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Assorted Fire Events
In his award-winning second collection, David Means explores the fragility of those things that we cherish most. His incomparable, distinct voice—often wildly humorous, always engaging—has led the New York Times to call Means "one of our most talented younger writers."
165 pages, Paperback
First published January 1, 2000
About the author
David Means
37 books171 followersDavid Means is an American short story writer and novelist based in Nyack, New York. His stories have appeared in many publications, including Esquire, The New Yorker, and Harper's. They are frequently set in the Midwest or the Rust Belt, or along the Hudson River in New York.
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Community Reviews
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
February 1, 2020
Ci sono la spazzatura, i clochard, il sangue, la neve. C’è l’Hudson, ovunque. Ci sono Carver e Cheever. C’è la precarietà, in ogni pagina. Estraniante: dunque, perfetto.
January 7, 2018
Ultimamente sto leggendo tanti libri che alternano dolore e fallimento e questo non fa eccezione.
I singoli racconti hanno ad oggetto un aspetto particolare dell'inettitudine esistenziale e la lettura d'insieme rende il quadro completo.
Means mi ha preso per mano e mi ha accompagnato in questa discesa con un uso sapiente della lingua e dei meccanismi narrativi. È decisamente uno che sa fare il suo mestiere.
I singoli racconti hanno ad oggetto un aspetto particolare dell'inettitudine esistenziale e la lettura d'insieme rende il quadro completo.
Means mi ha preso per mano e mi ha accompagnato in questa discesa con un uso sapiente della lingua e dei meccanismi narrativi. È decisamente uno che sa fare il suo mestiere.
April 25, 2018
Episodi incendiari assortiti credo sia il libro che ho iniziato di leggere più volte, poi non ci riuscivo mai. Partivo in treno, lo portavo, ma finivo a parlare con qualcuno; ero d’assistenza gli scritti, lo portavo, poi finivo a girare per l’aula; ero a casa, lo aprivo, poi finiva sempre che dovevo leggere qualcosa prima. Insomma: ha collezionato un sacco di rughe, manco fosse un libro che ho letto e riletto con piacere. Invece è stato scaricato e ne porta i segni.
Dice la quarta di copertina (spiegazzata e scolorita): Un incrocio genetico tra Houellebecq e Joyce Carol Oates. Io non ci ho trovato molto di nessuno dei due. Da un certo punto di vista non è negativo. Non so perché io abbia letto la quarta di copertina, in effetti.
La verità è che il titolo della raccolta mi è piaciuto subito. Episodi incendiari assortiti. Intrigante.
È una bella raccolta. Ci sono un paio di racconti molto molto molto belli.
Ce ne sono un paio che io avrei buttato, ma io di professione non faccio l’editor.
C’è una generale coesione di tematiche, tono, ambiente, che rende la lettura omogenea.
Mi piace il setting geografico.
Non mi convince una cosa: la scrittura volutamente ingarbugliata dell’autore. Evocativa. Evoca. Ok. Infatti a volte colpisce a fondo. A volte, però, mi fa l’effetto opposto: tipo che a furia di aggrovigliare lo gnommero il lettore fa prima a tagliare e passare oltre. Non un gran pregio.
E ora arriva la botta finale.
Lo ammetto: C’E’ UNA COSA CHE MI HA FATTO SBROCCARE.
Come sapete, da 14 anni io ho una vita pendolare tra Milano e Granada, Andalucía, España. Io quella regione la conosco come le mie tasche.
Cioè, nella mia vita probabilmente sono stata 1 volta sola a Cinisello Balsamo, ma mille in ogni paesino sperduto tra coste e monti andalusi. È pazzesco e pure un po’ innaturale, se ci penso. Mi scuso coi vicini di Cinisello che tra l’altro da casa mia dista 15 minuti.
Comunque, il punto è un altro.
Quando scrivi, devi sempre sceglierti un’ambientazione che conosci bene per essere credibile. Ora: io, evidentemente, non ambienterò mai niente a Cinisello Balsamo, semmai a Sesto San Giovanni che conosco molto meglio. Il fatto è che ci sono cose che se sei un turista non noti o noti e pensi che siano così, ma non lo sono. Esempio: dialetto andaluso, famoso nel mondo hispano per essere ipercontratto e mangiarsi metà delle consonanti che uno spagnolo standard pronuncia. Il nostro autore, a un certo punto fa comparire nel centro di Madrid un cameriere che parla un Meraviglioso lento spagnolo andaluso. Ciccio, un accento andaluso lento lo conosci solo te, secondo, in un albergo del centro Madrid uno che parla come un gitano di Siviglia non lo prendono se non con una clausola che lo renda muto, terzo, gli andalusi sono sempre camerieri, puttane e donne delle pulizie nella storia della letteratura, mai un terrateniente con tutti i nobilazzi che ci ritroviamo, eccheppalle i luoghi comuni. David Means a Sesto San Giovanni avrebbe trovato un cameriere con un meraviglioso accento napoletano che gli parlava di pizza e mandolini, sicuro. Poi ci sono errori nei toponimi. Poi ce ne sono altri che nemmeno mi va di menzionare.
Risultato: voto finale ribassato di una stella e ciao.
Qui le votazioni ai racconti:
Incidente ferroviario, agosto 1995 ****
Coito ***
Quello che fecero *****
Il lamento di Sleeping Bear ***
La reazione ***
La presa *****
Quello che spero io ****
L’interruzione ****
I travagli della vedova *****
Tahorah ****
Il cacciatore di gesti ****
Episodi incendiari assortiti ****
Il taglialegna ****
May 11, 2012
è una rilettura, ma mi sono accorta che me li ricordo benissimo...tutti...:-P
April 1, 2024
Il fluire della scrittura di Means ha qualcosa dell'arborescenza, come se da un ramo o da uno stelo continuassero a fiorire, nel corso di frasi e paragrafi, nuovi germogli che approfondiscono dettagli e possibili storie che sfuggono ai più e che l'occhio e la penna dello scrittore sanno valorizzare, costruendo una struttura sempre più densa e ricca. Oppure, magari, porte su porte che si aprono e chiudono su diversi ambienti, illuminati in diverso modo. Questo quanto allo stile, che trovo davvero ammirevole e perfetto per la forma del racconto. Quanto ai contenuti, c'è una forma di malessere in queste storie, dalla prima all'ultima imbevute della presenza della morte. E dunque i racconti non riescono a conquistarmi, resto distante allontanato dai contenuti laddove lo stile mi aveva conquistato. Mi chiedo se Means ha anche scritto d'altro: questo è il suo secondo libro di racconti che leggo - riguardando le mie note di dieci anni fa vedo che anche allora ero stato colpito dalla scrittura da un lato, dalla violenza delle storie dall'altro.
May 9, 2019
David Means regala al lettore racconti crudi, spesso con una brutta fine o un brutto inizio. Nel senso che molti personaggi muoiono o se rimangono vivi non e che le cose gli vadano troppo bene. C'è molto dolore in queste pagine, la violenza della società moderna, la precarietà dei rapporti umani. La scrittura di Means è di una delicatezza eccezionale. Uno stile poetico (difatti leggendo la biografia, l'autore ha un Master in poesia) che dona descrizioni da diversi punti di vista ed è emozionale ed imparziale nello stesso momento.
Una prosa scorrevole, ricca di vocaboli interessanti, mai prolissa, mai noiosa ma sempre innovativa senza sfociare nel mondo ultra-surreale di un George Saunders.
Davvero una bella sorpresa.
Una prosa scorrevole, ricca di vocaboli interessanti, mai prolissa, mai noiosa ma sempre innovativa senza sfociare nel mondo ultra-surreale di un George Saunders.
Davvero una bella sorpresa.
August 29, 2019
Era da tempo che volevo leggere questa raccolta di racconti del tanto acclamato David Means - più volte paragonato al caro Raymond Carver - e ho iniziato a farlo con una certa curiosità che, purtroppo, si è arrestata già dopo le primissime pagine poiché non sono mai riuscita ad entrare nel mood di questi racconti e soprattutto nella scrittura di David Means che, sinceramente, mi è apparsa solo piuttosto lenta, prolissa e con una certa ossessione nella cura dello stile tanto da apparire più come un esercizio di stile invece che un qualcosa pensato, concepito e fatto con il desiderio di comunicare e di trasmettere realmente qualcosa.
Sicuramente scritti benissimo ma troppo artificiosi e privi di essenza per i miei gusti. Peccato!
Sicuramente scritti benissimo ma troppo artificiosi e privi di essenza per i miei gusti. Peccato!
November 8, 2023
"Siamo individui sgraziati e allibiti, noi cacciatori di gesti, resi folli dall'insaziabile desiderio di un altro luogo, di un'altra epoca, di un senso di movimento."
Semplice liricità che colpisce il lettore in modi crudi, portati alla luce dal fuoco dell'animo. Interessante raccolta, lo stile è ciò che maggiormente ho apprezzato, raramente si può leggere uno scrittore che è consapevole di saper scrivere, e lo fa con precisione e cura.
Semplice liricità che colpisce il lettore in modi crudi, portati alla luce dal fuoco dell'animo. Interessante raccolta, lo stile è ciò che maggiormente ho apprezzato, raramente si può leggere uno scrittore che è consapevole di saper scrivere, e lo fa con precisione e cura.
December 26, 2022
Alcuni racconti sono intensi, toccanti e la scrittura fluida ti fa entrare nel cuore del racconto.
Altri non mi sono piaciuti, Means si involve su se stesso e la sua scrittura sembra un mero esercizio di stile
Altri non mi sono piaciuti, Means si involve su se stesso e la sua scrittura sembra un mero esercizio di stile
July 20, 2024
Noioso, tutto troppo artificioso, ricercato che diventa puro esercizio di stile a tratti interessante ma fine a se stesso.
September 18, 2026
"Siamo gli svogliati e i sbigottiti, folli con il nostro insaziabile desiderio di un altro tempo e di un altro luogo."
June 18, 2013
Desolatamente bello.
http://sololibribelli.wordpress.com/2...
http://sololibribelli.wordpress.com/2...
August 21, 2015
Dacci oggi il nostro amaro quotidiano.
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