte ben studiate e architettate per catturare il suo interesse e il suo affetto.

È meschino tutto ciò che pensa e che mette in pratica. E il lettore, leggendo i capitoli del libro dal suo punto di vista, non è vittima come Daisy, bensì complice, testimone impotente di quello che Daisy sta subendo. E non può fare niente se non arrabbiarsi e indignarsi ed essere felice che Daisy abbia al suo fianco due fidati amici e una figlia che le vuole molto più bene di ciò che dimostra apertamente.

Perdersi è un romanzo spietato e feroce, ma allo stesso tempo ho riconosciuto e trovato tutta la sensibilità e la dovizia di particolari famigliari alla Howard, che mi hanno fatto amare i Cazalet e che mi hanno fatto amare anche questo libro, nonostante il personaggio di Henry mi abbia suscitato un odio profondo. Solo una penna magistrale come quella della Howard può riuscire a far convivere due sentimenti così agli antipodi.
Profile Image for Cristina - Athenae Noctua.
416 reviews50 followers
November 10, 2020
Perdersi è un romanzo molto diverso dai precedenti: mancano quella coralità e quei momenti d'insieme che caratterizzavano la saga dei Cazalet ma anche i racconti meno affollati come Cambio di rotta e All'ombra di Julius; c'è, forse, qualcosa che richiama Le mezze verità, soprattutto nella sfumatura di thriller che si definisce via via, ma la grande novità è che la vicenda si articola intorno a due figure onnipresenti e che, mentre l'azione è affidata fondamentalmente ad un personaggio, all'altro sono concessi perlopiù momenti riflessivi.
https://athenaenoctua2013.blogspot.co...
Profile Image for LettriceAssorta.
404 reviews165 followers
October 10, 2020
PERDERSI di Elizabeth Jane Howard è senza ombra di dubbio il romanzo più bello che abbia letto in questo periodo. Oltre alla trama molto coinvolgente, spiccano il grande talento dell’autrice nel descrivere le situazioni, e due protagonisti costruiti talmente bene nelle varie sfaccetture della personalità, da sembrare reali. Efficace il taglio psicologico che conferisce alla storia tridimensionalità e completezza. Quattrocento pagine circa, tutte essenziali e pulsanti di vigore. Un libro ben strutturato e completo che ho letto con entusiasmo fino alla fine.
Henry è un sessantenne ossessionato dal passato e in ansia per il futuro; per anni ha letto tantissimo, usa la sua superiorità intellettuale al fine di sopperire alla mancanza di fiducia in se stesso in altri campi, e trascorre gran parte del suo tempo libero a scrivere una specie di diario dove mescola senza sforzo realtà e immaginazione. Senza fissa dimora, a carico dello Stato, teme la vecchiaia più della morte e decide di cercarsi una donna abbiente per vivere alle sue spalle. Daisy è una drammaturga di successo con alle spalle due matrimoni falliti che l’hanno resa diffidente. E’ molto tempo che gli uomini non le mostrano altro che una cortese indifferenza e si chiede spesso, non senza inquietudine, se la solitudine sarà il suo unico futuro. Henry s’insinua nella vita della donna e cerca di disarmare le sue difese in modo graduale. Ad un certo punto si sveglierà talmente assoggettata da non sapere come ritrovare un’identità separata e distinta da lui. Il romanzo è caratterizzato dall’alternarsi dei punti di vista dei due protagonisti. Interessanti le incursioni nel passato. Lungo tutta la lettura Henry si prodiga in modo subdolo affinchè Daisy lo ami, dipenda da lui, lo consideri la persona più importante. La corteggia, le fa dei complimenti, l’ammalia, la compiace e soprattutto le parla per fare breccia nel suo cuore. Daisy a sua volta si sente gli anni scivolare di dosso, libera dalle ansie che si porta dietro. Una lettura raffinata, piena di fascino e con un fondo di mistero. Molto consigliata!
Profile Image for Anto_s1977.
860 reviews36 followers
November 20, 2021
Il libro di Elizabeth Jane Howard narra un'amara vicenda che coinvolge una donna appena separata dal marito. Il suo nome è Daisy ed è una sceneggiatrice inglese.
Delusa sentimentalmente, la donna decide di comprare una villetta in campagna e approfittare dell'isolamento che il luogo offre per ritrovare il proprio equilibrio.
Purtroppo è proprio lì che si imbatte in Henry, un uomo arrivista, egoista e manipolatore che, approfittando della debolezza della ricca signora, si insinua pian piano nella villa e nel suo cuore infranto.
"Perdersi" si è rivelata fin da subito una lettura piacevole e, per certi versi, intrigante. Il personaggio maschile è ben riuscito e caratterizzato da mille sfaccettature, tanto da risultare accattivante, pur nella sua abiezione. Daisy, invece, mi è piaciuta meno: troppo debole e piatto come personaggio.
Le tematiche del raggiro e dell'amore in tarda età sono interessanti, così come la tecnica narrativa del doppio punto di vista, che rende la vicenda ancora più appassionante da seguire.
6 reviews
June 9, 2025
Ho adorato l’inizio, sarebbe stato un 5 stelle. Poi diventa un pochino surreale e anche incasinato, Daisy sembra sempre più… tonta. E purtroppo il personaggio femminile che prima mi piaceva tanto non mi ha più suscitato le stesse emozioni. Comunque un bel libro che si ha voglia di riprendere in mano e si legge in pochi giorni se si ha qualche ora libera
Profile Image for Solo un’altra pagina.
63 reviews112 followers
November 7, 2020
“Perdersi”, un titolo che lascia sottinteso tanto: ci si può perdere per strada, perdere la testa, perdersi in una storia d’amore, perdere se stessi o perdersi tra le pagine di un libro, non so, mi ha affascinata fin da subito e, fortunatamente non mi ha delusa.
Il libro sviluppa due punti di vista che si alternano, Henry, un giardiniere arrivista, che sfrutta il suo fascino per accalappiare donne ricche e poter vivere dei loro soldi, e Daisy, una drammaturga di successo che acquista una casa in campagna e, per sua sfortuna, assume come giardiniere Henry.
Il punto di forza del romanzo è sicuramente il fatto di poter vestire i panni di Henry, fin dalla prima pagina il fastidio che ci provoca è palpabile, l’autrice riesce a calarsi perfettamente nella parte rendendo il personaggio di Henry reale, incredibilmente però, più leggiamo e più Henry in qualche modo riesce a plagiare anche noi, il suo charme, la sua eleganza e le sue attenzioni farebbero cadere in trappola qualunque donna.
Contemporaneamente il punto di vista di Daisy ci spezza il cuore, vediamo questa donna reduce da matrimoni falliti che ormai non si aspetta più nulla dagli uomini e dall’amore cedere, piano piano, alle avance di quello che sarà sicuramente la sua più grande delusione. Vorremmo avvertirla, urlarle di scappare, di non fidarsi, ma a noi non resta che assistere a ciò che è inevitabile.
L’unica pecca del libro si trova nel finale, l’ho trovato chiuso troppo in fretta, la narrazione viene quasi troncata e con 20 pagine tutto trova una risoluzione, peccato.

Instagram: solo_un_altra_pagina
Profile Image for Gresi e i suoi Sogni d'inchiostro .
772 reviews14 followers
January 23, 2022

Ci rendiamo conto della nostra solitudine soprattutto nei momenti di lutto e perdita. Il paradosso è che non credo che siamo fatti per rimanere soli. Ci sforziamo così tanto e con tale costanza di stare con gli altri, di diventare parte di qualcosa che sta fuori da noi, che questo bisogno deve per forza avere un’origine naturale.

Questa volta la narrazione prevedeva una coppia, l’unica che fra vecchi compagni, amici perduti e poi ritrovati, si insinuarono in una piccola fessura del mio cuore, silenziosamente come sono silenziose certe storie, che non ha avuto bisogno di grandi parole per presentarsi, mostrarsi, persi di vista per qualche tempo ma poi ritrovati pur condividendo una passione incommensurabile per la letteratura. Stessi scenari – più o meno -, personaggi dalla forte carica emotiva, le forme diverse ma la cui anima scandaglia assetti della personalità umana che per un momento ho creduto di non scorgere niente di nuovo o diverso ma in realtà molto più di quel che sembra, perché anche se si tratta dell’ennesimo ritratto umano oramai sono completamente legata a queste storie.
In questa storia, tra le tante cose, ho scoperto una parte dell’autrice che francamente non conoscevo. Mi è sembrato come se l’anima della stessa Howard si protrasse fra le pagine, che quella narrata non fosse la voce corale di una coppia bensì un insieme di identità contraddittorie, e ogni volta che leggevo di Daisy e Henry mi sentivo legata a loro come fratelli di sangue. Tra le tante cose strane che scoprì era che sembravano esistere tante piccole Elizabeth Jane Howard, che lei non fosse una sola persona ma un insieme di entità contradditorie, e ogni volta che leggevo di questa coppia era diverso l’approccio. Con uno scatto di ammaliamento, deduco che per giostrare due personalità forti come quelli dei protagonisti di questa storia credo che il sentirsi isolati, chiudendosi in se stessi non basta. Voglio dire, che seppur di personaggi fittizi si parla, la loro anima ha pesato greve e chiassosa nel mio cuore, in cui ciò accadrà avverrà per un'unica ragione: la diffidenza. Chi ha già letto qualcosa dell’autrice, in precedenza, sa che la Howard legge nel cuore umano tendendo a trasformare qualunque assetto buono o positivo in forme distorte di crudeltà. Voglio dire, l’amore che prevede nient’altro che rose e fiori tende spesso ad annoiare, no? Eppure, c’è chi l’amore non ha mai potuto viverlo nella sua più completa essenza. Il potere dell’attrazione nella propria orbita, forme di puro e semplice ammaliamento non sarebbero bastate con interminabili diffidi e quisquilie varie. La me romantica ma anche pragmatica, con una visione completamente diversa da quella dell’autrice, tiro fuori queste storie, dal santuario magico delle mie librerie, facendomi sentire molto più consapevole di quel che credevo, perché quando apro un romanzo di Elizabeth Jane Howard ritrovo me stessa come quando sono sola.
Perdersi ha molte compatibilità con Il lungo sguardo, nonostante apparentemente sembrino due storie a se e molto diverse fra loro. Avrei potuto tranquillamente risiedere nella mia poltrona preferita, e lasciarmi contagiare dal tono malinconico, lento e sincopato di un romanzo che è ambientato nel passato ma sembra ben radicato nel presente che non volle conferirmi alcun messaggio particolare se non uno stato d’animo in cui la libertà d’azione non coincide con quella di pensiero. Daisy in particolare aveva ogni motivo per sentirsi così per non gradire l’entrata in scena del nuovo venuto, perché Henry risulterà molto più bravo di lei ad ammaliare e sedurre le donne a portata di mano, i cui fendenti furono molto più veloci e potenti, fugando ogni dubbio sulla sua apparente condizione di << innocentino >>. I fatti parlavano chiaro? Come mi sarei sentita io, se mi fossi innamorata qualcuno che non era chi diceva di essere?
Gira e rigira, fra innumerevoli tuffi nel passato e ripercussioni nel presente, Perdersi è stato una retrocessione, un piccolo scivolone altalenante fra passato e presente, offuscamento dei sensi, dell’orientamento, del dubbio che si inscena o intavola nel momento in cui l’amore bussa alla nostra porta di cui la stessa Howard, traendo ispirazione da un fatto puramente veritiero e realistico sfrutta una vicenda del suo passato proiettandolo su carta, esprimendo non solo le proprie idee in proposito ma stimolando alla riflessione e alle critiche che certe situazioni comportano. Ma è proprio uno degli aspetti principali della produzione howardiana che preferisco: la sua innocenza, il suo distacco ultraterreno dalla razionalità e le contraddizioni della società a cui apparteneva. A me conferisce quasi sempre un marasma di sensazioni altalenanti, un caos di impulsi contrastanti e burrascosi controsensi, l’autrice, da quel poco che ho letto, mi è sembrata fosse una donna quieta, pensosa, evidentemente desiderosa di mettere a posto qualcosa dentro di lei, così presa dai suoi pensieri e dal suo modo di agire da non badare al rumore circostante. Un essere contaminato dalla vita, dai dolorosi ricordi del passato, così pura, innocente, fedele a se stessa che sovente mi è difficile inquadrarla. Ho sempre creduto che la Howard nascondesse molto più di quel che disse, perciò i suoi romanzi mi affascinano.
Ora come ora nessun parere negativo può fermarmi, e nemmeno ci provo, nel desistere nel mio intento. Ma che cosa c'entra tutto questo con l'approccio di una nuova e straordinaria lettura? Se scrivo questo il motivo è dovuto semplicemente dal fatto che questa storia, a dispetto di Cambio di rotta, mi ha ridotta un pó meno a pezzi, a dispetto di quel che credevo. Eppure quello che mi è stato detto è stato straordinario, introspettivo, con meccanismi e ruoli che hanno avuto un'importanza tutta loro.
Tutti sanno che l’amore, il legame intrinseco che si instaura in una coppia, talvolta si riduce in minima parte di quel che sembra. Il legame che si instaura fra Henry e Daisy ci pone dinanzi all'ascolto del racconto forte e intenso della protagonista, alterego della stessa autrice, del suo concetto di amore e di unione. Perdersi è infatti un esame attento e dinamico fra questi due concetti che dovrebbe trascendere il proprio modo di essere una coppia, fino a divenire una quintessenza che si fonde e si disperde al punto tale che non esiste un'immagine perfetta, costante nel tempo ma solo una lunga serie di apparizioni, modi di sopravvivenza. Mediante alcuni segreti relativi al cuore umano è possibile scandagliare tutto questo, limarli nel miglior modo possibile, conformandosi alle regole universali della vita di coppia.
Pur quanto mi sia sembrato strano sentire una storia che deplorasse continuamente una sventura che, al principio, avrebbe potuto essere per Deisy e Henry idilliaca, non avrebbe potuto essere diversa di così, sebbene ogni tanto mi domandi quali sono le vere conseguenze per cui dietro ogni situazione o eventi ci siano bastonate emotive dovute da forti e insaziabili moti di desiderio di affetto o amore, e quando la Howard lo riversa nei suoi personaggi li giudica mediante i loro stessi occhi. Con grande sensibilità, ma privi di fondamento logico.
Perdersi è uno squarcio di vita della stessa autrice, che conferisce un'idea piuttosto chiara del passato in quanto si amalga perfettamente al presente, in un carosello di immagini ed episodi che si riversano sotto cieli grigi di rammarico, ricordi o memorie perdute. Niente di impossibile da sradicare, ma di inaspettatamente bello ed intenso che mi ha attesa lì, invisibile, maturando in queste pagine, pronto ad esplodere, un processo a ritroso di cui la mente si aggrappa mediante l'oblio, l'arte imprescindibile delle parole, con il suo vasto corredo di illusioni, esortazioni, moti invisibili del cuore umano. La cosa che mi ha resa impreparata è stato il concetto di amore che la Howard stessa visse senza alcuna esperienza, che coincise col concetto di ingenuità, semplicità del fanciullo, salvata da una situazione insostenibile, nonostante le innumerevoli battaglie di mantenere intatta la sua identità. Lasciandosi andare alla deriva mentre gli anni passavano, senza però mai insistere pur di affermare il suo diritto di essere donna, compagna, moglie.
Immersa in una realtà quasi insostenibile, in cui si rifugge nell'affrontare il peggio di se stessi, nascosti in facciate di finti buonismi e perbenismo in cui la bellezza è dotata di una propria struttura ossea, mi sono sentita in parte unanime in parte speranzosa nel sentire, costatare o vedere, o, ancor più, confidare, in un miracolo. L'ingenuità della stessa Daisy, che usa come espediente per rifuggire da una realtà disdicevole, opprimente è un maleficio.
Certamente un romanzo drammatico, un manifesto della letteratura inglese che depone la Howard a considerala, ancora una volta, la Jane Austen dei giorni nostri. Definirlo drammatico, di per sé, coglie una parte dell'anima di questa storia, e la coppia Daisy e Henry evidenziano perfettamente questo aspetto. Si sogna cose che forse non avremo mai, si teme di essere delle anime dannate di solitudine, con un certo e profondo sentimento. La felicità, la soddisfazione morale e quella economia, non doveva essere niente di malvagio se non ci si fosse intestarditi ad ottenere un certo posto, una certa posizione. Io che mi appresto a riporre queste poche righe ci ho messo un pó a capirlo, ma questo, è ciò che i figli di carta di questa bellissima storia dovevano mettere in atto. Sarebbe stato tutto più semplice, non cadere nello sconforto, nel tranello, pentirsi e lasciarsi sfuggire quasi con un sospiro di rimpianto ciò che la vita gli avrebbe fatto vivere con onore.
Forme particolari di riflessioni che mi hanno colta impreparata, in quanto Perdersi è molto più di quel che sembra: non il ritratto di una semplice storia d'amore macchiata di atrocità e crudeltà bensì l'impossibilità di vedere o sentire la realtà circostante al di là di ogni cosa, al di là di ogni forma o conseguenza. L'uomo è una creatura che compie continuamente errori, e, penso, stia qui la sua bellezza. La Howard sapeva che avrebbe scritto una storia dal mancato lieto fine, ma, del resto, la vita non è qualcosa che riesci a tollerare ma con le sue incongruenze?
Profile Image for ‘mell.
203 reviews34 followers
March 17, 2021
Può un romanzo tenerti per tutto il tempo con il fiato sospeso, anche quando, oggettivamente, nella storia non succede nulla di concreto? Ebbene, sì. Con il suo ultimo romanzo, la cara Elizabeth Jane Howard con me ci è risuscita benissimo.
Dove sta il trucco? Ovviamente nel suo brillante talento con la scrittura e, sfortunatamente, in una buona dose di conoscenza in fatto di uomini dall’animo subdolo.

“Perdersi“, infatti, seppur in forma romanzata, è in parte anche una sorta di romanzo autobiografico: per la prima volta, Elizabeth J. Howard racconta ai suoi lettori il tragico plagio psicologico che ha vissuto in prima persona.

“Negli anni ho imparato che se da un lato non bisogna mai smettere di cercare le opportunità, dall’altro è necessario avere ben chiaro il genere di opportunità che vale la pena trovare.”

Protagonisti delle vicende sono Harry, un ultrasessantenne solo e con scarsa voglia di lavorare, che vive su una barca presa in prestito; e Daisy, una donna matura, drammaturga di successo e anche lei sola dopo diversi matrimoni finiti male.
Harry è un bugiardo, un uomo subdolo che ha sempre ingannato le donne per guadagnarsi una posizione comoda e priva di sacrifici; Daisy è una gran lavoratrice, gode di una buona posizione sociale ed è una donna ferita che decide di trasferirsi in un piccolo cottage di montagna per cercare di voltare pagina, in qualche modo.

Ci troviamo di fronte a due punti di vista, e quando le strade dei due protagonisti si incontrano, ecco che quest’ultimi si incastrano perfettamente tra loro, mettendo in moto una serie di piani studiati a tavoletta da parte di quell’uomo non visto di buon occhio dalla maggior parte delle persone vicine a Daisy: inizialmente, Harry si offre di lavorare come giardiniere al cottage e, quando fiuta la diffidenza della donna, fa di tutto per sedurla attraverso una serie di macchinazioni.

“Perdersi” è indubbiamente uno dei romanzi più belli che abbia mai letto. Elizabeth Jane Howard incentra il suo racconto su una forte impronta psicologica; elemento che rende la trama ricca di pathos. La mia attenzione non ha vacillato nemmeno per un momento, nonostante le sue corpose 400 pagine e nonostante fossi già a conoscenza degli intenti di Harry.

“Insomma, di momenti felici ne aveva avuti, eppure man mano che invecchiava era come se essi si legassero tanto più strettamente a quelli infelici.“

“Perdersi” è sicuramente un romanzo difficile da digerire per l’amarezza che suscita, ma vale la pena leggerlo anche solo per godersi la penna magistrale dell’autrice che, ancora una volta, si dimostra attenta e precisa nel descrivere i sentimenti più intimi di uomini e donne. Una continua manipolazione di sentimenti, ecco come mi piacerebbe definirlo. Quando si parla di Elizabeth Jane Howard, si sa che le cose non sono mai quelle che sembrano. E anche stavolta, questo romanzo è molto di più di una semplice storia d’amore. Sta a voi scoprire come finisce tra i due e ricordatevi che le persone, spesso, non sono quelle che dicono di essere.
Profile Image for Silvia Volpi.
183 reviews1 follower
November 20, 2022
una lettura scorrevole che mi ha coinvolto con dalle prime pagine. Si è quasi portati a giustificare Henry all'inizio ma andando avanti le sue menzogne e il suo modo di insinuarsi nella vita di Daisy lo rendono sempre più detestabile. Viene voglia di gridare a Daisy: "no, che fai? Attenta,non farti abbindolare!"
Unico piccolo neo c'è qualcosa che resta non svelato, qualcosa che si sa che Henry vuole tenere nascosta. Alla fine avrei voluto sapere che cosa fosse.
Profile Image for Luisa Distefano.
Author 12 books8 followers
October 23, 2020
La storia di Perdersi racconta un’esperienza personale dell’autrice e sin dalle prime pagine è impossibile non notare quanto ne sia coinvolta, dall’attenzione che pone nella descrizione del carattere dei personaggi, delle loro vicissitudini personali, nel loro flusso dei pensieri, ma soprattutto nella delicatezza con cui affronta il tema del plagio psicologico.


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Ammettere di aver ceduto alla manipolazione mentale, di essere stati ciechi di fronte alla verità più chiara che sia osta ai nostri occhi non è facile.
Fa sentire incapaci, stupidi e incoscienti.
Ci si sente umiliati.
Soprattutto ci si sente colpevoli di aver amato chi invece ci ha preso solo in giro. E si vorrebbe sparire dalla faccia delle terra, per dimenticare, per cancellare il ricordo di quel sentimento puro lordato dalle bugie e dall’inganno.

Mi escludo dalla maggioranza di essi perché ritengo di aver sempre posseduto una comprensione intuitiva delle donne di cui mi sono innamorato.
Allo stesso tempo, l’autrice non vuole additare il cattivo della storia, giudicarlo e metterlo a rogo, ma vuole farlo vedere per quello che è: una vittima esso stesso delle sue convinzioni mentali.

Ogni volta che avevo avuto fortuna, non era durata più di qualche settimana, qualche mese a dire tanto. Non capivo perché, pur essendo dotato di un talento raro rispetto a molti altri uomini, non avessi mai goduto di quelle comodità emotive e di altro genere di cui la mia natura aveva tanto bisogno
Sentirsi superiore agli altri e soprattuto incolpare il prossimo dei nostri errori, delle nostre scelte sbagliati, del nostro adattamento sugli allori e della mancata felicità, è solamente segno di vittimismo e di stupidità.

Per quanto le azioni degli altri influenzano la nostra vita e ne cambiano il percorso che noi abbiamo impostato, questo non vuol dire che le nostre mancanze siano imputabili agli altri, ma bensì solo a noi stessi.

È qui inizia il disturbo mentale di Henry, che cerca in tutti i modi di sfruttare la fiducia delle donne, facendole innamorare per poi portare loro via tutto, usando la sua bravura nel parlare, e la sua capacità di comprenderle, per agire sulle loro menti e manipolare la loro volontà.


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Daisy è una donna ferita.
Ha sofferto nella vita.
È stata ferita, tradita e imbrogliata. E dovrebbe fiutare da lontano un imbroglione. E inconsciamente lo fa, l’istinto le suggerisce qualcosa di incomprensibile e lo dimostra la sua ritrosia a lasciarsi andare.

Però è così desiderosa d’amore, che non ascolta quella voce interiore.
Vuole credere in quella storia nata per caso, senza essere cercata né voluta, ma arrivata nel momento in cui lei aveva bisogno di certe attenzioni, come dono del destino, che si era dimostrato avverso spesso in passato.

I segni ci sono tutti per comprendere la vera indole di Henry e non restano celati. Come sempre accade anche nella vita reale.

Due gli aspetti fondamentali di questo amore malato.
Henry è subdolo, manipolatore, infimo e incapace di amare se non stesso e mai nessuna donna potrà cambiarlo, perché lui si ama così e non vuole cambiare in quanto si vede perfetto e nel giusto.
Daisy è la dimostrazione perfetta di quanto le donne possano essere forti. Nonostante l’umiliazione della situazione ha saputo reagire, ha creduto in chi veramente l’ama e ha saputo lottare per liberarsi del marcio e purificare sé stessa.
Profile Image for Abc.
1,157 reviews110 followers
July 3, 2021
Wow che introspezione psicologica! Davvero complimenti all'autrice per aver costruito un romanzo in cui i pensieri, le emozioni e i dubbi dei due protagonisti sono assolutamente credibili.
Il libro si compone di capitoli in cui si alternano il punto di vista di Daisy e quello di Henry.
Daisy, ormai sessantenne, ha acquistato un cottage nella campagna inglese per farne il proprio rifugio solitario. È reduce da due matrimoni falliti a causa dell'infedeltà dei suoi ex mariti. È ovviamente disillusa e non ha più fiducia negli uomini.
Henry è anche lui un solitario. Vive su una barca vicino al cottage di Daisy. Ha avuto un'infanzia tristissima, caratterizzata prima dalla precoce morte della madre e poi dalle violenze che gli hanno riservato il padre e la matrigna. Con gli anni è diventato esperto nel manipolare le persone e, in particolare, le donne. E adesso Daisy gli si presenta come la preda più appetibile....
Trovo incredibile il modo in cui l'autrice è riuscita a calarsi nella mente distorta di Henry per svelarci tutte le manovre attuate per sedurre Daisy e portarla a fidarsi di lui.
Allo stesso modo la Howard è riuscita a costruire benissimo anche il personaggio di questa donna di mezza età che patisce la solitudine, ma non riesce più a credere nell'amore e negli uomini. I suoi dubbi sono i dubbi di tutte le donne tradite e umiliate da uomini indegni e certe ferite sono difficili da sanare.
Devo ammettere che il finale mi ha sorpresa perché sinceramente
Profile Image for _nuovocapitolo_.
1,334 reviews40 followers
December 10, 2022
Perdersi di Elizabeth Jane Howard è un romanzo pieno di malinconia. Forse, se non avessi letto il lungo articolo pubblicato su La Lettura qualche tempo fa, non credo che sarei riuscita ad apprezzarlo così tanto.
Ancora una volta Howard inserisce gli elementi autobiografici nel romanzo, senza svelare troppo vi dico che l’autrice ha vissuto praticamente la stessa esperienza della protagonista.
Amo tutto ciò che scrive Howard anche se credo che nulla si avvicini alla saga de I Cazalet, ho accolto con entusiasmo la proposta di lettura da parte dell’ufficio stampa!
Daisy è una donna matura e di successo. Drammaturga londinese, ha deciso di acquistare un cottage in campagna con un grande giardino bisognoso di cure e attenzioni, proprio come lei. Daisy è una donna single, attorno a lei ruotano principalmente due figure femminili: l’amica e la figlia.
Capiamo subito che Daisy è una donna sola e malinconica. Le sue ferite d’amore non si sono mai rimarginate. Non è stata molto fortunata, il suo primo matrimonio è stato breve e pieno di sofferenza. Il marito la tradiva, non la teneva in considerazione e soprattutto era un alcolizzato.
A mano a mano che le pagine scorrono scopriamo che nemmeno l’infanzia di Daisy è stata così idilliaca.
Cresciuta con la zia Jess che era in grado di amare per due, Daisy non ha mai avuto intorno la famiglia che sognava e anche il suo secondo matrimonio si trasforma presto in un incubo. Il bell’attore, giovane, affascinante e promettente la lascia dal giorno alla notte.
La felicità di Daisy va in pezzi in un battito di ciglia. Era tornata a vivere, avevano una splendida intesa, sessuale e mentale, con il nuovo marito e quel sogno si infrange una mattina con una lettera pietosa e ingiusta.
Questo è lo stato d’animo della nostra protagonista quando facciamo la sua conoscenza. Ma si può davvero rinunciare all’amore? Si è davvero troppo vecchi per rimettersi in gioco e innamorarsi?
Ovviamente l’amore non ha età e non è una frase fatta, lo scopriremo scorrendo le pagine.
Quando Daisy arriva al cottage si imbatte proprio in Henry, uno strano personaggio che abita su una barca e che è a caccia di una donna da controllare, comandare e magari anche “spennare”.
Henry è inquietante e lo si capisce dalle prime righe, ma è anche affascinante. Il suo modo di parlare e soprattutto di scrivere ci conquistano subito e quasi ci fanno dimenticare il fatto che sia soltanto un mascalzone.
Henry è una di quelle persone in grado di fingere empatia, si immedesimano così tanto negli altri che riescono a prevedere parole e azioni.
Quando scorge Daisy capisce che è lei la donna giusta e si offre di sistemarle il giardino. Da lì il passo sarà breve ed Henry si insinuerà sempre in maniera graduale e poco sospetta, nella vita della scrittrice. Chi non vorrebbe avere attenzioni da qualcuno?
Chi non vorrebbe sentirsi desiderato, amato, coccolato da qualcuno che finalmente, dopo anni fatti di assenze, silenzi e lacrime?
Tra fiori, odori e bicchieri di vino, Howard ci trasporta in una storia d’amore appassionante, carica di pathos e dettagli. Il confine tra amore e possesso è sottile, sottilissimo in Perdersi e noi non possiamo fare a meno di abbandonarci a una storia, il cui finale sembra (ma soltanto all’apparenza) già scritto.
Un libro ricchissimo di sfumature. Non vi ho voluto svelare troppo perché è una storia con pochi avvenimenti e parecchia introspezione. Bellissimo lasciarsi cullare dalle parole di Henry che racconta gli avvenimenti della propria vita e da quelle di Daisy che ripercorre il dolore per la storia d’amore terminata con il secondo marito.
Un altro tema centrale è infatti la memoria, che viene evocata, dimenticata, maledetta.
Consigliato per gli amanti di Howard, per chi crede che ci si possa abbandonare e sbagliare a qualsiasi età. Per chi non si stanca di cercare l’amore.
Profile Image for Gingy  Borla.
71 reviews1 follower
May 21, 2022
La prime parole che mi vengono in mente pensando a questo libro sono disagio e inquietudine. Due sentimenti che aumentano di pari passo con l'avanzare della lettura.

Sappiamo dalla trama trattarsi di una storia oscura (tristemente esperita in prima persona dall'autrice), ma la verità è che a inizio romanzo apparentemente non c'è niente che non va.
Il protagonista maschile viene presentato come una persona tutto sommato normale, con un'infanzia difficile alle spalle. Fa scelte discutibili, sì, però all'inizio sembra, tutto sommato, una persona qualunque.

L'inquietudine e il disagio avanzano a poco a poco, insieme al dipanarsi della psicologia "malata" di questo Henry che fa quanto più di riprovevole possibile, tra invasione della privacy, manipolazione e altro ancora.

Henry è un uomo che "tra la testa e i genitali non ha niente" e il lettore lo scopre chiaramente con angoscia crescente e dispiacere per la povera Daisy, la protagonista femminile, la cui fragilità emotiva la rende l'esca perfetta da irretire e sfruttare per i propri comodi.

Questo romanzo è molto bello, cattura e rapisce pur nell'inquietudine e nel disagio. È la classica lettura che si interrompe solo per forza di cose e non perché non si ha più voglia di leggere.
Profile Image for Federica Rampi.
727 reviews254 followers
January 13, 2023
Siamo fatti per rimanere da soli ?


Daisy Langeish è una drammaturga sessantenne di successo che nella vita ha conosciuto dolore e solitudine: la perdita dell’amata zia che l’ha cresciuta, il tradimento dei suoi due mariti e un rapporto conflittuale con la figlia
Stanca di Londra, Daisy decide di comprare un cottage per ritrovare un po’ di pace e qui fa la conoscenza di Henry Kent, che è in pensione e vive su una barca.
All’inizio si offre di curarle il giardino e poi la casa quando sarà lontana per lavoro, avviando con lei una corrispondenza epistolare.

Al suo rientro Inghilterra, Daisy trova ad attenderla una casa curata e accogliente e naturalmente Henry che, dopo l’intimo scambio di lettere, non considera più unicamente come giardiniere e tuttofare.
Tra i due nasce una storia d’amore che si trasforma subito in convivenza e in una proposta di matrimonio.
Sembrerebbe una favola e invece è una macchinazione studiata ad hoc da Henry, per poter vivere a spese di Daisy.

“I bugiardi sottraggono valore alle parole, perché nel momento in cui sappiamo che hanno mentito su qualcosa, non è più possibile sapere se ci sia mai stata verità, e se c’è stata a che punto sia finita.”

Perdersi è un romanzo a due voci: da una parte c’è il racconto di Henry in prima persona e dall’altra quello di Daisy, in terza persona, costruita attraverso lettere e annotazioni di diario, volutamente privo di coralità per dare risalto a questo gioco spietato tra predatore e preda dove a rimetterci è l’amore, che diventa per Henry un pretesto con cui rifarsi un’immagine migliore e credibile, ma resta un manipolatore irascibile e bugiardo che si nutre delle debolezze altrui.

“Se qualcuno le aveva mentito, l’aveva tradita e abbandonata, io avrei riparato il danno. Sarebbe diventata l’unico oggetto del mio amore, delle mie premure e delle mie attenzioni.”

“Perdersi” (la cui trama non è proprio originalissima, è ispirato all’esperienza vissuta in prima persona da Elizabeth Jane Howard) è la storia di un plagio in cui la vera vittima è l’amore, ma è soprattutto un'esplorazione di quanto sia facile essere sedotti quando si è vulnerabili e soli.
“Quanto impariamo dagli errori? Dipende da quanto siamo disposti a imparare. ”

Un romanzo nel complesso ben scritto ; un po’ confusa e affrettata secondo me la parte che descrive la vita passata di Henry , ma bellissima l’ambientazione e della campagna inglese con i suoi cottage e i giardini fioriti.
Profile Image for Valentina.
269 reviews9 followers
October 23, 2020
Riconoscere che tipo di persona si ha davanti non è sempre facile e molto spesso le apparenze possono ingannare. Nel relazionarsi con qualcuno la fiducia gioca un ruolo cruciale. Ma cosa succede se scopriamo troppo tardi di aver riposto la nostra fiducia nelle persone sbagliate? Se chi ci sta davanti è qualcuno che è abituato a mentire, per così dire di professione, cascare in un simile tranello è più facile di quanto si pensi. Una situazione di questo tipo è descritta da Elizabeth Jane Howard in “Perdersi”, tradotto da Manuela Francescon e Sabina Terziani, per Fazi editore.
La vicenda raccontata prende le mosse da un fatto realmente accaduto alla scrittrice, che è stata soggiogata da una persona disonesta che, facendole credere di amarla, perseguiva invece il solo scopo di vivere alle sue spalle.

Recensione completa su: https://cocktaildilibri.globewanderin...
Profile Image for Margherita.
37 reviews
March 19, 2021
Abbastanza shoccante. Ci ho messo un bel po' a rendermi conto che il protagonista del libro, al quale, di solito, si tende ad affezionarsi, era una persona tremenda ed inquietante. Verso la fine, ha cominciato a spaventarmi.
Efficacissimo l'espediente dell'autrice, che scrive i capitoli di lui in prima persona e di lei in terza, creando maggior vicinanza con Henry.
Una tematica forte del libro è il dantesco "Amor ch'a nullo amato amar perdona", unitamente ad una sorta di fragilità "femminile". Gli occhi dell'autore, stratega e mago meschino, capace di inserirsi strisciando e sibilando nelle ben conosciute ferite dell'animo femminile, abile osservatore nonché cacciatore che colleziona vittime, cieco rispetto al suo sé aberrante.

Ad ogni modo, una scrittura molto bella. Sicuramente leggerò altri libri dell'autrice.
Questa storia in sé non mi ha entusiasmata e, forse, l'ho trovata a tratti un po' lenta, oltre che molto amara.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Marina Fabiano.
262 reviews2 followers
February 6, 2021
“Perdersi” aiuta a perdersi, ad allontanarsi dai propri pensieri ed entrare in vite altrui. Anche in queste vite altrui ci si perde, perché i punti di vista si accavallano, si parlano gli uni sopra gli altri. Una confusione, piacevole però, tanto è raccontata bene, con profonda leggerezza, rassegnato susseguirsi di dolori, inganni, felicità. Questa volta si tratta di una storia d’amore: un amore un po’ forzato, un pò costruito direi, da un lui attempato e opportunistico, grande manipolatore affabulante, e una lei altrettanto attempata, solitaria e ingenua. L’ambiente è quell’aulico inglese d’altri tempi, fatto da una campagna subito fuori Londra, da improvvisi viaggi in treni puntualissimi, da amicizie come non ce ne sono più. Come andrà a finire? L’autrice è magistrale nel racconto di cui non resisti a volerne sapere di più, mai sazia delle parole e degli avvenimenti che descrive.
Profile Image for Emanuela Moraschi.
40 reviews
January 7, 2024
Si tratta di un romanzo autobiografico, Elisabeth Jane Howard racconta una sua tragica esperienza avvenuta all'età di sessant'anni quando viene inconsapevolmente plagiata da un uomo.
I protagonisti del romanzo sono Daisy, Henry e la bellissima campagna inglese.
Il plagio incomincia immediatamente, nello stesso momento in cui Henry conosce Daisy, lui sa già cosa vuole.
Henry non si fa molti scrupoli, è il principe della seduzione, Daisy ignara di tutto non se ne rende conto e purtroppo piano piano inizia a provare un sentimento indefinito per lui.
Henry per conto mio è irritante, ad ogni pagina ho sperato che Daisy aprisse gli occhi ma non è facile, lo scoprirete leggendolo.
È un romanzo piacevole nonostante la storia sia molto angosciante.
Consigliato.
172 reviews1 follower
November 17, 2020
Praise for Elizabeth Jane Howard! In questa opera emerge la sua magistrale capacità di descrivere i sentimenti di uomini e donne. Geniale proporre la narrazione dei fatti da parte dei due protagonisti. Non ho dato 5 stelle perché gli ultimi capitoli sono forse un po’ troppi semplici, non contengono lo stesso pathos degli altri, ma sono comunque piacevoli da leggere.
2 reviews
November 12, 2021
Mi è piaciuto molto. Una storia che non fa staccare gli occhi dalle pagine. Arrivata al finale mi ero immaginata come sarebbe potuto finire. Tuttavia, mi è piaciuto molto. Una lettura leggera, per le serate estive al tramonto o in inverno con una bella tazza di the.
Profile Image for Antonio Mazzuero.
73 reviews
December 21, 2021
Come per altri libri dell'autrice la trama é semplice, quasi banale e il finale inconsistente.
Ma la lettura é avvincente e piacevole.
Il risultato é che viene voglia di leggere altre opere della scrittrice!
Brava
Profile Image for Alessia.
443 reviews22 followers
July 7, 2022
Lo stile di Howard è sempre così fluido e piacevole che i suoi libri li centellino altrimenti li finirei in un secondo. Come con la saga dei Cazalet anche questo romanzo è pieno di vita vera e di aneddoti, oltre a avere un primo capitolo che cattura dalla prima parola.
Profile Image for Giulz.
185 reviews14 followers
November 8, 2020
Quanta bellezza in queste pagine. Quanta amarezza anche, ma scritta talmente bene che fa scaturire sentimenti di riscatto anziché di cupo pessimismo. Stupefacente.
Profile Image for Emy Ives.
173 reviews4 followers
March 12, 2022
L'ho finito perchè comunque la trama mi piaceva, ma non è dei suoi migliori. Poteva benissimo durare 200 pagine in meno, rispetto ad altri suoi libri letti l'ho trovato prolisso e noioso. Peccato!
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