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La marchesa di O... / Michael Kohlhaas

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Michael Im 16. Jahrhundert wird der Rosshändler Michael Kohlhaas vom Junker von Tronka, dessen Verwalter und dem Schlossvogt um zwei seiner besten Rappen, sein Recht und anschließend um das Leben seiner Frau gebracht. Mordbrennend unternimmt er mit seinen Knechten einen unvergleichlichen Rachefeldzug gegen das Schloss des hochgeborenen Schurken ...Die Marquise von Die feine Dame Julietta hat seit dem Tod ihres Gatten keinen Kontakt zu Männern gehabt, doch dann eröffnen ihr erst ein Arzt und dann eine Hebamme, dass sie schwanger sei. Ihre Eltern stoßen sie daraufhin aus und wollen ihr auch ihre Kinder nehmen. Zu allem Unglück bedrängt sie auch noch ein russischer Graf ...

173 pages, Paperback

First published February 25, 2014

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About the author

Heinrich von Kleist

834 books375 followers
The dramatist, writer, lyricist, and publicist Heinrich von Kleist was born in Frankfurt an der Oder in 1777. Upon his father's early death in 1788 when he was ten, he was sent to the house of the preacher S. Cartel and attended the French Gymnasium. In 1792, Kleist entered the guard regiment in Potsdam and took part in the Rhein campaign against France in 1796. Kleist voluntarily resigned from army service in 1799 and until 1800 studied philosophy, physics, mathematics, and political science at Viadrina University in Frankfurt an der Oder. He went to Berlin early in the year 1800 and penned his drama "Die Familie Ghonorez". Kleist, who tended to irrationalism and was often tormented by a longing for death, then lit out restlessly through Germany, France, and Switzerland.

After several physical and nervous breakdowns, in which he even burned the manuscript of one of his dramas, Heinrich von Kleist reentered the Prussian army in 1804, working in Berlin and Königsberg. There he wrote "Amphitryon" and "Penthesilea."

After being discharged in 1807, Kleist was apprehended on suspicion of being a spy. After this he went to Dresden, where he edited the art journal "Phoebus" with Adam Müller and completed the comedy "The Broken Pitcher" ("Der zerbrochene Krug") and the folk play "Katchen von Heilbronn" ("Das Käthchen von Heilbronn").

Back in Berlin, the one time Rousseau devotee had become a bitter opponent of Napoleon. In 1811, he finished "Prinz Friedrich von Homburg." Finding himself again in financial and personal difficulties, Heinrich von Kleist, together with his lover, the terminally ill Henriette Vogel, committed suicide near the Wannsee in Berlin in 1811.

[From http://www.heinrich-von-kleist.com/]

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Gattalucy.
392 reviews173 followers
September 19, 2017
Ah...non ci sono più le buone creanze di una volta!

molto, molto divertente.
Quando avrete voglia di una mezz'ora di tranquillità, quando la maleducazione nei rapporti dell'oggi vi peseranno come macigni e vi prenderà il desiderio di una delicatezza d'animo e di sentimenti che non riuscite più a trovare, e quando avrete nostalgia di come una volta ci si sapeva far perdonare anche la più abominevole delle viltà, leggetevi queste quaranta paginette e sorridete, per la scelta fuori dal comune senso del pudore della marchesa di O.
Profile Image for Aurora.
249 reviews8 followers
August 8, 2020
Uno di quei libri classici poco conosciuti, questo libro riprende il concetto del superuomo, un uomo che può tutto, però forse svilisce questo concetto, lo mette in discussione? La lettura di questo libro è stata molto criptica, non si evince il parere dell' autore, lui non dà un giudizio su quello che sia accaduto. Eppure, mi pare che il personaggio principale sia proprio la donna, appunto la marchesa di O a predominare l' intero romanzo,e ancora lei a cui spetta l' ultima parola sulla situazione tragicomica venutasi a creare. È un libro sull'emancipazione femminile o no? Non saprei, analizzato su molti punti sembrerebbe di sì, ma se si considerano altri aspetti si potrebbe allo stesso tempo rispondere di no. È una lettura fuorviante, fredda e distaccata, non si racconta minimamente quel giorno, il giorno in cui l' ufficiale tedesco dopo aver salvato la marchesa di O da dei briganti, alla fine non resiste e vedendola svenuta abusa di lei. Si accenna vagamente al fatto accaduto, ma non viene mai narrato e spiegato, la lettura scorre focalizzando l'attenzione sulle conseguenze amare che questo comporta per la marchesa di O, inconsapevole di quanto accaduto, e che quando rimane incinta non capisce come. Lo stile di scrittura di Heinrich Von Kleist personalmente l' ho trovata piuttosto avvilente e snervante, per quanto la storia potesse essere di partenza curiosa e interessante, Von Kleist l' ha ridotta a qualcosa di insignificante, forse banalizzando quasi l' episodio di violenza  del sottoufficiale, proprio per questo non saprei dire se sia un libro sull'emancipazione femminile o meno....o se avesse quasi legittimato quanto accaduto? Questo libro resta uno di classici controversi in cui non si capisce mai cosa l' autore abbia voluto sottointendere. Che voglia dire più cose, o assolutamente niente? Eppure, poi vediamo il sottoufficiale disperato, supplichevole e innamorato che vuole sposare la marchesa di O, che vuole riparare al "torto" fattole? E alla fine, a chi spetta l' ultima parola se non alla marchesa, ma la marchesa alla fine si convince a sposare il suo stesso violentatore. Pone tanti punti interrogativi questa storia... però devo ammettere che essendo molto breve l' ho trovata tutto sommato piacevole e leggermente divertente da leggere, per quanto sia abbastanza controversa, assurda e strampalata come storia e ci sono tanti punti in cui la penna di Von Kleist fa storcere a più riprese il naso. Mentre gli altri racconti ho provato a leggerli ma li ho trovati piuttosto noiosi e ho rinunciato.
Profile Image for Tittirossa.
1,075 reviews363 followers
January 9, 2018
Due piccoli capolavori delle meschinità e delle assurdità ottocentesche. Figlioli fedifraghi, mogli leali fino alla morte, e perfide donzelle. K. non si è fatto mancare niente.
Profile Image for Patrizia Tavani.
29 reviews
January 20, 2025
Il secondo racconto, Michael Kohlhaas, Narra di un commerciante di cavalli che va in una fiera per vendere alcuni dei suoi cavalli pregiati; qui purtroppo inizia la sua Sventura perché si trova la strada bloccataa e avvengono una serie di peripezie. Il protagonista, che vuole giustizia, organizza un esercito e scatena una feroce protesta che poi gli costerà cara terminando la vita tragicamente. Questo racconto si basa su fatti storici.
Nel primo racconto, la marchesa di O... , Kleist racconta di una guerra, dove la marchesa e sua madre provano a fuggire, ma vengono inseguite dai soldati. Questo racconto segue con la marchesa, vedova con due bambini, che annuncia su un giornale di essere incinta e di cercare il padre del bambino. Kleist però non descrive esplicitamente il concepimento ( o stupro), per cui bisogna capirlo tra le righe del racconto. C'è un lieto fine? Io direi di no, nonostante il matrimonio con l'ufficiale e la marchesa di O... .
Il ritmo dei racconti è molto veloce e dinamico, anche tra i dialoghi dei protagonisti sembrano non esserci pause, dovuto anche a un mancato uso delle virgolette. Entrambi i racconti mi hanno destabilizzata e incollata alle pagine allo stesso tempo.
Profile Image for Bere Tarará.
545 reviews37 followers
March 29, 2018
Interesante relato de costumbres y pasiones arrebatadas, ejemplo del romanticismo alemán
Profile Image for Jorge Camacho.
Author 6 books13 followers
March 27, 2019
En la edición que leí yo, recomiendo leer las dos novelas cortas antes que el prólogo, a menos que no le importe a uno que el prologuista le destripe las dos tramas sin previo aviso.
Me ha gustado más el segundo relato, basado en la vida de una persona que existió en la realidad: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Hans_...
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews346 followers
March 15, 2015
L’avevo già letto, in precedenza, ma, debbo confessare, l’ho maggiormente apprezzato in questa seconda lettura. Gli scrittori romantici non sono mai stati tra i miei preferiti, tuttavia questo racconto presenta diverse notevoli particolarità. In primo luogo il ritmo, che è incalzante e veloce, tanto che, quando si arriva alla fine, si ha l’impressione di aver fatto una lunga corsa e di avere il fiato corto. I fatti, le considerazioni e gli stessi dialoghi vengono presentati al lettore con una rapidità che poco spazio lascia alla riflessione. E’ solo dopo averlo letto tutto che si riesce a soffermarsi sulle non poche incongruenze e sulla straordinaria modernità di certe scelte.

Ed è proprio la modernità, che, per certi versi, ci offre il comportamento della marchesa di O…, il secondo aspetto che colpisce, ovviamente in relazione all’epoca in cui è stato scritto, ovvero il 1808. Questa donna sfida il perbenismo ed il conformismo allora imperanti, mettendo un annuncio su un giornale in cui si dichiara disposta a sposare il padre del bambino che sta aspettando, chiunque egli sia, anche se non sa proprio come abbia potuto restare incinta, perché lei potrebbe giurare di non aver avuto rapporti sessuali con chicchessia. Non solo. Quando il padre la allontana dalla sua casa, proprio a seguito del “disonore” che ella vi ha portato, la marchesa trova il coraggio di alzare la testa e rivendicare il proprio diritto a condurre con sé i figli nati dalle nozze con l’ormai da anni defunto marito. Niente male, come coraggio, per una donna di inizio ‘800, non vi pare?

Vi è poi un passaggio, quello della riconciliazione col padre, che è davvero insolito. Ed ha infatti non poco scandalizzato i contemporanei di Kleist. La riporto in forma integrale, poiché è breve: “ …la figlia che giaceva quieta, la nuca piegata all’indietro, gli occhi immobili e chiusi, tra le braccia del padre; e quello intanto, seduto nella poltrona, gli occhi gonfi e luccicanti di lacrime, premeva sulla sua bocca lunghi, ardenti, avidi baci: proprio come un amante. La figlia non parlava; lui non parlava; sedeva con il viso chino su di lei, come sulla fanciulla del suo primo amore e le accostava la bocca e la baciava. […] con dita e labbra, con indicibile piacere, sfiorava tutto proteso la bocca della figlia.”

Sembra quasi la scena di un incesto. Ed è infatti, in questo modo, ribadisco, estremamente moderno, che Kleist fa irrompere in scena quello che, sin dall’inizio, è stato il “grande innominato”, ovvero la non mai abbastanza repressa sessualità femminile, grande spauracchio dell’ottocento. Quel che abbiamo visto accadere ora è, in realtà, quel che è accaduto assai prima, con l’ufficiale russo e che la marchesa ha inconsciamente rimosso. Dunque, prima di Freud, si ha una perfetta descrizione di alcuni meccanismi difensivi della mente, che solo più tardi verranno ampiamente descritti. Di nuovo niente male per i tempi.

Naturalmente, non tutto il tenore del racconto è tanto lucido e vicino a noi contemporanei. Alcune parti rispecchiano in pieno il pomposo e decadente stile dell’epoca. Ma, nel complesso, ha, sicuramente, il pregio di una certa originalità.
Profile Image for Alisea.
499 reviews13 followers
July 25, 2013
Il racconto inizia con la marchesa di O..., vedova e madre di due bambini, che, di nuovo incinta, mette un annuncio su un giornale per invitare il padre del nascituro a rivelare la sua identità. Il curioso gesto della protagonista introduce un flashback, attraverso il quale vengono narrati gli eventi che hanno portato la donna a trovarsi in questa situazione.
Qualche mese prima, la marchesa, da poco rimasta vedova, risiede nella fortezza del padre, il colonnello, signore di G...
La città è teatro di una battaglia: von Kleist non specifica di che guerra si tratti, ma allude semplicemente a uno scontro tra due diverse alleanze che riuniscono più nazioni. Il bastione è assediato da una divisione di soldati russi, che, nonostante la strenua difesa capitanata dal colonnello, alla fine riesce a irrompere all'interno. La marchesa tenta di fuggire, ma viene intercettate da un manipolo di soldati nemici che sembrano decisi a violentarla.
Proprio mentre la situazione volge al peggio, compare il conte di F..., ufficiale in comando dei russi. Questi salva la protagonista dallo stupro, rimproverando e picchiando i suoi soldati...

Novella che affronta il contrasto tra la morale borghese e la forza istintiva delle emozioni, tema che ho scoperto non del tutto inedito dato che questo racconto è stato ispirato da racconti analoghi di altri autori (per esempio Cervantes).
La parte che ho apprezzato di più è la forza e il senso di riscatto della marchesa, la quale, traendo forza dall'ingiustizia subita, prende coscienza di sé, si accetta e ricomincia a vivere a testa alta.
Il racconto è avvincente, passionale e drammatico, il tema, per l'epoca scabroso, fa dimenticare che è stato scritto nel 1808.
Profile Image for Carmen8094.
414 reviews17 followers
August 21, 2014
Di questo libro mi è piaciuta una sola cosa: la copertina.
Il primo racconto, "Michele Kohlhaas", che occupa 132 pagine sul totale di 206 dell'edizione Fabbri, è la storia di un mercante di cavalli che, pur di avere giustizia per i torti subiti da parte di un signorotto, diventa ciò che oggi chiameremmo un "terrorista", e si ritrova imputato dello stesso tribunale che alfine gli rende l'agognata giustizia.
Non ho amato il personaggio di Kohlhaas, ma apprezzo il suo andare avanti "per principio", e il suo non arrendersi di fronte alla potenza dei più ricchi e nobili, anche se non condivido il suo modo di agire, verso persone a lui sconosciute e verso i suoi figli.
Il racconto è costruito bene; a tratti si fa molto interessante, ma non gli mancano momenti noiosi che fanno sperare che termini in fretta.
Ho trovato davvero molto noioso, invece, "La marchesa di O***", storia di una donna che si ritrova incinta e tramite un annuncio su un quotidiano, chiede al padre di suo figlio di farsi vivo affinchè possa sposarlo e dare un nome al bambino.
Ora, è pur vero che il racconto è stato scritto nel 1808, ma non mi va giù il fatto che uno stupro sia perdonato così facilmente, e venga anzi premiato con l'amore della donna oltraggiata.
Il terzo ed ultimo racconto, "Terremoto in Cile", è a mio parere il più bello.
Il terremoto, i suoi effetti su cose e persone, sono descritti magistralmente; più che lettore, sembra di essere spettatore.
Certo, c'è il finale, alquanto triste; la scena della folla inferocita e assassina è terribile, e la fine del povero bambino colpisce al cuore come una pugnalata.

http://iltesorodicarta.blogspot.it/20...
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Sabrina Petrillo.
2 reviews8 followers
April 30, 2013
ROCKING (AROUND) THE EMPIRE

If writing is 're-citare', Kleist's "Michael Kohlhaas" may be cited as an instance of a 'récit' which quotes Luther, Rousseau as well as Kant and is quoted by a large group of authors.
Kafka,Doctorow and Coetzee's "rewritings" have politically corrected an Urtext which is still relevant in present-day society where Michael Kohlhaas's rebellion against authority has become paradigmatic of "narrativehood"(Herman 2002).
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