Inglese, aristocratica, cosmopolita, vittoriana, fiorentina d'adozione, studiosa d'arte, assertrice dell'emancipazione femminile, ricercatrice instancabile di cronache e antiquaria, non è difficile prevedere cosa dicessero, all'esteta Vernon Lee, i paesaggi peninsulari, cosa vi cercasse e quali suggestioni ricavasse per trasferirli nei suoi racconti italiani. La nostalgia per le perdute presenze mitiche, per gli antichi dei ed eroi, per il gelido tocco degli inquieti fantasmi locali lasciati da una qualche crudeltà selvatica e primordiale o perversamente raffinata: «soffitta fatidica - diceva dell'Italia in un saggio sulle arti - colma di carabattole misteriose e di ammiccanti fantasmi dove soddisfare gli istinti elementari della finzione e del romanzesco». In numerosa e buona compagnia, sappiamo, in questa ricerca di carabattole nella soffitta dell'immaginario fantastico italiano. Una compagnia che va almeno da Stendhal, passando per le cronache di Croce, fino ai racconti di Tomasi di Lampedusa, e oltre - Patricia Highsmith forse, e addirittura un certo cinema thriller italiano degli anni Settanta e Ottanta (alla Dario Argento e alla Pupi Avati) -, in cui i racconti della Vernon Lee - quelli di Possessioni pubblicati qualche anno fa in questa collana e le quattro finzioni mitologiche e fantastiche di questo Dionea - figurano come non trascurabili. Anzi notevoli per il fervore sensuale investito nel rinvenire un passato dal fascino magnetico: come, in questi racconti, la mitica bellezza della ninfa Dionea che torna dal mare in un villaggio ligure e soggioga e perde; o il sopravvivere di un sanguinario Spirito Ferino pagano nella reliquia di una chiesa cristiana; la storia sigillata in un cassone nuziale; e l'enigma connesso alla statua sepolcrale di Ilaria del Carretto.
Violet Paget, known by her pen name Vernon Lee, is remembered today primarily for her supernatural fiction and her work on aesthetics. An early follower of Walter Pater, she wrote over a dozen volumes of essays on art, music, and travel, poetry and contributed to The Yellow Book. An engaged feminist, she always dressed à la garçonne, and was a member of the Union of democratic control.
Her literary works explored the themes of haunting and possession. The English writer and translator, Montague Summers described Vernon Lee as "the greatest [...] of modern exponents of the supernatural in fiction."
She was responsible for introducing the concept of empathy (Einfühling) into the English language. Empathy was a key concept in Lee's psychological aesthetics which she developed on the basis of prior work by Theodor Lipps. Her response to aesthetics interpreted art as a mental and corporeal experience. This was a significant contribution to the philosophy of art which has been largely neglected.
"The Lie of the Land", in the voume "Limbo, and other Essays", has been one of the most influential essays on landscaping.
Additionally she wrote, along with her friend and colleague Henry James, critically about the relationship between the writer and his/her audience pioneering the concept of criticism and expanding the idea of critical assessment among all the arts as relating to an audience's (or her personal) response. She was a strong, though vexed, proponent of the Aesthetic movement, and after a lengthy written correspondence met the movement's effective leader, Walter Pater, in England in 1881, just after encountering his famous disciple Oscar Wilde. Her interpretation of the movement called for social action, setting her apart from both Wilde and Pater.
La raccolta comprende 4 storielle composte tra metà del diciannovesimo secolo e gli anni trenti del secolo successivo da Vernon Lee. Le brevi composizioni, nemmeno tutte di stampo "fantastico" nè mitico o mitologico, sono accomunate da uno stile ampolloso e medievale, vagamento allusivo, che rende la lettura spiacevole oltre che noiosa. Nemmeno il commento di Attilio Brilli riesce a dare una motivazione convincente dell'esistenza di questa raccolta.
Despite being beautifully written, I found this Gothic short story to be quite tedious at times. The story of the mysterious titular character, from a young girl to a young adult is markedly mundane at points - perhaps this was deliberate in order to build to the crescendo at the tale’s climax - but either way, there were still lovely descriptions of the surrounding setting and an interesting array of characters.
In questa raccolta di racconti brevissimi Vernon Lee tenta di descrivere la rabbia e la vendetta dei miti pagani nei confronti del cristianesimo. Ci ritroveremo così in Liguria, nel nord della Francia, a Perugia e a Lucca. ⠀ Chi era Vernon Lee? Inglese, aristocratica, cosmopolita, vittoriana, fiorentina d'adozione, studiosa d'arte, assertrice dell'emancipazione femminile e ricercatrice instancabile di cronache e antiquaria. ⠀ 🌟🌟🌟 stelline per questa dama vittoriana e la sua Venere vendicatrice Dionea. Avrei voluto qualcosa di più. Più pagine e più sostanza perché la prosa e la narrazione mi avevano affascinata. Peccato. ⠀ Comunque un ottimo primo approccio a questa scrittrice che non conoscevo 😊🤗
In questo piccolo libretto sono raccolti quattro racconti di Vernon Lee, singolare figura di scrittrice vissuta per molto tempo in Italia a cavallo tra '800 e '900.Tre dei quattro racconti sono infatti ambientati in Italia ed hanno come protagonisti, a vario titolo, il paesaggio, l'arte ed il carattere italiani. Sono racconti crudeli: i primi due accomunati dal tema del ritorno e dell'esilio delle divinità classiche (nel primo è espressamente citato l'Heine de Gli dei in esilio) e dalle conseguenze di questo ritorno nella civiltà cristiana e moderna; il terzo sembra quasi una novella del Decameron, mentre il quarto è appena uno schizzo. Lo stile di Vernon Lee è limpido ed aulico, come si addice ad una signora britannica di gran classe, seppure di pensiero quasi sovversivo. Bella ed illuminante la breve postfazione di Attilio Brilli.