Molti adulti ritengono che per far crescere sereni i bambini basti semplicemente avere con loro un rapporto naturale e spontaneo. Solo quando le difficoltà relazionali giungono a provocare vere e proprie turbe del comportamento infantile si rivolgono agli esperti, ma spesso i più piccoli sono stati ormai minacciati in quanto hanno di più prezioso: il senso di sicurezza e di fiducia. Nel libro la psicoanalista Françoise Dolto, attenta studiosa dell'universo infantile, invita a porsi subito in un atteggiamento di ascolto e apertura nei confronti dei bambini. Per educare un fanciullo senza "ammaestrarlo", diventando con il passare degli anni un adulto sereno e maturo, capace di affrontare la vita.
Françoise Dolto was a French pediatrician and psychoanalyst, famous for her research on babies and childhood. Dolto revolutionized the field of psycho-therapeutic work with babies (notably in their early experience and usage of language through their body), with the mother-baby dyad, and with a more positive observation and understanding of the means of communication used by children with learning or social disabilities.
She worked with Jacques Lacan, and said that children have a language before the language (with the body). She has contributed to the question of the unconscious body image, and influenced among others the work of Maud Mannoni.
As a recognized feminist, she also worked on reconciling women with their sexuality; she also analyzed the attitude of children when their parents are separating or divorcing.
Françoise Dolto was the mother of Carlos (1943–2008), a singer; and the sister of Jacques Marette, a minister.
L'idea centrale di questo libro è di applicare un quadro teorico al banco di prova di problemi quotidiani, quindi sottoporvelo.
La psichiatra risponde a lettere ricevute da genitori, dove sono descritti problemi di natura pedagogica.
Ci sono diverse cose su cui si può non essere d'accordo su questo libro, ma nel libro riscontro almeno 3 pregi:
1 la verificabilità aperta di quello che viene detto.
2 parte da un principio ragionevole: il rapporto adulto infante e poi fanciullo è prima di tutto cognitivo, e non solo di asimmetrico supporto materiale. In breve, devi capire cosa esprime il bambino, non obbligarlo a rispondere della sua normalità per sentirti tranquillo te genitore di fronte alle possibili accuse di esterni.
3 risolve almeno un problema: spesso nei rapporti tra genitore e figli il problema deriva da un'ansia generica che non dipende solo dal rapporto genitori figli. L'ansia è accresciuta da ogni situazione presente da affrontare di cui non si sappia neppure una proposta di approccio. Per sbagliata che sia, avere una proposta di approccio elimina l'ansia da ignoto, e permette di monitorare se l'approccio va bene o no e, nel caso, cambiarlo tanto o poco.
Per ciò, una lettura interessante e stimolante. E grande merito ad una professionista per esporsi così, senza astrusità temporeggianti per salvare la faccia accademica.