Molto, moooolto carino! Superate alcune difficoltà iniziali di ambientamento (è del 1961 e, pertanto, ci sono idee e aspetti tipici di quel periodo) ci si trova catapultati in una lettura molto divertente e spensierata. Da questo romanzo hanno tratto il film Una sposa per due con Sandra Dee. Io adoro Sandra Dee (da piccola ho visto tutti i suoi film, purtroppo questo non riesco a ricordarlo e adesso muoio dalla voglia di vederlo ^^).
“Se vuoi che il tuo matrimonio sia felice, tratta tuo marito come se fosse un cane.”
Affermazione un po'forte? Non necessariamente, se si conosce a fondo la filosofia di Germaine Stacey, anticonvenzionale ex-ballerina francese che, unitasi in matrimonio con un morigerato bostoniano, della suddetta regola ha fatto il fondamento del suo matrimonio. Del resto, come la stessa Germaine osserva: “Capita sovente che i mariti se ne vadano di casa. I cani non lo fanno mai. Un motivo ci dev’essere”. Perché, quindi, non applicare, con rigorosa discrezione, lo stesso tipo di addestramento al proprio consorte? E così, quando la figlia Chantal, dopo aver spezzato i cuori di innumerevoli giovanotti, conquista (o dovrei piuttosto dire, intrappola) il giovane fotografo Eugene Wright, tanto amante delle compagnie femminili, quanto refrattario al matrimonio, la premurosa maman non esita a metterle a disposizione tutto il suo prezioso sapere. Inutile dire che, malgrado la comprensibile riluttanza della sposina, il metodo funziona, eccome! Quando però, complice una fredda sera d'inverno, un tenero cagnolino (stavolta in carne ed ossa), ed un'amica invidiosa, il piano rischia di andare a monte, a Chantal non resta che giocare l'ultima infallibile carta: ricorrere al mitico Mr Robert Swan.
Quando il talento era ancora indispensabile per scrivere libri, e il buon gusto, diversamente dai giorni nostri, era una qualità imprescindibile, anche la letteratura al femminile (per intenderci, quella attualmente designata col poco lusinghiero nome di chick-lit), poteva riservare delle piacevolissime sorprese. È il caso di If a man answers, una deliziosa commedia degli equivoci che, costruita attorno ad un'idea bislacca e indubbiamente originale, affronta con brio e intelligenza il sempreverde tema delle dinamiche di coppia e delle difficoltà della vita coniugale. Non c'è presunzione in Winifred Wolfe, arguta scrittrice dalla penna raffinata, ma solo tanto spirito d'osservazione, e una buona dose d'ironia: ingredienti sufficienti per confezionare, in modo poco meno che impeccabile, un godibilissimo racconto interamente imperniato su dialoghi brillanti e molto cinematografici, e su un vivace intreccio denso di fraintendimenti e colpi di scena. Fluido e ben scritto, leggero ma mai sciocco, e romantico quanto basta, senza però scivolare neppure un istante nella leziosità, il romanzo si rivela un ottimo esempio di letteratura d'evasione, dove tra le tipiche atmosfere dei primi anni '60, e le molte risate che la Wolfe strappa ai lettori, si trova anche il tempo per un po'di sana, e tutt'altro che banale, riflessione. Infatti, sebbene l'idea di fondo della storia, possa apparire, ad uno sguardo superficiale, lievemente assurda, leggendo tra le righe se ne coglie con facilità l'insospettabile buon senso e la sorprendente attualità. Ciò che l'autrice vuol dimostrarci è il semplice fatto che, per far funzionare la vita coniugale, non sono necessari grandi trucchi: quel che serve è piuttosto la capacità di educare se stessi (questo, come Chantal si accorgerà, è il vero segreto) alla condivisione, alla comprensione, alla vita di coppia; lasciare da parte l'egoismo e imparare a mettersi in discussione: perché il matrimonio è un'avventura da vivere in due, dove, qualche volta, occorre anche avere l'intelligenza di fare un passo indietro, e provare a mettersi nei panni di chi ci sta accanto. E chissà che, a ben guardare, quell'addestramento che tanto sconvolge lo smarrito Eugene, non sia in realtà la semplice ma fondamentale abitudine alla gentilezza, alla pazienza, e al venirsi incontro: cose che in tanti dimenticano quando la routine domestica prende il sopravvento, e (cosa che avviene ahimè troppo spesso) si finisce col dare l'altro per scontato.
Sorge però spontanea una domanda: perché tanta lungimiranza spetterebbe proprio alle donne? Forse perché s'immagina che l'animo femminile sia tendenzialmente più sensibile, o magari perché, come Chantal e la sua adorata maman ci dimostrano, proprio nel gentil sesso vi sono talvolta un'astuzia e un senso pratico difficilmente eguagliabili. Tuttavia, essere furbi non è sempre garanzia di successo, ed anche ai più perspicaci ogni tanto spetta fare i conti con la severa legge del contrappasso; così, prima di arrivare al tanto atteso lieto fine, chi ha creduto di potersi fare beffe degli altri, finirà col trovarsi simpaticamente (e giustamente!) gabbato... forse.
Qual'è il metodo infallibile per avere un matrimonio perfetto e un marito devoto? Germaine affascinante donna francese, sembra averlo scoperto e messo in pratica con il marito orgogliosamente bostoniano John, conosciuto a Parigi, sposato in meno di un mese per poi trasferirsi a Boston sconvolgendo la rigida e conservatrice madre di lui. Tutto cambia con la nascita dell'adorata Chantal che rappresenta perfettamente la parte civettuola francese e quella pratica bostoniana. Chantal è molto civettuola arrivando al punto di fidanzarsi contemporaneamente con 3 ragazzi, facendo perdere la pazienza del padre e trovando la tranquillità nelle parole della madre. Per motivi di lavoro la famiglia lascia Boston e si trasferisce a New York. Chantal cambia 3 lavori nel giro di una settimana e il motivo è la ricerca dell'uomo da sposare che trova per caso fra le vie della città in Eugene, fotografo di riviste di moda e calendari che le propone di posare come modella. Dopo un pò di tentennamento Chantal si convince a posare per un calendario ma la seduta fotografica viene interrotta da John che la trascina fuori dallo studio. Con i metodi oratori che Chantal possiede, ereditati dalla madre, nel giro di poche ore si trova sposata a Eugene che non vuole più averla come modella poichè è sua moglie e nessuno, a parte lui, la deve vede poco vestita. Il matrimonio procede a meraviglia, Chantal accudisce alla casa, prepara degli ottini pranzi e cene e coccola il suo Eugene, finchè non arrivano i primi litigi e gelosie verso le modelle che frequentano lo studio fotografico. E' a questo punto che Germaine svela alla figlia il metodo infallibile per avere un matrimonio perfetto: trattare il marito come un cucciolo di cane! Se all'inizio per Chantal questa rivelazione è assurda, dopo aver provato a mettere in pratica la prima regola dell'addestramento dei cuccioli di cane funziona, procede con la lettura del libro in questione imparandolo a memoria e attuando ogni regola al momento giusto. Per lei è come vivere una seconda luna di miele...finchè non svela il suo segreto alla sua migliore amica nonchè modella prederita del marito!
Il libro è stato pubblicato per la prima volta ne 1961 ed è in continua ristampa, il modo di scrivere è ovviamente tipico dei tempi, come le situazioni e nulla toglie la piacevolezza della lettura. Hollywood ne ha tratto un film con protagonista Sandra Dee intitolato "Una sposa per due" molto fedele al libro.
La Wolfe ha sempre avuto una scrittura brillante e ricca di humour. Fermo restando che uno dei limiti di questo libro sono certe idee tipiche del periodo in cui è stato scritto, per me vale sicuramente la pena di leggerlo. L'educazione sentimentale del marito come l'educazione cinofila è semplicemente Geniale!
Dopo essere stata ammaliata da Tutte le ragazze lo sanno, sono entrata nel tunnel degli anni '50, in preda alla frenesia di saperne di più, di vedere film dell'epoca, di trovare storie che mi raccontassero ancora, in maniera così piacevole, la quotidianità di chi ha vissuto in quegli anni, soprattutto negli Stati Uniti (lo so, ho un debole immotivato per la cultura e la società americana...).
Avere tra le mani Un matrimonio perfetto, sempre della frizzante Winifred Wolfe, è stato per me elettrizzante: non vedevo l'ora di immergermi di nuovo in quell'atmosfera, facendomi incantare da una scrittrice dalla cui penna, pur non dedita all'alta letteratura, nascono veri e propri gioiellini. La storia potrebbe essere raccontata in pochissime parole: una ragazza si trasferisce coi genitori da Boston a New York, per riparare a una situazione incresciosa in cui si era ritrovata, e nella Grande Mela cerca marito. Lo trova, lo sposa, e cercherà di tutto per far sì che questo matrimonio possa essere felice, aiutata in questo dalla madre. Vi attira la storia? Messa così, probabilmente non ottiene l'effetto desiderato. Allora vi racconto un'altra storia.
"C'era una volta Chantal, figlia adorata di un bostoniano, John, e di una parigina,Germaine, che per tutta la vita cercava di tenersi in equilibrio tra la sua vena (materna) romantica francese e il suo spirito (paterno) pratico americano. La mamma ammirava la bellezza e la spensieratezza della figlia, la nonna paterna ne ammirava e invidiava l'indipendenza, il padre era terrorizzato dall'insieme e avrebbe solo voluto che si sposasse al più presto. Accadde così che la bella Chantal, Chou-Chou, Charlotte, ogni familiare aveva un nome particolare per lei, andò alla ricerca di un fidanzato, o meglio di un futuro sposo, e ne trovò e legò addirittura tre. Fu uno scandalo per il padre, una gioia per la nonna, motivo di ammirazione per la mamma. Il padre, in minoranza in una casa di donne, decise di portare la bella famiglia lontana da quella città, sperando che un nuovo posto, un nuovo lavoro, nuovi volti avrebbero donato alla figlia un tocco di maturità. Chantal accettò la decisione paterna, facendo sì che l'unico scopo nella vita fosse trovare marito: per far contento il padre, e per dimostrare alla madre che anche lei, sì, sarebbe riuscita ad amare e a farsi amare da qualcuno ogni giorno della sua vita. Trovò l'uomo che faceva per lei e con le parole e le moine il bel fotografo sciupafemmine si ritrovò con un anello al dito senza neanche saper come. La bella e ingenua Chantal era già pronta a scrivere in calce alla sua storia "e vissero felici e contenti", le dolci parole testimoni di un matrimonio da fiaba, ma la saggia - francese - mamma sapeva che la figliola avrebbe dovuto affrontare ancora qualche drago prima di raggiungere la felicità. La felicità non era altro che un matrimonio perfetto. Esisteva? Certo che esisteva! Bastava creare il marito perfetto, e la moglie perfetta, e quando anche questo non avrebbe funzionato... allora c'era solo una persona che avrebbe potuto usare il giusto incantesimo e risolvere tutto: Robert Swann..." Una classica favola? Forse! Un ben più moderno chick-lit? Quasi! Un impegnativo romanzo di formazione? ...in qualche modo potrebbe...
Winifred Wolfe racconta la sua epoca con ironia e efficacia, divertendo ad ogni pagina il lettore, ridicolizzando i luoghi comuni, sconvolgendo probabilmente i perbenisti del tempo, ben più attenti alle apparenze piuttosto che alla sostanza. Le pagine di questo romanzo sono così piacevoli e frizzanti che vien voglia di rileggerlo immediatamente daccapo, ci si immagina le scene e si desidera tornare indietro nel tempo, per poter respirare un po' di quell'atmosfera di serietà ma anche di frivolezza che regnava negli anni '50. Anche questo romanzo della Wolfe divenne materiale per un film (Una posa per due), con la bionda, ingenua, maliziosa ragazza della porta accanto, Sandra Dee. Durante la lettura mi sono resa conto che io quella storia l'avevo già sentita, sapevo come sarebbe andata a finire perché in passato mi era capitato di vedere quel film, anche se non l'avevo immediatamente riconosciuto nei personaggi. Forse accadrà anche a voi, ma conoscerne il contenuto non vi toglierà il piacere di portare a termine il romanzo. Anzi! Vi farà desiderare di poterne leggerne altrettanti!
In high school drama class I pretty much read every script I could find in the teacher's room. Senior year, in particular, I became a demon in pursuit of monologues, which I would memorize with unseemly haste. Perhaps if I'd devoted as much time to characterization and you know, acting the monologues as I did to seeking them out, I might have gotten cast from time to time.
I haven't enjoyed a book so much in a while. This is such a funny story of misadventures in dating and as newlyweds. The book is comes across as the 1960's American novel that it is; it is a good representation of the upper class of New Yorkers that fill its pages. Very fun read that made me laugh out loud!
Una piccola perla tra i chick-lit, specialmente se si considera l'anno di pubblicazione (che dovrebbe essere il 1961!!). Addestrare il proprio marito come fosse un cucciolo è un'idea geniale e sono abbastanza sicura che funzioni realmente. Divertente ed ingegnoso, un libro che consiglio vivamente!
Delizioso romanzo anni '50 sul matrimonio, il segreto per farlo funzionare ed i ruoli e le aspettative di uomini e donne nella società del secondo dopoguerra. Lieve e divertente.