Jump to ratings and reviews
Rate this book

Italiani, brava gente?

Rate this book
Negli anni che vanno dall’unità del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale si sono verificati molti episodi nei quali gli italiani si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. In genere le stragi sono state compiute da «uomini comuni», non particolarmente fanatici, non addestrati alle liquidazioni in massa. Uomini che hanno agito per spirito di disciplina, per emulazione o perché persuasi di essere nel giusto eliminando coloro che ritenevano «barbari» o «subumani».Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia i massacri di intere popolazioni del meridione d’Italia durante la cosiddetta «guerra al brigantaggio»; l’edificazione nell’isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la «sanguinosa giornata» di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l’impiego in Etiopia dell’iprite e di altre armi chimiche proibite per accellerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte.È vero che nell’ultimo secolo e mezzo molti altri popoli si sono macchiati di imprese delittuose, quasi in ogni parte del mondo. Tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento il mito degli «italiani brava gente», un mito duro a morire che ci vuole «diversi», più tolleranti, più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli.Con la sua scrittura chiara e documentata, Angelo Del Boca mostra invece come dietro questo paravento protettivo di ostentato e falso buonismo si siano consumati, negli ultimi cent’anni, in Italia, in Europa e nelle colonie d’oltremare, i crimini peggiori, gli eccidi più barbari. Crimini ed eccidi commessi da uomini che non hanno diritto ad alcuna clemenza, tantomeno all’autoassoluzione.

333 pages, Paperback

First published January 1, 2005

38 people are currently reading
771 people want to read

About the author

Angelo Del Boca

52 books9 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
183 (38%)
4 stars
232 (48%)
3 stars
56 (11%)
2 stars
9 (1%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 30 of 65 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,463 reviews2,434 followers
March 20, 2021
CERTO CHE NO


Testa di etiope decapitato durante la rappresaglia dopo il fallito attentato al viceré Rodolfo Graziani.

Un'ottima sintesi della maggior parte degli orrori commessi dai nostri connazionali negli ultimi 150 anni.
Un libro che dovrebbe e potrebbe stare in qualsiasi scaffale, non fosse altro che per rapida consultazione.
Angelo Del Boca ha speso una vita su questi argomenti, bisogna rendergliene merito. Instancabile, ripete che non siamo mai stati brava gente.
È perfino troppo tenero con la razza italica, e si prodiga a ripetere che non tutti si sono macchiati di quelle mostruosità.

description
Etiopia: per rappresaglia dopo il fallito attentato al viceré Rodolfo Graziani, le truppe italiane guidate dal generale Pietro Maletti sterminarono con fucilazione di massa numerosi seguaci della chiesa copta all’interno del villaggio conventuale di Debra Libanos. Si parla di 449 vittime in base ai resoconti ufficiali, secondo gli studi degli anni ’90 invece i morti furono 1500-2000.

Ma è in questo paese che il fascismo ha governato (e regnato per oltre vent'anni). La Germania ha avuto la sua Norimberga: l'Italia se ne è ben guardata.
Il Vaticano che non ha mai condannato il fascismo, si è prontamente scatenato a mettere tutto in mano ai democristiani dell'epoca (De Gasperi, Andreotti, che passò anni nascosto nella biblioteca vaticana, ecc.).
E per paura dei bolscevichi che stavano a migliaia di verste di distanza, si sono prodigati a nascondere e salvare criminali assassini nazisti e fascisti (magari così impinguavano anche un altro po' lo IOR, la banca vaticana).

description
Etiopia: esecuzioni dopo la battaglia di Amba Aradam, 1936.

Mi rimangono due domande: perché gli italiani hanno sempre voluto convincersi di essere diversi dagli altri, più buoni e più umani? Quando in realtà hanno dato lezioni di crudeltà e abominio ai nazisti.
Ho fatto anch'io ricerche d'archivio sull'argomento e mi sono scontrato con lo stesso atteggiamento.
Seconda domanda: perché abbiamo ripulito così poco il nostro paese dopo i crimini fascisti, permettendo che quasi tutta la nomenclatura nera (ma rossa per il sangue causato) passasse indenne nell'apparato della repubblica?

description
Tripoli (Libia) Mercato del pane, 6 dicembre 1911: “esecuzione dei 14 arabi traditori condannati dal Tribunale di Guerra Italiano.”

PS
Dimenticavo: colpisce la solerzia, l'intraprendenza e lo zelo con cui i carabinieri hanno partecipato ai massacri, quasi non volessero essere da meno degli altri militari, perché non si dovesse per caso pensare che fossero delle mammole.

description
Affile in provincia di Roma: il sacrario dedicato a Rodolfo Graziani, inaugurato l’11 agosto 2012. Graziani venne inserito dall’Onu nella lista dei criminali di guerra per l’uso di gas tossici e i bombardamenti degli ospedali della Croce Rossa. Non venne mai processato. Fu invece processato e condannato a 19 anni di carcere per collaborazionismo, ma scontati quattro mesi fu scarcerato.
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
March 25, 2018
Era il titolo di un film del 1965, di Giuseppe de Santis. Erano i soldati italiani gettati nel tritacarne della Campagna di Russia. Bravi ragazzi per gran parte, tranne i fascisti. Brava gente, come riconosceva anche il nemico sovietico, il partigiano che parlava spagnolo e un po’ italiano perché aveva fatto la guerra in Spagna, dall’altra parte. Anche dal “Sergente nella neve”, nella scena grandiosa degli italiani nell’isba che si ritrovano a mangiare miglio e latte fianco a fianco con i sovietici senza scannarsi, e alla fine ci si accomiata con uno spasiba, appare la diversità dei soldati italiani, che fanno la guerra loro malgrado, che la subiscono però restando umani, cristiani nonostante tutto, solidali, amichevoli.
Beh, ci dice Del Boca, questo è un mito, molto bello e consolante, ma pur sempre un mito. Non che non ce ne siano stati di soldati umani e compassionevoli, per carità! Anzi, molto probabilmente tanti giovani coscritti gettati in guerra mantennero intatta la loro umanità. Ma la guerre, c'est la guerre, ovvero una grande porcheria, dove ci scanna, ci si fa a pezzi, ci si frantuma approfittando di tutte le occasioni, utilizzando tutti i mezzi, in primis l’inganno e il terrore, per vincere, per stroncare la resistenza, per fiaccare, cancellare ogni volontà di reagire. Ben lo sapevano i cavalieri di Gengis quanto paralizzante per i nemici fosse il terrore di fronte alla prospettiva dei massacri più orribili e raccapriccianti.
L’esercito italiano e i suoi stati maggiori non sono sfuggiti a questa regola. E Del Boca spiacevolmente ce lo ricorda e ce lo dimostra, narrandoci le imprese dell’E.I. a partire degli anni ’60 dell’Unità, dalla guerra contro i “briganti” (mi vien da dire W Crocco e Ninco Nanco) quando i “selvaggi” erano le popolazioni dell’Italia meridionale da terrorizzare e ammansire. Fino alle aggressioni nell’Africa (Lybia, Etiopia, Eritrea) contro i “selvaggi” da stroncare e civilizzare, prima fatte dai governi liberali, poi da quelli fascisti.
Raccapricciante il comportamento terroristico non solo contro i combattenti nemici, ma contro le popolazioni inermi. O il confinamento in campi di concentramento della popolazione nomade libica per stroncare la resistenza nell’interno La lezione della pax mongolorum era stata insegnata e ben appresa, e non solo dai fascisti. Orribile il massacro di migliaia di etiopi con i gas, o le fucilazioni di massa dopo il fallito attentato a Graziani nel ’37, il massacro dei monaci di Debra Libanos, la strage più grande di monaci e seminaristi cristiani mai perpetrata in Africa, fatta guarda un po’ dai cattolicissimi italiani, magari utilizzando manodopera del posto, ovvero gli ascari musulmani galla.
La stessa disciplina ferrea tenuta nell’esercito italiano (ma altrettanto negli altri eserciti!) durante la prima guerra mondiale, le vergognose decimazioni dei propri fanti che erano sfuggiti al macello degli assalti frontali, l’assoluta mancanza di pietà dei generali per i propri fanti, testimoniano ampiamente il più grande disprezzo e l’insignificanza della la vita umana di fronte allo scopo supremo della vittoria.
Infine la pulizia etnica prima e le violenze contro gli Sloveni poi nella 2° guerra mondiale, che in definitiva provocarono la reazione di cui le foibe furono conseguenza (ho dei ricordi di mia madre, che raccontava di un autista della corriera postale, cui vomitai addosso a quattro-cinque anni per la nausea causata dai tornanti dei Castelli- con grandi e colorite bestemmie, per parte sua- che era ritornato dalla Jugoslavia con gli anelli strappati ai morti e non morti, tagliando loro anche le dita).
Beh, i nazi, tra terrore e confinamento delle popolazioni forse non avevano molto da insegnarci. Solo che rimovemmo continuamente, perdendo completamente la memoria storica, o magari in epoca protorepubblicana addebitando le porcherie all’aberrazione fascista.
E allora leggere questa robaccia di Del Boca non è un masochistico autoflagellarsi (mi viene in mente una gag con Aldo, Giovanni e Giacomo, in cui uno di loro, tal “Papassi”?, si dava delle grandi mazzate sui co…), come per dire: “bah, Italiani”, con un senso di disprezzo per se stessi e sufficienza che va ancora di moda. Ma per imparare magari ad essere un po’ più umili, quello sì, un po’ meno di spocchiosi verso gli altri e un po’ più attenti e vigili, ricordando che quando li consideriamo inferiori o nemici (o rompicoglioni che vengono a casa nostra a rubarci il lavoro, i soldi, le pensioni) gli “altri”, soprattutto se neri (sempre il nero!), beh, siamo anche noi ben capaci di essere atroci e senza misericordia.
Profile Image for Dvd (#).
513 reviews93 followers
September 19, 2025
14/04/2018 (****)

Riletto a distanza di anni, ad Angelo Del Boca va riconosciuta prima di tutto la grande onestà intellettuale. Partorire un libro in cui si fa carne di porco del mito inossidabile, e a molti di noi tanto caro, della diversità dell'italiano rispetto allo straniero in riferimento alla sua mitezza e bontà di fondo e che ne contraddistingue l'approccio con gli altri (e con il mondo tutto), è un'impresa per cui ci vuole grandissima obbiettività.

Obbiettività che quando si parla del proprio paese quasi sempre manca, anche ai più fini analisti, che regolarmente cadono o nel patriottismo patriottardo (sottile, alle volte; becero e ignorante, di solito) o nell'autoflagellazione tafazziana. Nel caso italiano, nel caso cioè di un paese diviso in senso campanilistico come nessuno e la cui storia è tanto complicata e contorta, queste analisi hanno sempre finito per avere andamenti con spaventosi picchi verso uno dei due atteggiamenti, in funzione del momento storico o della situazione. Da parte dell'italiano medio moderno, in particolare, questo atteggiamento bipolare sospeso fra odio et amo, fra vampate d'orgoglio e flagellazioni inumane alla prima occasione (e di occasioni, ahimé, ce ne sono finché vogliamo, ogni giorno), ha trovato come contraltare il mito dell'italiano buono, che - diciamo così - ha sempre salvato capra e cavoli e messo tutti d'accordo.

Che questo mito serva in realtà per nascondere o, al meglio, lenire quel nostro indubbio bisogno di autocommiserarci per quello che siamo e che vorremmo essere (e che pensiamo, spesso a torto, siano gli Altri), assuefare questo senso di inferiorità ancestrale che proviamo nei confronti di altre nazioni - alle volte più efficienti e ricche, spesso più scaltre e unite, sempre più potenti - raccontandoci la storiella che sì, non saremo dei gran soldati, e che - veramente! - saremo pure un popolo di piccoli furbastri e di spregiudicati individualisti e che - oddio! - per la nostra cronica disorganizzazione avremo davvero bisogno di un tutore, ma che, nonostante tutto questo, siamo un popolo di simpatici bonaccioni nonché la nazione più mite dell'orbe terracquo, è fuori di dubbio.

Non esiste nessun tratto distintivo etnico in tal senso che faccia degli italiani un popolo diverso dagli altri. Gli italiani hanno commesso crimini orrendi durante tutta la loro storia recente, al pari di una infinità di altre nazioni. Hanno fatto porcate indicibili dall'Unità e avanti, fino alla Seconda Guerra Mondiale, indipendentemente da chi fosse il timoniere. E mi pare talmente ovvio che persino il marchese di La Palisse si meraviglierebbe.

Del Boca è rigoroso e sottolinea gli episodi più clamorosi e cruenti, su cui c'è pochissimo da dire di più (e meglio di lui).

Una postilla su Mussolini e il fascismo, che non fu quel regime lassista e tutto sommato moderato che qualche buontempone ancora oggi crede, ma commise crimini umanitari e eccidi degni dei sempre efficientissimi e ammirevoli - anche da questo punto di vista - alleati teutonici (che, en passant, in questa speciale e poco nobile classifica, battono noi e tutti gli altri - americani compresi - per netto distacco). In Libia, Etiopia, Somalia, Jugoslavia furono commesse nefandezze spaventose, i cui responsabili rimasero praticamente impuniti: e a decidere tutto, a stabilire la linea della durezza estrema, fu sempre e soltanto il Capo, il cui giudizio, sul lato umano, è e rimane quello di una nullità assoluta.

Infine vi lascio questo splendido gioiellino che illustra in poche parole quello che nessuno, meno che mai i diretti interessati, ha mai capito sulla reale natura dell'italiano:
http://www.doppiozero.com/dossier/dis...

Ad maiora.
Profile Image for Dagio_maya .
1,109 reviews350 followers
November 5, 2024
"...il generale Baldissera, comandante superiore delle truppe in Eritrea, non si faceva scrupoli a dichiarare, nel 1888:
«L’Abissinia ha da essere nostra, perché tale è la sorte delle razze inferiori; i neri a poco a poco scompaiono, e noi dobbiamo portare in Africa la civiltà non per gli Abissini ma per noi»




La storia antica del nostro paese con le sue glorie imperiali tradisce le speranze dei viaggiatori stranieri che, in modo particolare, tra settecento ed ottocento, attraversano il Bel Paese.
Miseria, ignoranza, corruzione: questi i souvenir che uomini più o meno noti annotano e riportano.

Così prende avvio questo saggio di Angelo del Boca (storico che si dedicò in particolar modo al colonialismo italiano): un elenco (a mio avviso un po’ troppo verboso..) di testimonianze da parte di intellettuali e non che attestano e solidificano l'immagine dell'Italia e (sopratutto) degli italiani con connotazioni assolutamente negative.

Cosa fare per rimediare a questa disastrosa immagine?

“..fatta l’Italia occorreva fare gli italiani.” (Massimo d’Azeglio dixit)

Si parte dall’istruzione che poggia principalmente sui tre cardini:
Dio, Patria e Famiglia.
Una triade puntellata dalle maiuscole e tutt’oggi osannata come imprescindibile architettura di una società considerata Civile…

Il compito comunque non è per nulla facile.
Le divisioni frutto di una lunga storia passata sono difficili da cancellare e in un clima simile è facile capire come il Fascismo riesca ad insinuarsi fino ad arrivare fino a prendere il potere del paese.

In poche parole, gli italiani quasi non sia accorgono di essere gradualmente arruolati.
Come un virus si diffonde la cieca fedeltà ad un partito che promette di rientrare sulla scena europea dimostrando la forza e la potenza italiana (Oddio! Mentre lo scrivo mi accorgo che risuona così vicino ai giorni nostri!!).

In un’intervista del 1932, Mussolini disse:


«La massa per me non è altro che un gregge di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé.
Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse»



Fa impressione leggere la miriade di episodi brutali compiuti nelle colonie italiane e non solo e, in questo caso, le sintesi non funzionano, infatti fa ancora più impressione sapere che questi sono solo frutto di una cernita tra tante e tante ( e tante) vicende soprattutto nel quotidiano.

Quindi se l’Uomo si è costruito l’idea della Guerra come altare sotto cui compiere ogni tipo di nefandezza non si possono ignorare ripetuti atti ignobili anche in altri contesti.

Anticomunismo, razzismo, antisemitismo sono micce che hanno dato luogo a vere e proprie barbarie.
Insomma va cancellata l’idea che sì gli italiani non si sono sempre comportati bene ma mai come i nazisti (idea diffusa).
Non è così.

Se la violenza diffusa appartiene ad un passato lontano, lo stesso non si può dire del radicamento di alcune forme di pensiero che non possono definirci come brava gente.

Dal modello fascista dell’italiano macho a quello berlusconiano dell’uomo che si fa da sé: la parabola ci racconta la storia di un paese in cui si rafforza, in un modo o nell’altro, la strenua difesa di un orgoglio nazionale che, giocoforza, è intollerante a qualsiasi incontro con l’Altro.

Prima l’apoteosi del nazionalismo poi la strenua difesa del posto di lavoro, della casa, delle donne al grido di L’Italia agli italiani.

E’ incredibile come lo si voglia negare sempre e comunque ma la vera ripartenza sarebbe proprio quella dell’ammissione che non siamo tutti così ma molti lo sono come ben dice Del Boca dobbiamo dare merito soprattutto al popolo del volontariato che, se non ci riabilita agli occhi del mondo, fa bene sicuramente alle nostre coscienze.


"Abbiamo visto l’italiano nuovo all’opera. Nei deserti della Libia. Sugli altipiani dell’Etiopia. Lungo i fiumi della Somalia.
L’abbiamo visto inseguire dal cielo torme di abissini e irrorarle di iprite. L’abbiamo visto dare il colpo di grazia ai 2000 monaci di Debrà Libanòs. L’abbiamo visto ridurre in fin di vita, a botte, lo schiavo somalo che gli ha mancato di rispetto.
Certo non tutti gli italiani che sono stati nelle colonie italiane d’oltremare hanno premuto il grilletto o hanno praticato la tortura e lo schiavismo. Ma avrebbero potuto farlo, tutti, indistintamente, perché il vertice del regime, come abbiamo visto, non proibiva le violenze, anzi le sollecitava, e garantiva l’impunità. Come ricordava Antonio Dordoni, nel raccontare la strage di Addis Abeba, «il solo rischio che si correva era quello di guadagnarsi una medaglia»


PS- Tre stelle riflettono un personale gradimento su come è strutturata l'opera che, in sè, è comuqnue consigliata
Profile Image for mela✨.
391 reviews84 followers
June 27, 2022
Questo è un saggio che andrebbe fatto leggere nelle scuole.
Del Boca parte dall' Unità d'Italia per ripercorrere quasi 150 anni di storia del nostro paese e dimostra come il mito "dell'italiano buono", incapace di compiere orrori e nefandezze alla pari di altre nazioni, sia in realtà appunto solo un mito.
A testimonianza della violenza italiana, Del Boca fa nomi e cognomi, porta dati, prove e testimonianze.
Un saggio che invita ad una presa di coscienza sulla vera natura del nostro paese e sulle azioni da esso compiute, dentro e fuori i confini nazionali, affinché questo mito del "buon italiano" che sopravvive tutt'oggi possa essere finalmente sfatato; no, non siamo migliori degli altri, non siamo più amichevoli, più pacifici, più bonaccioni, gli italiani non sono (tutti) "brava gente".
Profile Image for kpanic.
104 reviews14 followers
July 23, 2021
Feroce, doloroso. Quasi ogni pagina è un pugno allo stomaco.
Un libro da leggere per sfatare il mito degli "Italiani brava gente".

Dovrebbero leggerlo tutti.
Profile Image for paola.
239 reviews29 followers
August 2, 2020
Questo libro è un ottimo punto di partenza per approfondire pagine nere della storia d'Italia:
Del Boca compie una sintesi degli episodi più significativi che dimostrano che - spoiler - GLI ITALIANI NON SONO (STATI) BRAVA GENTE, rimandando a una ricchissima bibliografia (incluse le opere dello stesso Del Boca) per capire quello che siamo stati (e come ciò abbia influenzato ciò che siamo diventati come società).

qui sotto la versione lunga di questo commento (che è come la versione qui sopra ma con dell'aneddotica che fa sempre colore e con una citazione di Fenoglio che ci sta sempre bene):

Ascoltami bene, ragazzo. Io ti posso chiamare ragazzo. Io sono uno che mette le lacrime quando il macellaio viene a comprarmi gli agnelli. Eppure, io sono quel medesimo che ti dice: tutti, fino all’ultimo, li dovete ammazzare. E segna quel che ti dico ancora. Quando verrà quel giorno glorioso, se ne ammazzerete solo una parte, se vi lascerete prendere dalla pietà o dalla stessa nausea del sangue, farete peccato mortale, sarà un vero tradimento. Chi quel gran giorno non sarà sporco di sangue fino alle ascelle, non venitemi a dire che è un buon patriota.
[Beppe Fenoglio, Una questione privata]


Tempo fa, nel vedere foto del passato appartenenti a dei miei compaesani, foto raccolte in un libro che offre un po' di memoria storica su come eravamo, ho notato la presenza di alcune foto risalenti a campagne d'Africa con la posa del bianco colonizzatore affiancato dal nero sottomesso. Dapprincipio ho pensato "cavoli, io mi sarei vergognata di condividere foto simili appartenenti alla mia famiglia!"* poi ho realizzato che anche quella testimonianza, per me disturbante da osservare, era simbolo di una parte di passato con cui come nazione non abbiamo mai fatto fino in fondo i conti**.
Con gli eventi degli ultimi mesi, si è riaccesa in me la curiosità di approfondire gli argomenti relativi al colonialismo italiano e questo breve saggio di Del Boca - che ha passato buona parte della sua vita a studiare e documentarsi sull'argomento producendo una lunga serie di saggi - funge da ottimo punto di partenza per approfondire queste pagine nere della storia d'Italia, offrendo una ricchissima bibliografia (che comprende anche le opere più approfondite di Del Boca) a cui attingere e al contempo porta in evidenza gli esempi più significativi per dimostrare che il mito degli "italiani, brava gente" è quanto di più falso e inesatto che ci possiamo raccontare per autoassolverci.
Dalle drastiche repressioni applicate nel Sud a seguito dell'unificazione alle violenze nelle campagne d'Africa (incluso l'uso delle armi chimiche), dal massacro di Debrà Libanòs al tentativo di pulizia etnica in Slovenia e in generale alla violenza usata nei Balcani.
Gli italiani, come forze militari, non si sono mai comportati come "brava gente", l'idea idilliaca dei soldati italiani rappresentati in 'Mediterraneo' di Salvatores (buoni, a differenza dei tedeschi cattivi) viene completamente smontata dalle testimonianze dell'operato dell'esercito nei confronti di popolazioni ritenute per un motivo o per l'altro "inferiori" (discorso che vale per il sud Italia, come per l'Africa o per le popolazioni slave), dove sotto il pretesto di "portare la civiltà" - pretesto che non è mai passato di moda, purtroppo - si sono compiute atrocità vergognose.
Si tratta di un'opera esaustiva? Ovviamente no, ma oltre alla ricca bibliografia effettua un grandissimo lavoro sulle fonti, da cui spesso sono riportate citazioni testuali; ritengo però il libro un ottimo punto di partenza da cui partire per affrontare - pienamente, come comunità e non solo come individui - pagine di passato che vergognosamente continuiamo a nascondere sotto il tappeto.


*per il solito motivo per cui a tutti piace ricordare il nonno partigiano ma si cela sotto silenzio il nonno fascista.

** a proposito di fare i conti col passato, per capire anche la situazione presente: vale sempre il consiglio di leggere 'La frontiera' di Alessandro Leogrande.
Profile Image for dely.
493 reviews279 followers
January 15, 2023
Il libro inizia parlando dell'unità d'Italia e della lotta al brigantaggio per poi affrontare il colonialismo italiano: Etiopia, Somalia, Libia, ma anche Cina e Slovenia. In poche parole: 150 anni di atrocità perpetrare dai nostri militari, con il benestare dei politici, su popolazioni inermi.

È stata una lettura molto interessante anche se non facile. L'opinione dell'italiano "brava persona" è veramente ricorrente, ma il libro, con tanto di documentazione, la smonta. È anche inutile tentare di ripulirsi un po' la coscienza dicendo che gli altri paesi colonizzatori hanno fatto peggio, perché l'Italia, a nefandezze, è seconda solo alla Germania nazista, e calcolando la quantità e la durata delle colonie italiane, di crimini ne ha commessi una quantità vergognosa.

Quello che non riuscirò mai a capire, sorvolando sulla nazionalità, è come un essere umano possa torturare, uccidere o schiavizzare un altro essere umano. Come si fa a non provare compassione ed empatia di fronte al dolore di qualcun altro?
Profile Image for Riccardo Mazzocchio.
Author 3 books86 followers
August 13, 2021
Ho preso questo libro qualche mese prima che Angelo Del Boca, un'altra grande figura (classe 1925), ci lasciasse il 6 luglio scorso perchè curioso di conoscere la storia del colonialismo italiano da fonte attendibile. Si tratta di un compendio degli studi pubblicati in voluminose edizioni nell'arco della sua vita di storico, scrittore, giornalista, partigiano. Il libro sfata molti miti, in primis quello degli Italiani brava gente, e documenta atti di barbarie, di repressione e di nefandezze esercitate non solo dal regime fascista nelle colonie (e non solo) ma anche dai governi succedutisi dopo l'unità d'Italia nel meridione. Questa è la vera storia costruita attorni ai fatti. Lontanissima da quella propinata in versioni edulcorate nei libri di scuola. Significativa anche la ricostruzione della figura di Indro Montanelli negli anni del fascismo lontana anni luce da quella di giornalista carismatico dal pensiero profondo e senza filtri a cui ci avevano abituato i media.
Profile Image for SusyG.
350 reviews75 followers
August 17, 2021
Penso sia uno dei saggi più belli mai letti sul nostro paese, personalmente credo che andrebbe studiato a scuola! La lotta contro il brigantaggio, spedizioni coloniali in Cina, tutti gli orrori nel continente africano... Del Boca mi ha fatto scoprire in maniera approfondita degli aspetti orribili del nostro paese che non conoscevo/conoscevo poco (perchè non ce li dicono e se ne parla pochissimo) e che invece dovremmo conoscere tutti per fare autocritica sull'Italia. Consigliatissimo!
Profile Image for Simone Invernizzi.
257 reviews26 followers
October 30, 2023
Questo è un libro che tutti gli italiani dovrebbero leggere, perché sono pagine molto dolorose e scomode della nostra storia, che fanno saltare tante piccole idee che abbiamo comunemente in testa; idee estrapolate da ciò che (non) abbiamo appreso a scuola o che ci sono state tramandate verbalmente dai più anziani. Tra noi italiani è sempre esistito questo orgoglio patriottico nel dire che in fondo non ci siamo mai macchiati di chissà quali crimini, che in fondo siamo buoni, della "brava gente", che il vero colonialismo l'hanno fatto gli altri, che siamo sempre stati rispettosi della vita altrui, dei timorati di Dio; e che se anche abbiamo fatto qualcosa di grave, non è comunque nulla se comparato a cosa hanno fatto altri popoli come gli inglesi, i francesi o i tedeschi.

Pubblicato per la prima volta nel 2004, quest'opera di Angelo Del Boca sfida molte delle narrazioni tradizionali e stereotipate sull'immagine e il ruolo dell'Italia durante l'epoca coloniale, ponendo una serie di domande cruciali sul comportamento, i motivi e la coscienza dei colonizzatori italiani. Il titolo del libro, "Italiani, brava gente?", è una citazione tratta da una famosa canzone fascista, che celebrava l'immagine positiva degli italiani come "brava gente" nel contesto delle conquiste coloniali. Ed è proprio questo titolo provocatorio a suggerire l'interrogativo centrale del libro: erano davvero "brava gente" gli italiani coinvolti nel colonialismo?

Del Boca affronta questa domanda attraverso una vasta analisi, basata su documenti d'archivio, testimonianze dirette e resoconti storici, di un periodo lungo oltre un secolo, includendo la lotta al brigantaggio, la Grande Guerra, il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale. L'autore pone un particolare accento sulle politiche coloniali italiane in Africa, dallo sfruttamento delle risorse al terrificante e macabro trattamento delle popolazioni indigene, mettendo in luce tutta la brutalità e l'ingiustizia verificatesi in quei luoghi, spesso celate da una narrazione nazionalista fortemente falsata e idealizzata.

Un aspetto particolarmente rilevante dell'opera di Del Boca è, a mio avviso, la sua attenzione alle testimonianze dirette di coloro che hanno vissuto l'esperienza coloniale italiana, compresi gli africani sotto il dominio italiano. Queste testimonianze infatti, aggiungono un importante livello di complessità alla narrazione storica, offrendo una prospettiva preziosa che spesso è stata trascurata nella storiografia tradizionale. Del Boca sfida inoltre il mito dell'ignoranza popolare riguardo all'estensione della brutalità coloniale, sottolineando come molte delle atrocità fossero ben conosciute e talvolta giustificate o addirittura celebrate in Italia, inclusi i massacri di Etiopia e il trattamento inumano delle popolazioni native.

Leggendo queste pagine non si può fare altro che inorridire e incazzarsi. Ciò che più fa rabbia però, è constatare che in Italia il periodo del colonialismo non abbia mai ricevuto la giusta attenzione e la giusta critica, né a scuola né nella discussione pubblica. Questa mancanza di approfondimento e riflessione sul passato coloniale italiano è una lacuna immensa nella comprensione della storia del paese e ha importanti implicazioni sia culturali che sociali. Essa ci spinge infatti a ricorrere alla solita autoassoluzione collettiva, qualcosa che sappiamo fare davvero benissimo: ai nostri peccati ci pensi Dio, adesso andiamo oltre.

L'insufficiente trattamento del colonialismo italiano nelle scuole limita l'educazione storica degli studenti: questo impedisce loro di comprendere appieno il ruolo dell'Italia nel mondo e le conseguenze delle politiche coloniali italiane. Un'appropriata educazione storica dovrebbe includere una valutazione critica del colonialismo, comprese le sue implicazioni etiche, sociali ed economiche. Questa mancanza di consapevolezza storica ha portato nel tempo ad una visione distorta della storia italiana e ad una mancanza di comprensione delle sue relazioni internazionali e della sua posizione nel contesto globale. La mancanza di discussione pubblica sul colonialismo italiano inoltre, ha contribuito al perpetuarsi di stereotipi e di una visione eccessivamente idealizzata del passato.

Ignorare o minimizzare questi episodi impedisce la creazione di una memoria storica condivisa e di una comprensione più completa del passato. Solo attraverso un'esplorazione approfondita e una riflessione critica del passato coloniale italiano, il paese può affrontare le sfide del presente e costruire un futuro basato sulla giustizia, la comprensione e il rispetto delle diverse culture e identità. In questo processo di riconciliazione e di responsabilizzazione, un libro come quello di Angelo Del Boca può rappresentare un importantissimo punto di partenza.
Profile Image for Massimiliano.
409 reviews88 followers
May 27, 2021
Direi proprio di no.

Obiettivamente ritengo malsano come nulla, o quasi, di tutti questi avvenimenti storici infausti venga insegnato a scuola; secondo me si otterrebbe una società migliore, anche nel suo rapporto verso la cosiddetta "Patria".
Angelo Del Boca analizza in questo saggio una selezione delle peggiori atrocità compiute dagli Italiani nelle colonie e non solo.
Da Nocra a Debrà Libanos, dalla conquista della Libia ai tentativi di pulizia etnica in Slovenia; insomma, parecchie schifezze le abbiamo compiute pure noi, e non solo sotto il regime fascista.

Profile Image for Andrea Samorini.
882 reviews34 followers
May 2, 2019
Ho riscoperto di nuovo quanto poco ne so poco su alcuni periodi storici. Ad esempio il capitolo sulla Slovenia e Lubiana nel 1941-43, ed al tentativo di bonifica etnica.
Contento quindi per lo stimolo ad approfondire e per avermi aiutato a riepilogare e inquadrare meglio certi eventi, con un occhio più attento alle responsabilità degli italiani.
Sono grato anche della bibliografia inserita nelle note di ogni capitolo (sono 12 capitoli ognuno dedicato ad eventi differenti, più uno introduttivo ed uno conclusivo)
Profile Image for Svalbard.
1,141 reviews66 followers
November 26, 2020

Geografia dell'orrore

A leggere questo libro c’è da inorridire, e da vergognarsi profondamente. Non tanto per la sequenza di orrori agghiaccianti che hanno costellato la storia italiana dal 1861 in poi, e nemmeno completa dato che l’autore ha scelto, per non disperdere troppo il campo delle proprie ricerche, di non approfondire gli accadimenti nei Balcani meridionali, in Grecia e in Russia durante la seconda guerra mondiale. Quanto per l’atteggiamento indulgente e autoassolutorio che gli italiani hanno sempre avuto verso sé stessi: guerriglie senza fare prigionieri, eccidi, deportazioni in massa, guerre etnico-religiose scatenate mettendo gli africani gli uni contro gli altri e altri eventi del genere, dalla cosiddetta guerra al brigantaggio fino alla repubblica di Salò. Quando sono venuti alla luce, raramente e mai troppo a lungo, questi episodi sono sempre stati considerati marginali e assolutamente irrilevanti rispetto a un’auto-narrazione che voleva gli italiani benvoluti e accolti ovunque come graditi liberatori. E spesso gli artefici delle carneficine, idioti incapaci di pensare a un controllo del territorio che non passasse attraverso il terrore o veri e propri sadici squilibrati, non hanno mai pagato, o peggio sono riusciti a far credere di essere degli eroi. Per non parlare, poi, delle nutrite file dei volenterosi carnefici di basso livello. Ogni tanto sento dire, da persone insospettabili e in buona fede, che in Germania non c’è mai stato un reale ripensamento del proprio passato nazista, che i tedeschi continuano a vivere “facendo finta di nulla”. Niente di più falso. E’ vero che la guerra fredda ha costretto la riflessione storica nel congelatore per un trentennio, ma oggi in tutta la Germania ci sono musei storici e memoriali che non fanno sconti sul passato. Vorrei vedere qualcosa del genere anche in Italia e senza l’alibi “eh, ma i tedeschi erano peggio”, perché non è vero. Un museo storico e un memoriale dedicati al colonialismo e al fascismo e alle loro vittime, che sfugga alla retorica dei monumenti antifascisti per descrivere nei dettagli l’orrore di cui gli italiani sono stati capaci nel mondo, e che riduca al silenzio con l’eloquenza dell’orrore i vari “e allora le foibe?” o i revisionisti della Resistenza.
Profile Image for Tommaso De Pas.
14 reviews
February 26, 2025
Il libro ripercorre le ‘imprese’ coloniali italiani, dal momento dell’unificazione e dalla successiva e immediata guerra al brigantaggio condotta nel meridione.
Confesso che di molti episodi, e anzi della maggior parte, avevo un idea confusa, che il saggio di Del Boca ripercorre in maniera abbastanza chiara, senza dilungarsi troppo e anzi, secondo me, non abbastanza, nel contesto storico e sociale che ha partorito queste nefandezze.
Particolarmente crudo l’episodio di Addis Abeba e della caccia al nero all’indomani dell’attentato a Graziani.
Per quanto mi riguarda, il mito degli italiani brava gente, che in effetti avevo, è una storia a cui non credo più.
Profile Image for Art.
3 reviews
Read
June 22, 2020
Questo libro mi è stato consigliato anni fa dal mio professore di storia del liceo, come integrazione sul discorso fatto in classe sul colonialismo italiano. Mi rendo conto, leggendolo oggi, quanto quel discorso fosse limitato, quanto necessitasse di un'integrazione.

Il libro a mio parere riesce con successo a dare un'idea più completa (anche se non definitiva) dei crimini di guerra italiani, di ciò che ha contribuito alla creazione della nostra nazione e della nostra identità nazionale. In questo, di sicuro di dimostrare uno scritto di grande valore, a cui penso che spesso tornerò in futuro, soprattutto quando, e capiterà, mi troverò di fronte a un immagine romanticizzata del popolo italiano come inerentemente bonario.

Detto questo, ho percepito alcune mancanze, leggendo questo libro. Di sicuro queste mancanze saranno percepite con peso diverso da persone con esperienze e idee diverse dalle mie, ma ritengo che valga la pena di riclettervi in ogni caso.

Innanzi tutto, se da un lato il libro mette in luce on precisione tutti i punti storici che negano oggettivamente l'idea che gli italiani siano 'brava gente', dall'altro avrebbe potuto solo guadagnare qualcosa da un'analisi più approfondita di come quest'idea nasca e si sviluppi, e di quali interessi serva.

In secondo luogo, ho percepito in maniera molto acuta la totale mancanza di considerazione della storia delle donne, che pure rappresenta un tassello chiave di molti degli eventi narrati (si pensi ad esempio al rapporto iconografico tra donna e terra nel colonialismo in Africa). Se questo libro fosse letto da un essere completamente privo di conoscenze sulla specie umana, costui potrebbe arrivare a leggere la prima trentina di pagine, un decimo del libro, senza avere neanche il sospetto che le donne ne facciano parte. Passato questo punto, i crimini nei confronti delle donne, quelli che si affliggono specificamente sulle donne in quanto donne, quale ad esempio la violenza sessuale, vengono citati solo di passaggio, senza soffermarsi sui particolari di queste realtà, ne sulle loro cause ed effetti traumatici, di sicuro non tanto quanto accade coi crimini che colpiscono maggiormente uomini. Anche nel caso di delitti di genere "neutro" la menzione di vittime donne avviene quasi sovrappensiero, quasi sempre usata come ciliegina su una torta di assoluta crudeltà, che serva a metterne in mostra gli aspetti più subdoli.

Questo porta all'ultimo appunto che farei, ovvero quello sulla cornice posta in quest'opera attorno ai delitti narrati. Uno dei punti su cui questo libro si distingue è la totale onestà con cui mette in scena la violenza e l'ingiustizia dei fatti che narra. Su questo non si possono fare appunti. Uno dei corollari di questa scelta, però, è che rischia in alcuni punti, sopratutto nel rapporto quasi assolutivo con alcune figure coloniali, di dipingere questi fatti come aberrazioni di un sistema su per giù sano. Si ha l'intenzione, in più di un punto, che il problema non sia, ad esempio, il colonialismo in se, ma l'eccessivo approccio ad esso, come se la violenza nelle colonie fosse un'eccezione e non la struttura che regge tutto il pensiero colonialista, come se la presenza italiana in Africa non fosse in se una forma di violenza. Cito il caso delle colonie perché è uno dei punti in cui ho notato di più questo fenomeno, in particolare nella narrazione di certe figure come solo incidentalmente violente, ma sostanzialmente innocue.

Ripeto, con questo non voglio dire che 'Italiani brava gente?' non abbia valore, anzi, la ritengo una lettura di altissima importanza e che ha arricchito molto la mia visione della storia italiana.
8 reviews
May 8, 2021
Del Boca fornisce una esauriente panoramica sulla storia di come un popolo si era autoconvinto di essere diverso dagli altri colonizzatori, che si era illuso che i soldati Italiani fossero mossi nelle loro spedizioni da una volontà civilizzatrice, che fossero amati e apprezzati ovunque andassero, che fossero "brava gente".
L'autore guida il lettore in un viaggio che distrugge completamente questo mito. Le descrizioni delle deportazioni e dei campi di concentramento nel deserto libico, delle rappresaglie ad Addis Abeba e Debrà Libanòs, dei brutali tentativi di italianizzazione dell’effimera provincia di Lubiana, di razzie, abitazioni distrutte, stupri, di teste mozzate e cadavere impiccati usati come macabri trofei lasciano angosciati e con una chiara idea di cosa abbia rappresentato , nella realtà, l'imperialismo italiano per i popoli che ne sono stati vittime.
Del Boca compie un lavoro straordinario, riportando alla luce una serie di eventi che sono stati troppo spesso dimenticati, ma che dovrebbero far parte della memoria collettiva di tutti gli Italiani.
Nonostante il libro sia generalmente eccellente e caratterizzato da intenti lodevoli e condivisibili, Del Boca non è uno storico accademico e spesso si lascia trascinare, facendo affermazioni non completamente corroborate dalle fonti o citando fonti secondarie non particolarmente affidabili e controverse senza la necessaria contestualizzazione. Per esempio, nel secondo capitolo, si fa portavoce in maniera acritica della narrativa neoborbonica al riguardo del carcere di Fenestrelle, descritto come un lager o campo di sterminio, narrativa che è stata poi dimostrata essere una fabbricazione da successivi lavori di storici dal professor Barbero, che copre la vicenda in maniera più accurata in ”I prigionieri dei Savoia” . Inoltre, spesso fa uso di termini con una carica emotiva (vedi l’uso della parola “lager” per definire Fenestrelle) in una maniera che non sembra consona al rigore e all’appropriatezza lessicale che ci si aspetterebbe da parte di uno storico.
Nonostante alcune imperfezioni, questo libro comunque eccelle nel riassumere alcune delle pagine più buie e dimenticate (soprattutto nei programmi scolastici) della storia italiana ed è un buon punto di partenza per cominciare ad approfondirle.
Profile Image for Martin.
30 reviews2 followers
March 21, 2023
Sono Scozzese, nato in Yemen durante il tempo dell'impero di Gran Bretagna . Gran Bretagna ha una storia per bene e male con un impero esteso, ma tante altre paesi hanno la loro storie anche. Tutti paesi vogliono nascondere le parti più cattivi della propria storia. Ma è importante capire la verità. Se non si capire una storia vera del passato, non si capirà il mondo.

(Scusi per il mio povero Italiano)
Profile Image for Astrid Virili.
60 reviews7 followers
June 16, 2012
dovrebbero leggerlo tutti, per sfatare il falso mito del colonialismo italiano "buono".
Profile Image for Rocco Carella.
Author 8 books6 followers
August 14, 2023
Un libro prezioso che serve a fare ordine, che indaga sull'origine delle tare che il nostro popolo si porta dietro da tempo, dalla sua nascita come nazione. Le indicibili atrocità commesse da noi italiani, descritte nel testo, a differenza di quanto invece accaduto per altri popoli, sono rimaste spesso impunite protette dal falso mito "italiani brava gente". Ma tutto ciò ha un prezzo, e il non pagare per le colpe commesse, il meticoloso camuffare e travisare la realtà dei fatti, ha fatto sì che ipocrisia e doppiezza diventassero un tratto distintivo del nostro popolo. Prima a poi dovremo fare i conti con tutto questo, e forse quando quel giorno arriverà (speriamo il prima possibile!), probabilmente impareremo a non essere più affascinati da personaggi senza scrupoli e pericolosi, da maschere con un finto sorriso sempre stampato in faccia.
Profile Image for Luca Baldini.
40 reviews
July 27, 2021
Scrive Del Boca: "Anche se incompleto, il quadro che presentiamo dei crimini di guerra compiuti da italiani negli ultimi centocinquant'anni ci sembra sufficiente per poter formulare un severo giudizio di condanna. Ciò non vuol dire che gli italiani guidino la classifica delle imprese delittuose. Essi sono però alla pari degli altri popoli che, nello stesso periodo di tempo, hanno promosso campagne coloniali e hanno preso parte agli ultimi due conflitti mondiali. Gli italiani, però, si differenziano dagli altri popoli per il continuo ricorso a uno strumento autoconsolatorio, il mito degli "italiani brava gente", che ha coperto e continuo a coprire tante infamie".
Angelo Del Boca è stato tra i primi storici in Italia a occuparsi del colonialismo italiano. Nell'occuparsi della questione si è dovuto scontrare con un mito ricorrente, che imperversava tra le pagine dei quotidiani, le parole di politici e generali e che si era riprodotto fino alla nostra attualità: gli italiani brava gente. Ossia l'idea che il colonialismo italiano, a differenza di quello brutale inglese, francese, belga e insomma di tutti gli altri, fosse stato molto meno "cattivo", rispettoso dei popoli colonizzati e guidato dalla naturale tendenza italiana ad essere buoni e aiutare il prossimo.
Questo mito autoconsolatorio crolla di fronte alla realtà, che dimostra un esercito italiano completamente in linea con le nefandezze e barbarie compiute verso quei popoli che si consideravano "barbari".
Del Boca nel testo "Italiani, brava gente?" ci parla delle violenze coloniali compiute dagli italiani: deportazioni di innocenti in Libia, incarcerazioni sommarie fino alla morte in Eritrea, rastrellamenti in Somalia, bombardamenti e utilizzo di gas chimici illegali (iprite) in Etiopia, nella quale Mussolini arrivò al punto di ipotizzare l'avvio di una mai osata prima guerra batteriologica.
Ma non ci sono solo le violenze coloniali, Del Boca mette in luce anche la brutalità con cui la classe dirigente sabauda decise di reprimere nel sangue il cosiddetto "brigantaggio" meridionale, che impedì di unire veramente l'Italia; le inaudite violenze compiute dai fascisti nei Balcani, che prepararono il terreno per l'inevitabile "vendetta" successiva, che si sarebbe consumata con il fenomeno delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata; i comportamenti delle squadre istituzionalizzate della Repubblica di Salò e l'inevitabile "violenza insurrezionale" successiva ad opera dei partigiani.
Insomma, personalmente non si avevano dubbi sull'impossibilità di accostare "italiani" a "brava gente", questo testo però fornisce le prove storiche sul comportamento criminale degli italiani, in linea con quello delle altre potenze imperiali, ma con qualche pizzico di originalità tutto nostro: mancanza di sostegno ai prigionieri durante la prima guerra mondiale, utilizzo dei gas chimici in Etiopia, tentata "bonifica etnica" nei Balcani.
Testo fondamentale, affrontabile e consigliato a chiunque; per le persone appassionate di storia può essere molto utile l'ampio accompagnamento di note bibliografiche, che può fornire spunti per altre letture o approfondimenti.
Profile Image for Andrea Delfino.
110 reviews
December 4, 2022
Se è vero che "chi dimentica la storia è condannato a riviverla", la lettura di questo saggio diventa fondamentale. A maggior ragione in questi tempi, durante i quali abbiamo un ministro dell'istruzione che considera l'umiliazione dei ragazzi come uno strumento educativo e un ministro della cultura cresciuto a pane e revisionismo. Consigliatissimo, soprattutto ora.
Profile Image for Zioluc.
715 reviews48 followers
June 6, 2022
L'Italia non ha mai fatto i conti con la propria storia coloniale o con il ventennio di dittatura fascista, lasciando spazio alla minimizzazione, alla nostalgia e all'oblio. Ben venga quindi il lavoro di storici come Del Boca che hanno scavato nei materiali di quegli anni per diffondere un po' di verità.
Qui smonta il mito dell'italiano soldato "buono" con una carrellata di misfatti degli italiani in divisa dall'unità della nazione alla fine della seconda guerra mondiale: episodi terribili, a volte perpetrati da personaggi ricordati in toponimi e memoriali (Cadorna, Graziani) grazie all'oblio di cui sopra.
Lo stile è spesso un po' frammentario e confuso, e l'appendice antiberlusconiana per quanto anche condivisibnile è goffa e imbarazzante: ma resta una lettura altamente consigliata.
Profile Image for Carlo.
6 reviews15 followers
November 13, 2020
Spiega la piena e monolitica continuità sociale, giuridica (!) e politica dell'Italia almeno dai tempi di Pietro Giannone ai giorni nostri. Non si vede alcuna cesura in alcun periodo. C'è un pieno passaggio di consegne, dal ruolo dei Savoia gendarmi dell'ortodossia cattolica (la vicenda di Pietro Giannone, appunto, su cui mi permetto di ricordare quanto scritto da Franco Cordero), alla lotta al brigantaggio dopo il 1860, al colonialismo ("straccione") prima del fascismo e dopo, all'occupazione dei Balcani, e oltre. L'ultimo capitolo è autoconsolatorio.
Profile Image for Andrea Leoni.
84 reviews5 followers
November 22, 2015
Ogni cittadino italiano dovrebbe leggere questo libro. La storia viene scritta non solo dai vinti, ma anche dagli sconfitti, e in Italia è stata manipolata a sufficienza.
Molte delle storie raccolte in questo libro fanno venire i brividi, e pensare che personaggi come Cadorna o Badoglio non abbiano mai pagato per quel che hanno fatto ma anzi, abbiano sempre prosperato toglie il respiro dalla rabbia
Profile Image for Carmine Vetrone.
6 reviews
April 29, 2021
Un libro che sfata il mito degli italiani «brava gente», leggermente dispersivo nel passaggio tra una data e l'altra per poi tornare indietro negli anni, ma decisamente consigliato e carico di elementi per prendere coscienza di ciò che è stato fatto.
Profile Image for Lisa Chinchio.
106 reviews4 followers
October 20, 2021
Il crudo realismo volto a sfatare il mito di “italiani brava gente” rende la narrazione di fatti, più o meno conosciuti, molto interessante. Il testo segue l’ordine cronologico della storia italiana con brevi commenti da parte dell’autore. A volte un po’ ridondante.
Profile Image for Scassandra.
419 reviews14 followers
July 22, 2025
Non c’era alcuna giustificazione per andare a Tripoli. Così come non ce n’erano state per andare a Massaua e a Pechino. C’era soltanto il desiderio di menare le mani, di fare la guerra, una qualsiasi, di imporre la propria volontà agli altri, di distruggere, di darsi al saccheggio.
Profile Image for Mauro.
2 reviews
January 31, 2021
Un libro che ogni italiano o cittadino di un paese con un passato colonialista e dittatoriale dovrebbe leggere.
Displaying 1 - 30 of 65 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.