Puntare sulla capitale scortato da un esercito vincitore rimasto improvvisamente senza capi, morti in circostanze oscure. Farsi attribuire la massima magistratura imponendo come collega un parente, liquidato dopo poche settimane. Atterrire, armi in pugno, il Senato - prima illuso poi tradito - e imporgli di avallare una procedura apertamente incostituzionale. Avviare, grazie a un'inedita magistratura straordinaria, le più feroci proscrizioni. Questa la ‘marcia su Roma’ di Gaio Giulio Cesare Ottaviano, figlio adottivo di Cesare, e futuro Augusto, il 19 agosto dell'anno 43 a.C. Mai la Repubblica aveva visto qualcosa di simile.
Luciano Canfora (Bari, 1942) è un filologo classico, storico, saggista e accademico italiano. Canfora è figlio dello storico della filosofia Fabrizio Canfora e della latinista e grecista Rosa Cifarelli, entrambi docenti del prestigioso Liceo Ginnasio Quinto Orazio Flacco di Bari nonché antifascisti protagonisti della vita culturale e civile della città nel secondo dopoguerra. È professore emerito di filologia greca e latina presso l'Università di Bari e coordinatore scientifico della Scuola superiore di studi storici di San Marino. È membro dei comitati direttivi di diverse riviste, sia scientifiche sia di alta divulgazione, come il Journal of Classical Tradition di Boston, la spagnola Historia y crítica, la rivista italiana di alta divulgazione geopolitica Limes. È membro della Fondazione Istituto Gramsci e del comitato scientifico dell'Enciclopedia Treccani. Dirige inoltre, sin dal 1975, la rivista Quaderni di Storia (ed. Dedalo, Bari), la collana di testi La città antica presso l'editore Sellerio, la collana Paradosis per le edizioni Dedalo e la collana Historos per la Sandro Teti Editore.
Interessantissima analisi storiografica. Pur nella sua brevita' (e' scritto tra l'altro molto bene), ricostruisce brillantemente uno dei pochi fatti storici che, a buon titolo, si puo' dire influenzera' i secoli, per non dire millenni, successivi: la presa del potere da parte di Gaio Giulio Cesare Ottaviano nel 43 a.C. La figura di Ottaviano Augusto e', per certi versi, sottovalutata ma da queste pagine emerge chiaramente quali e quanto ingenti fossero le doti di questo spregiudicato personaggio che a soli 19 anni, con un abile colpo di mano, divento' console e apri' la scalata al potere assoluto. Roma non sarebbe piu' stata la stessa.
Il voto a Canfora e alla sua capacità espositiva nonché acume investigativo sarebbe un 5/5 tondo, ma poi vedo che il libro sembra fortissimamente un estratto da un'opera più corposa (verificherò i capitoli di "Augusto figlio di Dio" dello stesso autore), perché manca di un'adeguata introduzione ed epilogo e il tutto sembra un po' troncato. Non mi è piaciuto la brevità del libro, si tratta di teoriche cento pagina ma, considerando le bianche, l'interlinea esagerata e altro saranno una cinquantina scarse. Ecco perché il voto scende a 3.
Per il resto, il contenuto è assolutamente di valore. Canfora ricostruisce una delle vicende più importanti della storia romana (per me non seconda all'assassinio di Cesare, anzi): ovvero la guerra di Modena e i prodromi del colpo di stato del luglio 43 a.C. in cui un giovanotto (ventenne scarso) da tutti sottovalutato fa il suo trionfale ingresso nella politica divenendo console e quasi arbitro dell'intera repubblica: si tratta di Ottaviano che, contando solo sull'eredità di Cesare (il nome e i soldi), inganna politici espertissimi quali Cicerone, tiene a bada Antonio, inizia a perseguire gli anticesariani (dopo aver ingannato anche loro, come nel caso di Decimo Bruto).
Canfora, ovviamente, analizza le fonti (Appiano, Svetonio, parole di Augusto ecc) e ricostruisce quello che io chiamo i "sedimenti propagandistici" lasciati dal potere vincitore, cioè Augusto stesso.
L'unico punto di insoddisfazione nell'esposizione di Canfora, oltre ad una mancata introduzione ed epilogo è che il punto focale della faccenda (Ottaviano ha fatto uccidere i due consoli in carica, nel cui esercito militava come pretore, per impadronirsi del potere?) viene esposto, ma Canfora non ci da un poi un parere (e sì che l'avrei voluto il parere di Canfora sulla faccenda, visto che lui è competente in materia mentre noi che non lo siamo dobbiamo solo starcene zitti!)
Se non vi interessano le limitazione di cui sopra è un 4 abbondante, altrimenti diciamo 3+. Comunque consigliatissimo in entrambi i casi, sia chiaro!