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Identity
There are situations in which we fail for a moment to recognize the person we are with, in which the identity of the other is erased while we simultaneously doubt our own. This also happens with couples--indeed, above all with couples, because lovers fear more than anything else "losing sight" of that loved one.
With stunning artfulness in expanding and playing variations on the meaningful moment, Milan Kundera has made this situation--and the vague sense of panic it inspires--the very fabric of his novel. Here brevity goes hand in hand with intensity, and a moment of bewilderment marks the start of a labyrinthine journey during which the reader repeatedly crosses the border between the real and the unreal, between what occurs in the world outside, and what the mind creates in its solitude.
Of all contemporary writers, only Kundera can transform such a hidden and disconcerting perception into the material for a novel, one of his finest, most painful, and most enlightening. Which, surprisingly, turns out to be a love story.
With stunning artfulness in expanding and playing variations on the meaningful moment, Milan Kundera has made this situation--and the vague sense of panic it inspires--the very fabric of his novel. Here brevity goes hand in hand with intensity, and a moment of bewilderment marks the start of a labyrinthine journey during which the reader repeatedly crosses the border between the real and the unreal, between what occurs in the world outside, and what the mind creates in its solitude.
Of all contemporary writers, only Kundera can transform such a hidden and disconcerting perception into the material for a novel, one of his finest, most painful, and most enlightening. Which, surprisingly, turns out to be a love story.
176 pages, Paperback
First published October 29, 1997
About the author
Milan Kundera
171 books19.7k followersMilan Kundera (1 April 1929 – 11 July 2023) was a Czech and French novelist. He went into exile in France in 1975, acquiring citizenship in 1981. His Czechoslovak citizenship was revoked in 1979, but he was granted Czech citizenship in 2019.
Kundera wrote in Czech and French. He revises the French translations of all his books; people therefore consider these original works as not translations. He is best known for his novels, including The Joke (1967), The Book of Laughter and Forgetting (1979), and The Unbearable Lightness of Being (1984), all of which exhibit his extreme though often comical skepticism.
Kundera wrote in Czech and French. He revises the French translations of all his books; people therefore consider these original works as not translations. He is best known for his novels, including The Joke (1967), The Book of Laughter and Forgetting (1979), and The Unbearable Lightness of Being (1984), all of which exhibit his extreme though often comical skepticism.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 207 reviews
September 1, 2016
"Che eri diversa da come ti immagino io, che mi ero ingannato sulla tua identità". .
Ingannarsi sull'identità dell'amato, vedere l'altro come vorremmo fosse e non come è realmente. Su questo tema parte o meglio si comincia a delineare questo breve romanzo di Kundera.
Con la sua consueta capacità di raccontare le emozioni e le sensazioni, Kundera trasporta il lettore all'interno di una coppia. Una coppia in cui lei sembra aver perso la sua identità, trasformandosi in un essere diverso, nuovo agli occhi dell'amato. Una coppia che si perde per poi ritrovarsi, per scoprirsi.
Non è solo una storia d'amore, anche se si parte dalle molteplici facce e identità che si assumono all' interno di una coppia, è anche un viaggio all' interno di ognuno di noi, delle mille facce o maschere che siamo soliti indossare, facendo poi fatica a trovare la nostra e quella in cui meglio ci ritroviamo.
Ingannarsi sull'identità dell'amato, vedere l'altro come vorremmo fosse e non come è realmente. Su questo tema parte o meglio si comincia a delineare questo breve romanzo di Kundera.
Con la sua consueta capacità di raccontare le emozioni e le sensazioni, Kundera trasporta il lettore all'interno di una coppia. Una coppia in cui lei sembra aver perso la sua identità, trasformandosi in un essere diverso, nuovo agli occhi dell'amato. Una coppia che si perde per poi ritrovarsi, per scoprirsi.
Non è solo una storia d'amore, anche se si parte dalle molteplici facce e identità che si assumono all' interno di una coppia, è anche un viaggio all' interno di ognuno di noi, delle mille facce o maschere che siamo soliti indossare, facendo poi fatica a trovare la nostra e quella in cui meglio ci ritroviamo.
April 9, 2021
Di quanti simulacri è fatta l’identità? Quanti strati di esfoliazione devono essere sollevati per permetterci di arrivare al centro, al nocciolo di ciò che impunemente osiamo chiamare ‘io’?
E, allo stesso modo, come possiamo accedere all’identità dell’altro, quel ‘tu’ che riconosciamo nostro intimo e nostro sodale? Di quali e quanti misconoscimenti è costituita la nostra relazione?
Quando possiamo definirla autentica, vera? (ammesso che sia possibile)
O siamo invece frammenti baluginanti di un un gigantesco sogno dove impalpabili bolle di inconsapevolezza si contendono, senza averne diritto, il primato della realtà? Siamo dunque immersi nella volubile turbinante festa dell’apparenza di nicciana memoria (oppure nella kunderiana festa dell’ insignificanza)?
Kundera gioca, da par suo, con questi temi facendo di Chantal e Jean-Marc personaggi specchio dei nostri più segreti rovelli, capovolgendo spesso i luoghi comuni e mostrando il lato nascosto degli assiomi che governano le nostre vite.
Ad esempio:
“Quale giudice ha mai stabilito che il conformismo è un male e l’anticonformismo un bene? Conformarsi non vuol dire forse avvicinarsi agli altri? E cos’altro è il conformismo se non l’ampio spazio comune verso cui tutti convergono, e in cui la vita è più intensa, più fervida che altrove?”
Oppure:
“ Del resto, si domandò, che cos’è un segreto intimo? È forse ciò che racchiude quello che vi è di più misterioso, di più personale, di più peculiare in un essere umano? Sono forse i suoi segreti a fare di Chantal quell’essere unico che lui ama? No. È segreto quello che c’è di più quotidiano, di più banale, di più ripetitivo, di più comune a tutti: il corpo i suoi bisogni, le sue malattie le sue manie […] Se nascondiamo pudicamente tutte queste intimità non è perché esse siano strettamente personali, ma al contrario, per la loro assoluta, deprecabile impersonalità.”
Come sempre la scrittura letteraria di Kundera è fatta di metaletteratura, di sospensioni della narrazione verso digressioni, interrogazioni sul senso dell’essere e dell’esserci, questioni e domande che intraprendono un dialogo serrato e avvincente con l’intelligenza di lettrici e lettori.
A libro terminato abbiamo subito l’impulso di riaprirlo sulle domande che ci ha suggerito, sui dubbi che ci ha insinuato, sui veli e sulle ombre che ci ha fatto intravedere.
E, allo stesso modo, come possiamo accedere all’identità dell’altro, quel ‘tu’ che riconosciamo nostro intimo e nostro sodale? Di quali e quanti misconoscimenti è costituita la nostra relazione?
Quando possiamo definirla autentica, vera? (ammesso che sia possibile)
O siamo invece frammenti baluginanti di un un gigantesco sogno dove impalpabili bolle di inconsapevolezza si contendono, senza averne diritto, il primato della realtà? Siamo dunque immersi nella volubile turbinante festa dell’apparenza di nicciana memoria (oppure nella kunderiana festa dell’ insignificanza)?
Kundera gioca, da par suo, con questi temi facendo di Chantal e Jean-Marc personaggi specchio dei nostri più segreti rovelli, capovolgendo spesso i luoghi comuni e mostrando il lato nascosto degli assiomi che governano le nostre vite.
Ad esempio:
“Quale giudice ha mai stabilito che il conformismo è un male e l’anticonformismo un bene? Conformarsi non vuol dire forse avvicinarsi agli altri? E cos’altro è il conformismo se non l’ampio spazio comune verso cui tutti convergono, e in cui la vita è più intensa, più fervida che altrove?”
Oppure:
“ Del resto, si domandò, che cos’è un segreto intimo? È forse ciò che racchiude quello che vi è di più misterioso, di più personale, di più peculiare in un essere umano? Sono forse i suoi segreti a fare di Chantal quell’essere unico che lui ama? No. È segreto quello che c’è di più quotidiano, di più banale, di più ripetitivo, di più comune a tutti: il corpo i suoi bisogni, le sue malattie le sue manie […] Se nascondiamo pudicamente tutte queste intimità non è perché esse siano strettamente personali, ma al contrario, per la loro assoluta, deprecabile impersonalità.”
Come sempre la scrittura letteraria di Kundera è fatta di metaletteratura, di sospensioni della narrazione verso digressioni, interrogazioni sul senso dell’essere e dell’esserci, questioni e domande che intraprendono un dialogo serrato e avvincente con l’intelligenza di lettrici e lettori.
A libro terminato abbiamo subito l’impulso di riaprirlo sulle domande che ci ha suggerito, sui dubbi che ci ha insinuato, sui veli e sulle ombre che ci ha fatto intravedere.
September 16, 2016
All'età di circa 20 anni provai a leggere per la prima volta "L'insostenibile leggerezza dell'essere"di Kundera, in quanto in quel periodo se ne parlava tanto , ma ottenni scarsi risultati poichè lasciai ben presto la lettura...credo che allora non avevo gli strumenti per capire un autore del genere.
A distanza di quasi altri vent'anni ho provato a riaffrontarlo con questo romanzo "L'identità" e devo dire che è stata una piacevole sorpresa:ho trovato un autore veramente unico , sia per l'argomento trattato che per lo stile ed anche per la forma di questo romanzo che ha anche elementi tipici del saggio. Protagonista è una coppia: lei Chantal e lui Jean Marc.E' proprio nella coppia che la nostra identità viene messa alla prova e con essa quella dell'altra persona: quanto conosciamo dell'altro?quando non è insieme a noi è davvero la stessa persona che amiamo e crediamo di conoscere?
Entriamo quindi nell' intimità di una coppia e nell'introspezione dei loro pensieri in una maniera davvero originale dove realtà e sogno si confondono.
A distanza di quasi altri vent'anni ho provato a riaffrontarlo con questo romanzo "L'identità" e devo dire che è stata una piacevole sorpresa:ho trovato un autore veramente unico , sia per l'argomento trattato che per lo stile ed anche per la forma di questo romanzo che ha anche elementi tipici del saggio. Protagonista è una coppia: lei Chantal e lui Jean Marc.E' proprio nella coppia che la nostra identità viene messa alla prova e con essa quella dell'altra persona: quanto conosciamo dell'altro?quando non è insieme a noi è davvero la stessa persona che amiamo e crediamo di conoscere?
Entriamo quindi nell' intimità di una coppia e nell'introspezione dei loro pensieri in una maniera davvero originale dove realtà e sogno si confondono.
February 18, 2023
Ho acquistato questo classico di recente perché questa estate ho letto “L’insostenibile leggerezza dell’essere” e mi era piaciuta moltissimo la penna di questo scrittore. Ma questa volta purtroppo non è successa la stessa cosa, succede.
Un classico interessante per le tematiche che affronta, in primis proprio il tema dell’identità, da cui riprende lo stesso titolo – la copertina è davvero significativa e di grande impatto. Ognuno di noi ha una propria identità, costruirla è difficile ma spesso si costruisce proprio per piacere agli altri ed è sbagliatissimo.
Queste tematiche sono legate spesso alla maschera che la protagonista – ovvero che tutti noi possediamo per piacere agli altri – l’amicizia spesso non ricambiata o l’amore – le bugie dette a fin di bene solo per stare bene con se stessi, mentre il mondo ruota in un’altra direzione. Tanti temi che si mescolano tra di loro, e creano un capolavoro, così si dice.
Un classico assolutamente interessante ma che mi ha coinvolto veramente poco, quasi da un suscitarmi nulla. Per fortuna e menomale che si tratta di un libro di meno di 200 pagine, altrimenti avrei fatto veramente fatica.
Un classico interessante per le tematiche che affronta, in primis proprio il tema dell’identità, da cui riprende lo stesso titolo – la copertina è davvero significativa e di grande impatto. Ognuno di noi ha una propria identità, costruirla è difficile ma spesso si costruisce proprio per piacere agli altri ed è sbagliatissimo.
Queste tematiche sono legate spesso alla maschera che la protagonista – ovvero che tutti noi possediamo per piacere agli altri – l’amicizia spesso non ricambiata o l’amore – le bugie dette a fin di bene solo per stare bene con se stessi, mentre il mondo ruota in un’altra direzione. Tanti temi che si mescolano tra di loro, e creano un capolavoro, così si dice.
Un classico assolutamente interessante ma che mi ha coinvolto veramente poco, quasi da un suscitarmi nulla. Per fortuna e menomale che si tratta di un libro di meno di 200 pagine, altrimenti avrei fatto veramente fatica.
April 12, 2021
Un libro geniale, come solo Kundera sa rendere geniale un libro.
Tutta la storia si basa sugli sguardi, quelli dell'inconscio, che ti permettono di vedere davvero chi hai davanti e quindi la sua identità.
I protagonisti sono Chantal e Jean-Marc, una coppia che sembra funzionare fin quando non saranno proprio gli sguardi a far crollare le loro certezze.
Si arriva a un punto in cui si guardano, ma non si vedono più, non si riconoscono.
E perdendo di vista l'identità dell'altro, perdono pian piano anche la loro. E più questo accade più tutta la storia assume un carattere sempre più irreale.
I due protagonisti si cercano per buona parte del libro e mentre sperano di trovare l'altro, cercano un po' anche loro stessi, ma proprio perché loro per primi non hanno un'identità chiara e definitiva, anche quando sono a un passo dal trovarsi, dal vedersi, l'immagine che hanno davanti ai loro occhi è sempre sfuocata e poco definita.
In questa ricerca, realtà e finzione si mischiano perfettamente e il lettore entra completamente in questo vortice, non riuscendo più a distinguere tra vero e inventato.
Alla fine la piega surreale della storia prende il sopravvento e capiamo perfettamente qual è il rischio di vivere senza identità: vivi nell'irrealtà e nella sofferenza, la tua persona non viene rispettata né capita perché semplicemente non è determinata più da nulla, nessuno la riesce a vedere nella sua profondità.
Così svaniscono anche tutte quelle cose che ti determinano o che ti permettono di determinarti agli occhi degli altri: svanisce il tuo nome (Chantal a un certo punto viene chiamata Anne e lei stessa non ricorda più il suo vero nome), i ricordi, chi ci sta intorno e dovrebbe far parte della nostra vita è solo un'ombra di cui non riesci neanche a definire i contorni.
Per svegliare Chantal da questo sonno dell'inconscio serve lo sguardo di chi la ama, di chi la riconosce come identità unica e inconfondibile, che, gridando a pieni polmoni il suo nome, rende nuovamente vera la sua esistenza e così la sua identità.
Jean-Marc potrebbe fare ciò, ma solo se lui, a sua volta, ha trovato la sua identità e riesce a riconoscere Chantal per quello che è, vedendola nella sua interezza, al di là dell'idea che lui può essersi fatto di lei.
Tutto ciò è magistralmente racchiuso in poco meno di 200 pagine e non c'è neanche una sola virgola che rende pesante tutta la lettura. Le riflessioni nascono nel lettore in modo del tutto naturale, parallelamente al procedere della storia, come quasi fossi lui stesso lo scrittore. Addirittura in alcuni punti sembra quasi di riuscire ad anticipare il racconto stesso, prevedendo la piega che prenderà. Più però si va avanti più la genialità di Kundera ti stupisce e si arriva a un punto in cui tutto quello che pensavi di aver capito crolla e il racconto ti stupisce nuovamente e definitivamente.
È un libro potente, la cui lettura ti fa scattare qualcosa dentro, risveglia una parte assopita ed è impossibile fermare il fiume di pensieri che invadono la tua testa mentre pian piano ti abbandoni alla storia.
Tutta la storia si basa sugli sguardi, quelli dell'inconscio, che ti permettono di vedere davvero chi hai davanti e quindi la sua identità.
I protagonisti sono Chantal e Jean-Marc, una coppia che sembra funzionare fin quando non saranno proprio gli sguardi a far crollare le loro certezze.
Si arriva a un punto in cui si guardano, ma non si vedono più, non si riconoscono.
E perdendo di vista l'identità dell'altro, perdono pian piano anche la loro. E più questo accade più tutta la storia assume un carattere sempre più irreale.
I due protagonisti si cercano per buona parte del libro e mentre sperano di trovare l'altro, cercano un po' anche loro stessi, ma proprio perché loro per primi non hanno un'identità chiara e definitiva, anche quando sono a un passo dal trovarsi, dal vedersi, l'immagine che hanno davanti ai loro occhi è sempre sfuocata e poco definita.
In questa ricerca, realtà e finzione si mischiano perfettamente e il lettore entra completamente in questo vortice, non riuscendo più a distinguere tra vero e inventato.
Alla fine la piega surreale della storia prende il sopravvento e capiamo perfettamente qual è il rischio di vivere senza identità: vivi nell'irrealtà e nella sofferenza, la tua persona non viene rispettata né capita perché semplicemente non è determinata più da nulla, nessuno la riesce a vedere nella sua profondità.
Così svaniscono anche tutte quelle cose che ti determinano o che ti permettono di determinarti agli occhi degli altri: svanisce il tuo nome (Chantal a un certo punto viene chiamata Anne e lei stessa non ricorda più il suo vero nome), i ricordi, chi ci sta intorno e dovrebbe far parte della nostra vita è solo un'ombra di cui non riesci neanche a definire i contorni.
Per svegliare Chantal da questo sonno dell'inconscio serve lo sguardo di chi la ama, di chi la riconosce come identità unica e inconfondibile, che, gridando a pieni polmoni il suo nome, rende nuovamente vera la sua esistenza e così la sua identità.
Jean-Marc potrebbe fare ciò, ma solo se lui, a sua volta, ha trovato la sua identità e riesce a riconoscere Chantal per quello che è, vedendola nella sua interezza, al di là dell'idea che lui può essersi fatto di lei.
Tutto ciò è magistralmente racchiuso in poco meno di 200 pagine e non c'è neanche una sola virgola che rende pesante tutta la lettura. Le riflessioni nascono nel lettore in modo del tutto naturale, parallelamente al procedere della storia, come quasi fossi lui stesso lo scrittore. Addirittura in alcuni punti sembra quasi di riuscire ad anticipare il racconto stesso, prevedendo la piega che prenderà. Più però si va avanti più la genialità di Kundera ti stupisce e si arriva a un punto in cui tutto quello che pensavi di aver capito crolla e il racconto ti stupisce nuovamente e definitivamente.
È un libro potente, la cui lettura ti fa scattare qualcosa dentro, risveglia una parte assopita ed è impossibile fermare il fiume di pensieri che invadono la tua testa mentre pian piano ti abbandoni alla storia.
January 27, 2022
A distanza di quasi quattro anni dalla lettura dell'Insostenibile leggerezza dell'essere, ho trovato, in questo breve romanzo, conferma della grandezza e della profondità di Kundera. Un autore capace di minare alle fondamenta ogni nostra certezza sul mondo e sui rapporti umani. Ogni storia, per piccola e apparentemente insignificante che sia, è il pretesto per sviscerare i drammi e le difficoltà dell'esistenza, con un occhio di riguardo per la sfera sessuale. Da avere senz'altro in libreria!
March 16, 2023
Ho lasciato che questo romanzo si imprimesse al meglio nella mia mente, in modo da comprenderlo e apprezzarlo ancora di più prima di dare una mia opinione. Ancora una volta Kundera si contraddistingue per la sua bravura nel trasformare una semplice considerazione personale, intima, in una trama romanzesca complessa, un vero e proprio labirinto psicologico, dove il lettore si troverà spesso in bilico tra ciò che accade nel mondo esterno e ciò che accade nella mente dei due protagonisti. A soccorrere il lettore, il più delle volte, sarà la voce del narratore onnisciente, il quale si rivelerà chiave indispensabile per la comprensione dei personaggi di Kundera.
Che cosa succede quando si comincia a "perdere di vista" la persona che si ama di più al mondo? Com'è possibile che improvvisamente il viso di questa persona ci appaia estraneo o addirittura "sgradevole"? Queste sono le domande che stanno alla base del lungo viaggio introspettivo dei due protagonisti.
Tutto ha inizio lungo la spiaggia sul mare di Normandia, dove Jean-Marc, un uomo ormai privo di ambizioni e perciò destinato a vivere ai margini del mondo, si trova a rincorrere Chantal, la sola persona che "riesca a scuoterlo dalla sua indifferenza", per poi scoprire di averla accidentalmente scambiata per una persona "beffardamente diversa". Questo abbaglio, unito al rammarico di Chantal di non essere più oggetto di attenzione degli altri uomini, scatenano in Jean-Marc un turbamento tale da portarlo a interrogarsi sulla vera identità della sua amata. Mosso da un sentimento di gelosia ma soprattutto dalla volontà di compiacerla, Jean-Marc inizia a scrivere delle lettere anonime a Chantal, dove esprime tutta la sua ammirazione e l'amore nei confronti di questa donna.
Una volta svelato l'autore, i due protagonisti si immergono in un turbinio di riflessioni sul perché di certi comportamenti, desideri inconfessati e omissioni, che sfocerà inevitabilmente in una serie di mal interpretazioni sulla loro vera identità. Jean-Marc e Chantal ritornano quindi a quell'inseguimento iniziale, perché forse è proprio questa la prerogativa dello stare in coppia: un continuo inseguirsi nella conoscenza reciproca, dove la reciprocità diventa una condizione necessaria, poiché è soltanto attraverso l'altro che si arriva alla piena conoscenza di sé e, più in generale, alla comprensione dell'esistenza stessa.
Che cosa succede quando si comincia a "perdere di vista" la persona che si ama di più al mondo? Com'è possibile che improvvisamente il viso di questa persona ci appaia estraneo o addirittura "sgradevole"? Queste sono le domande che stanno alla base del lungo viaggio introspettivo dei due protagonisti.
Tutto ha inizio lungo la spiaggia sul mare di Normandia, dove Jean-Marc, un uomo ormai privo di ambizioni e perciò destinato a vivere ai margini del mondo, si trova a rincorrere Chantal, la sola persona che "riesca a scuoterlo dalla sua indifferenza", per poi scoprire di averla accidentalmente scambiata per una persona "beffardamente diversa". Questo abbaglio, unito al rammarico di Chantal di non essere più oggetto di attenzione degli altri uomini, scatenano in Jean-Marc un turbamento tale da portarlo a interrogarsi sulla vera identità della sua amata. Mosso da un sentimento di gelosia ma soprattutto dalla volontà di compiacerla, Jean-Marc inizia a scrivere delle lettere anonime a Chantal, dove esprime tutta la sua ammirazione e l'amore nei confronti di questa donna.
Una volta svelato l'autore, i due protagonisti si immergono in un turbinio di riflessioni sul perché di certi comportamenti, desideri inconfessati e omissioni, che sfocerà inevitabilmente in una serie di mal interpretazioni sulla loro vera identità. Jean-Marc e Chantal ritornano quindi a quell'inseguimento iniziale, perché forse è proprio questa la prerogativa dello stare in coppia: un continuo inseguirsi nella conoscenza reciproca, dove la reciprocità diventa una condizione necessaria, poiché è soltanto attraverso l'altro che si arriva alla piena conoscenza di sé e, più in generale, alla comprensione dell'esistenza stessa.
December 13, 2024
Un concentrato di zucchero e miele. L’ho adorato.
March 29, 2022
Chi sei?
Romanzo breve ma molto ricco di temi, fra i quali spiccano e sono ricorrenti astrazioni e riflessioni che in vari modi riguardano e rimettono in discussione il concetto di Identità.
Jean-Marc prova un intenso quanto eccessivo turbamento nel rendersi conto di avere confuso l’immagine e quindi l’identità della donna amata con un’estranea intravista in una spiaggia della Normandia; quel momento seppur breve condiziona i suoi successivi atteggiamenti, i ragionamenti e le sicurezze, come un tarlo cui la sua mente ritorna ossessivamente.
Da parte sua Chantal esercita la propria attività, ben remunerata, presso un’agenzia pubblicitaria dove si sente costretta a dissimulare le proprie sensazioni e quindi la propria identità, indossando sul lavoro un atteggiamento critico, distaccato e conformista, ben lontano dalla sua intima natura e che le genera malessere …perché avere costantemente due volti è una cosa sfibrante.
Tra i due poli di questa coppia, in apparenza affiatata e innamorata, il racconto rimpalla a ogni capitolo il ruolo e il punto di vista, che spesso si traducono in sensazioni divergenti o addirittura contrastanti.
La frattura sembra accentuarsi allorché una frase buttata lì distrattamente da Chantal, “Gli uomini non si voltano più a guardarmi”, determina un mutamento cui Jean Marc reagisce, con un espediente un po’ fanciullesco, assumendo una nuova identità per comunicare nascostamente con l’amata: un intento benevolo che risulterà gravido di fraintendimenti.
Così sintetizzati i primi capitoli possono dare l’impressione di un feuilleton romantico (mea culpa), ma Kundera si conferma un maestro nell’analisi e nella rappresentazione dei sentimenti segreti e non di rado contraddittori che albergano nell’inconscio dei personaggi, soprattutto degli amanti, spingendoli ad azioni impulsive dagli effetti imprevisti non solo da parte del lettore ma anche da chi li compie.
Nell’arco delle meno di 200 pagine di L’identità, Kundera trova il modo di regalarci anche momenti di sarcastico umorismo (l’irruzione della terribile cognata con figliolanza distruttiva al seguito) e un sorprendente finale onirico, un sogno di cui è evidenziato il brusco risveglio ma ci viene celato l’inizio: da quale momento la realtà ha lasciato il posto alle immagini inquietanti del sogno?
Romanzo breve ma molto ricco di temi, fra i quali spiccano e sono ricorrenti astrazioni e riflessioni che in vari modi riguardano e rimettono in discussione il concetto di Identità.
Jean-Marc prova un intenso quanto eccessivo turbamento nel rendersi conto di avere confuso l’immagine e quindi l’identità della donna amata con un’estranea intravista in una spiaggia della Normandia; quel momento seppur breve condiziona i suoi successivi atteggiamenti, i ragionamenti e le sicurezze, come un tarlo cui la sua mente ritorna ossessivamente.
Da parte sua Chantal esercita la propria attività, ben remunerata, presso un’agenzia pubblicitaria dove si sente costretta a dissimulare le proprie sensazioni e quindi la propria identità, indossando sul lavoro un atteggiamento critico, distaccato e conformista, ben lontano dalla sua intima natura e che le genera malessere …perché avere costantemente due volti è una cosa sfibrante.
Tra i due poli di questa coppia, in apparenza affiatata e innamorata, il racconto rimpalla a ogni capitolo il ruolo e il punto di vista, che spesso si traducono in sensazioni divergenti o addirittura contrastanti.
La frattura sembra accentuarsi allorché una frase buttata lì distrattamente da Chantal, “Gli uomini non si voltano più a guardarmi”, determina un mutamento cui Jean Marc reagisce, con un espediente un po’ fanciullesco, assumendo una nuova identità per comunicare nascostamente con l’amata: un intento benevolo che risulterà gravido di fraintendimenti.
Così sintetizzati i primi capitoli possono dare l’impressione di un feuilleton romantico (mea culpa), ma Kundera si conferma un maestro nell’analisi e nella rappresentazione dei sentimenti segreti e non di rado contraddittori che albergano nell’inconscio dei personaggi, soprattutto degli amanti, spingendoli ad azioni impulsive dagli effetti imprevisti non solo da parte del lettore ma anche da chi li compie.
Nell’arco delle meno di 200 pagine di L’identità, Kundera trova il modo di regalarci anche momenti di sarcastico umorismo (l’irruzione della terribile cognata con figliolanza distruttiva al seguito) e un sorprendente finale onirico, un sogno di cui è evidenziato il brusco risveglio ma ci viene celato l’inizio: da quale momento la realtà ha lasciato il posto alle immagini inquietanti del sogno?
August 29, 2020
Spesso nei miei ragionamenti più astrusi - sì, purtroppo sono una di quelle persone che pensano davvero troppo - mi sono interrogata sul nome delle cose.
Perché quella che chiami mela ha quel determinato appellativo? Perché quando pronunci la parola "rosa" pensi subito a un fiore, perché associ una parola a un oggetto e ancora, perché con un certo nome ti riferisci a una specifica persona?
La risposta è "identità". Gli oggetti, le piante, i colori hanno delle specifiche caratteristiche che non cambiano mai, ma gli uomini?
Capita di conoscere un'amica, un fidanzato, una sorella da una vita intera e a volte non riconoscerli affatto, per via delle azioni che si compiono e dei cambiamenti che si verificano.
Questa è la storia di Jean-Marc e Chantal, una storia che è la loro, ma potrebbe essere di chiunque.
Gli atteggiamenti e i gesti di chi ci sta accanto possono mettere in discussione, non solo una relazione, ma anche la nostra identità e quella dell'altro.
Cambiano le percezioni e le idee che con tanta fatica ci eravamo creati, e così possono mutare anche i sentimenti sui quali, come dice Kundera "non abbiamo alcun potere".
"L'identità" è il secondo miglior libro che leggo quest'anno e devo ringraziare con tutto il mio cuore, quelle splendide donne di naty e giuls che me lo hanno regalato.
Leggete Kundera e non ve ne pentirete mai❤️
Perché quella che chiami mela ha quel determinato appellativo? Perché quando pronunci la parola "rosa" pensi subito a un fiore, perché associ una parola a un oggetto e ancora, perché con un certo nome ti riferisci a una specifica persona?
La risposta è "identità". Gli oggetti, le piante, i colori hanno delle specifiche caratteristiche che non cambiano mai, ma gli uomini?
Capita di conoscere un'amica, un fidanzato, una sorella da una vita intera e a volte non riconoscerli affatto, per via delle azioni che si compiono e dei cambiamenti che si verificano.
Questa è la storia di Jean-Marc e Chantal, una storia che è la loro, ma potrebbe essere di chiunque.
Gli atteggiamenti e i gesti di chi ci sta accanto possono mettere in discussione, non solo una relazione, ma anche la nostra identità e quella dell'altro.
Cambiano le percezioni e le idee che con tanta fatica ci eravamo creati, e così possono mutare anche i sentimenti sui quali, come dice Kundera "non abbiamo alcun potere".
"L'identità" è il secondo miglior libro che leggo quest'anno e devo ringraziare con tutto il mio cuore, quelle splendide donne di naty e giuls che me lo hanno regalato.
Leggete Kundera e non ve ne pentirete mai❤️
February 16, 2017
Uno dei libri più belli che abbia mai letto! Stupendo e pensare che fino a poco tempo fa non sapevo dell'esistenza di questo autore: Milan Kundera. Un nome che sicuramente si è guadagnato un posto nell'anticamera per il mio Olimpo degli autori (voglio leggere altro di questo scrittore, per scolpire definitivamente su una lastra di bianco marmo candido il suo nome). Il bello di questo testo è che vuole essere una riflessione sull'identità personale e di chi ci sta intorno, attraverso il punto di vista interiore dei personaggi. Il tutto: romanzato. Cosa si può volere di più, dico io!
Non smetterò di dirlo: eccellente e assolutamente senza tempo. Ognuno di noi ha fatto gli stessi pensieri almeno una volta e ognuno di noi, credendo di agire per il meglio e trarre il massimo beneficio da un'azione verso la persona a cui vuole/voleva bene, è inciampato nell’eccesso di fantasia. Chi di noi non si è mai messo nella testa dell’altro? Questo è un gesto molto presuntuoso che abbiamo fatto tutti almeno una volta nella vita, il problema è riuscire a tornare in noi stessi prima che ormai sia troppo tardi. Anche qui si pone il problema cosa pensa un uomo e cosa pensa una donna, se poi questi sono anche legati da un sentimento più forte allora siamo a posto. Kundera è stato bravissimo nell’interpretare entrambi i ruoli, senza mai inciampare in luoghi comuni o banalità tipiche dell’uno o dell’altro genere.
Sta di fatto che mi ha fatto riflettere molto e adesso “vedo con occhi” diversi le persone che mi stanno vicino, ricordandomi che ognuno pensa con la propria testa e che soprattutto non si può conoscere mai abbastanza in profondità una persona, da permettermi di ragionare con la sua testa. Questo libro, inoltre, mi ha fatto riflettere su una situazione molto simile (eravamo amiche e non amanti, ma alla fine cosa cambia?). Una persona continuava a dirmi che mi conosceva troppo bene, nonostante le stessi spiegando che ragionavo in maniera diversa su una data situazione, questa persona si ostinava a dire che: siccome mi conosceva benissimo, io non potevo ragionare cosi….morale…amicizia finita, da parte mia, direi, quasi definitivamente. Kundera in questo è stata una ventata di aria fresca, nonostante continuassi a crogiolarmi nella “disperazione”, è arrivato spazzando via ogni dubbio e in maniera molto semplice mi ha fatto scoprire e capire molte cose, soprattutto per quanto riguarda l’identità personale, che va rispettata in qualsiasi caso e con qualsiasi persona incontreremo nella nostra vita.
Dal punto di vista letterario il libro è scritto molto bene con due personalità indipendenti che giocano tra loro e che non si pestano mai i piedi. Fluido , scorrevole e piacevole da leggere in un pomeriggio.
Non smetterò di dirlo: eccellente e assolutamente senza tempo. Ognuno di noi ha fatto gli stessi pensieri almeno una volta e ognuno di noi, credendo di agire per il meglio e trarre il massimo beneficio da un'azione verso la persona a cui vuole/voleva bene, è inciampato nell’eccesso di fantasia. Chi di noi non si è mai messo nella testa dell’altro? Questo è un gesto molto presuntuoso che abbiamo fatto tutti almeno una volta nella vita, il problema è riuscire a tornare in noi stessi prima che ormai sia troppo tardi. Anche qui si pone il problema cosa pensa un uomo e cosa pensa una donna, se poi questi sono anche legati da un sentimento più forte allora siamo a posto. Kundera è stato bravissimo nell’interpretare entrambi i ruoli, senza mai inciampare in luoghi comuni o banalità tipiche dell’uno o dell’altro genere.
Sta di fatto che mi ha fatto riflettere molto e adesso “vedo con occhi” diversi le persone che mi stanno vicino, ricordandomi che ognuno pensa con la propria testa e che soprattutto non si può conoscere mai abbastanza in profondità una persona, da permettermi di ragionare con la sua testa. Questo libro, inoltre, mi ha fatto riflettere su una situazione molto simile (eravamo amiche e non amanti, ma alla fine cosa cambia?). Una persona continuava a dirmi che mi conosceva troppo bene, nonostante le stessi spiegando che ragionavo in maniera diversa su una data situazione, questa persona si ostinava a dire che: siccome mi conosceva benissimo, io non potevo ragionare cosi….morale…amicizia finita, da parte mia, direi, quasi definitivamente. Kundera in questo è stata una ventata di aria fresca, nonostante continuassi a crogiolarmi nella “disperazione”, è arrivato spazzando via ogni dubbio e in maniera molto semplice mi ha fatto scoprire e capire molte cose, soprattutto per quanto riguarda l’identità personale, che va rispettata in qualsiasi caso e con qualsiasi persona incontreremo nella nostra vita.
Dal punto di vista letterario il libro è scritto molto bene con due personalità indipendenti che giocano tra loro e che non si pestano mai i piedi. Fluido , scorrevole e piacevole da leggere in un pomeriggio.
January 25, 2018
Kundera mette in scena una commedia degli equivoci in chiave psicologica: idea interessante sulla carta, che però non mi ha convinto fino in fondo.
Non ho ben capito dove volesse andare a parare questo libro: ci sono tanti spunti di riflessione interessanti, ma si perdono in un mare di chiacchiere fini a se stesse. Gli stessi protagonisti parlano e parlano, tra loro ma soprattutto con se stessi, con monologhi interiori in cui sembrano girare a vuoto. Il finale poi peggiora le cose.
Naturalmente Kundera è un grande scrittore, quindi la sua prosa è impeccabile (anche se più semplice e meno potente di quella de L'insostenibile leggerezza dell'essere), ma quest'opera mi è sembrata uno sfoggio di abilità, più che un romanzo vero e proprio.
Non ho ben capito dove volesse andare a parare questo libro: ci sono tanti spunti di riflessione interessanti, ma si perdono in un mare di chiacchiere fini a se stesse. Gli stessi protagonisti parlano e parlano, tra loro ma soprattutto con se stessi, con monologhi interiori in cui sembrano girare a vuoto. Il finale poi peggiora le cose.
Naturalmente Kundera è un grande scrittore, quindi la sua prosa è impeccabile (anche se più semplice e meno potente di quella de L'insostenibile leggerezza dell'essere), ma quest'opera mi è sembrata uno sfoggio di abilità, più che un romanzo vero e proprio.
March 1, 2021
Ho adorato come Kundera sia riuscito a fondere filosofia, spiritualità e psicologia in un’unica opera. Questa non è solo una storia di una coppia, ma è anche un viaggio all’interno di ognuno di noi, un viaggio che tocca gli aspetti più profondi e crudi, un viaggio attraverso tutte le nostre maschere e le nostre identità, un viaggio attraverso le dinamiche più interne e celate dei rapporti umani. È impressionante il tocco delicato di Kundera che riesce a trasformare delle tematiche crude, difficili da affrontare e da scrivere, in qualcosa di così semplice, nudo e sincero da farlo sentire parte anche di noi (non ho trovato nessuno come lui fino ad ora). Il libro lascia incantati, il finale è qualcosa di magistrale. Potrei aver adorato questo romanzo.
August 16, 2024
saccente di merda
scrive pensieri miseri come se avesse scoperto l'America
poi sta troiata che alla fine è tutto un sogno gliela ficco nel culo
scrive pensieri miseri come se avesse scoperto l'America
poi sta troiata che alla fine è tutto un sogno gliela ficco nel culo
June 26, 2023
"«Gli uomini non si voltano più a guardarmi». Lui la osserva, ma non riesce a capire quello che dice, quello che intende dire. É triste perché gli uomini non si voltano più a guardarla? Vorrebbe dirle: e io? e io? Io che faccio chilometri di spiaggia per venirti a cercare, io che grido il tuo nome piangendo e che sono capace di correrti dietro per l'intero pianeta?"
In questo breve romanzo, Kundera, attraverso la relazione di Chantal e Jean-Marc, fa riflettere il lettore su molteplici tematiche:
— come appaiono agli altri i nostri sentimenti e stati d'animo;
— la difficoltà di esprimersi e la facilità con cui invece si viene fraintesi;
— la fragilità dei legami, i quali si sfaldano sotto il peso di una parola di troppo o sbagliata;
— come i rapporti cambiano nel corso del tempo;
— i non detti che sfociano nell'impossibilità di comunicare con gli altri;
— l'amicizia, il rapporto con il corpo, la sessualità;
— il conformismo, la capacità e la volontà degli individui di adattarsi agli altri;
— con chi siamo davvero noi stessi? quanto di noi mostriamo agli altri? quante volte ci troviamo a fingere?
La nostra identità ha confini estremamente labili, spesso mutiamo faccia a seconda del contesto e delle persone con le quali interagiamo e a volte finiamo per non riconoscere nemmeno noi stessi allo specchio, come accade a Chantal, la protagonista.
In questo romanzo ho trovato davvero moltissimi spunti interessanti e sono riuscita ad apprezzarlo di più rispetto a "L'insostenibile leggerezza dell'essere", anche se non mi è arrivato a pieno.
In questo breve romanzo, Kundera, attraverso la relazione di Chantal e Jean-Marc, fa riflettere il lettore su molteplici tematiche:
— come appaiono agli altri i nostri sentimenti e stati d'animo;
— la difficoltà di esprimersi e la facilità con cui invece si viene fraintesi;
— la fragilità dei legami, i quali si sfaldano sotto il peso di una parola di troppo o sbagliata;
— come i rapporti cambiano nel corso del tempo;
— i non detti che sfociano nell'impossibilità di comunicare con gli altri;
— l'amicizia, il rapporto con il corpo, la sessualità;
— il conformismo, la capacità e la volontà degli individui di adattarsi agli altri;
— con chi siamo davvero noi stessi? quanto di noi mostriamo agli altri? quante volte ci troviamo a fingere?
La nostra identità ha confini estremamente labili, spesso mutiamo faccia a seconda del contesto e delle persone con le quali interagiamo e a volte finiamo per non riconoscere nemmeno noi stessi allo specchio, come accade a Chantal, la protagonista.
In questo romanzo ho trovato davvero moltissimi spunti interessanti e sono riuscita ad apprezzarlo di più rispetto a "L'insostenibile leggerezza dell'essere", anche se non mi è arrivato a pieno.
May 11, 2022
Ci sono degli aspetti che ho apprezzato moltissimo.
Il gioco degli equivoci, essere specchi dell'idea che abbiamo di noi stessi attraverso gli occhi degli altri, il non riconoscere più chi abbiamo vicino analizzando i percorsi di vita con un continuo interrogarci sul "cosa sarebbe successo se invece", ma soprattutto la conclusione circolare della storia sono tutti elementi propri di uno stile elegante e raffinato.
Identità del resto deriva da idem, il sè latino e nel racconto il riconoscere sè per come ci vedono gli altri o come immaginiamo noi stessi è il vero e proprio fulcro narrativo.
Tuttavia, quando la trama si fa onirica esce totalmente dal mio genere e dal mio gusto, non apprezzo gli spezzoni surreali, nè tantomeno alcuni passaggi troppo sospesi e venuti fuori dal nulla.
Un po'amareggiata perché Kundera è uno dei miei autori preferiti ed avevo un'aspettativa più alta.
Il gioco degli equivoci, essere specchi dell'idea che abbiamo di noi stessi attraverso gli occhi degli altri, il non riconoscere più chi abbiamo vicino analizzando i percorsi di vita con un continuo interrogarci sul "cosa sarebbe successo se invece", ma soprattutto la conclusione circolare della storia sono tutti elementi propri di uno stile elegante e raffinato.
Identità del resto deriva da idem, il sè latino e nel racconto il riconoscere sè per come ci vedono gli altri o come immaginiamo noi stessi è il vero e proprio fulcro narrativo.
Tuttavia, quando la trama si fa onirica esce totalmente dal mio genere e dal mio gusto, non apprezzo gli spezzoni surreali, nè tantomeno alcuni passaggi troppo sospesi e venuti fuori dal nulla.
Un po'amareggiata perché Kundera è uno dei miei autori preferiti ed avevo un'aspettativa più alta.
December 31, 2024
4.5 ⭐️
Questo libro mi ha parlato, fatto riflettere sulla vita e su chi siamo sulla terra, tutti i giorni
Alla fine L’identità siamo noi, noi che ci apriamo agli altri, ci appoggiamo alle persone più care se no perderemmo una parte di noi stessi.
“ È questo il cerchio sacro dell’uomo, e la nostra missione non consiste solo nell’ individuarlo, nel comprenderlo, ma abbellirlo, nel trasformarlo in canto. “
“ Ma allora dove sta la grandezza della vita ?
chi siamo noi ? E se solo di questo siamo capaci, che orgoglio può mai darci il fatto di essere, come ci fanno credere, individui liberi ?
Vivere e basta.”
Questo libro mi ha parlato, fatto riflettere sulla vita e su chi siamo sulla terra, tutti i giorni
Alla fine L’identità siamo noi, noi che ci apriamo agli altri, ci appoggiamo alle persone più care se no perderemmo una parte di noi stessi.
“ È questo il cerchio sacro dell’uomo, e la nostra missione non consiste solo nell’ individuarlo, nel comprenderlo, ma abbellirlo, nel trasformarlo in canto. “
“ Ma allora dove sta la grandezza della vita ?
chi siamo noi ? E se solo di questo siamo capaci, che orgoglio può mai darci il fatto di essere, come ci fanno credere, individui liberi ?
Vivere e basta.”
June 8, 2025
Mi ha colpito la verità spietata di questa frase: "contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta e sfuggono a qualunque censura."
Non possiamo scegliere cosa provare. Possiamo solo decidere se nasconderlo, proteggerlo o lasciarlo parlare. Mi è piaciuta Chantal e il gioco delle lettere: non era seduzione, ma ammirazione, che sottolinea come non vuole essere posseduta, ma vista. Desidera essere come un profumo di rosa che si diffonde ovunque, cerca uno sguardo poetico che la riconosca. L'identità è un inno a ciò che sfugge. Cosa resta di noi quando smettiamo di essere qualcuno?
"L'identità è fragile. Si perde anche solo con uno sguardo di troppo, un dubbio, un silenzio.✨️"
Non possiamo scegliere cosa provare. Possiamo solo decidere se nasconderlo, proteggerlo o lasciarlo parlare. Mi è piaciuta Chantal e il gioco delle lettere: non era seduzione, ma ammirazione, che sottolinea come non vuole essere posseduta, ma vista. Desidera essere come un profumo di rosa che si diffonde ovunque, cerca uno sguardo poetico che la riconosca. L'identità è un inno a ciò che sfugge. Cosa resta di noi quando smettiamo di essere qualcuno?
"L'identità è fragile. Si perde anche solo con uno sguardo di troppo, un dubbio, un silenzio.✨️"
September 11, 2026
Bellissima riflessione sulla fragilità e sulla potenza dell'amore
December 21, 2025
Scrittura magistrale, ti tiene incollata alle pagine. Le cose da dire sono meno interessanti, forse un po' surreali, ma con pretesa di realismo. Spero che due persone normali comunichino di più dei protagonisti di questa storia. Apprezzo però molto il tentativo di mostrare come piccole fluttuazioni della quotidianità possano causare fratture forti in una relazione. Mio primo Kundera. Goliarda Sapienza dice che c'ha il pipo enorme, e vi direi che si vede.
October 14, 2025
Kundera studia l'identità umana e lo fa presentandoci la storia di una coppia, la quale affronta un momento di crisi.
Egli sottolinea e critica come l'identità delle persone dipenda sempre più dalle aspettative, dagli occhi che gli altri hanno su di noi. Inoltre, per Kundera è impossibile conoscere le persone nel loro profondo, anche se legate da un amore profondo. Ci sarà sempre quel confine labile e indefinito tra noto e ignoto, tra reale e sogno che caratterizza ogni persona. Amare significa anche accettare l'ignoto in una persona.
da qui spoiler
La crepa nella relazione si forma quando la protagonista, Chantal, nota che gli uomini non la guardano più come prima. Da qui va in crisi la sua persona: l'identità di Chantal è data dall'interazione che ha con le persone, dagli sguardi, dalle attenzioni che riceve.
A questo punto, Jean-Marc, suo compagno, prova a farla sentire apprezzata e le scrive delle lettere anonime di un ipotetico ammiratore segreto. La sua è una bugia a fin di bene, ma porterà allo scoppio della bolla. Chantal, infatti, rinasce ma tiene nascoste le lettere dell'ammiratore al suo compagno. A questo punto, Jean-Marc inizia a provare gelosia. Quando la verità verrà fuori, i due si rendono conto che, pur amandosi, non si conoscono nel profondo e non si conosceranno mai.
La coppia si separa, ma per caso o per destino si incontrano. Da ora, il confine tra realtà e sogno si fa sempre più sottile, sempre più vago. Chantal è ancora alla ricerca di attenzioni, ma ormai la sua identità è scoperta, è nuda. Solo il suo amore, ossia Jean-Marc, riuscirà a salvarla.
Egli sottolinea e critica come l'identità delle persone dipenda sempre più dalle aspettative, dagli occhi che gli altri hanno su di noi. Inoltre, per Kundera è impossibile conoscere le persone nel loro profondo, anche se legate da un amore profondo. Ci sarà sempre quel confine labile e indefinito tra noto e ignoto, tra reale e sogno che caratterizza ogni persona. Amare significa anche accettare l'ignoto in una persona.
da qui spoiler
La crepa nella relazione si forma quando la protagonista, Chantal, nota che gli uomini non la guardano più come prima. Da qui va in crisi la sua persona: l'identità di Chantal è data dall'interazione che ha con le persone, dagli sguardi, dalle attenzioni che riceve.
A questo punto, Jean-Marc, suo compagno, prova a farla sentire apprezzata e le scrive delle lettere anonime di un ipotetico ammiratore segreto. La sua è una bugia a fin di bene, ma porterà allo scoppio della bolla. Chantal, infatti, rinasce ma tiene nascoste le lettere dell'ammiratore al suo compagno. A questo punto, Jean-Marc inizia a provare gelosia. Quando la verità verrà fuori, i due si rendono conto che, pur amandosi, non si conoscono nel profondo e non si conosceranno mai.
La coppia si separa, ma per caso o per destino si incontrano. Da ora, il confine tra realtà e sogno si fa sempre più sottile, sempre più vago. Chantal è ancora alla ricerca di attenzioni, ma ormai la sua identità è scoperta, è nuda. Solo il suo amore, ossia Jean-Marc, riuscirà a salvarla.
May 31, 2023
Come ogni libro scritto da Kundera, anche “L’identità” fornisce molteplici spunti per poter analizzare e capire i comportamenti umani, mettendo il lettore dinnanzi a riflessioni su azioni che solitamente, per il loro essere comuni nella collettività, non vengono esplorate nel profondo. Tuttavia, rispetto ad altri lavori dello stesso autore, questo romanzo non ha toccato particolarmente le corde della mia Anima, forse perché ho trovato un eccesso riguardo la tematica del sogno, della quale non sono favorevole se presente in modo immoderato, poiché rende un romanzo concreto in un romanzo privo di opportune radici razionalistiche degne di soddisfare ogni perplessità riguardo la trama e in generale le tematiche trattate. Nella parte finale, prima di comprendere che si trattasse di un sogno, ho trovato una grande somiglianza tra la figura di Leroy e quella di Lord Henry presente nel romanzo “ Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Tale somiglianza è collegata alla visione della vita di entrambi i personaggi, i quali identificano lo scopo dell’esistenza semplicemente nei piaceri primitivi umani.
March 13, 2022
Jean-Marc passeggia su una spiaggia alla ricerca della sua compagna, Chantal.
All’improvviso la scorge.
La saluta, sorridendo. È felice.
Poi però, avvicinandosi, si rende conto che non è lei. L’ha confusa con un’altra persona.
Più tardi, quando incontra la vera Chantal, gli succede l’esatto contrario: capisce che è lei… eppure non la riconosce.
Ecco di cosa parla questo libro: degli istanti in cui non riusciamo a riconoscere la persona amata.
Kundera sceglie uno di questi istanti e lo dilata, trasformandolo in un tempo interminabile, in un crescendo di dubbi, paure, incomprensioni, al confine tra reale e irreale.
Perché, quando non riusciamo a riconoscere chi ci sta accanto, ci sentiamo come persi; l’altra persona noterà il nostro smarrimento e vacillerà, e noi, di riflesso, ci perderemo ancora di più… e così via, in una sorta di reazione a catena, fino a smarrire la nostra stessa identità.
E, in questo attimo infinito, l’autore parte da una riflessione sul rapporto di coppia per poi allargarsi sempre di più, diventando una riflessione sui cambiamenti dell’epoca. L’identità (fuggente) dell’individuo rappresenta, infatti, la fuga dalla tecnologia - possibile che ora siamo controllati anche quando siamo nel ventre della nostra madre? -, dalle leggi - in caso di indagini potrebbero dissotterrare le nostre ossa… ma allora non siamo sicuri nemmeno nella tomba? - e della crescente indifferenza verso tutto - un tempo si lavorava con passione…ma ora?
Qualche settimana fa ho letto “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Mi era piaciuto, ma c’era qualcosa che non mi aveva convinto del tutto: la separazione tra le parti di romanzo e quella di saggio era troppo netta.
In questo caso, invece, è scattata la scintilla fin dalla prima pagina. Dategli una possibilità, non ve ne pentirete.
All’improvviso la scorge.
La saluta, sorridendo. È felice.
Poi però, avvicinandosi, si rende conto che non è lei. L’ha confusa con un’altra persona.
Più tardi, quando incontra la vera Chantal, gli succede l’esatto contrario: capisce che è lei… eppure non la riconosce.
Ecco di cosa parla questo libro: degli istanti in cui non riusciamo a riconoscere la persona amata.
Kundera sceglie uno di questi istanti e lo dilata, trasformandolo in un tempo interminabile, in un crescendo di dubbi, paure, incomprensioni, al confine tra reale e irreale.
Perché, quando non riusciamo a riconoscere chi ci sta accanto, ci sentiamo come persi; l’altra persona noterà il nostro smarrimento e vacillerà, e noi, di riflesso, ci perderemo ancora di più… e così via, in una sorta di reazione a catena, fino a smarrire la nostra stessa identità.
E, in questo attimo infinito, l’autore parte da una riflessione sul rapporto di coppia per poi allargarsi sempre di più, diventando una riflessione sui cambiamenti dell’epoca. L’identità (fuggente) dell’individuo rappresenta, infatti, la fuga dalla tecnologia - possibile che ora siamo controllati anche quando siamo nel ventre della nostra madre? -, dalle leggi - in caso di indagini potrebbero dissotterrare le nostre ossa… ma allora non siamo sicuri nemmeno nella tomba? - e della crescente indifferenza verso tutto - un tempo si lavorava con passione…ma ora?
Qualche settimana fa ho letto “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Mi era piaciuto, ma c’era qualcosa che non mi aveva convinto del tutto: la separazione tra le parti di romanzo e quella di saggio era troppo netta.
In questo caso, invece, è scattata la scintilla fin dalla prima pagina. Dategli una possibilità, non ve ne pentirete.
August 20, 2025
È difficile rimanere sempre uguale a se stessi.
L’ancora cui aggrapparsi può essere lo sguardo di chi ti ama come sei.
L’ancora cui aggrapparsi può essere lo sguardo di chi ti ama come sei.
March 1, 2026
Romanzo carinetto è molto piacevole . A tratti un po’ noioso . Kundera ci dice che 1) la nostra identità non è stabile ma dipende da come gli altri ci vedono (o crediamo che ci vedano lol) e che 2) incomunicabilità uccide i rapporti . Molto d’accordo sia per 1 che per 2.
Mi aspettavo di più, l’altro che avevo letto suo era straordinario.
Mi aspettavo di più, l’altro che avevo letto suo era straordinario.
January 27, 2025
Per quanto abbia solo 175 pagine questo é un libro molto denso, non solo perché tocca tematiche per me sensibili ma perché contiene molti sproloqui e ragionamenti a tema emotivo. Non mi sento di dare 5 stelle piene per un unico non-difetto: la troppa introspezione alla lunga stucca, soprattutto quando sono arrivata al discorso dei colleghi sul treno. Ho questo problema con i libri di Kundera, non riesco a leggerli tutti in un fiato proprio per questo soffermarsi continuamente ad analizzare ogni perché e per come della vita umana, dell’amore e di tutte le cose belle o brutte. Userò una parola troppo forte per questo contesto, ma a volte l’ho trovato “soffocante”, mi mancava la scorrevolezza della storia e un po’ di leggerezza, non in senso frivolo del termine ma proprio qualcos’altro che non fosse “psicanalisi”. Tuttavia ho davvero apprezzato Chantal come personaggio perché é una donna che porta i segreti e i drammi delle donne comuni, di cui normalmente non si parla, come le vampate di calore e il “sollievo” della morte del figlio che le ha donato la libertà da una vita da moglie ostile e carceraria. Molto bella la scrittura.
January 4, 2026
"L'identità" di Milan Kundera narra la storia di una coppia, Chantal e Jean-Marc. I due finiscono lentamente nel non riconoscere più l'un l'altro, fino a scordare persino se stessi. Man mano che l'uno si perde nell'oblio dell'altro, il lettore vien, a scoprire antri nascosti della loro vita: pensieri segreti, intimi, sfacciati, crudi ma umani, niente di sconvolgente se non realistici.
È un libro delirante: i confini tra ciò che reale e sogno, passato e presente, eros e thanatos, talmente labili e impercettibili, invitano elegantemente il lettore stesso ad immergersi nella riflessione su cosa siamo noi-e-gli-altri.
È un libro delirante: i confini tra ciò che reale e sogno, passato e presente, eros e thanatos, talmente labili e impercettibili, invitano elegantemente il lettore stesso ad immergersi nella riflessione su cosa siamo noi-e-gli-altri.
January 20, 2012
Mi trovavo nella biblioteca comunale della mia città,con una lista di venti libri in mano,nessuno dei quali presente e/o disponibile .(credo che nei prossimi mesi farò INGENTI donazioni a quei poverini)
L'unico che avesse vagamente a che fare con la mia lista era questo libricino di Kundera (di cui avrei voluto leggere L'insostenibile leggerezza dell'essere,ndr). Le scarse duecento pagine di questo bignami mi sono scivolate dentro senza che nemmeno me ne accorgessi,piene di riflessioni esistenziali (fino a che punto i pensieri di un personaggio possono combaciare con i propri? SCONVOLGENTE),descrizioni toccanti degli stati d'animo dei protagonisti.Dentro mi ha lasciato però un senso di vaga incompiutezza. Essendomi immedesimata a fondo in Chantal,nelle sue necessità intime e nei suoi pensieri,mi aspettavo in qualche modo una risposta ai miei dubbi,una consolazione,seppur minima,alle mie ansie. E invece niente. L'inizio del libro si preannunciava magico,la parte centrale mi ha rapita,l'ultima in un certo senso ha sporcato con un erotismo troppo spinto ( e fuori luogo) quell'amore fatto di sentimenti candidi e telepatici tra Jean Marc e Chantal. Che senza dubbio si amano,e si ameranno sempre,ma che nella loro unione totale sono rimasti esseri incompleti . (Oserei dire infelici) Forse la storia si poteva sviluppare meglio, con qualche decina di pagine in più,ma é scritto magistralmente.
E adesso Insostenibile leggerezza dell'essere,a noi due !
L'unico che avesse vagamente a che fare con la mia lista era questo libricino di Kundera (di cui avrei voluto leggere L'insostenibile leggerezza dell'essere,ndr). Le scarse duecento pagine di questo bignami mi sono scivolate dentro senza che nemmeno me ne accorgessi,piene di riflessioni esistenziali (fino a che punto i pensieri di un personaggio possono combaciare con i propri? SCONVOLGENTE),descrizioni toccanti degli stati d'animo dei protagonisti.Dentro mi ha lasciato però un senso di vaga incompiutezza. Essendomi immedesimata a fondo in Chantal,nelle sue necessità intime e nei suoi pensieri,mi aspettavo in qualche modo una risposta ai miei dubbi,una consolazione,seppur minima,alle mie ansie. E invece niente. L'inizio del libro si preannunciava magico,la parte centrale mi ha rapita,l'ultima in un certo senso ha sporcato con un erotismo troppo spinto ( e fuori luogo) quell'amore fatto di sentimenti candidi e telepatici tra Jean Marc e Chantal. Che senza dubbio si amano,e si ameranno sempre,ma che nella loro unione totale sono rimasti esseri incompleti . (Oserei dire infelici) Forse la storia si poteva sviluppare meglio, con qualche decina di pagine in più,ma é scritto magistralmente.
E adesso Insostenibile leggerezza dell'essere,a noi due !
January 10, 2021
Solo una grandissima intelligenza é in grado di conferire senso logico alle idee insensate...
Chantal e Jean-Marc si amano profondamente. Forse però l'amore non é l'unico fattore, ci sono momenti in cui non si riesce a riconoscere la persona che ci sta accanto e questo ci fa dubitare anche di noi stessi...
Una storia struggente dove si toccano alcune corde dell'anima che solitamente non vogliamo mai sfiorare. La nostra identità è una cosa che ci viene attribuita da altri oppure noi stessi ce la imponiamo, cambiandola a nostro piacimento in base a chi ci troviamo davanti? E se fosse possibile cambiarla, arriveremo mai al punto di non sostenere più questo ritmo? Che concezione abbiamo di libertà, avventura, spirito e amore? L'autore cerca di rispondere a tutte queste domande con la sua scrittura leggera ed espressiva. Un romanzo breve e gradevole, a tratti onirico. Può risultare pesante per alcuni a causa del suo temporeggiare nell'arrivare al punto. Non l'ho trovato bello come l'insostenibile leggerezza dell'essere, però per me é stata una conferma della bravura dell'autore. Ricorda a tratti Pirandello in questo racconto. Consigliato solo se amate profondamente i libri introspettivi.
Chantal e Jean-Marc si amano profondamente. Forse però l'amore non é l'unico fattore, ci sono momenti in cui non si riesce a riconoscere la persona che ci sta accanto e questo ci fa dubitare anche di noi stessi...
Una storia struggente dove si toccano alcune corde dell'anima che solitamente non vogliamo mai sfiorare. La nostra identità è una cosa che ci viene attribuita da altri oppure noi stessi ce la imponiamo, cambiandola a nostro piacimento in base a chi ci troviamo davanti? E se fosse possibile cambiarla, arriveremo mai al punto di non sostenere più questo ritmo? Che concezione abbiamo di libertà, avventura, spirito e amore? L'autore cerca di rispondere a tutte queste domande con la sua scrittura leggera ed espressiva. Un romanzo breve e gradevole, a tratti onirico. Può risultare pesante per alcuni a causa del suo temporeggiare nell'arrivare al punto. Non l'ho trovato bello come l'insostenibile leggerezza dell'essere, però per me é stata una conferma della bravura dell'autore. Ricorda a tratti Pirandello in questo racconto. Consigliato solo se amate profondamente i libri introspettivi.
May 28, 2017
Eros ed agape, l'amore carnale condotto dalla libido, desiderio dell'altro ed agape come amore disinteressato, platonico e scevro della componente puramente atavica dell'eros sono i due poli della bussola affettiva. La seduzione, la capacità di trasformare agape in eros, il desiderio in possesso, è al centro di questo breve libro dell'autore cecoslovacco.
Jean-Marc, un uomo che ha consacrato se stesso alla sua compagna, Chantal, una donna piacevole e piacente, che però non attira più gli sguardi degli altri uomini. Lo spiraleggiante e controverso piacere dell'attrarre per attrarre, l'esercizio di /potere/ e influenza sul sesso maschile che la donna esercita naturalmente nel fiore dei suoi anni abbandona una noncurante Chantal, che capisce il valore di ciò che ha perso solo a fatto compiuto.
Allora l'idea, il topos, Jean-Marc inizia ad inviare lettere più o meno anonime alla compagna, improvvisandosi ammiratore e facendosi lapillo del fuoco della passione, che come un manto avvampa l'orgoglio di Lei, la quale diventerà, quasi come una sorta di voyeuse, bisognosa di questo terzo incomodo, tale CDB.
Ma i nodi vengono al pettine.
Jean-Marc, un uomo che ha consacrato se stesso alla sua compagna, Chantal, una donna piacevole e piacente, che però non attira più gli sguardi degli altri uomini. Lo spiraleggiante e controverso piacere dell'attrarre per attrarre, l'esercizio di /potere/ e influenza sul sesso maschile che la donna esercita naturalmente nel fiore dei suoi anni abbandona una noncurante Chantal, che capisce il valore di ciò che ha perso solo a fatto compiuto.
Allora l'idea, il topos, Jean-Marc inizia ad inviare lettere più o meno anonime alla compagna, improvvisandosi ammiratore e facendosi lapillo del fuoco della passione, che come un manto avvampa l'orgoglio di Lei, la quale diventerà, quasi come una sorta di voyeuse, bisognosa di questo terzo incomodo, tale CDB.
Ma i nodi vengono al pettine.
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