E' stato il forte temporale o è stata la sorte a far imboccare la strada sbagliata all'avvocato Maggioni e a sua moglie? Il fatto è che i due si ritrovano in un'antica villa sui colli senesi, abitata da personaggi un po' fuori dal tempo, decisamente inquietanti. Come è inquietante la morte di un fantino, ospite nella stessa villa, tre giorni prima del Palio. E i coniugi Maggioni, loro malgrado, sono partecipi e testimoni di una vicenda oscura e prodigiosa. Inaugurando un nuovo genere narrativo, a mezza via tra il poliziesco e il fantasy, Fruttero & Lucentini dimostrano che i fantasmi non esistono soltanto nei brumosi manieri di Scozia e che la paura può gelare il sangue nelle vene anche sotto il sole che infuoca la Piazza del Campo il 16 agosto. Per chi non teme il batticuore, un romanzo da non perdere.
Franco Lucentini (24 December 1920 – 5 August 2002) was an Italian writer, journalist, translator and editor of anthologies. With his friend Carlo Fruttero he formed the editorial team known as Fruttero & Lucentini, particularly notable for their curation of the Urania series of fantascienza (science-fiction) compilations from 1964 to 1985.
He also wrote a solo volume of short stories, Notizie dagli scavi (1964)
L’avvocato milanese Lorenzo Maggioni scende in Toscana con sua moglie per andare in visita al cognato, un professionista fuggito dalla città per dedicarsi al bio. Siamo in pieno agosto, mentre battibeccano in macchina come ogni coppia usurata farebbe, li sorprende uno di quei temporali estivi che oscurano il cielo. Un po’ per colpa della scarsa visibilità, un po’ per le indicazioni sbagliate impartite dalla moglie, i coniugi finiscono davanti alla villa di un conte che li accoglie con ogni cortesia e li invita a rimanere fino a quando non smetterà di piovere. La prima parte del romanzo è davvero godibile, la Toscana da cartolina è il paesaggio adatto alla rappresentazione dell’inevitabile rancore coniugale. Mi vien da credere che l’interazione di due persone, in principio coinvolte sentimentalmente, generi sempre una tossina il cui grado di velenosità vari in base al tempo complessivo che quelle persone hanno trascorso insieme. L’espediente di alternare la vicenda occorsa il 13 agosto alla presa diretta del giorno 16 (Palio dell'Assunta) si rivela particolarmente efficace. I coniugi Maggioni ora sono in auto, ora sul balcone del Circolo degli Uniti che dà su Piazza del Campo, ora nella sinistra villa del conte Guidobaldo, ora negli stretti vicoli che conducono alla Tonda. Il montaggio è ottimale, ci permette di esser messi al corrente delle speculazioni in divenire dell’avvocato, incastrato in una vicenda che ha dei contorni surreali. Anche questa volta, come già in occasione de “La donna della domenica” è la città e non la vicenda ad avermi conquistato. Ho letto cose sul palio di cui non ero al corrente, a fine lettura ne ho cercate altre scoprendo che nel 1347, dopo la peste, il numero delle contrade si ridusse a 42... e pensare che oggi sono 17, che solo 10 di esse corrono il palio (7 per rotazione / 3 per estrazione) che nel 2020 a causa del Covid non si sono disputati né il Palio dell'Assunta né quello della Madonna di Provenzano (l’ultima volta era successo negli anni della seconda guerra mondiale) La trama ha una qualche assonanza con quella di “Cortesie per gli ospiti” di Ian McEwan, giudicate voi se è un cavallo zoppo, io segnalo la presenza di una misurata, costante, piacevole ironia in grado di rendere gradevoli numerosi passaggi e riporto questa sottolineatura che potrebbe rispondere indirettamente alla domanda “Perché leggiamo i romanzi?”
Ciò che ha visto in questi tre giorni non è una approssimativa contraffazione della vita, ma la vita stessa. E questa l'ultima, la definitiva verità. La cifra che ha tanto cercato è lo zero. Allora non solo io, pensa, ma tutti, che lo sappiano o no. Tutti pateticamente, inestricabilmente prigionieri di questo confuso doppiofondo, di questo repertorio dozzinale dove ciò che ci è accaduto è presto indistinguibile da ciò che abbiamo soltanto sognato, immaginato, imitato, desiderato, copiato, fuggevolmente, erraticamente percepito da quando siamo nati.
Vipera... vipera, sul braccio di colei, c'oggi distrugge tutti i sogni miei... Il 7 gennaio del 1730, viene emanato dalla Balìa di Siena il “Bando sopra la nuova divisione, e riforma de' Confini delle Contrade della Città di Siena”, anche noto come "Bando di Violante di Baviera". Vengono soppresse le contrade del Gallo, del Leone, dell'Orso, della Quercia, della Spadaforte e della Vipera e vengono ridefiniti i confini delle 17 rimanenti. Fruttero e Lucentini intrecciano Storia e Fantastico e, come sempre, confezionano un piccolo, raffinato universo letterario.
Mi domando se era il Palio di Siena un pretesto per leggere un giallo o il giallo il pretesto per leggere del Palio, perché tutto ciò che riguarda la storica corsa senese mi incuriosisce massimamente e tra le righe la coppia di autori dissemina segreti, particolari, minuzie sulla centenaria competizione toscana a cui mi sono abbeverata con avidità. Poi c’è la vicenda, ci sono i personaggi di “cartapesta” come direbbe qualcuno… che non resteranno scolpiti nella mia memoria, e il finale è… stranamente surreale, tra realtà e sogno, volto a far riemergere un passato, sepolto da tempo immemorabile, che trasforma il Palio dell’Assunta di quel recente 16 agosto nel Palio invisibile e vendicativo delle Contrade Morte, avrei forse preferito meno esoterismo e più concretezza ma, tant’è, il mio desiderio di Palitudine si è soddisfatto indi, globalmente, una lettura piacevole.
Dies war mein erstes Buch von Fruttero und Lucentini und ich fürchte auch mein letztes. Die merkwürdige Mischung aus Krimi, Geistergeschichte und Geschichtsbuch sprach mich nicht an. Wenigstens habe ich etwas über die Geschichte des Palios in Sienna gelernt. Die Hauptperson der Geschichte vergleicht die Ereignisse durchaus richtig mit dem Herumzappen zwischen Fernsehkanälen. Das mag zwar von den Autoren gewollt sein, ist aber weder im konkreten noch übertragenden Sinne mein Ding.
Comunque sia, Tartuca. Che è vivissima Letto e riletto anni fa. Ricordo un libro assai piacevole e stuzzicante. Conoscere Siena e il Palio aiuta a calarsi nella lettura.
Originale l'ambientazione senese. Un giallo che non ha eccessivi colpi di scena, ma che parla come un romanzo. Il Maggioni, da una semplice noiosa gita a Siena, finisce ad interrogarsi sulla città, sul Palio, le Contrade, e su sé stesso, la vita. Finirà per domandarsi se si trova in un Truman Show. Finirà per assimilarsi al pensiero del lettore. E finiremo per chiederci anche noi se effettivamente viviamo in un Palio in cui vale solamente vincere e credersi vincitori o non effettivamente vivere. Anche le Contrade, come il romanzo stesso, giocano fra la vita e la morte.
Leggendo questo libro proprio a Siena ho apprezzato moltissimo la ricca ambientazione di questa storia, arricchita da numerosi dettagli storici sul Palio e sulla città che lo ospita. Per il resto la trama investigativa è stata poco avvincente, a tratti nebulosa, il finale è aperto e sfocia pure nel surreale. Nel complesso non una brutta lettura, ma se non ci fosse Siena protagonista non mi avrebbe catturata.
Mistero, tradizioni, spaesamento, delitti - fantasmi? Stile di scrittura impeccabile e accattivante per un bel giallo surreale. Mi ha tirato fuori da un impasse di lettura.
Assodato che i capolavori di F&L sono altri, non molto resta da dire su questo smilzo e un po' deludente libriccino, esile ghost story dalla struttura narrativa identica a quella di "Ti trovo un po' pallida".
Comincia come un "Cortesie per gli ospiti" in salsa ironica. Prosegue tra reiterate citazioni di marche commerciali vere e inventate (di lavatrici, caramelle alla menta, shampoo) con ovvia critica e autocritica al consumismo che domina le deboli menti degli italiani. E solo alla fine il protagonista fantasma comprende, da vari segni che da qualche tempo lo inquietavano e che tanto lo avevano fatto neokantianamente riflettere su realtà e apparenza, di essere passato sull'altra riva.
Ora che ci penso, il trucco ultimamente è stato sfruttato a più riprese dal cinema americano (The others, Il sesto senso...) e mi chiedo se sia nato prima l'uovo o la gallina, ossia quale scrittore abbia inventato l'effettaccio e se all'estero qualcuno legga Fruttero e Lucentini e l'abbia quindi potuto suggerire a qualche sceneggiatore hollywoodiano, cosa di cui mi permetto di dubitare. Bell'enigma.
A parte questo, e premesso che detesto del nostro paese il folklore troppo esibito, i grandi eventi, le grandi celebrazioni paesane inclusi palii, ceri, madonne di qualsivoglia colore e collana - non mi emozionano, non mi dicono niente -, ci sono due o tre momenti suggestivi legati alla storia delle contrade morte e agli odii e passioni senesi (mitici i tradimenti dei fantini ingannatori) che si scatenano in relazione al Palio. Ma non basta a fare un grande romanzo.
Credevo di aver capito, arrivata a una ventina di pagine dalla fine credevo di aver capito l'intreccio e il perché e il percome degli strani avvenimenti che si succedono in questo romanzo. Mi ero preparata una teoria. Poi le ultime due pagine hanno complicato tremendamente questa teoria, tanto che non sono più ben sicura che abbia senso.
Se non avete paura dei romanzi con un finale un po' sospeso e dove la realtà e il surreale si mescolano, "Il palio delle contrade morte" è davvero una lettura piacevole e intrigante.
Il protagonista e principale voce narrante, l'avvocato Maggioni, all'inizio vi starà un po' sull'anima. Perché è così preciso, prevedibile, puntiglioso e spaventato dagli imprevisti. Nel corso della vicenda, si scopre però un Maggioni osservatore, pensatore, quasi filosofo che non smetterà di sorprendere fino alla fine.
Forse l'unico dei libri letti della premiata coppia che non mi sia piaciuto. Vabbè, capita a tutti di non essere sempre al meglio. O forse è solo una questione di gusti.
Il Palio delle contrade morte è un giallo scritto dalla notta coppia Fruttero Lucentini, i cui romanzi hanno ispirato anche diversi film di successo. La storia è ambientata a Siena, nei giorni a ridosso del Palio del 16 agosto. Da questo punto di vista il libro è molto interessante perchè riporta tantissime informazioni su questa manifestazione, sulla sua storia, sugli usi che la accompagnano, sulle contrade senesi. I protagonisti sono due coniugi milanesi che nell'andare a trovare il fratello di lei trasferitosi nelle campagne toscane, perdono a causa del cattivo tempo e del buio e finiscono nella villa di sconosciuti. Fortunatamente si tratta di persone ospitali, che prima gli offrono la cena, poi un letto per la notte, infine i due protagonisti rimangono nella casa per due giorni, fino alla partecipazione all'atteso Palio. La narrazione è molto dinamica, passando dalla descrizione delle fasi che precedono la partenza dei cavalli in Piazza del Campo a quanto avvenuto nei giorni e nelle ore precedenti. La lettura mi ha dato subito l'impressione di un film e non vedrei male la versione cinematografica di tutta la storia. Ho trovato solo un po' troppo lungo il finale che si dilunga su descrizioni e opinioni che potevano essere risparmiate. Mi sarebbe piaciuto un finale più strutturato e con meno elucubrazioni, ma tutto sommato si è trattata di una lettura piacevole ed interessante.
Well, that was just weird. Two strands of storyline told parallel to each other, one in the present tense (at the Palio), the other in the past (in a Tuscan villa the days before the Palio), we follow a modern, middle-class couple from Milan get involved in age-old Tuscan traditions. As things become weirder and more incredible, the sense of reality is lost until the husband especially becomes completely disconnected. Unsure how much of life is only a TV show, and whether anything is real at all, he decides to join the ghosts of the past as offering a more real reality instead. At least that's what I think happened.
The narrative style is what I find typically Italian: lots of descriptive and analytical elements, hardly any straightforward sequence of events. Still, the whole was thankfully short, so was quite doable.
(I read this in German, not Italian, but couldn't find the German edition on Goodreads.)
I coniugi Maggioni partiti da Milano per andare a trovare il fratello di lei in Toscana, finiscono per caso alle porte di Siena nella villa del conte Guidobaldo. A pochi giorni dal palio di Agosto, una strana atmosfera di attesa viene percepita dai protagonisti, fino all'omicidio di un famoso fantino avvenuto proprio all'interno della villa. Un romanzo strano che di giallo ha molto poco e tanto, invece, di onirico. In compenso però è un vero scrigno di dettagli succosi del Palio, di descrizioni di Siena e delle sue campagne e di ciò che sono davvero quei giorni frenetici. Da senese d'adozione qual sono, non poteva che piacermi quest'aspetto del libro. Per fortuna, aggiungo!
libro strano, affascinante a suo modo, al solito benissimo scritto e breve abbastanza da far accettare il finale "fantastico" e una trama a volte un po' sfilacciata: fosse stato più lungo mi sarei anche un po' incazzato, ma così va benissimo, ed è perfetto come lettura estiva. e fa venir voglia di andare almeno una volta a siena a vedere il palio, magari entrando in sintonia con i suoi riti e costumi.
Il Palio delle contrade morte (not available in English) by the Italian duo Fruttero – Lucentini is an excellent novel that leads the reader in the secret, fascinating but sometimes scary world of the Palio, the century-old horse race on the Piazza del Campo which captivates the entire city twice every summer.
Un libro sicuramente particolare, con un mix di generi, ma che ho trovato noioso e prolisso a volte, stavo per assegnarli, infatti, una sola stellina ma poi si è salvato sul finale che mi è molto piaciuto.
l'ho letto moltissimo tempo fa. ricordo che fino a un certo punto mi è sembrato molto bello, poi è arrivato il finale. dopo averlo finito, non ho scagliato il libro contro la parete più vicina solo perché apparteneva ai miei genitori, il libro.
Un buon libro, leggero e fortemente infleuzato dal periodo in cui è stato scritto, e nella parte finale prende una decisa sferzata che lascia sbigottiti (a me in positivo)! Una piacevole sorpresa
(...) Il palio delle contrade morte (...) gioca continuamente con il lettore, ignorando qualsiasi regola di scrittura creativa ma rimanendo sempre fedele alla propria visione. Che è quella di una storia nella storia con ripetizioni, variazioni infinitesimali di scene, di vocaboli, con la consapevolezza dell’avvocato Maggioni che fa capolino dagli episodi più improbabili per vagliare e catalogare tutto, in un fluido movimento temporale che trasporta il lettore e il protagonista dal momento presente agli accidenti che lo hanno provocato, come se fosse possibile etichettare rigidamente e definitivamente ogni cosa. Come se la realtà potesse essere inserita in uno schema, magari con tanto di percentuali, in modo da dare un senso e un valore a ogni cosa, mentre sua moglie Valeria reagisce al fluire degli eventi lasciandosi trasportare, in un percorso di straniamento dei due coniugi che si accompagna allo straniamento dalla realtà. (...) I dialoghi sono scarni, a volte paradigmatici. Una spiegazione sul Palio può diventare un estratto da un “manuale di conversazione” sul Palio stesso, e la stessa impostazione può essere applicata a un “manuale di conversazione nel corso di temporali estivi”. In fondo, chi può dire che se il nostro ruolo nella vita non sia quello d’interpretare un personaggio e di seguire determinati schemi? Tutto nel Palio — al di là del minuto e mezzo della corsa — è ritualità e ripetizione di schemi fissi da tempi immemorabili, compreso il comportamento degli spettatori. Di qui, la ritualità nel comportamento di coloro che osservano gli spettatori, e che cercano di tracciare un filo logico e deterministico (l’avvocato Maggioni) o che si lasciano trasportare dal flusso della corrente (Valeria) e finiscono con l’immergersi in ruoli prefissati dal tempo e dai cliché. La storia a tratti si sfalda, persa fra i rivoli di una trama poliziesca e le incursioni nel fantastico, con un tocco di rosa che accentua i contrasti e le lontananze. Su tutto predomina la corsa, evento incombente e atteso, catalizzatore di aspettative e motore degli eventi intorno ai quali, semplici comparse, ruotano i protagonisti del romanzo. Ma se per l’avvocato manca un qualsiasi solido elemento di riferimento, tanto da fargli percepire il mondo estraneo in cui è capitato come qualcosa di ovattato, di sfumato, pur cercando continuamente una classificazione a partire dalla quale ricostruire una forma di normalità, per il lettore che, più che ritrovarsi immerso nella vicenda, si trova a essere uno spettatore fin troppo consapevole di un complicato gioco di ruolo, sparisce ogni partecipazione emotiva. C’è la curiosità di vedere quale piega prenderanno le cose, ma senza tensione perché i sentimenti forti appaiono come smorzati dal tempo inclemente delle prime pagine. Il palio delle contrade morte è un libro esemplare per come procede sul suo cammino, che delude ogni aspettativa di chi cerca una realtà solida a cui aggrapparsi ma che costruisce una sua propria realtà, fatta di ripetizioni, scarti minimi e variazioni sul tema. Il finale è aperto perché gli sconfitti avranno sempre nuove opportunità negli anni a venire. E la vita, come il Palio, non potrà mai trovare una conclusione definitiva. Il testo completo: http://librolandia.wordpress.com/2012...…