"Penso che il femminismo sia una causa comune per l'uomo e per la donna, e che gli uomini riusciranno a vivere in un mondo più equo, meglio organizzato, un mondo più valido, soltanto quando le donne avranno uno status più equo e valido; la conquista dell'uguaglianza li riguarda entrambi". Simone de Beauvoir
Famiglia, contraccezione, amore, aborto, violenza: attraverso articoli, interviste, note, Simone de Beauvoir affronta senza reticenze la vera uguaglianza dei sessi una conquista necessaria al progresso della società. Pubblicato nel 1982, le pagine militanti di questo libro conservano una straordinaria e bruciante attualità, soprattutto oggi che alcuni diritti civili, conseguiti grazie alle lotte del movimento femminista, vengono messi in discussione da certi ambienti politici e confessionali.
Works of Simone de Beauvoir, French writer, existentialist, and feminist, include The Second Sex in 1949 and The Coming of Age, a study in 1970 of views of different cultures on the old.
Simone de Beauvoir, an author and philosopher, wrote novels, monographs, political and social issues, essays, biographies, and an autobiography. People now best know She Came to Stay and The Mandarins, her metaphysical novels. Her treatise, a foundational contemporary tract, of 1949 detailed analysis of oppression of women.
"Quando tutte le donne del mondo" non è altro che una raccolta di saggi, interviste, prefazioni, discorsi rilasciate nel corso della sua vita da una delle attiviste più importanti e discusse della lotta per la parità dei diritti, Simone de Beauvoir: una donna e come tale si espone parlando direttamente alle altre donne , cercando di farle aprire gli occhi e rendersi conto dell'enorme potere che si nasconde in ognuna di loro. Come tutti i saggi, anche questa raccolta si pone di un argomento specifico in questo caso il femminismo e la condizione femminile nella Francia , ma anche nel resto del mondo, nella metà del secolo scorso. Nelle varie interviste, discorsi, prefazioni più incisivi della sua carriera, l'autrice parla della donna analizzando delle precise tematiche come la condizione famigliare, il lavoro, l'aborto ma anche della sua situazione personale, parla delle sue scelte di vita, del suo rapporto con Jean-Paul Sartre e dei suoi romanzi . Ogni parte è capace di essere come una sferzata all'interno dell’ animo della lettrice che non potrà fare a meno di uscirne cambiata e con gli occhi un po' più aperti.
Simone De Beauvoir è stata una rockstar nella letteratura e nella filosofia. Una figura unica, le cui idee mantengono ancora oggi una carica viva di attualità e rivoluzione. Prima ancora che Janis Joplin dicesse che ad ogni concerto faceva l'amore con 25.000 persone, lei nel 1949 nel Secondo Sesso, parla di sesso, aborto, lesbismo e analizza come il patriarcato abbia influito sulla visione del ruolo femminile. Il Secondo Sesso è un libro scandaloso tanto da essere ritenuto proibito dalla Chiesa Cattolica. Tanto per capirci, l'Italia aveva conquistato da poco il suffragio universale e il lavoro femminile si era diffuso solo come risposta ad un’emergenza e non come un'esigenza sociale e individuale sentita.
Donne si diventa, non si nasce. In Quando tutte le donne del mondo... c'è una valida autocritica al Secondo sesso. L'autrice, attraverso una raccolta di saggi e interviste, aggiunge idee alla questione femminista, svecchiandola della via socialista come unico futuro possibile ad una ugualianza di genere.
Prima d'ora avevo letto soltanto i suoi memoir, come Memorie di una ragazza perbene e Una morte dolcissima. Mi mancava sentire la voce di Simone De Beauvoir, che con questo testo invece mi è arrivata fresca e cristallina. Ci sono situazioni nel libro che purtroppo ancora oggi mi appaiono tristemente attuali.
Un femminismo concreto quello di Simone De Beauvoir, non settario e che impone un confronto continuo.
Bellissimo è il testo in cui Simone De Beauvoir intervista Jean Paul Sarte sulla questione femminile, un dialogo stimolante e sfaccettato. Come nel loro amore non ci sono ruoli, chi invervista risponde anche a delle domande sottintese, afferma e distrugge.
Questo libro contenente parti di interviste, articoli e conferenze, fatte da Simone de Beauvoir, scrittrice che nel corso della storia ha dato un enorme contributo in quelle che sono diventate poi le basi del femminismo. La cosa che mi ha stupita di più è stato il trovare, durante le letture, un cambiamento nella protagonista, un cambiamento dovuto non a sé stessa, ma dovuto alla società attorno: più il mondo esterno “peggiorava”, più la forza e la voglia di combattere aumentavano. Una cosa che mi ha lasciata perplessa è stato il leggere questo insieme di scritti, pubblicato per la prima volta nel 1982, dove si parla di problematiche sociali, relazionali e decisionali che ancora oggi, nel 2018, non sono state affrontate o superate. Consiglio il libro a chi, come me, trova di vitale importanza aprire gli occhi e affrontare determinate problematiche, perché stare in silenzio equivale a non scegliere e rimanere indifferente.
consigliato! serie di interviste, articoli etc per conoscere meglio il pensiero di Beauvoir (chiarissima e lucida nelle sue opinioni, attuali più che mai). Il problema è che le interviste, soprattutto verso la metà del libro, iniziano a essere troppo ridondanti; avrei apprezzato più varietà. Sicuramente leggerò altro!!
Non appena si tocca un mito, sono in pericolo tutti i miti.
Io e Simone ci siamo già conosciute grazie al primo tassello della sua autobiografia, Memorie di una ragazza perbene. E per quanto io trovi piacevolissimo navigare tra le sue memorie, desideravo anche toccare con mano quelle idee che l’hanno resa una delle attiviste più importanti del movimento di emancipazione femminile.
Sarebbe da sciocchi pensare di poter racchiudere tutto il pensiero femminista in un solo libro, ma già in queste prime pagine potrete trovare qualche ottimo spunto di riflessione e nuove angolazioni da cui guardare il mondo che credete di conoscere. Certo, sono interviste e saggi che risalgono agli anni ‘70. Penserete di aver fatto passi da giganti in questi decenni. Certe problematiche non sono più attuali, sono superate. E invece.
Sguardo luminoso e intenso, voce roca e precipitosa, Simone de Beauvoir srotola davanti a noi tutti i modi in cui le donne vengono umiliate, oppresse e sottostimate dalla società ed enumera tutti i diritti che spettano loro per natura ma che tuttora non vengono loro riconosciuti, in parte o nella loro totalità: l’accesso ai metodi di contraccezione, l’aborto, la possibilità di fare carriera e non dover scegliere tra il successo professionale e la famiglia. La disparità di genere la troviamo sul posto di lavoro, nel percorso educativo, perfino nel linguaggio corrente.
Tutto è a misura d’uomo e ormai il sistema è stato perpetrato e interiorizzato a tal punto che sono le donne stesse a diventare nemiche della propria libertà. Non osano ribellarsi o, ancora peggio, se raggiungono un obiettivo s’illudono che anche le altre possano farcela e si allontanano dalla lotta collettiva. È interessante come l’autrice colleghi l’emancipazione femminile alla lotta di classe e di conseguenza appare chiaro che la causa femminista riguarda tanto gli uomini quanto le donne. La conquista dell’uguaglianza deve diventare un obiettivo comune e condiviso da tutti.
Sbirciare nella mente di una donna così brillante è un’esperienza appagante. A maggior ragione perché non si limita a sciorinare una dottrina, ma mostra come quel pensiero abbia pervaso ogni parte della propria esistenza. Il mestiere di scrivere, la crescita personale, il legame con Jean-Paul Sartre. Tutto coerente e di grande ispirazione.
Certo, parliamo di stralci di interviste e articoli vari ed è normale che alcune argomentazioni vengano ripetute. Ma non mi è mai sembrato eccessivamente ridondante o, addirittura, monotono. E sono convinta che si debba passare da questo libro, almeno una volta nella vita.
Penso ci siano delle letture che una persona "coscienziosa" (a prescindere da genere, età e ordine sociale) debba affrontare ad un certo punto della vita e credo che questo testo faccia parte della lista. Anche se ci si trova in disaccordo o non si tollera neanche di sentir parlare di femminismo sono convinta che sia importantissimo ricevere spunti di riflessione; perchè ancora oggi (2018) ci sono tante questioni non risolte e non affrontate (o lo sono solo parzialmente). Per i più manca ancora la presa di coscienza di tutto quello che troverete in queste pagine ma soprattutto manca ancora la volontà di volerci ragionare. Da leggere e consigliare.
Incredibilmente interessante e attuale. È deprimente però vedere i pochi progressi fatti negli ultimi decenni. Consigliato a tutti, non solo alle donne. Il ritratto della condizione della donna fatto da Simone è assolutamente obbiettivo, non quello della femminista estremista che odia gli uomini. Motivo per cui lo consiglio, aiuta molto ad aprire gli occhi su una situazione che purtroppo non è così diversa da una quarantina di anni fa.
Incredibilmente attuale, analitico, tra riflessioni strutturate e salti di collegamento mentre gli anni passavano, questo libro è la raccolta saggistica di cui c’era bisogno negli anni ‘50-60-70 e ancora oggi per ricordare quanto contrastate fossero le lotte, o anche solo le prime teorie femministe. Teorie in realtà non scontate, come anzi temevo, e che per questo mi hanno sorpresa a fare innumerevoli riflessioni su quanto ancora poco sia cambiato e, soprattutto, sull’origine storica nel profondo su piani politici, sociali ed economici, tutti ponderati dall’autrice con la stessa importanza e grande onestà nel rammentare la posizione da cui veniva e come il suo pensiero è cambiato e si è rafforzato nel corso del tempo.
Simone de Beauvoir analizza la maggioranza delle tematiche importanti per l’uguaglianza di donne e uomini, e se inizialmente aveva solo quella punta di visione borghese focalizzandosi moltissimo sull’aspetto lavorativo -senza però escludere il resto-, mano a mano questi testi si ampliano a questioni di classe, genere nel senso culturale della sua costruzione, emancipazione collettiva, rivoluzione secondo le strutture della politica.
Era già, ma diventata ancora di più, consapevole del privilegio per essere cresciuta in ambiente borghese, aver potuto perseguire la sua carriera e non essere stata quasi mai sminuita dagli uomini dato il contesto intellettuale; ma diventa un punto ancora più focale quando sarà tra le prime femministe di un’epoca lontana a far emergere l’importanza della lotta di classe parallelamente e intrinsecamente a quella femminista, studiando il sistema economico capitalista che andrebbe assolutamente abbattuto, svelando la bugia del socialismo che è necessario ma non salvifico per uno status equo; pone quindi paragoni tra la Francia e paesi come l’URRS e la Cecoslovacchia, usa fonti di studi e dialoghi tra donne incontrate nei viaggi confrontando Europa e America, testimonianze dalle lettere delle lettrici de “il Secondo Sesso”, opera che indaga la questione femminile fino ai fondi scientifici e di disparità evidenti nel quotidiano. La scrittrice usa sempre prove concrete per mostrare la grande oppressione: dai ruoli prestabiliti a rimanere in casa e occuparsi della famiglia -un “lavoro invisibile” non retribuito e che accentua le differenze di guadagno-, alla poca libertà in più per le donne che invece possono avere un loro stipendio, ma comunque basso e specifica che non ci sono poi molte donne al potere, che quelle che compiono mestieri prima riservati agli uomini sono spesso in secondo piano e le poche più avanti servono agli uomini per far dire “avete ottenuto tutto, non vi lamentate”: una frase ben conosciuta in tempi modernizzati. Passando per l’emancipazione sessuale e come le donne meritano che non vi siano giudizi sul loro corpo per come si espongono, parlando per questo o dell’importanza della contraccezione per evitare gravidanze indesiderate, cosa che fa sì che molte donne debbano ricorrere all’importante legge per l’aborto che, anche quando viene applicata con difficoltà, risente di trattamenti medici non adeguati e processi umilianti in tribunale; sulla linea poi della maternità troppo imposta e della natura servizievole che gli uomini si aspettano dalle donne, dell’educazione binaria data a bambini e bambine, del tracciare diversi percorsi e quindi una minore ambizione personale mischiata alla paura del biasimo degli uomini in campo accademico e lavorativo, che diventa una gabbia personale e collettiva dell’espressione. Parla tantissimo di ceti sociali ignorati, e di come allo stesso modo il femminismo non debba ignorare le altre categorie oppresse sottolineando quanto le donne si sono guadagnate lottando con scioperi per tutele, rappresentanze politiche, autonomia delle loro scelte spesso intrinseche all’economia e ai posti sociali di cui non si è coscienti, quanto problematico sia che le donne stesse spesso non si rendono conto di avere libertà violate e un peso di credenze culturali che rovina i rapporti, evita la solidarietà femminile che non è mai stata insegnata, incrementa la solitudine allontanando dal fulcro di tutto, che ribadisce in una frase universale: «Perché non si è impunemente complici e produttori di un sistema. Anche se non lo si è instaurato. Un uomo di oggi non ha fondato questo regime patriarcale, ma ne approfitta, anche se è di quelli che lo criticano. E lo ha interiorizzato. Bisogna prendersela anche col sistema, ma, nello stesso tempo, avere nei confronti degli uomini se non ostilità, almeno diffidenza, prudenza, e non permettere che danneggino le nostre attività, le nostre possibilità.»
In modo particolarmente sottile e ben legato a ogni botta e risposta preciso delle interviste, argomentativo nelle conferenze e negli articoli di giornale, di grande realismo e idealismo al contempo nei suoi testi dichiarativi, Simone de Beauvoir presenta il femminismo dalle radici che più hanno bisogno di essere sradicate tentando dialogo e accettazione tra donne di diverso background, precisando il miglioramento ma anche l’effetto di opposizione, esortando a comprendere che vanno cambiate le strutture economiche e va approfondito l’effetto psicologicamente devastante, non solo in generale ma soprattutto per le donne, di un mondo dominato dalla conservatorismo borghese, dalle predeterminazioni socio-culturali, dall’ipocrisia nel concedere poco o nulla alle donne e deresponsabilizzarsi per tutte le micro-aggressioni e atteggiamenti che le vanno a sminuire, che incrementano la superiorità con cui gli uomini sono nati e la misoginia internalizzata che, invece, le donne devono piano piano imparare a decostruire. Lo presenta quindi come un problema comune e collettivo, includendo la razza e le diversi classi lavoratrici e non, qualunque tipo di disponibilità più alta o più bassa di crescita in famiglia e di mantenimento successivo, qualunque relazione con il partner da quelle positive a, soprattutto, quelle negative e di abuso, ma anche le convinzioni personali di una donna nel singolo che, capendo che la sua emancipazione da sola non ha valore per tutta una metà popolazione, l’autrice spera che arriverà a supportare una lotta comune e necessaria per entrambi i sessi, ma senza dubbio vitale per dignità umana per quello femminile prima di tutto.
Simone de Beauvoir fa riflettere ampiamente in questi testi, più del semplice livello storico poiché tutto su un piano concreto e universale nel rapporto con lo Stato e nelle sue derivazioni di come ha “fabbricato” quasi fossero oggetti stabiliti la vita delle donne. Le sue parole dimostrano una grandissima intelligenza e volontà di progresso senza eliminare il realismo del regresso o della staticità dell’oppressione subita dalle donne in Francia -dove lei era presente e cercava di connettersi con associazioni e Movimenti quanto più possibile-, ma anche realizzandola in tutti gli altri paesi. In questi testi, dibatte in modo globale e con grande convinzione grazie a dati alla mano e teorie così coerenti da valere anche oggi, nonostante la lontananza di metà secolo: ma il femminismo «è tutt’altro che superato; opporvisi, negarlo, non significa superare qualcosa, significa regredire. […] «bisogna mantenere le distanze e diffidare del paternalismo. Le donne non vogliono che venga concessa loro l’uguaglianza, vogliono conquistarsela.»❤️👊🏻
Tanto nella sua epoca, quanto nella nostra per come, nonostante tutto, ancora più lontano debba procedere.🤞
Quando l’altro giorno ho iniziato a leggere questo libro, ho chiesto a mio fratello se sapesse darmi una definizione di femminismo. Mi ha detto: «Sono donne che vogliono avere gli stessi diritti degli uomini». Mi è sembrato giusto, però pensandoci bene mi sono detta che non è una questione che riguarda solo le donne. Deve includere anche gli uomini, nel senso che devono (dovrebbero) accompagnare le donne nella lotta alla parità dei sessi. Se il femminismo continua a rimanere una questione soltanto femminile, la parità non verrà mai raggiunta del tutto.
Simone de Beauvoir lo urla a gran voce.
Parlo a te che leggi e che sei donna: se deciderai di leggere questo libro, preparati a ricordarti di tutte quelle volte in cui ti hanno sminuita, di tutti quegli sguardi viscidi e spaventosi che la sera tardi ti hanno seguita fino a un angolo della strada, di tutti quei momenti in cui ti sei sentita a disagio nel mostrare qualche centimetro di pelle in più. Simone de Beauvoir ti sbatte in faccia la realtà e ti fa pensare a cose a cui prima forse non avevi neanche fatto caso. Ti farà arrabbiare tantissimo, su alcune frasi probabilmente non sarai d’accordo, eppure ti garantisco che qui dentro c’è un pezzo di te e della tua storia. Ci sei tu, ci sono io, ci siamo tutte, solo ed esclusivamente perché siamo donne e la triste verità è che così come in Francia, in America, in Giappone, in tutto il mondo, siamo ancora “il secondo sesso”
Ora invece parlo a te che sei uomo: non ti dico “pensa a tua sorella/tua madre/tua zia”, perché non devi esser per forza circondato da donne per avvicinarti a questo problema. Non è direttamente colpa tua se una donna è considerata un essere inferiore (se hai dei dubbi a riguardo ti fornisco qualche esempio), eppure ti voglio dire che finché ignorerai tutto questo allora un pezzo di responsabilità ce l’avrai anche tu. La cosa più assurda è che soltanto perché hai il pene verrai ascoltato più di me, qualunque cosa tu dica. Sei fortunato ad esser nato uomo.
E comunque, alla fine, mio fratello ha fatto l’esame di maturità qualche giorno fa: in storia ha parlato dei movimenti femministi ♥️
Abbiamo fatto passi da giganti in campo medico, scientifico, tecnologico, ma a livello sociale siamo rimasti fermi, perché se alcuni argomenti di una Conferenza del 1966 sono ancora attuali (2018) direi che c'è qualcosa che non funziona. Ma sappiamo benissimo cosa non funziona: la società e i suoi criteri medievali. Perché la donna è costretta a scegliere tra carriera o avere dei figli e non essere entrambe? Perché non può decidere se e quando avere dei figli? Perché non ha il giusto supporto che le spetta? La donna deve essere libera, indipendente e ad avere le stesse opportunità dell'uomo. Non vogliamo dominare il mondo, non vogliamo imporre la nostra supremazia: vogliamo semplicemente essere trattate come Persone e non come oggetti.
Se uomo e donna godessero di pari diritti sarebbe vantaggioso per entrambi, ma occorre una bella scrollata alla società, perché senza un cambiamento alla base non c'è rivoluzione che funziona. Si deve cambiare dal basso per far sorgere qualcosa di nuovo in superficie.
Probabilmente non ho detto niente di concreto o comprensibile, ma il fatto è che questo piccolo libro offre talmente tante riflessioni da far infuocare il cervello. Abbiamo fatto sì qualche passo avanti, ma non è abbastanza. Dobbiamo fare di più.
Sono affascinata e disgustata. Affascinata dall'intelligenza di Simone, dalla sua perspicacia e dalla sua modernità. Disgustata perché questo libro è stato scritto circa cinquant'anni fa e i problemi che esistono non sono cambiati poi molto. Ho apprezzato sia la persona di Simone che quella di Sartre e spero tanto di avere modo di approfondirli ancora un po'. L'unica cosa che mi ha fatta storcere il naso è stata la continua insistenza sulla politica, perché penso che dovremmo essere tutti femministi, a prescindere dall'orientamento politico. Serve solo essere umani e avere un minimo di cervello.
Ogni parola scritta o pronunciata da questa donna è una finestra aperta sul mondo: ci permette di osservare la realtà da un punto di vista privilegiato seppur spesso si è cercato di metterlo a tacere riconducendolo al genere di chi lo esprimeva. Questo probabilmente l’ha reso più forte poiché un pensiero soffocato, quando partorito da una mente brillante, fa più rumore per emergere. Ha la forza di riemergere in un mare in tempesta, sguazzerà nelle onde contrarie e si opporrà alla direzione del vento con la forza che gli è propria, non in quanto attribuita ma nella misura in cui è stata ricercata.
Una raccolta di articoli, brevi interventi e interviste, inerenti la questione femminile, il femminismo e gli uomini. L'ho trovato utile sia per quanto riguarda la messa a fuoco della filosofa e delle sue idee, che per l'arricchimento del discorso odierno sulle e delle donne e degli uomini, poichè come sappiamo alcuni problemi che sembravano risolti, non lo sono affatto. Quindi se si ha voglia di un piccolo excursus del suo pensiero e di spunti di riflessione ancora, secondo me, attualissimi, penso è un buon libro.
Mi è piaciuta tantissimo la prima parte, grossomodo le prime 90 pagine. Ho trovato un sacco di spunti di riflessione ancora attuali, nonostante il libro sia stato scritto quasi 40 anni fa. Nella seconda parte si perde un po', ho notato molte ripetizioni tra un articolo e l'altro. Si riprendono in più parti le stesse cose e mi è risultato un po' pesante. Però nel complesso mi è piaciuto molto!
Un libro tristemente attuale, perché leggendolo ci si rende conto che alcune cose non sono cambiate per niente. Il testo sulla violenza verbale sulle donne, per esempio, potrebbe benissimo essere scritto oggi. Il Quando del titolo resta ancora, forte e chiaro, a illuminarci una strada ancora lunga da fare.
"Quando tutte le donne del mondo..." è stato senza dubbio il mio primo approccio alla letteratura femminista, nonostante questo volume non sia altro che una minuziosa raccolta di interviste, conferenze e prefazioni tenute da Simone de Beauvoir dal 1960 fino al1980 circa. In tutta sincerità, l'ho particolarmente apprezzata per una serie di ragioni che ora elencherò. In primo luogo, perché mi ha dato modo di conoscere appieno la linea di pensiero dell'autrice, con abbastanza profondità da poter scegliere autonomamente se proseguire o meno con la lettura di altre sue grandi opere, a partire da Il Secondo Sesso e Memorie di una ragazza perbene (la risposta è sì). In secondo luogo, perché ho potuto trovare in questo volumetto una "summa" della sua attività politica e letteraria, una sorta di infarinatura necessaria per interfacciarsi a questa fondamentale tematica socio-politica che, purtroppo, oggi si fa ancora fatica a comprendere e ad abbattere; sto chiaramente parlando del fenomeno di disuguaglianza di genere, con le varie problematiche che quest'ultima comporta all'interno, grosso modo, di ogni società esistente. Avrei preferito venissero scelti testi più variegati, poiché leggendo, si ha quasi l'impressione che i concetti vengano costantemente ripetuti, risultando così ridondanti. Una maggior variabilità avrebbe anche permesso di approfondire ancor meglio le posizioni acquisite da De Beauvoir stessa, evitando così di rendere i suoi pensieri "stagni" e "triti". Inoltre, credo che questa raccolta non possa stare in piedi da sola, ma che funga unicamente da compendio per magistrali opere di indubbia superiorità e completezza.
La condizione femminile, nonostante leggi sull'aborto, sul divorzio, sulla parità salariale, non ha visto cambiamenti rivoluzionari. La donna è ancora vista come il "secondo sesso", e più lotta per l'emancipazione, più è soggetta ad attacchi aggressivi degli uomini, che si sentono minacciati dalla possibilità di perdere i propri privilegi, di vedere crollare la società da loro costruita (ciò tramite stupri, violenze domestiche, "catcalling" e quelle che la De Beauvoir chiamava "ingiurie sessiste"). Tutte le donne del mondo devono avere a cuore la lotta femminista, lotta individuale e collettiva, che si interseca con la lotta di classe, che deve vedere anche la partecipazione degli uomini, perché il femminismo riguarda anche loro, perché una società che non si fonda sulla piena uguaglianza tra i sessi, non è una democrazia. Simone De Beauvoir non crede che donne si nasca, ma che si diventi tali, la femminilità si costruisce già da bambine, tramite l'educazione impartita dai genitori, che deve essere priva di stereotipi sessisti. La filosofa e scrittrice femminista, facendo delle previsioni sul futuro delle donne, rispondeva che, probabilmente, un cambiamento radicale si sarebbe avuto dopo quattro generazioni dalla sua, ma affermava, con ottimismo, che, prima o poi, le donne ce l'avrebbero fatta, avrebbero vinto. Purtroppo, non abbiamo ancora vinto, ma il mio auspicio è che non ci sarà più bisogno di femminismo, in futuro, perché noi donne saremo riuscite a sradicare i valori di questa società patriarcale.
Cos’è il femminismo? Di cosa si occupa? Com’è cambiato nel corso del tempo? Queste e altre le domande a cui viene data risposta in questo libro attraverso le testimonianze, le interviste, i testi e molto altro, della madre del femminismo moderno Simone de Beauvoir. Quando ho iniziato a leggerlo non pensavo fosse una raccolta così frammentaria sinceramente, e non è di certo un libro rilassante o di facile comprensione. Però offre molti spunti di riflessione interessanti e per chi vuole approfondire l’argomento è completo e appagante. La cosa che mi è piaciuta di più è stato poter confrontare la situazione femminile del 1970, in Francia sopratutto, con quella attuale. Vedere come le cose sono cambiate o, tristemente, sono rimaste le stesse è la cosa su cui questo libro può far riflettere e spero, spingere ad agire.
il libro raccoglie interviste, articoli, conferenze sulla famiglia, la condizione della donna e l'aborto che rimangano tremendamente attuali. Nelle pagine si assiste ad un avvicinamento da parte di Simone de Beauvoir (dopo la pubblicazione del "secondo sesso") ad un femminismo più radicale che contempla soprattutto la lotta di classe infatti quello che si propone di fare è smascherare la mistificazione della condizione della donna che sì, ha ottenuto il diritto di voto e l'accesso a più posizioni lavorative, ma mai nella maniera degli uomini Una raccolta notevole che a mio avviso racchiude perfettamente il pensiero dell'autrice e filosofa non essendo un saggio la lettura è scorrevole e d'impatto
Un interessante collezione di introduzioni, discorsi pubblici, interviste, articoli, che aiutano a comprendere meglio il personaggio di Simone de Beauvoir e della sua trasformazione a femminista convinta, dedicando tutta la propria vita non solo alla propria passione per la scrittura, ma anche e soprattutto all'aiutare le donne nella loro lotta contro l'oppressione maschile. Ciò che mi ha più affascinato e altrettanto spaventato, di questo libro è che tutti gli articoli, i suoi pensieri, le sue riflessioni sono ancora terribilmente contemporanee, soprattutto in questo anno che sembra vedere un profondo ritorno ai tempi bui, alla mancanza di diritti, alla oppressione degli uomini e dei padroni. Altamente consigliato
Raccolta di articoli, interventi e interviste dove Simone de Beauvoir espone in modo chiaro ed incisivo i problemi e le questioni legate alla condizione femminile. Estremamente interessante in quanto testimonia, tra le altre cose, l'evoluzione del suo pensiero e di alcune sue posizioni, ad esempio in merito al socialismo e al legame tra lotta tra i sessi e lotta di classe. I ragionamenti dell'autrice sono limpidi, scorrevoli ed illuminanti: non si può fare a meno che consigliare questa lettura a chiunque sia sensibile a questi temi.
Simone de Beauvoir è l'antesignana delle filosofie femministe. In questa raccolta di documenti che coprono tutta la sua esistenza in quanto donna, scrittrice, filosofa e attivista, la condizione della donna viene presentata con un'attualità disarmante e un pungente senso di inadeguatezza. Saggi come questo pongono domande esistenziali importanti e sono letture complesse, definitive, che possono ampliare l'idea della donna in quanto tale.
Mi aveva attirato il titolo, purtroppo nonostante il nome della deBeavoir in bella vista e nonostante il libro sia composto da pensieri, interviste e prefazioni della deBeavoir, non è un libro della deBeavoir e questa è stato un inganno. il libro tutto sommato è scorrevole e illustra abbastanza il pensiero dell' autrice in copertina, ma il copia incolla dei vari stralci alla fine risulta ripetitivo.
Un libro che consiglio vivamente a tutti di leggere, soprattutto se interessati al movimento femminista (cosa a cui tutti dovrebbero essere interessati)!
Una Simone de Beauvoir che riflette sulle condizioni delle donne dopo 25 dal Secondo Sesso. Saggi interessanti che permetteranno di focalizzarsi sul ruolo della donna nella società del passato e di oggi
E' stato molto interessante leggere questi stralci di presentazioni e interviste, vedere quanto è cambiato il pensiero di De Beauvoir nel corso dei suoi anni, quando ancora di quello che dice sia attuale e quanto sia invece superato.
l’amore non nasce quando la vita colma i tuoi desideri, nei condotti schiaccia, ma si presenta soltanto a coloro che, apertamente o in segreto, desiderano un cambiamento. è allora che ti aspetti l’amore e ciò che l’amore porta: attraverso un’altra persona un mondo nuovo ti viene rivelato e donato.