California. In una discarica pubblica viene fatta una macabra scoperta: una testa umana sfigurata e irriconoscibile. La polizia brancola nel buio e l'FBI chiama Marcus Mawbray, patologo in pensione, nel tentativo di far luce su questo delitto che mostra inquietanti somiglianze con altri casi avvenuti in passato. Mentre l'assassino continua a seminare morte e terrore, Marcus, aiutato dalla sua giovane assistente, si avvicina alla soluzione del caso.
Una serie di cadaveri emerge con un dettaglio che non è solo macabro, ma simbolico: i volti sono stati cancellati. Non è solo violenza gratuita, è un messaggio. L’indagine segue piste che si biforcano tra passato e presente, colpa e rimozione, mentre il confine tra chi cerca la verità e chi la teme diventa sempre più sottile. Corbin scrive secco, senza fronzoli. Non ti prende per mano: ti spinge giù per le scale e ti dice “arrangiati”. La violenza non è spettacolo, è conseguenza. I personaggi sono imperfetti, stanchi, spesso moralmente ambigui. Non è un giallo da ombrellone. È un libro che ti sporca le mani