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Il fasciocomunista: Vita scriteriata di Accio Benassi

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Accio Benassi. Era da tempo che nella letteratura italiana non si vedeva un personaggio così. Incazzato, ribelle, attaccabrighe, goffo, innamorato, illuso, ingenuo, arrogante, disubbidiente, sentimentale. Il fasciocomunista è il libro che, nel 2003, ha imposto Pennacchi all’attenzione di pubblico e critica. La storia è quella di un ragazzo di Latina, il percorso è quello esemplare di una generazione e anche dei temi che quella generazione ha affrontato. Ma in realtà Accio è uno straordinario eroe pennacchiano (insieme agli altri personaggi di questo rutilante romanzo), che dà vita a una storia nuova perché veramente anomalo è il suo sguardo, il suo punto di vista: non più puramente, astrattamente intellettuale e ideologico, ma anche istintivo, concreto, picaresco.

390 pages, Paperback

First published January 1, 2003

16 people are currently reading
261 people want to read

About the author

Antonio Pennacchi

22 books55 followers
Scrittore italiano. Operaio presso l’Alcatel Cavi, si è dedicato alla politica dapprima nelle file del MSI e poi in quelle del Partito Comunista d'Italia marxista-leninista. A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta ha aderito al PSI, alla CGIL e poi alla UIL. Nel 1983 ha deciso di sospendere l’attività di attivista e di sfruttare un periodo di cassa integrazione per laurearsi in lettere e filosofia, iniziando in seguito la carriera di scrittore.

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32 (6%)
1 star
10 (2%)
Displaying 1 - 30 of 43 reviews
Profile Image for Sandra.
964 reviews335 followers
August 19, 2015
Uno spaccato degli eventi sociali e politici verificatisi in Italia negli anni ’60-’70 visto con gli occhi di Accio Benassi, un giovane ribelle, goffo, sognatore, attaccabrighe, sensibile.
Accio Benassi fin da ragazzo è fascista, convinto sostenitore del Duce e delle sue idee: “Italia proletaria e fascista”-aveva detto Mussolini-. Meglio i comunisti dei democristiani, dice Accio, perché questi sono corrotti, borghesi e corrotti. Dopo anni di lotte con i gruppi giovanili del MSI, al grido “libro e moschetto”, Accio viene espulso dal partito per aver manifestato contro gli americani in Vietnam. Allo scoppio del 1968 Accio scopre di non essere più fascista e, anche per emulazione del fratello maggiore Manrico, comincia a militare nell’estrema sinistra.
Il libro ricostruisce tutti gli eventi più importanti che si sono verificati in Italia in quel periodo, le manifestazioni studentesche, gli scioperi per le “gabbie salariali” (ma và! Già nel ’68 era stato affrontato il problema delle gabbie salariali e ora si vorrebbe farci tornare a prima di quella data), fino a una data fatidica che, secondo la ricostruzione di Accio –e dunque il pensiero dello scrittore- è stata uno spartiacque: il 12 dicembre 1969 a Milano, la bomba nella Banca Nazionale dell’Agricoltura.
“Dopo quella bomba ce ne sono state altre. Sui treni. Nelle piazze. L’Italicus. Dice: Ma chi le ha messe quelle bombe? Mi pari scemo, chi vuoi che le abbia messe? La Democrazia cristiana, il partito-Stato, lo Stato democratico. Dice: No, i servizi deviati. Mi pari ancora più scemo. Ma s’è mai sentito che esistano dei servizi deviati? I servizi sono deviati per definizione, .. se non fossero deviati non avrebbero bisogno di essere segreti…”
“Noi non ci siamo accorti che era cambiata la Storia, che la bomba di Milano era una svolta” –dice Accio-.
Alle vicende storiche si affiancano e si sovrappongono le vicende personali di Accio e della sua famiglia, che culminano in una morte violenta, la cui descrizione mi ha agghiacciato, perché mi ha fatto pensare alle morti che vediamo proprio in questi giorni in televisione e nei giornali, con le forze dell’ordine che anziché tutelare i cittadini perpetrano violenze sui malcapitati.
Un libro di un’attualità disarmante.
Particolare è lo stile di scrittura, neorealista potrei dire, popolare, colloquiale, mi è piaciuto.
Se lo leggete, avrete fatto “metà del vostro dovere” ( e non dico che significa, perché sciuperei il gusto della lettura).
Profile Image for GloriaGloom.
185 reviews1 follower
December 9, 2011
salviamo i bei libri dai brutti film che ne traggono! vista anche la scarsità di romanzi italiani di un qualche valore. Celluloidizzate baricco e lasciate stare Pennacchi. che diamine!
Profile Image for Momi.
9 reviews4 followers
August 28, 2017
L'Albinati dei poveri.

Si parla molto in questi mesi, come è normale, del romanzo vincitore del Premio Strega, La scuola cattolica di Edoardo Albinati. Dall’idea che me ne son fatta, non credo che per ora lo leggerò: troppe pagine; troppa la mia allergia a quell’ambiente (sono nata e cresciuta in una zona di Roma che erroneamente viene equiparata a quella della famosa scuola di Albinati, mentre in realtà è -o era- animata da una temperie culturale profondamente diversa, con una forte caratterizzazione laica e democratica); al tempo stesso, paradossalmente, ho un coinvolgimento personale per amicizie di famiglia con alcuni dei personaggi della vicenda raccontata nel libro. Ce n’è abbastanza, insomma, per tenersene alla larga.
Caso ha voluto che mentre si dibatte, del valore del romanzo di Albinati, io abbia avuto fra le mani questo libro che sotto certi aspetti racconta cose simili (adolescenza, odore di incenso, contrasto con i genitori, scoperta della politica, rincorsa del sesso, insomma nulla di particolarmente originale), ma vissute da uno che ha avuto la sfortuna di nascere a Latina, che voleva dire stare ai margini, essere un periferico per status, sempre in ritardo rispetto a quello che accadeva a Roma, con il marchio indelebile della città fascista per eccellenza.
Un libro che pare scritto da un operaio della letteratura, in cui si sente la musicalità tipicamente burina che è il suo stile inconfondibile (avrà anche Pennacchi il suo Premio Strega, alcuni anni dopo); una piccola storia, ripetitiva e noiosetta, per molti versi illuminante sull’Italia di quegli anni e su una parte di Italia sempre votata al dimenticatoio. Che dire, il pensiero di un mondo micidiale di scuole private, golfini di cachemire e ville al mare, ha finito col rendermi simpatico il Fasciocomunista. ...
Profile Image for Utti.
512 reviews35 followers
August 30, 2021
Mi sono sentita un pochino prevedibile a leggere un libro di Antonio Pennacchi proprio quest'estate. A mia discolpa ci pensavo da qualche tempo e, tra gli vari spostamenti di agosto, a Roma ho trovato uno scatolone di libri contenente "Il fasciocomunista".

Il protagonista-autore è antipatico e, proprio per questa ragione, reale. Accio Benassi è un ragazzo nato nel 1950 che attraversa da piccolo protagonista la zona più oscura della politica italiana. Ex seminarista, militante dell'Msi, rivoluzionario maoista Accio non si risparmia le botte, i litigi, il furore. È un eterno insoddisfatto in cerca di risposte. Non si rassegna, cerca a destra, a sinistra, cerca il giusto assoluto.

Pennacchi descrive il sé stesso giovane e senza filtri, quello che cerca la giustizia senza compromessi. Un po' di Accio vive in tutti quei giovani che si avvicinano alla politica convinti di poterla guarire dai suoi vizi, per poi rendersi conto che i compromessi nascono per necessità. La disillusione di Accio è quella che spegne il furore e porta spesso all'apatia.

Lo stile di Pennacchi non mi ha entusiasmato, ma lo spaccato di un'epoca che traccia è uno strumento utile per aggiungere nuove chiavi di lettura a un periodo che non è lineare. Se per capire quegli anni convulsi servono i saggi storici, servono invece le storie per capire le sensazioni di chi quelle vicende le ha vissute.
Profile Image for ferrigno.
554 reviews111 followers
September 17, 2012
Romanzo "utile" ma scritto con poco mestiere

È un romanzo di formazione, un genere lontano dai miei gusti.
Le cose che non apprezzo di questo genere sono l'essere così centrato sul protagonista e la narrazione cronologicamente lineare. Pennacchi non dimostra di voler superare questi limiti.

In "Il fasciocomunista" non c'è un ritmo narrativo. Il romanzo è una monotona cavalcata di fatti che si susseguono linearmente e piattamente. Tutti i personaggi, ad eccezione del protagonista, sono di contorno e non vengono mai approfonditi o sviluppati. Tutto rimane in superficie.

Accio, c'è da dire, è costruito molto bene: soffre della sindrome del secondogenito e il suo intorno familiare è coerente con il suo profilo psicologico. La madre commette nei suoi confronti delle ingiustizie paradossali preferendogli il primogenito Manrico, un piacione che ha la vita facile.

Accio sente di dover sempre dimostrare qualcosa, si sente odiato da tutti e odia tutti. Salvo chi gli concede un barlume di fiducia: in quel caso è capace di dare la sua vita.

Questo romanzo ha il pregio di raccontare un pezzo di storia italiana cruciale; se non è un bellissimo romanzo è quanto meno utile.
Profile Image for SirJo.
235 reviews8 followers
December 17, 2018
Dopo tanto insistere da parte di amici al che leggessi questo libro, l'ho letto. Ed ho capito perchè insistevano che leggessi questo libro. Per certi versi è la mia storia, anche se io (per fortuna) non sono mai stato comunista. Per questo motivo il giudizio è alto quanto a stellette. Ma diciamocelo subito, l'italiano dell'autore è scarso grammaticalmente, anche se l'impressione a volte è che questa scarsità sia voluta, cercata, per rendere meglio il personaggio. Ma la storia raccontata è coinvolgente, a volte con ritmi frenetici che ti tengono incollato al libro, e racconta la storia della gioventù degli anni del dopoguerra fino agli inizi degli anni di piombo. Il protagonista è un ribelle di natura, ontologicamente anarchico, che vive le passioni con la ingenuità e l'incanto di chi nella vita non si vuole risparmiare. Che vuole conoscere la vita di persona e senza farsela dire dagli altri, senza farsi istruire dalle idee degli altri ma aderire a queste spendendosi di persona. Per me c'è un coinvolgimento emotivo fortissimo perchè mi ritrovo descritto nelle pulsioni ideali, sociali e motivazionali del protagonista. E il percorso di redenzione finale è talmente simile alla mia storia che mi ha commosso leggere questo libro. E poi uno dei personaggi descritti è un amico che conosco, e in questo libro ne parla in maniera riconoscibilissima, pur avendone alterato il nome; anche per questo motivo l'ho trovato interessante per me. è evidente che questa recensione risente del mio vissuto, e quindi potrà essere poco utile per chi la legge, ma a me piaceva farlo sapere
Profile Image for Gibson.
690 reviews
October 31, 2017
Senza bandiera

Una prima parte frivola quanto il protagonista — le bravate di un fascistello in erba —, seguita da una seconda in cui lo stesso protagonista, crescendo(?), cambia bandiera.

Pennacchi l'ho preferito in "Canale Mussolini", affresco storico-romanzato del grande cambiamento italiano durante e post ventennio.
Qui, con il solo Accio Benassi ad occupare la scena, sebbene rappresentante di un successivo cambiamento italiano, non mi ha conquistato.
Anche se fisiologici — dopotutto Accio è un ragazzo —, i cambi comportamentali che lo investono, repentini e poco ragionati, sgretolano un po' l'attenzione.
Profile Image for Elisa.
81 reviews23 followers
May 20, 2012
Accio Benassi, protagonista del romanzo di Antonio Pennacchi, inizialmente è solo un bambino, un bambino che, per vocazione o necessità famigliare, vive la sua infanzia chiuso in un seminario. Quelli sono gli anni del dopoguerra, gli anni della tensione tra Stati Uniti e URSS, gli anni della guerra fredda, Accio ne ha paura e spesso si punisce e prega dio affinché faccia convertire Kruscev e tutti i comunisti. Quello che Accio sogna di fare è prendere i voti e andare via, in Congo magari, ad aiutare gli ultimi.
Il tempo però passa e, con l'arrivo dell'adolescenza, Accio sente crescere in lui impulsi nuovi e sconosciuti, impulsi che certo non sono quanto richiede la castità sacerdotale, per questo abbandona il seminario e torna a casa, dalla sua famiglia che l'accoglie tra l'indifferenza e l'insoddisfazione. A casa, oltre che con il padre operaio e la madre casalinga, Accio vive con due fratelli maggiori e due sorelle, mentre altre due sono già sposate.
È la pecora nera della famiglia: c'è il padre convinto democristiano e ci sono i suoi fratelli comunisti, lui no, è fascista. Fascista “in buona fede”, quando prende la tessera del MSI è poco più di un bambino e la prende per lo stesso motivo per cui era in seminario: perché vuole aiutare gli ultimi ed è convinto che solo il fascismo ha davvero questo obiettivo. Il suo essere fascista, come dice lui stesso, forse è dovuto al luogo di nascita: Latina, costruita dal Duce. Dice Accio che magari se invece che a Latina fosse nato e cresciuto a Parma, probabilmente avrebbe in mano un'altra tessera.
Accio è un ragazzino pieno di rabbia, voglioso di cambiare il mondo, con un'unica grande passione: il latino. In seminario era il primo in latino, perciò vuole fare il classico, ma chiaramente a casa non l'appoggiano. Suo padre pretende che faccia geometri, così poi quando uscirà troverà subito un lavoro. Quello che a lui viene negato, il liceo classico, è stato però già concesso sia a Manrico che a Violetta, due dei suoi fratelli. E che c'entra? Si sente rispondere dalla madre Accio. Violetta è una donna e poi si sposa e la mantiene il marito e Manrico è così bravo, poi andrà anche all'università. Manrico, bello e bravo, socievole, solare, il figlio perfetto, quello che piace a tutti e a tutte. Accio, tutto il contrario, il solito combina guai, il solito attacca brighe.
Accio Benassi viene così iscritto al geometri, per lui è una palese ingiustizia, la stessa ingiustizia che lo perseguita da sempre in famiglia e che per sempre lo perseguiterà. Lui sì e io no. A Manrico tutto, ad Accio niente.
Visto che la famiglia di sangue non lo ascolta e lo ostacola, con le parole, le decisioni e le botte, Accio cerca e trova un'altra dimensione in cui sfogarsi, la politica. Diventa segretario giovanile del Msi, lotta per le sue idee, organizza scioperi, attacca volantini, riempie i muri di “Viva il duce” e “A morte i comunisti”. Ogni giorno è una nuova lotta, una nuova scazzottata, un nuovo regolamento di conti. Accio non ha paura delle botte, gli fa più paura la vergogna.
Di donne nella sua vita non ce ne sono, a parte una prostituta che fa tutto da sola senza lasciargli il tempo di capire niente; a parte Johan, un'inglese in vacanza, incontrata per caso su un pullman, Johan che gli regalerà una breve, ma intensa, avventura indimenticabile; a parte, soprattutto, Francesca. Francesca è una ragazza bellissima, che Accio incontra durante l'estate nell'albergo in cui lavora da quando è piccino. Se ne innamora subito, ma lei puntualizza sempre che tra loro c'è una bellissima amicizia. E basta. Passano mesi, anni, a scriversi lettere, poi Accio inizia ad andarla a trovare a Milano tutti i fine settimana, facendo l'autostop, pian piano anche lei ammette che prova qualcosa di diverso, Accio è euforico per la notizia, ma la sua è solo una breve, brevissima, illusione, perché lei lo molla dicendogli che non può impegnarsi con lui a causa di un presunto problema sessuale.
Quando arriva il 68, a Latina non succede niente, perciò Accio, che non può restare a guardare gli eventi da fuori, va a Roma, dove all'inizio le facoltà sono occupate da tutti i giovani, sia da quelli di destra sia da quelli di sinistra. È in quel periodo di contestazione generale che Accio, sempre più confuso sulle sue idee, sempre più deluso dai dirigenti del Movimento sociale italiano che non sono altro che democristiani, manifesta insieme a Manrico contro la guerra nel Vietnam. Ovviamente la cosa non passa inosservata e Accio viene espulso dal partito.
In quel momento mette a fuoco che ad aiutare gli ultimi sono i comunisti, perciò inizia a far parte di gruppi di estrema sinistra, insieme a Manrico e alle sue sorelle, fin quando suo fratello inizia a comportarsi in modo strano e si trasferisce a Milano, per fare la rivoluzione. Qui a Milano Manrico e Francesca si incontrano e lei, probabilmente si intuisce, guarirà il presunto problema sessuale che le impediva di stare con Accio. Passano gli anni, Accio frequenta saltuariamente l'università, mentre di Manrico non ha più molte notizie. Dopo Piazza Fontana, dopo che i pugni e i bastoni hanno lasciato il posto alle pistole, Accio si allontana da quel tipo di politica. Manrico invece no, Manrico quelle pistole le maneggia, è diventato un terrorista. E proprio davanti agli occhi di Accio, un giorno a Milano, Manrico viene ucciso dalla polizia, forse dopo una soffiata di Francesca, che Accio aveva contattato.
Lo scriteriato Accio Benassi finalmente torna a casa, dopo essere passato a trovare il prete del seminario, con cui ritrova una certa pace interiore che forse non ha mai avuto.
Leggendo la biografia di Pennacchi è facile immaginare che Accio sia il suo alter ego, un personaggio strano e sopra le righe, arrabbiato e ribelle, che passa da un contesto all'altro (la chiesa, l'Msi, Servire il popolo) senza mai cambiare idea veramente. Ha sempre avuto il pallino degli ultimi, del popolo, e ha sempre agito in nome di un ideale di giustizia sociale e libertà che sembravano promettere tutte le fazioni politiche, questa almeno era la sua impressione. Lo sguardo giovane e ingenuo del protagonista mette in parallelo le realtà politiche di quegli anni e mostra come fascisti e comunisti fossero, in fin dei conti, animati dagli stessi principi e dalle stesse speranze, almeno a livello popolare. I dirigenti, come al solito, erano troppo attenti al tintinnare dei soldi nei loro conti piuttosto che al battito del cuore del popolo.
Accio non è un intellettuale politologo, Accio è uno che segue l'istinto e il cuore e il suo cuore l'ha portato a fare a botte frequentemente, ma gli ha anche fatto capire quando era il momento di fermarsi, ché finché si parla di pugni è una cosa, ma quando si prendono le pistole in mano è un'altra. E Accio pistole non ne ha mai impugnate.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Julia.
156 reviews
December 12, 2011
If you are interested in the political and social history of Italy (don't all raise your hands at once :D) and if you like reading books where you actually learn something from the context of the plot, My Brother Is An Only Child is a book for you! Italy in the 1970s is one of the most thriving periods of history of the country. After the Second World War and the very long reign of the Social Democrats at the head of the country, a new generation is born and wants some radical change because it doesn't feel represented in the actual ruling class. Split between the fascist (in the Italian sense of the word - as in nationalists) and the communists, and with still a very strong presence of the Catholic Church, this decade is full of restlessness, protests and general political upheaval (as anywhere in the world at the end of the 1960s, beginning of the 1970s).

This is the climate in which the story of My Brother Is An Only Child takes place where one brother is very handsome and popular Manrico, who after leaving the seminary goes to study law and becomes politically involved in the Communist movement, and where the other brother Accio (pejorative nickname given to him since he was a child and inspiration for the title of the book) is the black sheep of the family who gets involved with the Fascist Party after leaving the seminary himself. Later in the book, Accio falls in love with Manrico's girlfriend and the hostility between the two brothers, which has existed ever since they were kids, continues even more.

The story is told from the point of view of Accio who isn't loved nor even respected by any member of his family. Since he is a child he has to put up with the decisions others take for him (as the youngest boy in the family, his two older brothers come first) and with the weight of being different and always in the way (according to his family). It is truly heart-breaking to be in his head and to feel the anger he feels constantly. He is eager to be accepted but doesn't fit in wherever he goes to. The book is a coming of age story of this boy no one really likes and who is sent to the seminary to be a priest. We go through the various stages of adolescence with him and we realise how outdated some of the traditions are. The book gives also an amazing insight into the Italian culture and its traditions. While reading, I couldn't help thinking how Italian the book was, not only because it was written by an Italian author and because it took place in this very particular context for the country, but also because it really goes inside Italian customs and ways of thinking. The book takes place in a rural area where the economic and social factors are very important for a family of seven children.

I literally couldn't stop reading this book, Accio's voice is very clear and his personality just pops out of the pages and you feel as if you are following him around his village trying to raise people behind Fascist ideas. You really feel for Accio and wonder if he would have turned out exactly the same way had people in his family made more effort towards him. The portrait of the Italian Mamma (mother) is absolutely brilliant, I can tell you that Italians are way more afraid of their mothers and that a mother can make all their kids follow a straight line even during the worse years of adolescence. Just read this book to see how much!

What I love about reading translated fiction is how much we can learn from another culture. I am part-Italian and grew up on the Mediterranean so I really related to the cultural aspects of the book and I really loved how fascinating the book is in terms of political and social history of Italy in the 1970s. The book is well translated in English and you don't lose the spirit of the book in the translation. A film was made of this book and if you don't feel like reading the book, don't hesitate to watch the film!
Profile Image for Veronica.
57 reviews12 followers
March 21, 2014
Accio Benassi nasce a Latina, in una famiglia assai numerosa con un padre assente e una madre parziale e severa. I rapporti con i fratelli poi (tutti con un nome che richiama personaggi delle opere liriche) non sono dei migliori basati come sono su dispetti e litigate.
Trascorsa l'infanzia in un seminario, il giovane Accio vede la sua voglia di approfondire il latino mortificata dal divieto della madre che lo spedisce invece a studiare come geometra. Dopo una fuga di casa fallita dopo appena una notte, Accio trova conforto nella passione per la politica militando come fascista nel pieno periodo caldo dell'Italia della fine degli anni sessanta...

Mi sono buttata sul romanzo di Antonio Pennacchi subito dopo aver visto il film di Luchetti "Mio fratello è figlio unico". Se il film non faceva gridare al capolavoro, io l'avevo comunque molto apprezzato: si raccontava la storia interessante del rapporto di amore e odio tra due fratelli molto diversi tra loro. E si passava pure sopra ad alcuni passaggi un poco superficiali e un finale improbabile, anche grazie alla bravura di uno degli attori protagonisti, Elio Germano.
Avevo insomma delle aspettative rosee, aspettative che non avrei comunque dovuto avere, nella consapevolezza che romanzo e cinema sono due linguaggi profondamente diversi.
Ma credo comunque che preconcetti o meno, Il fasciocomunista sia fondamentalmente un libro bruttino. Non si salva la scrittura che oscilla tra il temino scolastico e l'imitazione di un simpatico (?) parlato. Non si salva il protagonista che solo in alcuni sprazzi di solitaria e sfigata adolescenza riesce ad attirare le simpatie del lettore. Per il resto non si capiscono bene le motivazioni di questo inquieto vagabondare tra le più varie correnti politiche...troppo leggermente lo si fa passare dalle file del fascismo al comunismo più estremo. è un cambiamento troppo frettoloso che non regge neanche, ad esser buoni, volendo ipotizzare il preciso intento di Pennacchi di presentarci il ritratto di un giovane particolarmente confuso.
Purtroppo non si salvano neanche i personaggi secondari che appaiono e scompaiono nel giro di poche pagine senza che l'autore riesca, a mio parere, a focalizzarli in maniera efficace.
Insomma, il romanzo si snoda per lo più elencando tutta una serie di azioni e pestaggi degli schieramenti rossi e neri, illuminandosi solo a tratti di ironia per poi ricadere immancabilmente nella solita...noia.
Profile Image for Francesco Izzo.
50 reviews1 follower
July 23, 2017
Antonio Pennacchi è un personaggio sicuramente simpatico: sanguigno, diretto, coraggioso, e molto coinvolto negli anni caldi della militanza politica in Italia (anni 70). E il protagonista del romanzo,che sicuramente, se non del tutto, prende spunto dai fatti realmente vissuti dallo scrittore, gli deve assomigliare molto.Interessanti, se volessimo seriamente analizzare la sua militanza di segno doppio, sono dei risvolti psicologici che lo fanno per lo meno apparire dalla personalità non molto forte (es: quando, nella seconda parte del romanzo, passa nel racconto dal "noi" di Manrico al "noi" suo , nonché il solito complesso di inferiorità verso l'intellighenzia ultrarossa che a volte emerge-anche se accompagnato da simpatici sfottò verso di essa.) Interessante è poi- e sarebbe da analizzare bene - il "quella" quando si tratta di nominare sua madre.
Al di là dell'analisi seria -che forse non è nemmeno il caso di fare- il raccontò è però spumeggiante, divertente e pienamente godibile, anche se dà spesso importanti spunti di riflessione e tocca a volte corde nascoste.
Come nel finale, ad esempio, in cui intravedo purtroppo la solita santificazione a posteriori del terrorismo rosso che invece, per fortuna, proprio la responsabile determinazione dello stesso PCI e CGIL di allora nel contrapporvisi e condannarlo consentì di sconfiggere.
18 reviews
August 15, 2017
Il periodo storico è davvero interessante e il libro lo racconta attraverso la storia del personaggio principale. Il racconto è però un po’ troppo prevedibile e ripetitivo.
Profile Image for frisco - فریسکو.
59 reviews12 followers
October 30, 2013
Di Accio, il protagonista, si conosce solo il soprannome dispregiativo e non appare mai il nome vero. E' un "ragazzo di vita" che litiga con tutti, anche con lo stesso Pasolini, sempre pronto a distruggere le fondamenta che fino a ieri erano sicurezze. Anche per questo, tra autostop fisici per l'Italia e ideali tra Msi e comunismo, sempre incazzato con tutto e tutti ma pronto a frullarsi il cuore per minimi gesti di bontà. Fonde la passione per lo sci-fi dei romanzi Urania e per le "isole dell'Oceania" dei gruppi politici pronti al '68, con particolare attenzione per l'iniziale fascismo sociale e anti-capitalista di Accio, fascismo ribellistico che poi perderà contro il fascismo da Confindustria di Michelini e Almirante. E' qualunquismo, quello di Accio, che passa dal corporativismo al maoismo? Forse vede tutte le ideologie solo come strumento individuale per sfogarsi e incazzarsi.
Innamorato delle città e dei viaggi: delle città che ti condizionano ritmi sangue e pensieri, e dei viaggi che ti costringono a capire da dove devi partire e dove sei costretto a tornare: "Poiché noi eravamo nati qua, mica a Marzabotto. Fossimo nati a Marzabotto sarebbe stata un'altra storia. Si fa presto a parlare: in ogni via del centro non puoi ancora fare un passo senza trovare un tombino di ghisa con il fascio e la scritta bella grossa: Littoria. Mica Latina."
Profile Image for Licia.
135 reviews13 followers
August 9, 2016
Allora, sono felice di non aver speso quasi 10 euro per un libro che ho messo da parte già al quinto capitolo. Questo libro mi era stato consigliato dal commesso della libreria, ma visto che faccio bene a non fidarmi degli altri, l'ho preso in biblioteca; avevo già visto il film e diciamo che mi era piaciuto: Elio Germano è straordinario come attore e grazie a lui sono entrata (quasi) in empatia con il suo personaggio. Ma dal libro questa empatia non è riuscita a catturarmi di nuovo. Sarà che, essendo cresciuta in una famiglia antifascista, ogni volta che sento parlare di MSI, Repubblica di Salò e Duce non riesco a calmare il mio mal di pancia, ma ritengo che il motivo principale per cui ho accantonato questo libro sia il modo in cui è scritto: non riuscivo a seguire il filo del discorso di Accio, non avevo feeling ne con lui ne con il resto dei protagonisti e quindi se succede questo vuol dire che non è il libro che fa per me.
Avevo già sentito delle recensioni contrastanti riguardo questo romanzo e anche il mio papà mi aveva messo in guardia... ho cercato di dargli una possibilità, ma non essendo riuscita a farmi piacere il protagonista, l'ho riportato in biblioteca e risparmiato dei soldi che investirò in futuro in altri libri che invece mi avranno convinto di più.
Per ora, caro libraio, il tuo consiglio si è dimostrato mediocre. Ritenta, magari sarai più fortunato.
Profile Image for Mimonni.
444 reviews27 followers
January 19, 2018
La politica vissuta nel periodo caldo degli anni ’60 da un ragazzo che cresce. La politica come aggregazione in una provincia che offre poco e come fuga da una famiglia con determinati valori prestabiliti da seguire. Vidi il film tempo fa ma l’unica cosa che collima nella mia memoria è la parte iniziale sul seminario (ironica ma spietata visione di un seminario visto dal suo interno) parte che ho apprezzato da entrambe le parti. Il resto del film l’ho scordato ma non doveva essere un granché.
Il personaggio Accio Benassi non si tira indietro se c’è da prendere un bastone e andare a picchiare qualcuno della parte avversaria, ma è anche un “bravo ragazzo” a cui piace studiare il latino e leggere e a cui la famiglia avrebbe dovuto dare maggior considerazione.
Alla fine il filo conduttore di tutte le esperienze sia comiche che tragiche, in cui Accio si imbatte mi pare sia quello della disillusione, soprattutto dal punto di vista politico, ma anche da quello famigliare e dell’amicizia.
La lettura mi è risultata a tratti un po’ faticosa a causa di una scrittura un po’ piatta e dal ritmo ripetitivo.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews145 followers
Read
May 2, 2011
Accio Benassi è lo specchio dell'Italia dagli '50 agli anni '70: sognatore, sbruffone, ribelle, randagio, impaurito, violento. Diviso tra clericalismo, rigurgiti fascisti e illusioni comuniste, la sua storia comprende quel ventennio di ideali, politica, amore libero, musica, viaggi in autostop e genitori repressi e repressivi che non accettano il cambiamento. Un ventennio che finì con le bombe in piazza e le siringhe nel braccio, la fine dei sogni di una gioventù che voleva cambiare il mondo. Accio è uno di questi ragazzi, un personaggio che cambia mille volte, come tanti in quel periodo, per poi tornare al punto di partenza, però con una consapevolezza completamente opposta della vita.



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Profile Image for Massimo Carcano.
521 reviews6 followers
September 29, 2018
La storia di Accio Benassi è senza dubbio una bella storia, interessante e con il '68 a fare da sfondo: le tensioni giovanili, la politica dei fascisti contro comunisti, l'Italia che cresce, Almirante e Valle Giulia. A ciò si aggiunge l'amore, quello delle prime sbandate e della ricerca spasmodica della "prima volta". Insomma gli ingredienti per costruire un bel romanzo ci sarebbero anche ma a mio avviso quello che in assoluto manca è il ritmo. Accio è un personaggio che ti entra nel cuore e questo ti porta comunque in fondo alle 334 pagine del libro però, tranne che in alcuni passaggi, ti sembra sempre che manchi qualcosa per dare un po' di pepe, per farti innamorare anche della vicenda. Alla fine credo che proprio la mancanza del ritmo avrebbe dovuto far sì che si sforbiciasse qualche pagina!
Profile Image for Natalia Pì.
233 reviews43 followers
January 1, 2011
Che bel libro, uno di quei libri in cui ti affezioni al personaggio al punto che un po' ti dispiace, quando giri l'ultima pagina.
Accio ci racconta anni determinanti per la storia recente d'Italia, senza annoiare, anzi, spesso dissacrando molto.
Mi ha colpito molto lo stile di scrittura, che riproduce il parlato e allo stesso tempo non scade nel volgare gratuito. Tramite le storie di Accio e della famiglia che ha intorno, nonché quelle dei suoi amici, Pennacchi ricostruisce per il lettore questo ritratto di come dovevano essere molte (ma non troppe) famiglie italiane di quell'epoca.
Io l'ho letto rapidamente e molto volentieri, anche per ragioni emotive che mi fanno prediligere libri in cui le persone avevano l'età che ho io ora in altri tempi.
Profile Image for Elisabetta Di Cicco.
18 reviews4 followers
June 3, 2018
—Comunque era così: loro avevano messo la bomba a Milano e venivano a prendere me che stavo a Bari. Mo' tu mi devi dire se potevo essere stato io. non che non ci avessi mai pensato: ci ho pensato un sacco di volte e l'ho detto pure a Serse e Lupo, parecchio tempo prima, che avevo una voglia matta di andare a mettere una bomba a Milano; ma sotto casa di Francesca mica dentro le banche. Comunque quelli il giorno dopo hanno buttato pure giù un anarchico dal quarto piano della questura - sempre su a Milano - ma hanno detto che gli è caduto, s'è suicidato lui, «perché la bomba l'hanno messa gli anarchici» dicevano. Si chiamava Pinelli. E così andava la vita in Italia nel 1968.
Profile Image for Stefania.
548 reviews9 followers
August 29, 2024
Accio, narratore e protagonista della storia, mi fa molta tenerezza. Un po' bistrattato a favore del più carismatico fratello Manrico, viene spesso emarginato perché imbranato e fastidioso attaccabrighe. Pennacchi ci ritrae una famiglia della provincia e un contesto sociale e politico in modo preciso, all'inizio ho fatto fatica a masticare bene il suo linguaggio leggermente confusionario ma in seguito l'interpretazione è stata più fluida man mano che i personaggi mi entravano nel cuore. Non pensavo di apprezzare questo libro perché le lotte politiche e la violenza degli anni di piombo non sono temi nelle mie corde, ma questo è anche un romanzo di formazione che mi ha davvero colpita.
Profile Image for Massimo Foglio.
Author 1 book12 followers
February 2, 2013
Bello, accattivante, malinconico, divertente, genuino. Questo libro le ha tutte. A partire dallo stile di scrittura decisamente coinvolgente, che ti fa subito entrare in confidenza con i personaggi, tanto che ti sembra di essere l�� con loro durante i racconti.
Un finale amaro, inaspettato, ma che cala il romanzo nella terribile realt�� degli anni di piombo.
Era da tempo che non leggevo un BEL libro come questo.
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
August 21, 2017
uno spaccato di vita (non solo) politica giovanile negli anni '60. da leggere assolutamente se si è interessati alla nascita dei movimenti politici degli anni 60/70 e pure se non si è interessati, perchè personaggi e vicende così potenti non si trovano così facilmente nella letteratura italiana recente. p.s. è il secondo romanzo (semi)autobiografico letto in tempi recenti (l'altro è "lettere a nessuno" di antonio moresco)in cui "servire il popolo" fa una figura a dir poco pessima...
Profile Image for Ilaria Quercia.
410 reviews113 followers
April 26, 2021
Che noia. Ho capito perché Luchetti ha fatto un film che si ispira solo a questo libro e che però poi è diverso... nemmeno lui ha finito di leggerlo.
Mi forzavo e mi sono detta di andare avanti perché si sarebbe fatto più avvincente, ma no... mi addormentavo ogni volta che ho ripreso a leggere... ma io non leggo per sfida o forzatura, ma per il mio personale piacere e quindi basta... ho dato abbastanza!"
Profile Image for Raffaele.
1 review1 follower
October 7, 2008
Also known as "Mio fratello è figlio unico" (My brother is an only child). A coming-of-age novel set in one of the most troublesome periods of recent Italian history that shaped "our" social and political conscience. A novel on delusions and on the need to cling to strong and ominous ideologies to give a meaning to an empty life...until we find our own path and maturity.
Profile Image for Maurizio Patrignanelli.
54 reviews
December 29, 2015
Una prosa che scorre come una chiacchierata con un amico e un protagonista che ispira simpatia fin dalle prime pagine fanno di questo romanzo una lettura spassosa! Gli avvenimenti che fanno da sfondo alle avventure di Accio completano il quadro dando al romanzo anche una valenza storica e sociale ma senza appesantirlo: uno di quei libri che vorresti non finisse mai.
Profile Image for Vito.
186 reviews12 followers
March 9, 2011
Libro meraviglioso, soprattutto per via di quel gran personaggio che è Accio Benassi, protagonista incredibilmente vivo -- in tutta la sua innocente cattiveria -- che fa saltare in aria ogni schema e anima tutte le pagine, che probabilmente più sembrano romanzesche e più sono storicamente accurate.
Profile Image for Alberto.
243 reviews10 followers
January 8, 2014
Accio Benassi è mitologico nella prima parte di gara, tra autostop folli, giornate di scuola bigiate e litigate con i fratelli ed i genitori. Poi quando la politica entra in gioco il refrain è sempre il solito, ripetitivo ed un po' troppo auto assolutorio.
Profile Image for Guy Cranswick.
Author 5 books6 followers
July 2, 2010
Entertaining and quickly paced. The history of Italian politics is a bit dense for a foreigner and the language a little too ordinary.
Profile Image for Alessandro Roses.
57 reviews3 followers
January 24, 2015
Gli anni di piombo raccontati da una diversa prospettiva. Prima volta che preferisco il film, "Mio fratello è figlio unico", al libro.
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