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Icefields

Winner of:
The Banff Grand National Prize for Literature
The Writers Guild of Alberta Best First Book Award
The Commonwealth Best First Novel Prize (Caribbean and Canada Region)


At a quarter past three in the afternoon, on August 17, 1898, Doctor Edward Byrne slipped on the ice of Acturus glacier in the Canadian Rockies and slid into a crevasse . . .

Nearly sixty feet below the surface, Byrne is wedged upside down between the narrowing walls of a chasm, fighting his desire to sleep. The ice in front of him is lit with a pale blue-green radiance. There, embedded in he pure, antediluvian glacier, Byrne sees something that will inextricably link him to the vast bed of ice, and the people who inhabit this strange corner of the world. In this moment, his life becomes a quest to uncover the mystery of the icefield that almost became his tomb.

Within the deceptively simple framework of a tourist guidebook, Icefields takes a breathtaking, imaginative look at the human spirit, loss, myth, and elusive truths. Here is an impressive literary landscape, and an expedition unlike any you have ever experienced.

288 pages, Paperback

First published January 1, 1995

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About the author

Thomas Wharton

36 books176 followers
I live near Edmonton, Alberta, Canada and write for grown-ups and children. My newest novel, The Book of Rain, will be published by Random House Canada in 2023.

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Community Reviews

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289 (20%)
4 stars
506 (35%)
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459 (31%)
2 stars
145 (10%)
1 star
46 (3%)
Displaying 1 - 1 of 1 review
Profile Image for Ilenia.
250 reviews21 followers
March 19, 2023
Tutto un altro livello di ecocritica

Vi dico subito che non è per tutti. Se siete dei lettori che cercano la trama avvincente, resterete delusi. E se cercate personaggi a cui legarvi, resterete delusi un po' di meno, ma comunque qui non troverete niente di straordinario.

Qui si parla di ghiaccio e di un ghiacciaio in particolare, Arcturus Glacier nelle Canadian Rockies. Il ghiacciaio è il centro di tutto e la sua forma diventa la struttura stessa del romanzo che, sezione dopo sezione, tocca alcuni tra i punti fondamentali dell'esistenza e dell'esperienza umana nel mondo.

Innanzitutto, il grande tema dell'origine. Origine di un ghiacciaio, della storia di un territorio e della sua successiva colonizzazione, della vicenda del romanzo e di tutte le storie che raccontano l'origine, la natura e che da sempre cercano di assumere una forma che possa descrivere il nostro rapporto con l'ambiente in tutte le sue diversissime sfaccettature.

Poi, la comparsa di una varietà di personaggi dalla psicologia ben delineata ma anche piuttosto tipizzati a rappresentare diversi modelli ricorrenti nella relazione con la natura dell'umanità moderna: il capitalista, l'avventuriera, il poeta, il colonizzatore, la giardiniera. E ancora, sempre, il dubbio sull'accuratezza e sull'efficacia delle parole nell'esprimere il mondo naturale così come noi lo percepiamo, lo comprendiamo e lo interpretiamo.

E ancora, saliamo verso le zone più in alto, quelle più inaccessibili, "luoghi degli spiriti", inadatti alla vita, privi di qualsiasi scopo pratico. Per alcuni, una delusione. Per altri, un simbolo della propria mente, luoghi che si cerca di comprendere con un approccio scientifico e uno spirituale, cercando una sintesi tra i due punti di vista. Come nella mente umana, anche nel ghiacciaio è conservato un mistero, un ricordo, un'impressione, qualcosa che sfugge all'analisi scientifica e alle parole, qualcosa che, alla fine, il ghiacciaio stesso restituirà al protagonista muovendosi inesorabilmente attraverso tutte le sue fasi fino a quella finale, Terminus.

Prima, però, la zona di confine tra ciò che ancora è ghiaccio inviolato e il punto di rottura. Ed è qui che i nostri personaggi iniziano a cedere, come il ghiacciaio, rispetto alla propria vicenda personale: i traumi del lutto e della Guerra, i ricordi persi durante l'infanzia. O meglio, i ricordi conservati in una zona della mente che, come il ghiacciaio stesso, si comporta come una macchina del tempo, tenendoli al sicuro finché non arriverà il momento di rilasciarli e scioglierne il significato.

La fine è la soluzione degli enigmi della psiche, il recupero di ricordi, l'elaborazione dei traumi, lo sciogliersi dei nodi, ma anche la fine del processo di capitalizzazione del territorio, l'arrivo del turismo di massa e la mercificazione di quel mistero naturale, fisico e spirituale, che tanto ci assomiglia. E la sensazione, di fronte ad un'opera perfetta, che la letteratura, le storie, i miti, le favole e i romanzi in fondo siano davvero dei mezzi efficaci per esprimere il rapporto con la Natura, per quanto complesso, sfaccettato, antico, tecnico o spirituale possa essere.
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