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Sword of Truth #1
Wizard's First Rule
In the aftermath of the brutal murder of his father, a mysterious woman, Kahlan Amnell, appears in Richard Cypher's forest sanctuary seeking help . . . and more.
His world, his very beliefs, are shattered when ancient debts come due with thundering violence. In a dark age it takes courage to live, and more than mere courage to challenge those who hold dominion, Richard and Kahlan must take up that challenge or become the next victims. Beyond awaits a bewitching land where even the best of their hearts could betray them. Yet, Richard fears nothing so much as what secrets his sword might reveal about his own soul. Falling in love would destroy them—for reasons Richard can't imagine and Kahlan dare not say.
In their darkest hour, hunted relentlessly, tormented by treachery and loss, Kahlan calls upon Richard to reach beyond his sword—to invoke within himself something more noble. Neither knows that the rules of battle have just changed . . . or that their time has run out.
This is the beginning. One book. One Rule. Witness the birth of a legend.
His world, his very beliefs, are shattered when ancient debts come due with thundering violence. In a dark age it takes courage to live, and more than mere courage to challenge those who hold dominion, Richard and Kahlan must take up that challenge or become the next victims. Beyond awaits a bewitching land where even the best of their hearts could betray them. Yet, Richard fears nothing so much as what secrets his sword might reveal about his own soul. Falling in love would destroy them—for reasons Richard can't imagine and Kahlan dare not say.
In their darkest hour, hunted relentlessly, tormented by treachery and loss, Kahlan calls upon Richard to reach beyond his sword—to invoke within himself something more noble. Neither knows that the rules of battle have just changed . . . or that their time has run out.
This is the beginning. One book. One Rule. Witness the birth of a legend.
836 pages, Mass Market Paperback
First published August 15, 1994
About the author
Terry Goodkind
293 books12.5k followersTerry Lee Goodkind was an American writer. He was known for the epic fantasy series The Sword of Truth as well as the contemporary suspense novel The Law of Nines (2009), which has ties to his fantasy series. The Sword of Truth series sold 25 million copies worldwide and was translated into more than 20 languages. Additionally, it was adapted into a television series called Legend of the Seeker, which premiered on November 1, 2008, and ran for two seasons, ending in May 2010.
Goodkind was a proponent of Ayn Rand's philosophical approach of Objectivism, and made references to Rand's ideas and novels in his works.
Goodkind was a proponent of Ayn Rand's philosophical approach of Objectivism, and made references to Rand's ideas and novels in his works.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 56 reviews
May 28, 2024
poteva essere un bel libro invece è una bella rottura di palle
la scrittura è pedante
i protagonisti sono pedanti
i dialoghi sono pedanti
e per assurdo pure le ambientazioni sono pedanti
852 pagine di pedanteria pura
TRAMA E SPOILER:
l'ultima Depositaria, donna dal potere terribile (e coprotagonista che da cazzuta diventa svenevole)
trova il Cercatore della Verità, giovane e inconsapevole guardiaboschi (protagonista che se la cava con trucchetti alla napoletana ma che l'autore osanna come genio)
e insieme al Grande Mago (vecchio inutile e campione di abbuffate) andranno in Cerca di artefatti magici per sconfiggere l'arci-cattivo di turno (serialkiller intelligentissimo che morirà da coglione)
PS: c'è un intermezzo (pagine e pagine e pagine e capitoli) dedicati a torture e bondage estremo
(pedante pure quello!!)
la scrittura è pedante
i protagonisti sono pedanti
i dialoghi sono pedanti
e per assurdo pure le ambientazioni sono pedanti
852 pagine di pedanteria pura
TRAMA E SPOILER:
l'ultima Depositaria, donna dal potere terribile (e coprotagonista che da cazzuta diventa svenevole)
trova il Cercatore della Verità, giovane e inconsapevole guardiaboschi (protagonista che se la cava con trucchetti alla napoletana ma che l'autore osanna come genio)
e insieme al Grande Mago (vecchio inutile e campione di abbuffate) andranno in Cerca di artefatti magici per sconfiggere l'arci-cattivo di turno (serialkiller intelligentissimo che morirà da coglione)
PS: c'è un intermezzo (pagine e pagine e pagine e capitoli) dedicati a torture e bondage estremo
(pedante pure quello!!)
October 23, 2015
A fine febbraio 2015, durante una domenica senza partite dell'Inter, comprai e divorai in un baleno il mini libro
Debito di ossa
, che altro non era che il prequel della saga de La spada della Verità. E, visto che la sua lettura mi piacque parecchio decisi che, prima o poi, avrei letto anche gli altri libri della stessa saga. A distanza di ben otto mesi mi sono ricordato di quella promessa fatta a me stesso: era arrivato il momento del primo volume… anzi, viste le sue quasi 900 pagine, del primo tomo.
In Debito di ossa ci eravamo lasciati con il mago Zeddicus che (dopo aver saldato il suo debito, salvato sua figlia e sconfitto le armate di Panis Rahl), aveva eretto una sorta di confine magico tra la terra della magia ed i territori di coloro che volevano vivere in assoluta semplicità e senza incantesimi. Questo primo volume, che si svolge qualche decina di anni dopo i fatti narrati nel suo prequel, si apre con quei confini magici che stanno per essere abbattuti da Darken Rhal, il figlio del despota precedentemente sconfitto.
Ma non è tutto: Darken Rahl, in parole povere, vuole impossessarsi anche di tutto il sapere magico per poter controllare e governare anche il mondo sotterraneo dei morti. Sul suo cammino troverà ancora una volta il mago Zed, questa volta aiutato dalla Madre Depositaria Kahlan Amnell ed il Cercatore di Verità Richard Cypher, il protagonista vero e proprio di tutta la saga.
Devo dire che questo primo volume (chiamato anche La prima regola del mago), nonostante le sue molte pagine, è stato di una lettura davvero facile e veloce: davvero ottima la descrizione dei luoghi e la caratterizzazione dei personaggi (ad un certo punto mi ero anche affezionato alla spietata Mord-Sith Deanna… ma il Cercatore me l'ha ammazzata quasi subito). Inoltre, cosa fondamentale per me, non ho mai trovato parti noiose o senza un briciolo di azione. La compagnia del Cercatore (che all'inizio del libro, onestamente, mi è sembrata un po' troppo simile all'analoga compagnia de Il signore degli anelli ) si imbatte in una continua serie di problemi e tranelli che è proprio impossibile staccarsi dalla lettura. I personaggi secondari non sono troppi e, con molti di loro che sono assolutamente ininfluenti per l'esito finale, non rovinano la fluidità dello scorrere delle pagine.
Libro promosso a pieni voti; inoltre, c'è da dire che anche se è solo il primo di una serie di undici volumi, qui la storia è auto-conclusiva...perciò, se non vorrete leggere gli altri 10 volumi (ma io sì e li sto già comprando), non ci sarà molto da perdere.
[https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
In Debito di ossa ci eravamo lasciati con il mago Zeddicus che (dopo aver saldato il suo debito, salvato sua figlia e sconfitto le armate di Panis Rahl), aveva eretto una sorta di confine magico tra la terra della magia ed i territori di coloro che volevano vivere in assoluta semplicità e senza incantesimi. Questo primo volume, che si svolge qualche decina di anni dopo i fatti narrati nel suo prequel, si apre con quei confini magici che stanno per essere abbattuti da Darken Rhal, il figlio del despota precedentemente sconfitto.
Ma non è tutto: Darken Rahl, in parole povere, vuole impossessarsi anche di tutto il sapere magico per poter controllare e governare anche il mondo sotterraneo dei morti. Sul suo cammino troverà ancora una volta il mago Zed, questa volta aiutato dalla Madre Depositaria Kahlan Amnell ed il Cercatore di Verità Richard Cypher, il protagonista vero e proprio di tutta la saga.
Devo dire che questo primo volume (chiamato anche La prima regola del mago), nonostante le sue molte pagine, è stato di una lettura davvero facile e veloce: davvero ottima la descrizione dei luoghi e la caratterizzazione dei personaggi (ad un certo punto mi ero anche affezionato alla spietata Mord-Sith Deanna… ma il Cercatore me l'ha ammazzata quasi subito). Inoltre, cosa fondamentale per me, non ho mai trovato parti noiose o senza un briciolo di azione. La compagnia del Cercatore (che all'inizio del libro, onestamente, mi è sembrata un po' troppo simile all'analoga compagnia de Il signore degli anelli ) si imbatte in una continua serie di problemi e tranelli che è proprio impossibile staccarsi dalla lettura. I personaggi secondari non sono troppi e, con molti di loro che sono assolutamente ininfluenti per l'esito finale, non rovinano la fluidità dello scorrere delle pagine.
Libro promosso a pieni voti; inoltre, c'è da dire che anche se è solo il primo di una serie di undici volumi, qui la storia è auto-conclusiva...perciò, se non vorrete leggere gli altri 10 volumi (ma io sì e li sto già comprando), non ci sarà molto da perdere.
[https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
January 20, 2011
e se lo dice la prima regola del mago io non posso certo dargli torto +.+
ammetto che l'ho letto solo perchè adoravo il telefilm (a proposito se qualcuno non decide di rinnovarlo spero che il mondo imploda) però ora capisco perchè tutti consigliavano di leggere il libro.. veramente... bello *___*
è solo che... darken rahl biondo?!? oh god *__* questa non me l'aspettavo proprio.. e poi.. è il padre di richard?!?!? e adesso chi lo dice ai miei gatti che si chiamano richard e darken in onore dei fratelli rahl (si perchè nel telefilm sono fratelli)... cioè sarà uno shock non da poco per loro..probabilmente avranno bisogno di passare anche un periodo in analisi.. non c'è mai niente di facile..
ammetto che l'ho letto solo perchè adoravo il telefilm (a proposito se qualcuno non decide di rinnovarlo spero che il mondo imploda) però ora capisco perchè tutti consigliavano di leggere il libro.. veramente... bello *___*
è solo che... darken rahl biondo?!? oh god *__* questa non me l'aspettavo proprio.. e poi.. è il padre di richard?!?!? e adesso chi lo dice ai miei gatti che si chiamano richard e darken in onore dei fratelli rahl (si perchè nel telefilm sono fratelli)... cioè sarà uno shock non da poco per loro..probabilmente avranno bisogno di passare anche un periodo in analisi.. non c'è mai niente di facile..
April 9, 2021
Letto lo scorso anno.
Non ha incontrato i miei gusti.
Non mi sono sentita coinvolta, mi ha dato la sensazione di già visto.
Non credo che continuerò con la lettura.
Non ha incontrato i miei gusti.
Non mi sono sentita coinvolta, mi ha dato la sensazione di già visto.
Non credo che continuerò con la lettura.
April 29, 2013
Noioso.
Le prime cento, duecento pagine scorrono d'un fiato, ma purtroppo poi si assesta su livelli mediocri.
Trama scontata, personaggi stereotipati, ed una struttura che ricorda troppo da vicino un GDR, con una "quest" dietro l'altra.
Quando l'autore cerca di inserire qualcosa per movimentare il racconto, i risultati sono deludenti: si passa da una versione sado-maso dei Sith di Guerre Stellari, ad una dragonessa parlante che risulta difficile accettare senza sghignazzare, pur con tutta la buona volontà.
Le prime cento, duecento pagine scorrono d'un fiato, ma purtroppo poi si assesta su livelli mediocri.
Trama scontata, personaggi stereotipati, ed una struttura che ricorda troppo da vicino un GDR, con una "quest" dietro l'altra.
Quando l'autore cerca di inserire qualcosa per movimentare il racconto, i risultati sono deludenti: si passa da una versione sado-maso dei Sith di Guerre Stellari, ad una dragonessa parlante che risulta difficile accettare senza sghignazzare, pur con tutta la buona volontà.
January 26, 2025
Un buon inizio di saga, ma con alcuni passaggi prevedibili e pochi colpi di scena. La lettura è veloce e scorrevole, ma manca di quella marcia in più per sorprendere completamente. Nonostante ciò, riesce a suscitare la curiosità per il secondo libro.
March 15, 2022
Se l'autore sapesse scrivere sarebbe un fantasy spaventosamente bello. Se riuscite ad ignorare il fatto che il protagonista sia perennemente appiccicaticcio e mieloso nei confronti della propria dama che "non si fida dell'amore perchè ha avuto una vita difficile bla bla bla" allora vale davvero la pena di leggerlo.
A me è piaciuto davvero molto ma alcuni dialoghi potrebbero benissimo essere stati presi dalle telenovele italiane trasmesse alle due del pomeriggio su La7.
A me è piaciuto davvero molto ma alcuni dialoghi potrebbero benissimo essere stati presi dalle telenovele italiane trasmesse alle due del pomeriggio su La7.
February 14, 2021
Terry Goodkind è la gioia di ogni prolisso recensore, uno di quelli che ama spandere parole e indagare nel profondo del libro.
Chi trova divertente l'archeologia del libro, scava nel pozzo del senso e si diletta a sviscerare non tanto la trama, quanto le influenze e i simboli. Quindi, siccome io sono una di queste pompose recensore, che si atteggiano a critico letterario, non posso non dire grazie Terry.
Il lettore che leggerà la mia recensione, invece, lo ringrazierà molto di meno.
Lo so, ne sono consapevole.
Ma vogliamo mettere quanto mi diverto a scrivere quest'analisi cosi ricca e noiosa?
Una gioia impagabile.
Anche vedermi sbadigliare.
O maledirmi.
No, oggi sono troppo felice.
Inizio?
Benissimo cominciamo questo viaggio.
Come ho sviscerato nel blog tour Terry è una sorta di trade d'union tra il classico e il nuovo.
Il classico è nel seguire in modo pedissequo lo schema di Campbell, ossia l'eroe dai mille volti.
L'innovazione è nella sua peculiare personalità, calata nel mondo odierno seppur, sembra contenere una sorta di rifiuto per la banalizzazione del fantasy di oggi privato della sua parte educativa.
Dio o qualsiasi divinità di benedica da lassù, Terry.
Quello che lui inserisce è la particolarità che vado invocando come una sorta di messia che grida nel deserto, da secoli: è l'autore a donarsi e a rendere lo schema classico assolutamente unico.
Tanto che sembra altro da quello che in realtà è: un'innovazione che scavalca i tempi, che modernizza un genere stantio ma che, in modo sottile e intelligente non fa che donare al nostro cervello la strada giusta per gettarsi dal dirupi che si affaccia sull'abisso dell'archetipo.
E la regola del mago fa proprio questo.
Apparentemente ci fa omaggio un qualcosa di assolutamente nuovo.
Ed è in realtà dopo una lunga, accurata analisi che ci comprende come il nuovo appare cosi solo perché Terry lo riveste di una patina nuova.
Ma l'essenza è la medesima: la crescita.
Ma di questo ho ampiamente parlato, appunto, nel mio pomposo e ambizioso mini-saggio.
Oggi, in questa mia umile recensione (rido già) vi presento un altro aspetto di Terry, ossia la capacità di inserire influenze appartenenti alle tradizioni di ogni luogo, cosi che sembrino semplicemente uniche, omogenee e derivanti da un ceppo comune.
Che in fondo è la scoperta del mistero più grande: ogni tradizione, ogni leggenda, ogni storia e ogni mito non sono altro che parti di un singolo diamante, che noi pseudo-accademici chiamiamo monomito.
E' una sorta di matrice comune, da cui poi derivano una seria di indicazioni per orientarsi in questo strano mondo che deve unire il conosciuto con l'ignoto, il numinoso con il sociale, il soprannaturale e il meccanico.
Senza il viaggio nell'inconscio non solo non si riesca ad avere un eroe, ma neanche un essere umano.
Ora, oggi con me vedremo come nel libro la regola del mago occhieggiano felici tutti questi archetipi ricorrenti, inconsci e familiari. Primo elemento presente, la storia dell'orfano inconsapevole delle origini o delle potenzialità.
Richard è al mondo investito a forza in un ruolo specifico.
Ma totalmente ignaro del suo io più profondo, laddove si celano i talenti che qualche di divinità un giorno ci ha regalato.
In fondo questa è la storia umana, nasciamo e veniamo al mondo con occhi chiusi, strillando e timorosi forse di questa avventura che ci porterà a abbandonare spesso abiti e maschere.
Fino a trovare la nostra vera essenza, o per dirla in modo biblico a accorgersi che teniamo stretti dei talenti.
Cosa fare di questi, è nostra scelta.
Possiamo seppellirli sperando crescano alberi, o investirli per acquistare il simbolo dei nostri sogni.
Un libro, una vanga, un pennello.
Per decidere se vogliamo essere scrittori, artisti o contadini.
E quest'orfano ossia questo essere a metà, quasi menomato per forza incontra qualcuno che gli rivela uno scorcio della sua ani,ma o del mondo che può avere.
E' una donna, o un cavaliere.
E' un mago o un artista.
Ognuno di noi ha qualcuno che gli ha detto ehi non sei di questo mondo. O almeno non solo.
Perché non trovi a camminare nelle ombre?
Nel caso di Richard incontra esseri provenienti fa un mondo illogico, caotico e ...magico.
Dal mondo che è propriamente parte di un qualcosa di prezioso nascosto a noi: magia dell'amore, dei sogni, della volontà di mettersi alla prova e, come direbbe Branduardi, giocarsi la vita a dadi.
Ecco la rivelazione.
Di chi potremmo essere, di un volto che non si risolve solo contando le linee del viso, o un'identità che è più vasta del nome affibbiatoci dalla società o dai nostri genitori.
Ecco perché ogni eroe, ogni prescelto acquista un altro nome: è quello con cui definisce e stabilisce i limiti della propria anima e delle proprie capacità.
Quello di Richard è ancor più interessante: lui è capace di gestire alcune emozioni affatto piacevoli.
Ma che sono il segreto per cambiare la vita, innovarla e persino combattere contro l'ingiustizia.
Che nome è..dovette scoprirlo voi.
Un altro tema intrigante è il possesso di un oggetto sacrale, ossia qualcosa di veramente religioso nel senso più autentico del termine: da religio ossia unione.
E' quello che unisce i due emisferi e persino i due mondi come pleroma e creatura.
In questo caso è una spada.
Ma può essere pietra, coppa, libro.
Ogni legame con il mondo altro.
Ogni elemento che racconta di come la terra non sia solo coordinate o di leggi fisiche.
Il simbolo fisico apre quindi le porte per dirla in modo romantico solleva il velo che ci separa del mondo altro e qua significa incontrare altri esseri fatati che sono..totalmente illogici.
O almeno in virtù della nostra umana percezione.
Streghe delle ossa, streghe che parlano per indovinelli,, guerriere con poteri che possono essere distruttivi.
Ognuna di queste immagini sono un modo per cambiare totalmente la prospettiva di Richard.
E solo scontrandosi con il lato più inquietante dell'ignoto, ossia il bizzarro, come il necessario salto di qualità che sostituisce la logica umana spesso binaria ( ossia amico/nemico) con una più sfumata e ricca amico/forse amico/ pseudo amico, quasi nemico/ nemico.
Ovviamente per mettere alla prova e consolidare questo cambio di prospettiva le prove servono.
Sono intricati rompicapi, sono momenti di alta tensione dove la via d'uscita si ottiene soltanto..pensando in smaniare diversa.
O pensando che l'impossibile può avverarsi soltanto vedendo via di uscita che gli mani non possono concepire.
Che so l'altro mondo può essere raggiunto seguendo crepe nel muro che separa noi da loro.
O semplicemente rendendoci conto che il muro è un velo.
In sostanza, Richard inizia a pensare come un uomo multimediale che, cioè appartiene ai due regni e in loro può agevolmente viaggiare.
Un altro elemento caratteristico di questo strano ma essenziale percorso è il simbolo del bosco.
Di boschi Richard ne trova a iosa.
Sono immagini del regno dell'ombra junghiana.
Sono immagini di un inconscio che da sempre temiamo, dove magari nascondiamo rabbia o emozioni che, la società trova scomode.
Eppure sono loro, loro stesse purificate dalla luce della consapevolezza a aiutarci.
E' proprio l'ombra resa visibile al nostro io che, per ironia del al sorta ci fa riconoscere il nemico.
E non idealizzandolo o circondandolo di aloni sacrali.
Ma semplicemente riconoscendolo per quello che è uno strappo in un ambiente interconnesso.
E se il male diventa uno strappo, allora l'eroe è chi ha l'ago per ricucirlo.
E' cosi semplice, direte voi?
Si.
Per sconfiggere il male supremo basta l'amore, la compassione e persino l'astuzia.
Il male è stupido non scordatevelo mai.
Ovviamente perché noi possiamo diventare potenti, cosi potenti da non farsi sopraffare dalla reputazione del cattivo di turno, dobbiamo toccare qualcosa che risvegli l'energia latente in noi, quella che serve.
Nel caso di Richard lui deve conoscere e sperimentare le arcane leggi della magia.
E diventare egli stesso il libro che le contiene.
Perché solo interiorizzandole può davvero usarle.
E conoscerle.
E solo allora ci sarà lo scontro finale.
Terry non fa altro che riproporci questo antico e nobile schema, giocando con i simboli e le situazioni.
E non solo Goodkind si serve anche delle influenze delle tradizioni di ogni paese. Ci sono elementi norreni (come le profezie e la fine del mondo con lo scontro finale)
Ci sono elementi Celtici (varie immagini del graal che solo chi lo sa usare può garantire la vita.
Ma sopratutto riunire i mondi.
C'è persino un accenno alle leggende arturiane ossia in un fodero, nella spada che sceglie il suo possessore (ricorda Caledfwlch ossia l'excalibur di Artù) e che lo aiuta a dirigere la sua furia.
E c'è anche, proprio nella gestione della rabbia che diventa SACRA.
Un richiamo alla leggenda di Cù Chulainn, uno dei più grandi eroi della tradizione celtica. Figlio del dio solare Lugh, nacque come Sètanta ,ma in seguito gli fu attribuito il nome di Cù Chulainn ossia mastino di Culann, perché da bambino uccise il feroce cane da guardia di un certo Culann. Famoso per aver tenuto testa da solo all'esercito del Connacht, deciso a invadere l'Ulster per impadronirsi di un toro bruno, noi nerd lo ricordadiamo per il suoi rìastrad ossia la furia guerriera che usava per abbattere i suoi nemici.
Leggete questo passo
. Ecco perché la rabbia è così importante: è l’unica armatura che ti può difendere dal dolore. Più forte è il nemico e più forte è il dolore. Ma più forte è la rabbia e più forte è lo scudo. Ti permette di pensare meno alla verità di ciò che hai fatto. In alcuni casi sarà sufficiente per non farti sentire il dolore. Ecco perché ho detto quelle cose terribili a Kahlan e l’ho fatta infuriare. L’ho fatto per proteggerla dalla spada. Adesso capisci perché non ti avrei permesso di tenere la spada se tu non fossi stato in grado di usare la tua rabbia? Ti saresti trovato nudo di fronte alla magia, e ti avrebbe distrutto.»
Concludo questo mio viaggio con un altra citazione fondamentale, ossia il richiamo alle tradizioni dei nativi americani e degli inuit: questi sono riscontrabili nella descrizione del popolo del fango, dei suoi rituali e della connessione profonda con il mondo degli spiriti tradizionali.
Un altro elemento interessante lo ritroviamo nella donna delle ossa che richiama una fiaba leggenda inuit ossia la donna scheletro (narrata perfettamente da Clarissa Pikola Estes ) capace di insegnare a osservare e accettare il lato non bello della vita (quindi ogni sentimento non accettabile dalla società) e sopratutto il potere della lacrima.
Ma la donna delle ossa e i suoi strani poteri guaritori ci ricordano la leggenda della Loba.
Si narra anche…
che se vagate nel deserto ed è quasi l’ora del tramonto…
e vi siete perduti..e siete stanchi…
e incontrate la Loba…
allora siete fortunati
perchè lei vi ha scelti per mostrarvi qualcosa…
…qualcosa dell’Anima…
Clarissa Pinkola Estes
Questa strana figura ha come unica occupazione quella di raccogliere le ossa. Raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di andare perdute per il mondo, tanto che la sua dimora (caverna) è piana delle ossa di ogni creatura del deserto dal crotalo al cervo, dal corvo al lupo.
Perché lo fa?
Perché dopo aver riunito un intero scheletro siede accanto al fuoco e inizia a cantare. E a ogni nota il simulacro si ricopre di carne e pelo.
Fino a che esse tornano in vita.
Ogni donna delle ossa che Richard incontra in fondo questo fanno, con la loro parlata cantilenante, con gli indovinelli, persino con il ricordo del dolore, lo riportano a nuova vita.
Le ossa ossia gli elementi essenziali di un Richard smembrato formano un nuovo uomo. L'eroe.
Ecco che Goodkind in modo elegante e appassionato scrive qualcosa di più profondo di un fantasy di evasione: conserva le ossa della tradizione che rischia di andar perduta e ci canta sopra.
Chi trova divertente l'archeologia del libro, scava nel pozzo del senso e si diletta a sviscerare non tanto la trama, quanto le influenze e i simboli. Quindi, siccome io sono una di queste pompose recensore, che si atteggiano a critico letterario, non posso non dire grazie Terry.
Il lettore che leggerà la mia recensione, invece, lo ringrazierà molto di meno.
Lo so, ne sono consapevole.
Ma vogliamo mettere quanto mi diverto a scrivere quest'analisi cosi ricca e noiosa?
Una gioia impagabile.
Anche vedermi sbadigliare.
O maledirmi.
No, oggi sono troppo felice.
Inizio?
Benissimo cominciamo questo viaggio.
Come ho sviscerato nel blog tour Terry è una sorta di trade d'union tra il classico e il nuovo.
Il classico è nel seguire in modo pedissequo lo schema di Campbell, ossia l'eroe dai mille volti.
L'innovazione è nella sua peculiare personalità, calata nel mondo odierno seppur, sembra contenere una sorta di rifiuto per la banalizzazione del fantasy di oggi privato della sua parte educativa.
Dio o qualsiasi divinità di benedica da lassù, Terry.
Quello che lui inserisce è la particolarità che vado invocando come una sorta di messia che grida nel deserto, da secoli: è l'autore a donarsi e a rendere lo schema classico assolutamente unico.
Tanto che sembra altro da quello che in realtà è: un'innovazione che scavalca i tempi, che modernizza un genere stantio ma che, in modo sottile e intelligente non fa che donare al nostro cervello la strada giusta per gettarsi dal dirupi che si affaccia sull'abisso dell'archetipo.
E la regola del mago fa proprio questo.
Apparentemente ci fa omaggio un qualcosa di assolutamente nuovo.
Ed è in realtà dopo una lunga, accurata analisi che ci comprende come il nuovo appare cosi solo perché Terry lo riveste di una patina nuova.
Ma l'essenza è la medesima: la crescita.
Ma di questo ho ampiamente parlato, appunto, nel mio pomposo e ambizioso mini-saggio.
Oggi, in questa mia umile recensione (rido già) vi presento un altro aspetto di Terry, ossia la capacità di inserire influenze appartenenti alle tradizioni di ogni luogo, cosi che sembrino semplicemente uniche, omogenee e derivanti da un ceppo comune.
Che in fondo è la scoperta del mistero più grande: ogni tradizione, ogni leggenda, ogni storia e ogni mito non sono altro che parti di un singolo diamante, che noi pseudo-accademici chiamiamo monomito.
E' una sorta di matrice comune, da cui poi derivano una seria di indicazioni per orientarsi in questo strano mondo che deve unire il conosciuto con l'ignoto, il numinoso con il sociale, il soprannaturale e il meccanico.
Senza il viaggio nell'inconscio non solo non si riesca ad avere un eroe, ma neanche un essere umano.
Ora, oggi con me vedremo come nel libro la regola del mago occhieggiano felici tutti questi archetipi ricorrenti, inconsci e familiari. Primo elemento presente, la storia dell'orfano inconsapevole delle origini o delle potenzialità.
Richard è al mondo investito a forza in un ruolo specifico.
Ma totalmente ignaro del suo io più profondo, laddove si celano i talenti che qualche di divinità un giorno ci ha regalato.
In fondo questa è la storia umana, nasciamo e veniamo al mondo con occhi chiusi, strillando e timorosi forse di questa avventura che ci porterà a abbandonare spesso abiti e maschere.
Fino a trovare la nostra vera essenza, o per dirla in modo biblico a accorgersi che teniamo stretti dei talenti.
Cosa fare di questi, è nostra scelta.
Possiamo seppellirli sperando crescano alberi, o investirli per acquistare il simbolo dei nostri sogni.
Un libro, una vanga, un pennello.
Per decidere se vogliamo essere scrittori, artisti o contadini.
E quest'orfano ossia questo essere a metà, quasi menomato per forza incontra qualcuno che gli rivela uno scorcio della sua ani,ma o del mondo che può avere.
E' una donna, o un cavaliere.
E' un mago o un artista.
Ognuno di noi ha qualcuno che gli ha detto ehi non sei di questo mondo. O almeno non solo.
Perché non trovi a camminare nelle ombre?
Nel caso di Richard incontra esseri provenienti fa un mondo illogico, caotico e ...magico.
Dal mondo che è propriamente parte di un qualcosa di prezioso nascosto a noi: magia dell'amore, dei sogni, della volontà di mettersi alla prova e, come direbbe Branduardi, giocarsi la vita a dadi.
Ecco la rivelazione.
Di chi potremmo essere, di un volto che non si risolve solo contando le linee del viso, o un'identità che è più vasta del nome affibbiatoci dalla società o dai nostri genitori.
Ecco perché ogni eroe, ogni prescelto acquista un altro nome: è quello con cui definisce e stabilisce i limiti della propria anima e delle proprie capacità.
Quello di Richard è ancor più interessante: lui è capace di gestire alcune emozioni affatto piacevoli.
Ma che sono il segreto per cambiare la vita, innovarla e persino combattere contro l'ingiustizia.
Che nome è..dovette scoprirlo voi.
Un altro tema intrigante è il possesso di un oggetto sacrale, ossia qualcosa di veramente religioso nel senso più autentico del termine: da religio ossia unione.
E' quello che unisce i due emisferi e persino i due mondi come pleroma e creatura.
In questo caso è una spada.
Ma può essere pietra, coppa, libro.
Ogni legame con il mondo altro.
Ogni elemento che racconta di come la terra non sia solo coordinate o di leggi fisiche.
Il simbolo fisico apre quindi le porte per dirla in modo romantico solleva il velo che ci separa del mondo altro e qua significa incontrare altri esseri fatati che sono..totalmente illogici.
O almeno in virtù della nostra umana percezione.
Streghe delle ossa, streghe che parlano per indovinelli,, guerriere con poteri che possono essere distruttivi.
Ognuna di queste immagini sono un modo per cambiare totalmente la prospettiva di Richard.
E solo scontrandosi con il lato più inquietante dell'ignoto, ossia il bizzarro, come il necessario salto di qualità che sostituisce la logica umana spesso binaria ( ossia amico/nemico) con una più sfumata e ricca amico/forse amico/ pseudo amico, quasi nemico/ nemico.
Ovviamente per mettere alla prova e consolidare questo cambio di prospettiva le prove servono.
Sono intricati rompicapi, sono momenti di alta tensione dove la via d'uscita si ottiene soltanto..pensando in smaniare diversa.
O pensando che l'impossibile può avverarsi soltanto vedendo via di uscita che gli mani non possono concepire.
Che so l'altro mondo può essere raggiunto seguendo crepe nel muro che separa noi da loro.
O semplicemente rendendoci conto che il muro è un velo.
In sostanza, Richard inizia a pensare come un uomo multimediale che, cioè appartiene ai due regni e in loro può agevolmente viaggiare.
Un altro elemento caratteristico di questo strano ma essenziale percorso è il simbolo del bosco.
Di boschi Richard ne trova a iosa.
Sono immagini del regno dell'ombra junghiana.
Sono immagini di un inconscio che da sempre temiamo, dove magari nascondiamo rabbia o emozioni che, la società trova scomode.
Eppure sono loro, loro stesse purificate dalla luce della consapevolezza a aiutarci.
E' proprio l'ombra resa visibile al nostro io che, per ironia del al sorta ci fa riconoscere il nemico.
E non idealizzandolo o circondandolo di aloni sacrali.
Ma semplicemente riconoscendolo per quello che è uno strappo in un ambiente interconnesso.
E se il male diventa uno strappo, allora l'eroe è chi ha l'ago per ricucirlo.
E' cosi semplice, direte voi?
Si.
Per sconfiggere il male supremo basta l'amore, la compassione e persino l'astuzia.
Il male è stupido non scordatevelo mai.
Ovviamente perché noi possiamo diventare potenti, cosi potenti da non farsi sopraffare dalla reputazione del cattivo di turno, dobbiamo toccare qualcosa che risvegli l'energia latente in noi, quella che serve.
Nel caso di Richard lui deve conoscere e sperimentare le arcane leggi della magia.
E diventare egli stesso il libro che le contiene.
Perché solo interiorizzandole può davvero usarle.
E conoscerle.
E solo allora ci sarà lo scontro finale.
Terry non fa altro che riproporci questo antico e nobile schema, giocando con i simboli e le situazioni.
E non solo Goodkind si serve anche delle influenze delle tradizioni di ogni paese. Ci sono elementi norreni (come le profezie e la fine del mondo con lo scontro finale)
Ci sono elementi Celtici (varie immagini del graal che solo chi lo sa usare può garantire la vita.
Ma sopratutto riunire i mondi.
C'è persino un accenno alle leggende arturiane ossia in un fodero, nella spada che sceglie il suo possessore (ricorda Caledfwlch ossia l'excalibur di Artù) e che lo aiuta a dirigere la sua furia.
E c'è anche, proprio nella gestione della rabbia che diventa SACRA.
Un richiamo alla leggenda di Cù Chulainn, uno dei più grandi eroi della tradizione celtica. Figlio del dio solare Lugh, nacque come Sètanta ,ma in seguito gli fu attribuito il nome di Cù Chulainn ossia mastino di Culann, perché da bambino uccise il feroce cane da guardia di un certo Culann. Famoso per aver tenuto testa da solo all'esercito del Connacht, deciso a invadere l'Ulster per impadronirsi di un toro bruno, noi nerd lo ricordadiamo per il suoi rìastrad ossia la furia guerriera che usava per abbattere i suoi nemici.
Leggete questo passo
. Ecco perché la rabbia è così importante: è l’unica armatura che ti può difendere dal dolore. Più forte è il nemico e più forte è il dolore. Ma più forte è la rabbia e più forte è lo scudo. Ti permette di pensare meno alla verità di ciò che hai fatto. In alcuni casi sarà sufficiente per non farti sentire il dolore. Ecco perché ho detto quelle cose terribili a Kahlan e l’ho fatta infuriare. L’ho fatto per proteggerla dalla spada. Adesso capisci perché non ti avrei permesso di tenere la spada se tu non fossi stato in grado di usare la tua rabbia? Ti saresti trovato nudo di fronte alla magia, e ti avrebbe distrutto.»
Concludo questo mio viaggio con un altra citazione fondamentale, ossia il richiamo alle tradizioni dei nativi americani e degli inuit: questi sono riscontrabili nella descrizione del popolo del fango, dei suoi rituali e della connessione profonda con il mondo degli spiriti tradizionali.
Un altro elemento interessante lo ritroviamo nella donna delle ossa che richiama una fiaba leggenda inuit ossia la donna scheletro (narrata perfettamente da Clarissa Pikola Estes ) capace di insegnare a osservare e accettare il lato non bello della vita (quindi ogni sentimento non accettabile dalla società) e sopratutto il potere della lacrima.
Ma la donna delle ossa e i suoi strani poteri guaritori ci ricordano la leggenda della Loba.
Si narra anche…
che se vagate nel deserto ed è quasi l’ora del tramonto…
e vi siete perduti..e siete stanchi…
e incontrate la Loba…
allora siete fortunati
perchè lei vi ha scelti per mostrarvi qualcosa…
…qualcosa dell’Anima…
Clarissa Pinkola Estes
Questa strana figura ha come unica occupazione quella di raccogliere le ossa. Raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di andare perdute per il mondo, tanto che la sua dimora (caverna) è piana delle ossa di ogni creatura del deserto dal crotalo al cervo, dal corvo al lupo.
Perché lo fa?
Perché dopo aver riunito un intero scheletro siede accanto al fuoco e inizia a cantare. E a ogni nota il simulacro si ricopre di carne e pelo.
Fino a che esse tornano in vita.
Ogni donna delle ossa che Richard incontra in fondo questo fanno, con la loro parlata cantilenante, con gli indovinelli, persino con il ricordo del dolore, lo riportano a nuova vita.
Le ossa ossia gli elementi essenziali di un Richard smembrato formano un nuovo uomo. L'eroe.
Ecco che Goodkind in modo elegante e appassionato scrive qualcosa di più profondo di un fantasy di evasione: conserva le ossa della tradizione che rischia di andar perduta e ci canta sopra.
April 18, 2011
3.5/5
Ero tentata di dargli quattro stelline, ma il finale non mi è piaciuto particolarmente quindi sono scesa con il voto.
Di positivo questo libro ha parecchie cose. La trama di per se è piuttosto originale, il libro è scritto bene, ricco di colpi di scena, i personaggi sono interessanti ma.. ? Iniziamo con il finale, che è un pò troppo uscito dalle favole della Disney per piacermi davvero.
Va bene non è il vero finale, perché dopo questo ci saranno una lunga serie di altri libri ma dopo settecento pagine uno si aspetta una trovata un pò migliore del "l'amore ci ha salvati anche questa volta". L'amore? davvero è solo l'amore? non che io abbia niente contro di lui, ci mancherebbe, ma sembra sempre l'ultima risorsa degli scrittori senza un'idea.
E la scena alla Star Wars di "sono tuo padre", dove la mettiamo? Zed il nonno e Darken Rahl il padre? Kahlan la moglie ovviamente (dopo aver passato un interno libro a dire "ti amo quindi non possiamo stare insieme" finisce con "ti amo e quindi possiamo stare insieme".. qualcosa non va), c'è anche una zia, una cugina e un cane domestico (oh cavolo, quello c'era davvero anche se era un lupo).
Insomma, fare una trama così fatta bene e buttarla via in un finale del genere è un grandissimo spreco!
Ero tentata di dargli quattro stelline, ma il finale non mi è piaciuto particolarmente quindi sono scesa con il voto.
Di positivo questo libro ha parecchie cose. La trama di per se è piuttosto originale, il libro è scritto bene, ricco di colpi di scena, i personaggi sono interessanti ma.. ? Iniziamo con il finale, che è un pò troppo uscito dalle favole della Disney per piacermi davvero.
Va bene non è il vero finale, perché dopo questo ci saranno una lunga serie di altri libri ma dopo settecento pagine uno si aspetta una trovata un pò migliore del "l'amore ci ha salvati anche questa volta". L'amore? davvero è solo l'amore? non che io abbia niente contro di lui, ci mancherebbe, ma sembra sempre l'ultima risorsa degli scrittori senza un'idea.
E la scena alla Star Wars di "sono tuo padre", dove la mettiamo? Zed il nonno e Darken Rahl il padre? Kahlan la moglie ovviamente (dopo aver passato un interno libro a dire "ti amo quindi non possiamo stare insieme" finisce con "ti amo e quindi possiamo stare insieme".. qualcosa non va), c'è anche una zia, una cugina e un cane domestico (oh cavolo, quello c'era davvero anche se era un lupo).
Insomma, fare una trama così fatta bene e buttarla via in un finale del genere è un grandissimo spreco!
May 21, 2012
La prosa è decisamente sciatta.
Se non si hanno pretese di originalità e verosimiglianza - e si è trascorsa la notte precedente in preda a convulsioni, terribili accessi dolorosi, stipsi o altri orribili malanni tali da aver pregiudicato ogni facoltà di discernimento - la storia potrebbe risultare a tratti godibile.
I personaggi sono tra i più stereotipati che un genere quale il fantasy, che facilmente indulge agli stereotipi, possa offrire.
Scontata tutta la trama, senza parlare del "disegno" che si cela dietro gli intenti narrativi di Goodkind.
Comunque, l'idea dell'agiel, verso la fine del romanzo, mi è parsa intrigante.
Non ho intenzione di leggere altri libri della saga.
Se non si hanno pretese di originalità e verosimiglianza - e si è trascorsa la notte precedente in preda a convulsioni, terribili accessi dolorosi, stipsi o altri orribili malanni tali da aver pregiudicato ogni facoltà di discernimento - la storia potrebbe risultare a tratti godibile.
I personaggi sono tra i più stereotipati che un genere quale il fantasy, che facilmente indulge agli stereotipi, possa offrire.
Scontata tutta la trama, senza parlare del "disegno" che si cela dietro gli intenti narrativi di Goodkind.
Comunque, l'idea dell'agiel, verso la fine del romanzo, mi è parsa intrigante.
Non ho intenzione di leggere altri libri della saga.
June 18, 2013
Premetto di aver visto le due serie televisive trasmesse in Tv d'estate. Incuriosita, ho cominciato a leggere i libri di questa mastodontica opera fantasy. Il libro merita davvero di essere letto, io non riuscivo a smettere! Trama avvincente, colpi di scena sempre dietro l'angolo, capaci di tenerti incollato al libro per ore. Non ti accorgi nemmeno di essere giunto alla fine del romanzo, che subito vuoi iniziare il successivo!
April 30, 2018
Sono qua a parlarvi di questa serie perché casualmente aprendo l’e-reader ho trovato il secondo volume che non avevo ancora letto. Ricordandomi bene il primo libro, anche e soprattutto a causa della bellissima serie televisiva, mi sono buttata in questa lettura e ne sono rimasta affascinata.
Questi libri sono dei fantasy classici, epici e romantici nello stesso tempo, e questo secondo me è uno dei loro pregi.
Cercherò di spiegarmi meglio. Pur non essendo presenti le razze dei fantasy classici come elfi, nani, gnomi, troll, ecc… nel libro c’è tantissima magia che diventa quasi una protagonista, oltre a draghi e strane creature spaventose. Nello stesso tempo ritroviamo gli ingredienti tipici dei fantasy epici con battaglie, sangue, sudore, dolore, onore, amicizia e fatica, che mischiati nella giusta misura tengono il lettore con il fiato sospeso per tutto il tempo, malgrado i libri siano corposi e possano spaventare.
All’interno del racconto troviamo inoltre una bellissima storia d’amore. Un amore all’apparenza impossibile da far nascere nel primo libro e da mantenere vivo nel secondo, poiché il destino è sempre contro i nostri eroi, in entrambi i volumi.
È un amore puro, a volte quasi platonico, ma fermo e profondo, che fa commuovere per la sua forza, anche se le descrizioni sono adattissime a un pubblico di tutte le età.
Non lo sono invece alcune descrizioni di sofferenza.
L’autore ci culla in un racconto scorrevole, con una trama accattivante e un tipo di scrittura apparentemente adatta a tutte le età, per poi all’improvviso catapultarci repentinamente in un incubo ad occhi aperti.
In alcuni punti le scene diventano crude, la cattiveria raggiunta da alcuni personaggi fa letteralmente rabbrividire e le descrizioni non si tirano indietro, mostrando tutta la crudeltà della situazione e tutta la sofferenza che trasuda dalle righe.
Questo è un altro grande pregio. Quello di catturare il lettore e portarlo a vivere senza remore il terrore e il dolore, per poi farlo volare sulle ali della speranza e della redenzione.
Aggiungo solo che ogni racconto si basa su una regola del mago e che nel primo libro la regola è questa:
Le persone credono a tutto ciò a cui vogliono credere o a quello che temono di credere.
Nel secondo volume invece la regola è:
Le migliori intenzioni possono generare i danni più grandi; la violazione di ciò può causare di tutto: dal disagio, al disastro, alla morte
Posso solo aggiungere che queste due affermazioni reggono le sorti dei primi due racconti e ci dimostrano quanto questi due princìpi possano essere reali anche nella vita vera…
Finisco promettendomi di leggere anche il terzo libro perché, pur essendo ogni racconto autoconclusivo, alcune cosette restano in sospeso, ed essendo la serie ormai terminata da tempo la curiosità di arrivare alla fine domina sovrana.
Questi libri sono dei fantasy classici, epici e romantici nello stesso tempo, e questo secondo me è uno dei loro pregi.
Cercherò di spiegarmi meglio. Pur non essendo presenti le razze dei fantasy classici come elfi, nani, gnomi, troll, ecc… nel libro c’è tantissima magia che diventa quasi una protagonista, oltre a draghi e strane creature spaventose. Nello stesso tempo ritroviamo gli ingredienti tipici dei fantasy epici con battaglie, sangue, sudore, dolore, onore, amicizia e fatica, che mischiati nella giusta misura tengono il lettore con il fiato sospeso per tutto il tempo, malgrado i libri siano corposi e possano spaventare.
All’interno del racconto troviamo inoltre una bellissima storia d’amore. Un amore all’apparenza impossibile da far nascere nel primo libro e da mantenere vivo nel secondo, poiché il destino è sempre contro i nostri eroi, in entrambi i volumi.
È un amore puro, a volte quasi platonico, ma fermo e profondo, che fa commuovere per la sua forza, anche se le descrizioni sono adattissime a un pubblico di tutte le età.
Non lo sono invece alcune descrizioni di sofferenza.
L’autore ci culla in un racconto scorrevole, con una trama accattivante e un tipo di scrittura apparentemente adatta a tutte le età, per poi all’improvviso catapultarci repentinamente in un incubo ad occhi aperti.
In alcuni punti le scene diventano crude, la cattiveria raggiunta da alcuni personaggi fa letteralmente rabbrividire e le descrizioni non si tirano indietro, mostrando tutta la crudeltà della situazione e tutta la sofferenza che trasuda dalle righe.
Questo è un altro grande pregio. Quello di catturare il lettore e portarlo a vivere senza remore il terrore e il dolore, per poi farlo volare sulle ali della speranza e della redenzione.
Aggiungo solo che ogni racconto si basa su una regola del mago e che nel primo libro la regola è questa:
Le persone credono a tutto ciò a cui vogliono credere o a quello che temono di credere.
Nel secondo volume invece la regola è:
Le migliori intenzioni possono generare i danni più grandi; la violazione di ciò può causare di tutto: dal disagio, al disastro, alla morte
Posso solo aggiungere che queste due affermazioni reggono le sorti dei primi due racconti e ci dimostrano quanto questi due princìpi possano essere reali anche nella vita vera…
Finisco promettendomi di leggere anche il terzo libro perché, pur essendo ogni racconto autoconclusivo, alcune cosette restano in sospeso, ed essendo la serie ormai terminata da tempo la curiosità di arrivare alla fine domina sovrana.
December 17, 2012
3,5/10
Mi aspettavo di peggio: un libro noioso e anche discretamente idiota, ma il vero Fantatrash gli dà ancora svariate lunghezze. Un grosso difetto è che Goodkind se la prende molto comoda nel dipanare la trama, o meglio – come dicono i Librovori – non si dà la pena di essere sintetico: le settecento e rotte pagine si sentono tutte, come pare essere d’obbligo in un libro fantasy per non beccarsi gli sputi in faccia dei nerd del genere.
Personaggi: i protagonisti sono il solito party stile Final Fantasy, l’eroe/spadaccino/prescelto con meravigliosa spada supermagica (con luci e suoni!!!11 Provami!!11!), il vecchio mago, la gnocca misteriosa e l’arciere/guardiaboschi. L’eroe è Eragon prima di Eragon, e intendo dire che lo è *alla lettera*… chi ha orecchie per intendere intenda. La gnocca è, uhm, gnocca. Oltre che intelligentissima, affascinantissima, coltissima, buonissima, purissima, levissima. Ah, e ha un Potere Arcano Supermagicissimo che in realtà è tratto direttamente dalla serie dei My Mini Pony, e che viene sventolato sotto il naso a eroe e lettore in diecimila salse prima che la gnocca si decida a spiegarlo: a quel punto, l’avevano già capito tutti. Tranne ovviamente il ritardato dell’eroe. Il vecchio mago è, cosa ve lo dico a fare, un vecchio mago saggio e potente oltre ogni immaginazione, che potrebbe aiutare l’eroe in duemila modi diversi ma non lo fa perché sì. Nota di merito, spesso viene presentato come il mentecatto morto di fame che è. L’arciere guardiaboschi sta lì perché insomma, che party è senza l’arciere? Ma come personaggio è irrilevante. Il cattivo ovviamente è l’Evil Overlord, che in un guizzo di originalità non da poco (Paolini, prendi nota!) ha il vestito OMG bianco e i capelli biondi. Senza alcuna ragione apparente si lecca le dita per poi inumidirsi le labbra (?), intavola una campagna di plagio delle masse e manipolazione delle menti brillante quanto quella del Libro del Destino – ma tanto i contadini sono tutti scemi! - e ha l’Infanzia Difficile™ obbligatoria oggigiorno se vuoi essere un kattivo degno di rispetto. Uh, ma sto dimenticando il lupo parlante! Chiaro segno di qualità.
Trama: solito medioevo fantasy #256, solita quest ai confini del mondo per trovare l’oggetto preziosissimo e fermare l’Overlord, braccati da schiere di mostri deformi/soldati fatti con lo stampino al suo soldo. I nostri eroi sono un team unito fino alla morte che le Winx gli fanno un baffo e conquistano con le loro insindacabili Bbbontà e Virtù ogni singola persona con cui vengono in contatto: la vecchia sciamana saggia che parla come l’ultima dei Bingo-Bonghi, la strega bellissima e crudelissima che la vuole dare al protagonista, il popolo tribale fiero e separatista che finirà per nominarli membri ad honorem, il drago ancora più fiero e possente e letale che a storia conclusa ruzza ai piedi dell’eroe come un cagnolino e via discorrendo. Tradimento da parte di un personaggio che due battute dopo essere entrato in scena aveva scritto in fronte con l’evidenziatore “Vi tradirò prima della fine di questo libro!”, artefatti magici dalle istruzioni stilate dagli omini Ikea (ma senza la figuretta dell’omino disperato che chiama il centro assistenza, fuffa!, è l’Evil Ikea e ti devi arrangiare), scene sadomaso - che per inciso sono la parte più interessante di tutto il libro, e questo dice tutto - perché Goodkind ha ben presente il suo target, artefatti super magici come se piovesse, tranelli in cui solo dei ritardati potrebbero cascare e nei quali infatti gli eroi cascano con tutte le scarpe, magia alla come viene (palle di fuoco a oltranza!), luoghi comuni a badilate, salvataggio dell’intera trama grazie a una penosa sottoquest che sta in piedi con lo sputo, perfino Gollum che fa un cameo. Ormai è dappertutto. La perla logica: il cattivo vuole conoscere un testo che il buono ha imparato a memoria, ma sa che il buono non glielo dirà mai di sua spontanea volontà. Allora gli fa patire la succitata tortura sadomaso… anche se una volta completa la tortura causerà per lui la *perdita dei ricordi*! ROTFL, ma che senso ha?
Morale: ebbene sì, non ci vengono risparmiate diverse tirate moralistiche (al secolo seghe mentali) del protagonista, che dopo aver ucciso magycamente grazie alla forza dell’odio entra in crisi. Ha ucciso un uomo! OMG! Chi è lui per decidere della vita e della morte di un uomo? E altri argomenti che sarebbero adeguatamente discussi nella sessione pomeridiana di Forum. La bonazza, solitamente acida e altezzosa al massimo (tranne che con l’eroe, perché sì), attraversa fasi di autocommiserazione e pianti degni di una undicenne a cui non è arrivata la letterina per Hogwarts, il vecchio ci delizia con tirate sulla Verità e i Kattivi Potenti che la manipolano, il Potere Segreto Combo che consentirà all’eroe di vincere il cattivo e farsi la bella è nientemeno che – SIGH – il potere dell’Ammoreh… penso di aver reso l’idea.
Lati Positivi: rullo di tamburi squillo di trombe, ci sono pure loro. Sono utili come la granella colorata su una cacca di cane, ma va reso onore al merito di Goodkind che qualche passo in più rispetto a Strazzulla/Rosso/Ennesimo Fèntasi Con Prescelto E Signore Del Male l’ha fatto. Intanto non c’è l’onnipresente (specie in autori under 18) reticenza sulla sfera sessuale, sia in termini di tensione erotica tra i protagonisti sia per quel che riguarda gli stupri nel corso delle campagne militari. Ovviamente quando arriverà il turno della gnocca la fanciulla sfodererà l’opportuno potere Ad Minchiam mai nominato fino a quel momento per mantenere intatta la propria virtù; ovviamente i cattivi hanno una sessualità deviata, sodomita e malvagya; ma è pur sempre molto di più di quel che è ormai lo standard nella fantasy. Anche la violenza, tirate moralistiche a parte, è rappresentata con un’adeguata componente di sangue e budella. Poi, diversi dettagli marginali non sono così banali come il resto del libro può far supporre. Il primo esempio che mi viene in mente, e forse il più eclatante, è quello delle mosche vampiro che i mostri usano per cacciare. Guizzi del genere rimangono comunque relegati a dettagli marginali, ragion per cui il libro nel complesso viaggia una buona misura sotto la sufficienza.
Una piccola nota aggiuntiva per quel che riguarda l'ortografia: quando si trova un errore ogni cento pagine è un refuso, quando invece ce n'è uno ogni dieci è un intento criminale deliberato. Se ho pagato per avere un libro in lingua italiana gradirei che fosse tale.
Mi aspettavo di peggio: un libro noioso e anche discretamente idiota, ma il vero Fantatrash gli dà ancora svariate lunghezze. Un grosso difetto è che Goodkind se la prende molto comoda nel dipanare la trama, o meglio – come dicono i Librovori – non si dà la pena di essere sintetico: le settecento e rotte pagine si sentono tutte, come pare essere d’obbligo in un libro fantasy per non beccarsi gli sputi in faccia dei nerd del genere.
Personaggi: i protagonisti sono il solito party stile Final Fantasy, l’eroe/spadaccino/prescelto con meravigliosa spada supermagica (con luci e suoni!!!11 Provami!!11!), il vecchio mago, la gnocca misteriosa e l’arciere/guardiaboschi. L’eroe è Eragon prima di Eragon, e intendo dire che lo è *alla lettera*… chi ha orecchie per intendere intenda. La gnocca è, uhm, gnocca. Oltre che intelligentissima, affascinantissima, coltissima, buonissima, purissima, levissima. Ah, e ha un Potere Arcano Supermagicissimo che in realtà è tratto direttamente dalla serie dei My Mini Pony, e che viene sventolato sotto il naso a eroe e lettore in diecimila salse prima che la gnocca si decida a spiegarlo: a quel punto, l’avevano già capito tutti. Tranne ovviamente il ritardato dell’eroe. Il vecchio mago è, cosa ve lo dico a fare, un vecchio mago saggio e potente oltre ogni immaginazione, che potrebbe aiutare l’eroe in duemila modi diversi ma non lo fa perché sì. Nota di merito, spesso viene presentato come il mentecatto morto di fame che è. L’arciere guardiaboschi sta lì perché insomma, che party è senza l’arciere? Ma come personaggio è irrilevante. Il cattivo ovviamente è l’Evil Overlord, che in un guizzo di originalità non da poco (Paolini, prendi nota!) ha il vestito OMG bianco e i capelli biondi. Senza alcuna ragione apparente si lecca le dita per poi inumidirsi le labbra (?), intavola una campagna di plagio delle masse e manipolazione delle menti brillante quanto quella del Libro del Destino – ma tanto i contadini sono tutti scemi! - e ha l’Infanzia Difficile™ obbligatoria oggigiorno se vuoi essere un kattivo degno di rispetto. Uh, ma sto dimenticando il lupo parlante! Chiaro segno di qualità.
Trama: solito medioevo fantasy #256, solita quest ai confini del mondo per trovare l’oggetto preziosissimo e fermare l’Overlord, braccati da schiere di mostri deformi/soldati fatti con lo stampino al suo soldo. I nostri eroi sono un team unito fino alla morte che le Winx gli fanno un baffo e conquistano con le loro insindacabili Bbbontà e Virtù ogni singola persona con cui vengono in contatto: la vecchia sciamana saggia che parla come l’ultima dei Bingo-Bonghi, la strega bellissima e crudelissima che la vuole dare al protagonista, il popolo tribale fiero e separatista che finirà per nominarli membri ad honorem, il drago ancora più fiero e possente e letale che a storia conclusa ruzza ai piedi dell’eroe come un cagnolino e via discorrendo. Tradimento da parte di un personaggio che due battute dopo essere entrato in scena aveva scritto in fronte con l’evidenziatore “Vi tradirò prima della fine di questo libro!”, artefatti magici dalle istruzioni stilate dagli omini Ikea (ma senza la figuretta dell’omino disperato che chiama il centro assistenza, fuffa!, è l’Evil Ikea e ti devi arrangiare), scene sadomaso - che per inciso sono la parte più interessante di tutto il libro, e questo dice tutto - perché Goodkind ha ben presente il suo target, artefatti super magici come se piovesse, tranelli in cui solo dei ritardati potrebbero cascare e nei quali infatti gli eroi cascano con tutte le scarpe, magia alla come viene (palle di fuoco a oltranza!), luoghi comuni a badilate, salvataggio dell’intera trama grazie a una penosa sottoquest che sta in piedi con lo sputo, perfino Gollum che fa un cameo. Ormai è dappertutto. La perla logica: il cattivo vuole conoscere un testo che il buono ha imparato a memoria, ma sa che il buono non glielo dirà mai di sua spontanea volontà. Allora gli fa patire la succitata tortura sadomaso… anche se una volta completa la tortura causerà per lui la *perdita dei ricordi*! ROTFL, ma che senso ha?
Morale: ebbene sì, non ci vengono risparmiate diverse tirate moralistiche (al secolo seghe mentali) del protagonista, che dopo aver ucciso magycamente grazie alla forza dell’odio entra in crisi. Ha ucciso un uomo! OMG! Chi è lui per decidere della vita e della morte di un uomo? E altri argomenti che sarebbero adeguatamente discussi nella sessione pomeridiana di Forum. La bonazza, solitamente acida e altezzosa al massimo (tranne che con l’eroe, perché sì), attraversa fasi di autocommiserazione e pianti degni di una undicenne a cui non è arrivata la letterina per Hogwarts, il vecchio ci delizia con tirate sulla Verità e i Kattivi Potenti che la manipolano, il Potere Segreto Combo che consentirà all’eroe di vincere il cattivo e farsi la bella è nientemeno che – SIGH – il potere dell’Ammoreh… penso di aver reso l’idea.
Lati Positivi: rullo di tamburi squillo di trombe, ci sono pure loro. Sono utili come la granella colorata su una cacca di cane, ma va reso onore al merito di Goodkind che qualche passo in più rispetto a Strazzulla/Rosso/Ennesimo Fèntasi Con Prescelto E Signore Del Male l’ha fatto. Intanto non c’è l’onnipresente (specie in autori under 18) reticenza sulla sfera sessuale, sia in termini di tensione erotica tra i protagonisti sia per quel che riguarda gli stupri nel corso delle campagne militari. Ovviamente quando arriverà il turno della gnocca la fanciulla sfodererà l’opportuno potere Ad Minchiam mai nominato fino a quel momento per mantenere intatta la propria virtù; ovviamente i cattivi hanno una sessualità deviata, sodomita e malvagya; ma è pur sempre molto di più di quel che è ormai lo standard nella fantasy. Anche la violenza, tirate moralistiche a parte, è rappresentata con un’adeguata componente di sangue e budella. Poi, diversi dettagli marginali non sono così banali come il resto del libro può far supporre. Il primo esempio che mi viene in mente, e forse il più eclatante, è quello delle mosche vampiro che i mostri usano per cacciare. Guizzi del genere rimangono comunque relegati a dettagli marginali, ragion per cui il libro nel complesso viaggia una buona misura sotto la sufficienza.
Una piccola nota aggiuntiva per quel che riguarda l'ortografia: quando si trova un errore ogni cento pagine è un refuso, quando invece ce n'è uno ogni dieci è un intento criminale deliberato. Se ho pagato per avere un libro in lingua italiana gradirei che fosse tale.
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September 5, 2020
''La spada della verità Vol.1'' è il primo volume della saga per adulti, appartenente al genere Fantasy e d'avventura, ''La spada della verità'' ideata dallo scrittore statunitense Terry Goodkind. Il primo episodio è stato pubblicato negli USA nel 1994, mentre in Italia la casa editrice Fanucci lo pubblica per la prima volta in due volumi (del 1998 e 1999) e successivamente nel 2001 in un unico volume.
I personaggi sono tutti ben descritti e caratterizzati. L'autore non lesina informazioni sul loro aspetto, sul loro carattere e sui loro pensieri dando al lettore un quadro completo e permettendogli di immedesimarsi meglio nei personaggi.
La scrittura è adatta a tutti, senza tecnicismi o termini eruditi. La chiarezza dovuta al lessico non forbito rende la lettura piacevole e scorrevole.
Complessivamente la storia è avvincente e interessante, a tratti forse troppo cruda e esplicita nel raccontare le violenze e le angherie dei personaggi malvagi e votati a tutto pur di ottenere il potere o raggiungere la meta da loro desiderata.
La classica tematica della lotta tra bene e male non è tuttavia banale ed è impreziosita da dissertazioni, anche filosofiche, sulla vita, sulla religione, sulla condotta e i comportamenti umani. Spesso sembra di riconoscere riferimenti a vicende e periodi significativi della storia dell'uomo, quali guerre e dittature. Sicuramente una lettura adatta agli adulti in quanto stimola una riflessione su se stessi e sulla vita umana in generale.
I personaggi sono tutti ben descritti e caratterizzati. L'autore non lesina informazioni sul loro aspetto, sul loro carattere e sui loro pensieri dando al lettore un quadro completo e permettendogli di immedesimarsi meglio nei personaggi.
La scrittura è adatta a tutti, senza tecnicismi o termini eruditi. La chiarezza dovuta al lessico non forbito rende la lettura piacevole e scorrevole.
Complessivamente la storia è avvincente e interessante, a tratti forse troppo cruda e esplicita nel raccontare le violenze e le angherie dei personaggi malvagi e votati a tutto pur di ottenere il potere o raggiungere la meta da loro desiderata.
La classica tematica della lotta tra bene e male non è tuttavia banale ed è impreziosita da dissertazioni, anche filosofiche, sulla vita, sulla religione, sulla condotta e i comportamenti umani. Spesso sembra di riconoscere riferimenti a vicende e periodi significativi della storia dell'uomo, quali guerre e dittature. Sicuramente una lettura adatta agli adulti in quanto stimola una riflessione su se stessi e sulla vita umana in generale.
January 8, 2021
Buongiorno readers, vi presento un fantasy senza tempo: La Spada della Verità di Terry Goodkind.
La prima regola del mago è l'inizio della saga, un inizio fresco che appare nuovo nonostante la semplicità iniziale della storia, che nel corso dei capitoli va ad arricchirsi e infittirsi.
Non posso dire che si fa più “complicata” perché per me “complicato” è sinonimo di “poco chiaro” o “ingarbugliato”, e qui non troviamo niente del genere. Ogni cosa si incastra alla perfezione.
Questa per me è stata una rilettura, la prima la feci molti anni fa – spinta dall’onda della serie tv, che purtroppo non ho apprezzato affatto –, per questo alcune cose le ricordavo con precisione altre un po' meno.
Rispetto al mio primo approccio, che un pochino aveva suscitato in me noia e scarso coinvolgimento, questa volta non ho riscontrato la stessa fatica nella lettura.
Ogni pagina è scorsa via con facilità e leggerezza, quasi fosse diventato un altro libro, leggero come una piuma anziché pesante come un masso.
Lo stile dell'autore lascia spazio alle descrizioni e all'introspezione dei personaggi, senza eccedere e risultare noioso. Terry Goodkind sa dosare perfettamente le parole, regalandoci così dei capitoli piacevolissimi, che finisci ancor prima di rendertene conto.
Una cosa che ho apprezzato molto è stata l'introduzione di quelli che diventeranno i protagonisti della saga, fin dalle prime pagine, condite con un buon mix tra informazioni essenziali per poter entrare nell’ambientazione e azioni capaci di tenerci incollati sin da subito alle pagine.
Mi è piaciuto che tra i due non sia scattato il banale colpo di fulmine, ma al contrario ho un po’ storto il naso per come Richard si prende subito a cuore Kahlan, e come lei pare fidarsi ciecamente di lui.
Richard è un personaggio fondamentalmente buono, ma questo suo enorme slancio nei confronti di una sconosciuta l’ho trovato un po’ troppo campato in aria, anche se ho apprezzato moltissimo la loro amicizia e come è andata a svilupparsi.
Avrei solo aspettato un po’ e condito con qualche dubbio in più il loro incontro.
Riconosco che per coloro che non digeriscono troppo i fantasy, il fatto che Richard sia il “prescelto” inconsapevole, possa risultare stucchevole.
Tuttavia è classico del genere che la maggior parte dei protagonisti di opere simili, si trovino contro il loro volere a dover combattere forze oscure, stravolgendo la loro vita per un incontro inaspettato – o per volere del destino.
Nonostante questa parvenza di casualità e predestinazione iniziale, in Richard c’è molto di più del caso e lo si scopre solo andando avanti.
In conclusione trovo che la storia sia ben costruita, perché nonostante gli elementi classici di un fantasy, la si potrebbe considerare un’ottima storia togliendo anche gli elementi fantastici e la componente magica.
L’intera struttura narrativa e anche il worldbuilding si reggerebbero in piedi in qualsiasi contesto li si mettessero, e questo applicato ad una storia per me significa aver gettato forti e solide fondamenta, inattaccabili sotto ogni punto di vista.
La prima regola del mago è l'inizio della saga, un inizio fresco che appare nuovo nonostante la semplicità iniziale della storia, che nel corso dei capitoli va ad arricchirsi e infittirsi.
Non posso dire che si fa più “complicata” perché per me “complicato” è sinonimo di “poco chiaro” o “ingarbugliato”, e qui non troviamo niente del genere. Ogni cosa si incastra alla perfezione.
Questa per me è stata una rilettura, la prima la feci molti anni fa – spinta dall’onda della serie tv, che purtroppo non ho apprezzato affatto –, per questo alcune cose le ricordavo con precisione altre un po' meno.
Rispetto al mio primo approccio, che un pochino aveva suscitato in me noia e scarso coinvolgimento, questa volta non ho riscontrato la stessa fatica nella lettura.
Ogni pagina è scorsa via con facilità e leggerezza, quasi fosse diventato un altro libro, leggero come una piuma anziché pesante come un masso.
Lo stile dell'autore lascia spazio alle descrizioni e all'introspezione dei personaggi, senza eccedere e risultare noioso. Terry Goodkind sa dosare perfettamente le parole, regalandoci così dei capitoli piacevolissimi, che finisci ancor prima di rendertene conto.
Una cosa che ho apprezzato molto è stata l'introduzione di quelli che diventeranno i protagonisti della saga, fin dalle prime pagine, condite con un buon mix tra informazioni essenziali per poter entrare nell’ambientazione e azioni capaci di tenerci incollati sin da subito alle pagine.
Mi è piaciuto che tra i due non sia scattato il banale colpo di fulmine, ma al contrario ho un po’ storto il naso per come Richard si prende subito a cuore Kahlan, e come lei pare fidarsi ciecamente di lui.
Richard è un personaggio fondamentalmente buono, ma questo suo enorme slancio nei confronti di una sconosciuta l’ho trovato un po’ troppo campato in aria, anche se ho apprezzato moltissimo la loro amicizia e come è andata a svilupparsi.
Avrei solo aspettato un po’ e condito con qualche dubbio in più il loro incontro.
Riconosco che per coloro che non digeriscono troppo i fantasy, il fatto che Richard sia il “prescelto” inconsapevole, possa risultare stucchevole.
Tuttavia è classico del genere che la maggior parte dei protagonisti di opere simili, si trovino contro il loro volere a dover combattere forze oscure, stravolgendo la loro vita per un incontro inaspettato – o per volere del destino.
Nonostante questa parvenza di casualità e predestinazione iniziale, in Richard c’è molto di più del caso e lo si scopre solo andando avanti.
In conclusione trovo che la storia sia ben costruita, perché nonostante gli elementi classici di un fantasy, la si potrebbe considerare un’ottima storia togliendo anche gli elementi fantastici e la componente magica.
L’intera struttura narrativa e anche il worldbuilding si reggerebbero in piedi in qualsiasi contesto li si mettessero, e questo applicato ad una storia per me significa aver gettato forti e solide fondamenta, inattaccabili sotto ogni punto di vista.
January 18, 2021
Dal blog "The Nerd's family":
In "La prima regola del mago" di Terry Goodkind è presente sicuramente il viaggio dell’eroe tipico dei fantasy. Lo abbiamo letto in tutte le salse nei maggiori libri tipici del genere. L’eroe non sa di essere il prescelto da qualche profezia, come Richard, ha solo i suoi buoni propositi e la sua volontà di aiutare Kahlan, la Madre Depositaria, di cui si innamora.
Il tipico viaggio che da un certo punto di vista mi è sembrato di rivedere anche nel ciclo arturiano, o comunque in molti altri libri fantasy che ho letto. Il primo è stato quello di Campbell, ma anche Tolkien da un certo punto di vista.
L’elemento interessante, ma non innovativo, è l’elemento della rabbia. Essendo Richard il Cercatore, gli viene assegnata la spada della verità, una spada magica. La prima prova riguarda proprio la rabbia e il modo in cui il Cercatore stesso riesce a resistergli: una prova che non tutti superano, ma lui è un Vero Cercatore, per cui riesce a superarla con facilità[...].
Un po’ prolisso, tipico dei fantasy, Goodkind si concentra su dettagli che si potrebbero evitare, ma spesso tralascia informazioni o curiosità che il lettore meriterebbe di sapere – tipo le Mord-sith. Una lettura interessante, malgrado qualche difetto. La storia è interessante, ma spesso le trame secondarie sono più intriganti di quella primaria.
In "La prima regola del mago" di Terry Goodkind è presente sicuramente il viaggio dell’eroe tipico dei fantasy. Lo abbiamo letto in tutte le salse nei maggiori libri tipici del genere. L’eroe non sa di essere il prescelto da qualche profezia, come Richard, ha solo i suoi buoni propositi e la sua volontà di aiutare Kahlan, la Madre Depositaria, di cui si innamora.
Il tipico viaggio che da un certo punto di vista mi è sembrato di rivedere anche nel ciclo arturiano, o comunque in molti altri libri fantasy che ho letto. Il primo è stato quello di Campbell, ma anche Tolkien da un certo punto di vista.
L’elemento interessante, ma non innovativo, è l’elemento della rabbia. Essendo Richard il Cercatore, gli viene assegnata la spada della verità, una spada magica. La prima prova riguarda proprio la rabbia e il modo in cui il Cercatore stesso riesce a resistergli: una prova che non tutti superano, ma lui è un Vero Cercatore, per cui riesce a superarla con facilità[...].
Un po’ prolisso, tipico dei fantasy, Goodkind si concentra su dettagli che si potrebbero evitare, ma spesso tralascia informazioni o curiosità che il lettore meriterebbe di sapere – tipo le Mord-sith. Una lettura interessante, malgrado qualche difetto. La storia è interessante, ma spesso le trame secondarie sono più intriganti di quella primaria.
September 3, 2017
un mondo interessante, ben curato, così come i suoi personaggi. le avventure, le ambientazioni, sono ben descritte. Ma lo stesso, non si riesce facilmente a entrare in simbiosi con i personaggi e le loro emozioni. la pecca del libro è lo stato 'mary sue' dei protagonisti: troppo belli, capaci, attraenti, pieni di fascino e potenti. si avverte forte l'intento dell'autore: portarti a pensare quanto loro siano perfetti e amabili. le loro reazioni sono particolari, strane, a causa dei particolari ruoli e culture con cui sono stati cresciuti. non sono mai riuscita a provare empatia per loro o a capirli più di tanto, per questo. ma il loro mondo è cosi interessante e i nemici così deliziosamente sadici, che vale la pena leggerlo.
November 6, 2025
La prima regola del mago di Terry Goodkind è un romanzo fantasy avvincente, con una storia ricca di mistero, magia e avventure che catturano fin dalle prime pagine. Le descrizioni sono curate e vivide, capaci di trasportare il lettore in un mondo ben costruito e coerente. I personaggi sono interessanti e ben delineati, e l’intreccio si sviluppa con un buon ritmo. Ho notato diverse somiglianze con La Ruota del Tempo di Robert Jordan, soprattutto per atmosfera e costruzione del mondo, ma Goodkind riesce comunque a mantenere una voce e uno stile propri. Un ottimo inizio di saga per gli amanti del fantasy classico.
January 18, 2026
"Prima Regola del Mago: la gente è stupida".
Queste sono le parole espresse all'inizio di, e più volte ripetuta in seguito, un monologo di quello che dovrebbe essere uno dei nostri eroi. Un uomo saggio, in teoria, ma alquanto limitato nella pratica. Non ci sarebbe niente di male nell'avere un personaggio simile, ma chiaramente l'autore tratta le sue parole come se fossero assiomatiche e incontestabili.
Eppure, ogni "lezione" impartita, ogni perla di saggezza o pretesa di arguzia è sopraffatta da una trama composta di eventi completamente fortuiti, abilità mai rivelate prima che appaiono inaspettatamente proprio nel momento del bisogno, conoscenze vitali mai rivelate (per dimenticanza?) a coloro che ne avrebbero avuto un bisogno immane, personaggi che sono incredibilmente intelligenti un momento prima e completamente ingenui il momento successivo al solo scopo di agevolare una serie di eventi estremamente ovvi che, altrimenti, sarebbero disfatti fin dal primo o secondo capitolo.
Il tutto associato a perle narrative come 50 pagine di descrizione di (praticamente) una prolungata sessione BDSM.
Insomma, un libro che era stato caldamente consigliato ma che si è rivelato uno dei peggiori fantasy che abbia mai letto.
In compenso, la lettura scorre veloce perché, questo lo si può concedere, lo stile di scrittura in sé non è male.
Queste sono le parole espresse all'inizio di, e più volte ripetuta in seguito, un monologo di quello che dovrebbe essere uno dei nostri eroi. Un uomo saggio, in teoria, ma alquanto limitato nella pratica. Non ci sarebbe niente di male nell'avere un personaggio simile, ma chiaramente l'autore tratta le sue parole come se fossero assiomatiche e incontestabili.
Eppure, ogni "lezione" impartita, ogni perla di saggezza o pretesa di arguzia è sopraffatta da una trama composta di eventi completamente fortuiti, abilità mai rivelate prima che appaiono inaspettatamente proprio nel momento del bisogno, conoscenze vitali mai rivelate (per dimenticanza?) a coloro che ne avrebbero avuto un bisogno immane, personaggi che sono incredibilmente intelligenti un momento prima e completamente ingenui il momento successivo al solo scopo di agevolare una serie di eventi estremamente ovvi che, altrimenti, sarebbero disfatti fin dal primo o secondo capitolo.
Il tutto associato a perle narrative come 50 pagine di descrizione di (praticamente) una prolungata sessione BDSM.
Insomma, un libro che era stato caldamente consigliato ma che si è rivelato uno dei peggiori fantasy che abbia mai letto.
In compenso, la lettura scorre veloce perché, questo lo si può concedere, lo stile di scrittura in sé non è male.
April 23, 2020
E' la seconda volta che lo rileggo e mi è piaciuto molto di più, cogliendo quelle sfumature e piccoli indizi che erano sfuggiti alla prima lettura.
Il finale mi è sembrato un po' troppo veloce, rispetto al resto del libro, ma è scritto veramente bene e non annoia sicuramente.
Il sistema magico è un po' troppo complesso e sembra che le regole vengano fuori per aiutare il protagonista a risolvere le situazioni in cui si trova: questo è il motivo per la stella in meno.
Sono curioso di leggere i vari seguiti.
Il finale mi è sembrato un po' troppo veloce, rispetto al resto del libro, ma è scritto veramente bene e non annoia sicuramente.
Il sistema magico è un po' troppo complesso e sembra che le regole vengano fuori per aiutare il protagonista a risolvere le situazioni in cui si trova: questo è il motivo per la stella in meno.
Sono curioso di leggere i vari seguiti.
May 26, 2026
Onestamente volevo leggerlo solo perché spinta dalla nostalgia della serie tv. Probabilmente mi sarei dovuta FERMARE
La prima parte del libro va anche bene se si tralascia il fatto che al protagonista arrivino le soluzioni dal cielo. Sforzo minimo + gentilezza spicciola = risoluzione di tutti i problemi
Ma la parte che mi ha lasciata davvero perplessa è la fine: il problema principale nella relazione tra i due protagonisti era il potere di lei e MAGICAMENTE grazie alla forza dell’amore tutto ciò non esiste più ??????
Sarebbe 2.5 solo perché ho dei bei ricordi della serie tv (che probabilmenre non guarderò mai più)
La prima parte del libro va anche bene se si tralascia il fatto che al protagonista arrivino le soluzioni dal cielo. Sforzo minimo + gentilezza spicciola = risoluzione di tutti i problemi
Ma la parte che mi ha lasciata davvero perplessa è la fine: il problema principale nella relazione tra i due protagonisti era il potere di lei e MAGICAMENTE grazie alla forza dell’amore tutto ciò non esiste più ??????
Sarebbe 2.5 solo perché ho dei bei ricordi della serie tv (che probabilmenre non guarderò mai più)
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August 26, 2017
Comprato quasi per caso e con uno sconto super durante un giro in libreria, l'ho divorato in pochi giorni e ora sono già a metà del secondo volume. È come una droga... Il traduttore poteva sicuramente fare un lavoro migliore - alcune virgole sembrano proprio essere state piazzate a caso! - ma ciò non toglie che questo libro sia uno dei più bei fantasy che abbia mai letto. In una parola... leggetelo!
May 3, 2019
Bellissima saga: personaggi stupendi. La figura di Kahlan e' la piu' bella di cui abbia letto negli ultimi anni; Richard e' invece il genio, il mago la cui nascita era stata prevista gia' da 3000 anni, colui che salvera' il mondo dalla magia nefasta.
September 9, 2021
In alcune parti la traduzione non è delle migliori. La scrittura è fluida e la trama segue il buon vecchio stile fermiamo-il-cattivo-che-vuole-distruggere-il-mondo. I personaggi sono ben costruiti, e le descrizioni non risultano troppo pesanti.
December 20, 2023
Libro fantasy. L'ho abbandonato dopo poche 100-200 pagine, cosa rarissima. Troppo noioso. Forse adatto ad un pubblico molto giovane. Lo stile piatto, la trama prevedibile e i personaggi poco credibili erano troppo per andare avanti.
December 31, 2018
Libro che ogni amante del fantasy deve assolutamente leggere.
March 14, 2019
Che dire finalmente un fantasy anche per un pubblico un pochino più grande
July 1, 2020
Appassionante
July 12, 2020
Una delle serie migliori che abbia avuto occasione di leggere. L'ambientazione e i personaggi sono fantastici. Goddking è un autore molto bravo, capace di tenere il lettore incollato alle pagine.
September 20, 2021
3.5 stelle
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