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Non abitiamo più qui

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Hank e Jack sono amici dai tempi della scuola e tutti i pomeriggi si trovano a correre insieme dopo il lavoro. Hank non ha mai creduto nella monogamia e vive a modo suo il matrimonio con Edith; Jack ha sposato Terry, la ragazza più carina che avesse mai visto, ma ora crede di non amarla più. Anche per Edith e Terry il matrimonio non si è rivelato all'altezza delle aspettative. Per tutti il tradimento sembra la via di fuga più facile, ma quella che inizia come un'eccitante evasione trascina con sé un intricato groviglio di dubbi, ripicche e gelosia. Con la precisione di un chirurgo, Dubus affronta la complessità del matrimonio scegliendo di ripercorrere, in diversi momenti, la vita di due giovani coppie indissolubilmente legate. Tre racconti, quattro punti di vista a comporre un'unica storia di amori imperfetti.

274 pages, Paperback

First published January 1, 1984

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1899 people want to read

About the author

Andre Dubus

93 books268 followers
Award-winning author Andre Dubus II (1936–1999) has been hailed as one of the best American short story writers of the twentieth century. Dubus’s collections of short fiction include Separate Flights (1975), Adultery & Other Choices (1977), and Dancing After Hours (1996), which was a National Book Critics Circle Award finalist. Another collection, Finding a Girl in America, features the story “Killings,” which was adapted into the critically acclaimed film In the Bedroom (2001), starring Sissy Spacek, Tom Wilkinson, and Marisa Tomei. His son Andre Dubus III is also a writer.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
December 3, 2020
ANCHE DENTRO AL BUIO CI SONO ANGOLI DI SALVEZZA


Il film di John Curran del 2004

Alcuni dicono che va così a fondo nei suoi racconti che non potrebbe scrivere un romanzo, affonda così tanto in verticale che non potrebbe svilupparsi in orizzontale.
Fotografia, prima che film: un fotogramma è più che sufficiente a Dubus (padre) per indagare, scavare, approfondire. Nella materia della vita, e della grande letteratura. Composta attraverso i frammenti dei suoi eterni racconti.


”We Don’t Live Here Anymore” in italiano diventa “I giochi dei grandi”

Questa raccolta è formata da tre racconti lunghi (60-100 pagine) pubblicati in America tra il 1975 e il 1980, ambientati durante gli anni Sessanta in una cittadina del Massachusetts con annesso college. Protagoniste sono sempre le stesse due coppie di sposi: Jack e Terry, Hank ed Edith.
Hank e Jack sono amici, entrambi scrittori. Hanno più o meno trent’anni. Tradiscono la propria moglie con la moglie dell’altro o con le loro studentesse.
Le mogli cominciano a loro volta a trovarsi degli amanti.
Si sono sposati giovani per via di un figlio in arrivo, e ora sono alle prese con l’approssimarsi della mezz’età. Le coppie rimangono insieme, la loro vita procede su accettabili binari (borghesi), ma è minata nelle fondamenta dalla sfiducia e dalla delusione.
La ferocia della vita di coppia. Il sogno americano non abita più qui.



Ancora una volta ho creduto di sapere e conoscere.
Ma Dubus mi ha dimostrato che mi limitavo a intuire.
Ancora una volta mi sono affacciato e ho disteso la vista che appariva sgombra e infinita.
E Dubus ha dissipato la nebbia e la caligine di cui non mi ero accorto, donandomi la trasparenza.

D’altra parte, davanti al buio pece mi sentivo perso, e lui mi ha preso per mano, accompagnato negli angoli di salvezza, acceso la notte per me.
E di fronte alle ripetute immagini riflesse negli specchi mi ha indicato quelle giuste e in cui credere.
Ancora una volta Andre Dubus mi ha preso in contropiede.



Gli parla con la mente, raccontandogli quello che gli dirà quando sarà sveglio, quello che ha aspettato tutto il giorno di dirgli senza riuscire a farlo, perché una volta che l’avrà detto sa che sarà vero.

description
Jack (Mark Ruffalo) e Terry (Laura Dern), Hank (Peter Krause) ed Edith (Naomi Watts)
Profile Image for Andrew Smith.
1,252 reviews993 followers
December 7, 2024
Some books give you so much more than just a story - for me, this was such a book. In the version I read, there were four novellas. Three of them were essentially elements of the same story but were cut into sections that overlapped and highlighted the plight of one or more of the central players. The fourth (but sequenced first) was a stand-alone piece, albeit there were some common geographical references. At the centre of each novella was a relationship or a number of inter-linked relationships; each relationship was fractured, and the various breakdowns, make-ups, and recriminations were documented in forensic detail.

I found the writing to be truly superb and found myself taking care to read very slowly, even re-reading sections to ensure I hadn't missed anything. At no stage did it feel that this was anything less than truly reflective of real life. Perhaps most don't think as deeply as the characters in this piece, but the feelings, conversations, actions, and reactions all had the ring of truth. It's a book that made me think deeply, and I really believe I discovered things about myself as I followed the trials and tribulations of the various combatants. A laugh a minute it ain't, so pick you time to read this - but read this you must. A true masterpiece!
Profile Image for  amapola.
282 reviews32 followers
March 17, 2020
Amori imperfetti

Tre racconti che hanno gli stessi protagonisti (due coppie di amici) sorpresi in diversi momenti delle loro vite. Dubus si addentra nei meandri del rapporto di coppia e ne porta alla luce insicurezze, paure, contraddizioni, tradimenti, incomprensioni, meschinità e ipocrisie. Il suo è uno sguardo lucido e amaro, ma anche capace di abbracciare, di perdonare.
Amo la sincerità radicale e la pietas di Dubus, un autore ancora poco conosciuto, che meriterebbe miglior fortuna.

"In un matrimonio esistono diversi tipi di bugie la cui malignità uccide pian piano ogni cosa: quel giorno stavo sperimentando l’intera gamma, che andava dalla bugia bell’e buona all’adulterio, fino all’accurata selezione d’informazioni che avviene quando tra due persone iniziano ad esserci argomenti di cui non si può parlare. E’ dura dire quale delle due cose uccida prima, ma direi questa selezione degli argomenti di conversazione, perché è una resa: eviti di toccare le ferite e di conseguenza eviti di toccare le profondità del cuore".
Profile Image for Marica.
413 reviews211 followers
March 19, 2018
Poligoni
Dubus costruisce un bel romanzo, o meglio tre racconti, su 2 matrimoni e le loro complicazioni.
L'autore è molto serio e partecipe e dà alla storia una dimensione esistenziale che un po' stupisce, verrebbe quasi da attribuirgli una sensibilità femminile. Ma si offenderebbe? Ha militato nei Marines per 6 anni.
I suoi personaggi sono giovani anni '60 che si sono sposati molto presto, causa bimbo in arrivo e poi, gli uomini a lavorare come insegnanti in un college, le donne a fare le mamme. Dopo 10 anni di casalinghitudine, le donne cominciano a perdere appeel agli occhi dei mariti e i matrimoni scricchiolano. Ciascuno vive la cosa a suo modo e qui il romanzo decolla, perchè offre una intelligente panoramica di tipi umani e provincia americana che riesce a essere molto bella, anche se un po'datata: non conosco nessuna coppia analoga fra i miei coetanei. E' bravissimo a riportare i pensieri dei personaggi maschili, in particolare Hank, nel suo cercare un equilibrio sentimentale soddisfacente per sé ma anche per gli altri.
Dubus è davvero molto raffinato nell'offrire la doppia prospettiva su questi personaggi, quello che pensano e come gli altri li vedono, dato che naturalmente interpretiamo gli altri sulla base del nostro modo di essere. Hank visto dall'esterno sembra un cinico manipolatore, quando, visto da un altro punto di vista, è saggio ed equilibrato.
E' anche bravo a raccontare il personaggio di una ragazza, Lori, ben delineata e credibile nella sua delicatezza.
In breve, lettura pregevole da tutti i punti di vista.
Profile Image for Roberto.
627 reviews1 follower
August 9, 2017
Questi tre racconti lunghi di Andre Dubus, da molti considerato uno dei migliori scrittori americani di racconti del secolo scorso, parlano di due coppie sposate di ragazzi trentenni, Hank ed Edith, Jack e Terry. Che si tradiscono a vicenda, con i rispettivi compagni, in un intreccio imperfetto.

Il matrimonio è visto come una condizione annientatrice mortificante, una sorta di detenzione dalla quale si fatica a fuggire perché ci si sente costretti a pagare scelte poco ragionate fatte troppo in fretta in passato.

" Ci sono due tipi di persone, quelle infelici che hanno tutta l’aria di esserlo e quelle infelici che non lo danno a vedere.”

L’adulterio sembra sia una fuga verso una libertà che si è persa sposandosi e che si vuole riottenere a ogni costo. Purtroppo però ci sono i figli, che bloccano. E così all’interno della coppia si finge che tutto vada bene, si finge con se stessi e si finge con i figli. Non pensando che questa finzione è un semplice rinvio del problema, che prima o poi esplode.

"So che non mi ami. Forse un giorno mi amerai di nuovo. Anzi sono sicura che lo farai. Vedrai, Jack, lo farai".

"in un matrimonio esistono diversi tipi di bugie la cui malignità uccide pian piano ogni cosa: quel giorno stavo sperimentando l’intera gamma, che andava dalla bugia bell’e buona all’adulterio, fino all’accurata selezione d’informazioni che avviene quando tra due persone iniziano ad esserci argomenti di cui non si può parlare. E’ dura dire quale delle due cose uccida prima, ma direi che questa selezione degli argomenti di conversazione, perché è una resa: eviti di toccare le ferite e di conseguenza eviti di toccare le profondità del cuore"

L’analisi è lucida e terribile, sembrerebbe una strada senza via d’uscita; ma incredibilmente Dubus alla fine lascia intravedere la possibilità o la necessità di ricucire il rapporto compromesso. C'è sempre la possibilità di ricominciare un'altra volta e di crederci ancora.

Dubus è un osservatore severo e terribile delle cose quotidiane, banali e verissime, necessarie quanto inevitabili. Di rapporti coniugali fallimentari, d’illusioni, di tradimenti, di gelosie e di rimorsi più o meno convinti.

Tanti i confronti che si possono fare con Yates, Carver e anche parzialmente con Philip Roth. Ma nei racconti, forse Dubus riesce ad essere migliore di tutti gli altri, con una impressionante profondità di analisi e caratterizzazione dei personaggi.
Profile Image for Three.
304 reviews74 followers
Currently reading
September 25, 2017
non l'ho ancora terminato.
Si sa che sono lenta di mio, poi alterno questa lettura ad altre, poi ogni tanto mi prende il ghiribizzo di scrivere io, poi purtroppo mi tocca di lavorare, insomma finora sono arrivata solo a pagina 76.
A pag. 76 c'è questo paragrafo:
"Da qualche anno sono diventato spiritualmente allergico alle parole marito e moglie. Quando leggo o sento la parola marito, io mi immagino un uomo di una serenità sinistra sulla sua station wagon, che porta in giro la famiglia rumorosa una domenica pomeriggio. Termineranno la giornata con un gelato, sedili della macchina appiccicosi, stanchezza e arrabbiature. Nella sua gioventù l'uomo ha avuto il dono della pazzia: furore, passione e generosità. Ora prende una spugna umida dalla cucina e la passa sui copri sedili della macchina impiastricciati di gelato. Desidera ardentemente la compagnia di uomini rumorosi e scurrili, gli piacerebbe bersi un bourbon e fare a pugni in un bar, rimorchiare una bella ragazza giovane e passarci la notte. Quando qualcuno dice la parola moglie vedo il viso sicuro, possessivo e divertito di una donna in cucina, fra tendine luminose, muri, l'odore di olio riscaldato e lei che porge a suo marito un bacio non appena lui torna a casa sobrio, con la pancetta, diretto verso qualche nebuloso obiettivo che è cominciato come amore, si è trasformato in benessere economico durante il matrimonio e ora si sta convertendo in una dignitosa sopravvivenza. Lei indossa un vestito nuovo. Appese al suo cuore scaltro le palle di lui pendono a mo' di trofeo vinto in battaglia ad un giovane eroe ormai morto da tempo."
Questo paragrafo, a mio parere, può suscitare le seguenti considerazioni:
1: è stupido pensare che uno possa conservare per tutta la vita lo spirito della gioventù;
2: è stupidissimo fare casino, ubriacarsi, fare a pugni e esserne anche felici;
3: è ingeneroso attribuire alla moglie la responsabilità dei cambiamenti che si verificano nel corso della vita di un uomo, dando per scontata l'equazione: cambiamento = perdita;
4: ci vuole un maschilismo mica male per pensare che una donna sia felice di vivere fra tendine e olio bollente, aspettando il ritorno a casa di un marito con la pancetta;
5: ci vuole un maschilismo disgustoso per pensare che mettere su la pancetta e puntare al benessere economico siano il risultato di una scaltra operazione di una moglie, che en passant si prende le palle del marito come un trofeo.
Ma a me la considerazione che è venuta è: ma che razza di scrittore è uno che in tre parole (furore, passione e generosità) dipinge la gioventù, e che in un paragrafo di quattordici righe dice (meglio) tutto quello con cui Yates ci ha rintronati in un libro di quattrocento pagine?
Profile Image for Dimitri.
176 reviews72 followers
November 2, 2024
Non abitiamo più qui ****
Adulterio ***
Cercarsi una ragazza in America ***

Scrittore amato dagli scrittori, Andre Dubus ama i suoi personaggi mentre ne descrive, all'interno della vita di coppia, le fragilità, le crisi, i fallimenti e la loro capacità di perdonare.
Tre racconti con gli stessi protagonisti (Jack e Terry, Hank ed Edith), narrati da diversi punti di vista.

Eppure, di tanto in tanto, le vedevi: queste vecchie coppie di venti, venticinque, trent’anni di convivenza che sedevano nei ristoranti e si guardavano con affetto e, soprattutto, parlavano. Erano sempre una meraviglia da vedere, e quando le vedevo cercavo di sentire cosa dicessero. Di solito si trattava di piacevoli chiacchierate: marinai attempati che si parlavano a gesti e in linguaggio che conoscevano da sempre. Se guardavo alla maggior parte delle coppie con sprezzo e disperazione, queste altre le guardavo confuso, come se mi fossi imbattuto in una tigre felice dentro a uno zoo. E le guardavo con invidia.
Profile Image for Grazia.
507 reviews219 followers
September 17, 2017

"L'amore è una direzione non uno stato d'animo"

Non è un romanzo, è una raccolta di racconti lunghi, tre per la precisione, che parlano degli stessi personaggi.
Sicuramente non era intenzione dell'autore che venissero presentati a mo' di romanzo, ma trovo geniale l'idea dell'editore che li ha messi insieme.

La sensazione che si ha è prospettica: i diversi sguardi dei protagonisti, in momenti temporali ravvicinati, dei fatti che accadono nel periodo.
I protagonisti son quattro, direi, ragazzi, dato che han 30 anni, ma per quello che pensano e per come vivono, sembrano molto piu' grandi (forse l'abuso di alcolici, di fumo, di... Boh, al lettore l'ardua sentenza).

E si parla di tradimenti, di tradimenti sul piano fisico sicuramente, ma anche e soprattutto di intenti.
I matrimoni son matrimoni riparatori, le basi delle unioni non sono chiare nelle premesse ne condisive, quindi ciascuno si aspetta dall'altro quello che l'altro non è (esempio: c'e' chi si aspetta una moglie pulita e ordinata ma trova una donna che "legge molto, pensa molto"... e, aggiungo io, beve molto!).

E le "alleanze" vanno anche ricondivise, in quanto durante il tempo, le persone cambiano continuamente.

Dubus è un narratore straordinario.

Stile limpido, efficace, i dialoghi risuonano a lungo nella testa del lettore.
Per certi versi ricorda molto Revolutionary Road di Yates, ma per altri se ne distanzia, per lo sguardo molto più clemente nei confronti dei personaggi di cui racconta la storia.
Qui si intravedono spiragli di luce, anche se la notte è profonda, notte metaforica dell'animo umano.

Dubus, non ti conoscevo, al nostro primo incontro sicuramente ne seguiranno altri.
Profile Image for Melanie.
175 reviews138 followers
March 29, 2014

I picked this up at the sorely missed and aptly named Last Hurrah Bookstore.

The four novellas are brim full of married people blowing up like powder kegs and falling in love with the debris / the nearest falling objects, the victims, anything but themselves. They are thirty-ish, their hearts are cooling off, their love interests are more or less seasonal, they mourn the loss of the vigour of youth and they are hell bent on forgiving and repeating foolish acts.

As a whole all that rather bores me.

The first novella 'Pretty Girl' is fantastic but maybe I like it because it ends decisively and reminded me just a touch of Larry Brown. Here, Dubus's prose is smart, energetic and economical. This is the Dubus I want to read.


3.5 stars.
Profile Image for Jeanette.
4,100 reviews841 followers
September 30, 2018
Ugh! He can write. I just find what he writes about hard to stomach. And he also intrudes his own writing process into the whole onus on top of it. Not that any of this misery is untrue or unreal. But writers writing about writers' writing always loses an entire star for me.

The novella of the title was too off-putting to want to continue the last few stories at the slower pace they deserved for the word skill Dubus holds- but I sped read them and am sorry I did. All are cored the same. Miserable unhappily married people who find monogamy and loyalty and much else of parental pleasures not only impossible, but nearly undefinable other than to escape them somehow-the "other way". They try to define their "problems" by making more problems and hurting each other repeatedly. Friends are not friends by any definition I've observed for 70 years. Who has friends like this? Beyond pretentious friendship which isn't.

This reminds me in skill and in subject matter very much a twin to John Updike's "eyes" and also his latter novels' choices for the male's narrator "voice". If you like Updike's males in general, you will find ones exactly like them here in Dubus' world of stories. Oftentimes for the same time periods in the last century, as well.

His women are whiny, manipulative, and in examples across the boards here in this particular literary work - lazy as sin. Inept too and undermining mildness demonstrated as an answer to resentment.

Prose skills set for suffering and amoral misery- they excel. Men who are in prime, core and soul desires directed almost full time by their visuals. If you like to read about family misery, adultery, desertion of any spiritual or intellectual connections conducted as easily as joining a fantasy football play team- especially if that also contains 2 sex scenes a day per person- you'll like this choice.

His writing skill is excellent in general and superb for expressing dissatisfaction in particular.
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,030 reviews205 followers
September 21, 2015
Scrittura meravigliosa. Peccato per i personaggi che sembrano in sostanza cercare solo una scusa per bere. Due giovani coppie sposate per i motivi sbagliati. Depressione, rimorso, illusione e tradimenti, un sacco di tradimenti. E alcool, naturalmente. Sembra una sequela di sciocchezze, e tale in fondo sarebbe, se non ci fosse la maestria di Dubus. Storie da vivere con rabbia e dolore.
Profile Image for Rosalba.
249 reviews32 followers
November 16, 2012
“Sai? Sto lavorando sulla filosofia del riso. Si basa sul credere che se stai precipitando nella merda, l’unica risposta è la leggerezza.”

Tre racconti in cui si affronta la crisi della vita di coppia, la fine dell’amore. Due coppie di amici che si aggrappano l’uno all’altro, si mescolano, si tradiscono, litigano e piangono e cercano una nuova strada. Una strada che può separare definitivamente, come è stato per Hank e Edith, o proseguire, come per Terry e Jack, conservando la sicurezza del matrimonio, accettando la noia e la mancanza d’amore: Entrando nel buio del soggiorno, avvertii la sua presenza in casa come la lunga e affilata lama di un coltello. M’infilai silenziosamente nel letto, di fianco a lei, stando sul bordo in modo che non ci sfiorassimo.
Dubus sa come scavare e far affiorare emozioni, pensieri, sensazioni e lo fa senza sbavature, senza parole superflue.


http://youtu.be/kLf75k7mtnc

Profile Image for Dolceluna ♡.
1,265 reviews163 followers
August 6, 2017
Una scrittura notevole per un libro non facile, ma di straordinario potere narrativo. Oserei definirlo elegantemente complesso, per quanto possa non rendere l'idea. Mi ha ricordato molto il bel "Revolutionary Road" di Richard Yates, forse in chiave meno minimalista e più contorta, e con un'ambientazione dei giorni nostri. Hank ed Edith, Jack e Terry. Sono due coppie sposate di amici, dei quali, in tre racconti, Dubus ci svela le incomprensioni, i rapporti tesi, le bugie, le ripicche, i tradimenti: in quattro parole, il matrimonio che si sgretola. Un complesso panorama di relazioni sfumate, aggrovigliate, perdute, sprecate, e un amore che non è proprio quello che si immaginava. Triste, e fin troppo vero. Il primo racconto incolla alle pagine come una calamita, gli altri due risultano un po' più pesanti, ma nel complesso questa di Dubus resta un'opera prima imponente e coraggiosa, che lascia il segno.
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews470 followers
June 11, 2016
«La famosa pace armata del matrimonio.»

Scrivere un commento a questo libro nasconde, neanche troppo bene, un trabocchetto nel quale io non voglio cadere: quello di parlare di sé.
È ovvio, è naturale, è scontato, riconoscere qualcosa di sé in Terry o in Edith, in Jack o in Hank, ma persino trovare se stesso in tutti e quattro, in ciascuna di queste due coppie, Terry e Jack, Edith e Hank, che nemmeno trentenni incontriamo nel primo racconto, Non abitiamo più qui, e che Dubus ci mostra già nel pieno della loro disgregazione.

Non sarà un commento organico, lo so in partenza, perché mentre leggevo, già a partire dall'introduzione, mi sono trovata a fare riflessioni spesso in antitesi tra loro e delle più disparate, per cui il mio è solo un tentativo di riepilogo di queste riflessioni, diciamo quasi un blocco di appunti.

La prima è che c'è anche un altro tranello in quest'edizione della Mattioli (splendida, su questo non ci sono dubbi) e cioè quello di riunire in un unico volume i tre racconti, che hanno sempre in comune almeno tre dei protagonisti del primo racconto, facendoli apparire come un romanzo in racconti, cosa che in effetti non è; nonostante le due coppie siano ritratte in tre diversi momenti del loro ménage coniugale, nonostante l'impressione sia quella di un 'durante' 'dopo' e un 'prima', i tre racconti sono stati scritti e pubblicati in tre momenti differenti: nel 1975 Non abitiamo più qui, nel 1977 Adulterio, nel 1980 Cercasi una ragazza in America.

Nell'introduzione, oltre a scoprire dell'esistenza piuttosto tragica di Andre Dubus, che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita sulla sedia a rotelle dopo essere stato investito a sua volta mentre prestava soccorso a due automobilisti, scopro anche che la sua decisione di dedicarsi soprattutto alla scrittura di racconti, nasce in lui dopo aver letto Cechov. «"Aveva trentadue anni" racconta il figlio e cominciò a leggere un sacco di cose di Cechov, e lo scrittore, in qualche modo, divenne il suo mentore. Quando fui grande, mi disse che appena finito di leggere Il duello di Cechov, un pomeriggio nel nostro cottage in mezzo al bosco, era andato dritto nel suo studio, aveva tirato fuori dal cassetto il lungo romanzo a cui stava lavorando da mesi e aveva detto a se stesso che era tempo di imparare a scrivere davvero
Lette queste parole, io ho chiuso il libro e deciso di rinnovare il mio incontro, piuttosto disgraziato, avvenuto trent'anni fa a teatro con Anton Cechov.
Devo essere sincera, dopo aver letto La signora con il cagnolino, La casa con il mezzanino, Il monaco nero, Dell'amore e La fidanzata, e conclusa la lettura di Non abitiamo più qui, non sarei stata in grado di fare un parallelo tra Cechov e Dubus, né di comprendere quale lezione Dubus potesse aver fatto sua; ma in effetti non avevo ancora letto Il duello.
E lì, terminata la lettura dell'ultimo tra i racconti che ho letto di Cechov, proprio ieri mi sono resa conto che questo non è un parallelo, ma una triangolazione, e che se a un vertice di questo ipotetico triangolo c'è Andre Dubus e se al vertice opposto c'è Anton Cechov, in alto, nel terzo vertice c'è lui, Lev Tolstoj, il primo vero grande smantellatore, analizzatore, psicoanalizzatore dell'istituzione del Matrimonio. Dico questo perché Il duello è permeato e ossessionato da Anna Karenina, il cui dramma, la sua intraprendenza, la sua amoralità si respira in ogni pagina. Ma di Tolstoj, oltre che di Cechov, sono pieni anche i racconti di Dubus, per mezzo dei corsi che Hank tiene all'Università, nella caratterizzazione di quello che forse è l'alter ego dell'autore stesso.
Cechov, inoltre, aveva in mente di scrivere una serie di racconti nei quali incontrare in diverse fasi della loro vita gli stessi personaggi, proprio come Dubus fa con le sue coppie di sposi, progetto che poi si interruppe dopo soli tre racconti, progetto che in qualche modo ha fatto suo, oltre a Dubus, anche l'autrice statunitense di origine irlandese Maeve Brennan che incontra e descrive varie fasi della vita coniugale di Rose e Hubert e dei coniugi Bagot, con una differenza, rispetto a Dubus, secondo me essenziale: se i racconti della Brennan sono riuniti nell'edizione italiana sotto il titolo evocativo de 'Il principio dell'amore', quelli di Dubus potrebbero in maniera altrettanto evocativa essere riuniti sotto il titolo de 'La fine dell'amore', perché Dubus affonda la lama in maniera quasi crudele, scarnificando e vivisezionando un paziente che sembra essere già morto prima ancora di stendersi sul suo lettino: un lettino che non si riesce a capire bene se sia quello dello psicoterapeuta, come quello di Tolstoj, o quello dell'anatomopatologo.

Ma questo l'avevo pensato dopo aver letto i primi due racconti, e questa era la seconda riflessione, lettura che mi aveva fatto pensare, oltre che a Maeve Brennan, anche ai racconti di Alice Munro. Mi dicevo, leggendo il primo racconto, che in questo caso la luce era accesa su Hank, e che se Terry appariva a me, al lettore, come una moglie scialba, ossessionata dal matrimonio e noiosa, mentre Hank, che la tradisce con Edith, è tutto un brulicare di pensieri e di agitazione e di vitalità, è solo perché il riflettore Dubus l'ha puntato su di lui, e che è lui che gli interessa, e non Terry. Chissà, mi sono detta, che personaggio splendido sarebbe Terry, la sua storia, se passasse per le mani di Alice Munro, non sarebbe bello leggere la stessa storia riscritta in chiave femminile da quest'autrice? Quindi ho cercato di non arrabbiarmi per la visione maschiocentrica che emerge da questo racconto, di non prendermela se Edith è luminosa e Terry è bella ma sfiorita, sommersa da lavatrici da fare, da pentole lasciate ammuffire nel sottoscala e tendenzialmente nevrotica, perché Terry è la moglie, in questo racconto, e Edith è l'amante.
Finché non è cambiata l'inquadratura, e al matrimonio di Terry e Jack, a tutti i dubbi di Jack, a tutte le insoddisfazioni di Terry, Dubus non ha contrapposto il disinteresse di Hank per Edith e la frustrazione di entrambi, la reazione apparentemente composta ma emotivamente scomposta di quest'ultima, e proprio lì mi è venuta in mente, con un sorriso forse leggermente diabolico, la frase che molti anni fa mi disse qualcuno, e cioè che l'amante è quasi sempre il marito o la moglie noioso di qualcun altro.

L'ultima riflessione, e lo so che sono stata lunghissima ma il mio cervello ha avuto parecchi stimoli mentre leggeva, riguarda il paragone che molti hanno fatto tra Andre Dubus e Richard Yates. L'unica cosa che mi sento di dire si fonda su una differenza secondo me fondamentale: i protagonisti di Yates scontano sempre le proprie crisi esistenziali nel contesto sociale in cui vivono, che sia l'ambito professionale o la cerchia delle conoscenze o delle amicizie, la loro è sempre una crisi che li investe a trecentosessanta gradi, una crisi che manda in subbuglio tutta la loro esistenza, da quella interiore a quella professionale a quella sociale.
La crisi dei protagonisti di Dubus, al contrario, è una crisi che non si riflette che sul coniuge, che diventa l'unico specchio di quella «famosa pace armata del matrimonio» arrivata ormai alla fine.
Ma, e qui Dubus lancia un'ancora di salvezza, proprio quando non ci speravo proprio più, c'è sempre la possibilità di ricominciare un'altra volta, e di crederci ancora.
Ma non potrebbe essere altrimenti, non potrebbe esserci in fondo vita senza speranza, perché Andre Dubus era, come scrive Tobias Wolff nella postfazione «contemporaneamente irriverente e galante; comicamente profano e sincero nella sua fede cattolica, tanto che negli ultimi anni della sua vita, ricevette la comunione ogni mattina». Ma quello sulla sua fede e sulla spiritualità che si manifesta prepotentemente e in maniera sconvolgente nel racconto Adulterio, è tutto un altro discorso, del quale non dirò nulla (per fortuna!) perché credo proprio di non esserne capace. Non ancora, almeno.
Profile Image for Nereia.
136 reviews20 followers
March 10, 2016
Per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato, per l'innocenza che cade sempre e solo a lato, per i sussuri mischiati con le nostre grida.

Non abitiamo più qui è una selezione di tre racconti scritti da Andre Dubus che, originariamente, fanno parte di tre raccolte di racconti differenti. La scelta di unirli in un unico volume cosicché formassero una sorta di romanzo è della casa editrice italiana, Mattioli 1885.
Si trattava del primo libro di Andre Dubus che la Mattioli avrebbe pubblicato e la scelta di mettere insieme i tre racconti, credo, non sia stata dettata solo dalla difficoltà che le raccolte di racconti hanno ad affermarsi nel mercato editoriale – io sono una di quelle che non li legge i racconti, per dire – ma anche perché, in effetti, Non abitiamo più qui, Adulterio e Cercarsi una ragazza in America insieme formano davvero un romanzo.
Durante la lettura un po' si ha la sensazione che Adulterio e Cercarsi una ragazza in America non siano stati scritti necessariamente per accompagnare Non abitiamo più qui, ma non è un aspetto che infastidisce o rovina il piacere della lettura, assolutamente. Anzi, il tutto assume una sorta di continuità tale da far sembrare del tutto normale che vi siano dei buchi temporali piazzati qua e là.
Parte del merito credo sia dovuto alla bellezza struggente del primo dei tre racconti, quello in cui i personaggi praticamente manca solo che prendano vita.
Jack e Terry e Hank ed Edith: due coppie, quattro amici, quattro adulteri. Da un lato la noiosa e piatta vita matrimoniale, dall'altro la possibilità di tornare a vivere e non sentirsi più come degli amebi.
Questo, forse, uno dei motivi principali che spinge Jack – infelice con una donna che non ama più come un tempo – ed Edith – imprigionata in un legame in cui, ormai, crede solo lei – a diventare amanti.

C'è questo pezzo in cui Jack e Terry litigano e lo fanno in maniera che definirei brutale, meschina, come fossero reali. Niente è artificioso, non lo sono i dialoghi, non lo è il motivo per cui litigano, non lo sono le loro reazioni.
C'è questo pezzo, dicevo, e mentre lo leggevo, ho subito percepito una fitta al cuore: Dubus mi stava riportando al primo litigio di April e Frank in Revolutionary road (se non lo avete ancora fatto, vi prego, leggetelo, è uno dei libri più belli che io abbia mai letto). Quel litigio, nato per un motivo futile, che però diceva così tanto perché era reale.
Quante volte, nella vita, abbiamo attaccato le persone che amiamo in modo misero e meschino, colpendole direttamente lì dove sappiamo che farà più male? Quante volte lo abbiamo fatto provando, alla fine, un sadico piacere? E si tratta di vigliaccheria il più delle volte, certo, ma non sempre è solo questo. Spesso è più di questo.
E Dubus aveva questa capacità di mostrarti le due facce della stessa medaglia. Certamente, all'inizio, una lettrice donna non può che pensare che Jack sia uno stronzo, che crede che sbrigare le faccende di casa e occuparsi dei figli sia una passeggiata, mentre lui sta lì a fare il romanticone per i prati con l'amante. Poi, però, succede che ti viene presentata Terry, con i suoi pregi e i suoi innumerevoli difetti, le sue debolezze, le sue inadeguatezze e tu non sai più da che parte stare.

«Terry è perennemente in balia delle presenze demoniache che animano la casa: lavastoviglie, asciugatrice, fornelli, frigorifero, piatti, vestiti e la polvere che si accumula nelle stanze. Il piano cottura deve essere pulito e, mentre Terry solleva i fornelli, la lavatrice finisce l'ultima centrifuga; allora lei abbandona il piano cottura e porta un altro carico di vestiti sporchi in lavanderia. È un carico di biancheria avvolta in un lenzuolo, che ha lasciato a terra, sul pavimento della cucina, fin da prima della colazione. Svuota la lavatrice e, tenendo stretti i panni bagnati contro il seno, apre l'asciugatrice. Ma si è dimenticata che l'asciugatrice è piena dei panni che ha messo ad asciugare la notte precedente. Così ci appoggia quelli bagnati sopra e tira fuori quelli asciutti. Li porta in soggiorno e li ammucchia in una pila disordinata sul divano. Un paio di Levi's di Sean cadono per terra e, mentre si china per raccoglierli, vede un pezzo di pane e una buccia d'arancia tra la polvere sotto il divano. Non può prendere i jeans senza sdraiarsi sul pavimento, così dice tra sé e sé, con un principio di panico, che stamattina deve proprio pulire il soggiorno: scopare, spolverare, passare l'aspirapolvere.»

E il pezzo continua, giuro, ed è un piacere per gli occhi leggerlo, ma è al contempo una coltellata al cuore. Perché te la immagini, Terry, fragile nelle sue insicurezze e pensi che non se lo merita un marito come Jack. Ma poi pensi pure che Terry, in fondo, ha già 30 anni ed è moglie e madre e che, quindi, molte delle sue incertezze avrebbe già dovuto combatterle e che Jack, siamo onesti, non se la merita una relazione infelice.
Poi, per un po', ti ritrovi a odiare Edith, perché colpevole anche lei dell'adulterio di Jack. Ma quando Dubus te ne fa un ritratto e te ne spiega – più che bene – la vita e le ragioni, capisci che, in fondo, non odi realmente neanche Edith.
E più andavo avanti nella lettura, più mi rendevo conto di quanto Non abitiamo più qui fosse un romanzo sulle persone, soltanto sulle persone, e che il contesto non aveva alcuna importanza: nessun luogo era stato effettivamente descritto, ma io – a pagina 65 dopo neanche un'ora dopo aver iniziato il libro – non ci avevo praticamente fatto caso.

Sono pochi i romanzi che mi avvolgono così, che mi fanno dimenticare di mangiare e di bere, che non mi fanno accorgere che una delle mie braccia è addormentata, che solo sotto costrizione si fanno poggiare sul comodino perché è l'ora di dormire.
Il realismo, a volte forse un po' duro, di Non abitiamo più qui era proprio ciò di cui avevo bisogno in questo periodo.

Recensione presente anche sul mio blog.
Profile Image for Patrizia.
536 reviews165 followers
March 22, 2016
Due coppie di amici e il loro matrimonio sono al centro dei tre racconti, che potrebbero benissimo formare un romanzo. Amore, matrimonio, tradimenti, gelosia, indifferenza, famiglia vengono analizzati, smembrati, sezionati dai protagonisti, rivelando mondi diversi. Un universo femminile descritto con grande abilità, contrapposto a una visione maschile piuttosto egocentrica ed egoista. L'animo dei protagonisti viene messo a nudo senza ipocrisie o reticenze, rivelando uomini e donne sicuramente imperfetti, ma profondamente veri, con lo scorrere impietoso del tempo e quel rincorrere l'amore nel tentativo di esorcizzare i propri demoni e la morte.
Profile Image for Annie .
196 reviews42 followers
October 17, 2021
Ci sono letture che non devono mancare per la nostra formazione e si chiamano "classici", poi ci sono "gli autori del cuore" , quelli che, ogni volta che leggi, ti sembra di tornare a casa perchè ritrovi lo stile, quella capacità di introdurti nella loro storia fino a farla diventare tua, di farti sentire i personaggi così vivi e reali che, alla fine della lettura, non vorresti mai abbandonarli. Gli autori che rimandano ad altre letture, che sicuramente li hanno formati e formeranno anche te, perchè andrai a cercare i titoli e dovrai leggerle. Autori che ti fanno capire quanto importante e magica sia l'esperienza della lettura.Ecco, tutto questo è Dubus, per me.
Profile Image for Joe Krudys.
189 reviews1 follower
January 8, 2013
Meh.

I liked it, but thought it was only OK.

Two couples that are friends cheat on each other with the other’s spouse. Everyone gets found out and one couple decides to stay together, while the other tries to have an open marriage that ultimately ends up in divorce. The second two stories follow the characters from the open marriage/divorce. The ones that stay together are only mentioned less than a handful of times in the following two stories, and to be honest, that’s the couple I was more interested in following. Four pages from the end of the book, we get two sentences of detail on the fate of that relationship, which I find difficult to swallow, and in need of an explanation that we never get.

The first novella had some promise. Although the situation with the chain-smoking adulterers seemed a little far-fetched, I guess it could (and probably has) happened in the history of failed marriages, so over-looking that, the writing was good (but not outstanding), the story was good, and we saw the emotions and self-justifications of the characters, which I thought was done rather well.

The second novella lost me. I understood where the author was going in having the woman in the open marriage date a dying ex-priest, but it made the story less believable, the story was dull, and once the ex-priest started expounding on his relationship with Christ and the Eucharist, I finished the rest of the story in a drool-dripping fugue.

The last novella picked things back up just a little, with the post-divorce struggles of the man previously in the open marriage, who was the initial adulterer (prior to the first inter-couple adultery), and the primary cause of the ruined relationships. We witness his catharsis, his emerging as a new man, the book ends with a scene between him and his 19-year old girlfriend, and I put the book down, and think to myself...

Meh.
Profile Image for Amy.
223 reviews187 followers
June 19, 2021
"There are two types of unhappy people in the world" Hank said. "Those who show it and those who don't."

I truly loved this book. I haven't seen the movie - and I think I could probably carry on living quite happily without seeing it - but the book felt rather astonishing to me. It's about the divides between love, sex and marriage, although it by no means offers guidelines to any of those. It did, however, feel full of small truths that struck me to the heart and often made me pause to think about what I'd just read. I love it when that happens.

I can see Raymond Carver's influence heavily in Dubus' writing, but Carver's characters can sometimes seem repulsive and hopeless. For all of Dubus' characters failings - and there are many - they never turn into caricatures and they remain people to be interested in, whether you can sympathise with them or not.
Profile Image for Elalma.
903 reviews103 followers
June 5, 2013
Ci sono volte che dei romanzi non c'è bisogno, perché alcune cose le sanno dire solo i racconti. Si giustificava così Dubus, a chi gli chiedeva perché preferisse scrivere Short Stories invece che romanzi. Questa affermazione viene confermata in pieno in questi tre racconti, indipendenti, eppure legate insieme dai protagonisti. E' allievo di Yates, e si sente, ma i suoi personaggi sono più raffinati e colti, anche se annegano l'angoscia del vivere nell'alcol, tra corse nei prati del New England o tra lavatrici di casalinghe frustrate. Mi sono piaciuti tanto perché c'è passione e sofferenza anche nei gesti più ordinari, una visione cupa della vita, ma con speranza, voglia di farcela.
Profile Image for Kenneth P..
84 reviews28 followers
July 27, 2012
There is no question that Dubus was a master craftsman of short fiction. It is difficult for me to read his work because so many of his male characters are pugnacious, unapologetic misogynists who very often wear Catholicism on their sleeves. In one piece, a male narrator brags about the stink he leaves in the bathroom each morning so that his girlfriend might endure it while making up her face.

Many of his male protagonists are woman-haters. Was Dubus making a statement about misogyny? Sadly, no. After reading interviews and biographical material, it seems that Mr. Dubus was very much akin to his male characters.
Profile Image for Brian.
Author 1 book1,250 followers
April 20, 2013
Three novellas that can stand alone, but together their interwoven stories of thirtysomethings dealing with faithlessness, failing marriages and the specter of middle age looming ever closer make a rich story even greater than their parts (if that is even possible).

Dubus has an uncanny talent of writing simple sentences that say so much about his characters, and in turn, the human condition. You can't read one of his stories and not come away from the experience changed.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
May 20, 2013
tre racconti lunghi, con gli stessi personaggi - che sono di volta in volta protagonisti e comprimari. tradimenti, matrimoni che falliscono, tentativi di spiegare la complessità dell'amore e la non riuscita dei rapporti. vidi il film che ne hanno tratto e lo trovai insopportabile e noioso - sulla carta invece quel che viene raccontato ha un senso e, a modo suo, commuove. lascia parecchia amarezza e tante domande, soprattutto.
Profile Image for Maite.
90 reviews4 followers
August 28, 2017
"Non abitiamo più qui" è un'invasione senza filtri nella difficile realtà del matrimonio, dell'amore e della passione. Un intimo viaggio tra i sentimenti di personaggi che si mostrano a noi in modo onesto e quasi crudele. Fragili, volubili, infranti. Dubus costringe il lettore ad aprire la mente, ad abbandonare ogni giudizio per capire quello che i personaggi provano, per vederne l'umanità in tutto il suo egoismo e la sua bellezza.
Un libro non scontato, su cui riflettere.
Profile Image for Rachele Riccetto.
Author 22 books42 followers
January 10, 2024
Tre racconti lunghi che vorticano intorno alle vite di due coppie, raccontando tre momenti diversi e parlando un po' di tutta l'umanità.

Nel primo racconto, Jack è sposato con Terry, e Hank è sposato con Edith, ma la monotonia e la frustrazione e la voglia di qualcosa di nuovo si insinua nelle loro vite, rimescolando le carte in tavola, aggiungendo nuovi tradimenti e svelandone di vecchi.

Nel secondo racconto, Jack è ancora sposato con Terry, e i due hanno trovato una pace con cui affrontare la loro vita famigliare, così come Hank ed Edith, i quali hanno deciso di vivere le proprie vite con più libertà, senza nascondere al proprio coniuge le nuove ed eventuali relazioni e senza mentirsi, ma continuando ad amarsi e a rimanere uniti per Sharon, la loro unica figlia; ma la vita e la morte si insinueranno nelle loro vite, cambiando questa nuova normalità.

Nell'ultimo racconto, Hank ed Edith hanno ormai divorziato da anni, e lui ha una nuova relazione con un'altra delle sue studentesse, e sta ancora cercando di trovare un nucleo che riesca a ridargli quella sensazione di stabilità che aveva trovato con Edith, e anche questa volta la vita e la morte torneranno ad intrecciarsi per spingerlo a prendere una decisione.

Dubus parte da quattro personaggi come tanti, due coppie giovani e sposate, due coppie di amici, ognuna con i propri problemi e le proprie gioie, e riesce a smascherare almeno in parte qualcosa che si nasconde in tutti noi. Con sguardo quasi cinico ci parla di tradimenti e disillusioni, quotidianità e gelosie e rimorsi, senza mai nascondere la propria sensibilità.

I personaggi e le storie sono profondamente umani e realistici, veri e complessi, e Dubus sa indirizzare il lettore esattamente dove vuole lui, senza mai perdere il contesto generale della situazione; creando le giuste zone d'ombra e allargando le chiazze di luce, con occhio critico dai toni amari ma sempre in grado di provare pietà e mostrarsi clemente, ci ritroviamo immersi fino al collo in tre racconti dalla forza prorompente, in due matrimoni che sono l'inizio e la fine di tutto, vagando nella provincia americana che si fa ricettacolo di poche e piccole vite che racchiudono tutta l'umanità.

Recensione sul blog:
https://legolegimus.altervista.org/no...
Profile Image for Kirstie.
262 reviews144 followers
August 17, 2009
Very very bleak image of man and woman and what we do to eachother in terms of intimacy in relationships. There is a bit more to this than in the film, specifically one of the characters after the major tumultuous relationship rift. I think perhaps the most finely crafted aspect of it is how intellectuals fool themselves.
Profile Image for Kendare Blake.
Author 43 books55.3k followers
December 11, 2010
Amazing. Masterful. A complex and nuanced look into the lives of people on the brink, people at odds with their existence.
Displaying 1 - 30 of 139 reviews

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