Un'opera in 4 volumi divisa tra storia moderna e storia contemporeanea, concepita pensando a un lettore non specialista, ma anche agli interessi e alle domande di un appassionato. Pur mantenendo la divisione tradizionale tra storia moderna e contemporanea, segnata dalla cesura del 1815, questo Manuale si presenta profondamente innovativo sotto diversi aspetti. Non è una storia esclusivamente italiana o europea, è una storia narrata, caratterizzata da uno sforzo squisitamente letterario.
è nel complesso un buon manuale di storia. fa appassionare, è scorrevole, ha una buona rappresentazione dei fatti, anche abbastanza accurata. Ha un taglio coerente con la materia d'insegnamento dello scrittore, uno storico delle dottrine politiche, per cui alcuni elementi che si ritrovano ripetuti come mantra in libri di storia generici (come la semplice denominazione dell'operazione tedesca in Russia nella seconda guerra mondiale, conosciuta come operazione barbarossa, non viene così chiamata) non si ritrovano qui invece, pur essendo esaustivo. sono piccoli elementi che di certo non pregiudicano la validità del libro ma possono, per quanto semplici, disorientare in uno studio serrato come può essere un primo approccio a questa fase della storia per la preparazione di un esame all'università.
Stupendo. Un libro esaustivo, che si legge come se fosse un grande romanzo e che non tralascia nessun evento, o luogo, importante del secolo scorso.
Davvero, complimenti a Paolo Viola, per riuscire a presentare le vicende, le dinamiche, le ideologie di un secolo complesso come il XX.
Ogni tanto, rileggersi la storia del 1900 (ma anche quella precedente) è corroborante (almeno per me). Risveglia il senso di giustizia e di attenzione per il prossimo, di umanità e ragionevolezza, che gli estremisti di ogni colore politico e fede hanno calpestato spietatamente.
Mai più: queste sono due parole, che l'umanità ha ripetuto spesso negli ultimi decenni. Eppure eccoci di nuovo qui, circondati da uno Zeitgeist, da un'atmosfera, molto simile a quella nefasta che, come umanità, sperimentammo soprattutto tra gli anni '20 e '40.
Ecco, io mi auguro che quell'esperienza abbia prodotto “anticorpi” che possano proteggerci ancora oggi e non farci regredire, ma andare avanti.