Isaac Bashevis Singer was a Polish American author of Jewish descent, noted for his short stories. He was one of the leading figures in the Yiddish literary movement, and received the Nobel Prize in Literature in 1978. His memoir, "A Day Of Pleasure: Stories of a Boy Growing Up in Warsaw", won the U.S. National Book Award in Children's Literature in 1970, while his collection "A Crown of Feathers and Other Stories" won the U.S. National Book Award in Fiction in 1974.
In questo romanzo breve del 1961, lo scrittore Isaac Bashevis Singer, futuro Premio Nobel per la Letteratura, racconta una storia di lussuria e peccato in un villaggio polacco apparentemente rispettoso delle leggi di Mosé ma che è stato preso di mira dal Maligno che vuole condurlo alla rovina: come mezzo dei suoi scopi si servirà del giovane studioso di Varsavia Shloimele che va sposo alla giovane Lise, bellissima figlia del rabbino di Kreshev ed anche dell’aitante cocchiere Mendel che con la sua maschia prestanza si presterà allo scopo di corrompere la giovane coppia determinando una serie di circostanze che porteranno alla rovina individuale e collettiva. Per le mie inclinazioni di lettore quest’opera, pur ammettendo la scorrevolezza del racconto e l’abilità narrativa non posso davvero collocarla tra le migliori di questo scrittore.
Un racconto che non avrebbe potuto essere scritto che da uno scrittore ebreo. Una storia di peccato, di pentimento e punizione, di bene e di male, il tutto miscelato con la tipica ironia yiddish, un poco malinconica, con un retrogusto di amarezza, che è il segno distintivo degli scrittori ebrei –e che mi piace molto-. Kreshev è un piccolissimo villaggio polacco, in cui v’è sempre stato poco da fare per Satana, è difficilissimo che qualcuno vi pecchi sul serio, solo piccolezze. Per questo egli non vi si reca spesso, né Dio padre, d’altra parte, se ne interessa molto. “Cani abbaiano alla luna, galli cantano, ranocchie gracidano, le stelle in cielo guardano dall’alto e ammiccano, e Dio stesso si appisola tra le nubi. L’Onnipotente è vecchio; non è una cosa da nulla vivere in eterno”. In questo sfondo ecco che la storia si movimenta, il tema è classico, i personaggi (ricca famiglia ebrea) sono quattro: il marito, la moglie, l’amante di lei e il suocero di lui. Il peccato commesso: l’adulterio. E qui si apre una riflessione: chi è il peccatore? La moglie adultera e l’amante, il bel cocchiere Mendel, certo. Ed il marito voyeur che ha convinto la donna, con continue lusinghe e seduttive fantasie sessuali costantemente ripetute, a provare un rapporto nuovo con l’altro, più bello e aitante di lui? Per la comunità ebraica non vi sono dubbi. Gli stessi protagonisti del fatto accettano senza discutere la sentenza dei sacerdoti, la legge ebraica non può essere messa in discussione. La fine drammatica del racconto può riassumersi con le sagge parole dell’anziano padre dell’adultera, ebreo timorato di Dio, che sono espressione del solido senso religioso ebraico : “L’uomo ha l’obbligo di essere grato, sia per il bene che per il male”.
Preso in una bancarella in centro Padova molto casualmente, dato che costava solo un euro e la trama mi sembrava potenzialmente interessante.
L'ho adorato! Di base, a livello di trama, nel racconto non succede granchè, potrebbe essere riassunto in una frase, ma l'autore ha davvero una buona penna, capace di incantare. Mi piaceva molto leggere i capitoli, anche quando non succedeva granchè e descriveva semplicemente la vita condadina e mondana del paesello, finivo il capitolo e mi sentivo soddisfatta. Mi sono affezionata velocemente ai personaggi, principalmente alla fanciulla Lise, la vera vittima di tutto il male subito, dal mio punto di vista. Sebbene il narratore sia Satana e, di conseguenza, si sa fin dal principio che succederà qualosa di brutto a lei e a tutti gli abitanti del paese, speravo sempre per il meglio.
A parte la buona penna di Singer, questo libro è l'ennesima riflessione di quanto l'uomo si accechi davanti all'invidia, alla superbia e alla contraddizione e buonismo.
In più, questo libro può essere anche l'ennesima riflessione sulla potenza della Chiesa. Le decisioni finale di maggiore importanza le prendono sempre i rabbini (in questo caso) e non seguire la parola di Dio è peccato, senza sfumature di causa, e gli abitanti del paesino sembrano tutti soldatini, che non riflettono con la propria mente.
Si potrebbe ancora riflettere sulla figura della donna, in quanto Lise è sempre stata descritta come la strana, dato che studiava ed era intelligente, sui matrimoni combinati delle spose bambine, sulla mentalità chiusa da paesino, su come si viveva e cosa si pensava un tempo, sull'importanza spropositata della verginità, sul significato di peccato, sui metodi utili delle punzione per il pentimento.
Mi è dispiaciuto leggere di questa novella e del destino di Lise perché oggi il singolo atto sarebbe considerato anche quasi normale, se fosse stata volontà spontanea. Il libro si può interpretare il libro in più modi. Io, con gli occhi e la mente odierni, condanno il potere persuasivo, manipolatore e malato del marito Shloimele, che tanto intelligente, poi, a quanto pare non era... Cara Lise, a parte il matrimonio combinato obbligato da tuo padre, avresti dovuto scegliere quello bello, ricco e stupido!
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Kresehev es un poblado pequeño y pacífico. Satanás nos narra como sucede su desgracia, pequeños pecados que como un gota que al caer sobre un remanso de agua quieta hace muchas ondas. Un ritmo en los hechos que se van incrementando hasta el regocijo de Satanás. Isaac Bashevis Singer quien obtuvo el nobel en 1978 retrata fielmente las costumbres de la vida judía en Polonia. Una lectura altamente recomendable.
"La destrucción de Kreshev" es una novela corta y muy fluida escrita por el Premio Nobel de Literatura de 1978 Isaac Bashevis Singer (1904-1991). Es la primera vez que me encuentro con un texto de este autor y mi impresión principal es que no es una novela "agradable". Desde el inicio, este libro me generó incomodidad, además de muchas reflexiones de carácter moral y religioso. Y justamente creo que es lo que Singer esperaba causar en el lector.
Para empezar, ya en la primera página, Singer deja claro quién es el narrador del relato: "Yo soy el Espíritu del Mal, Satanás, la serpiente primigenia". Sin embargo, la figura de Satanás únicamente narra la historia, pero no interactúa de manera directa con los demás personajes de la novela. Así como los dioses griegos y romanos influyen en la vida de los humanos, Satanás hace de las suyas en Kreshev, un pacífico shtetl ucraniano de profundas y muy ortodoxas creencias religiosas judías, perdido en medio de la nada. La hipocresía, la ignorancia y la doble moral de sus habitantes queda fuertemente exhibida a lo largo del libro. Y sobre todo, la ingenuidad reinante da paso a una profunda perversión que conduce a Kreshev hacia su propia destrucción.
"La destrucción de Kreshev" es un relato tremendamente oscuro tanto en su trama como en su ambientación. Quienes hayan leído "Tango Satánico" de Laszlo Krashnahorkai podrán encontrar muchas similitudes entre la empobrecida cooperativa en Hungría y el shtetl Kreshev en Ucrania. Pueblos chicos, infiernos grandes.
En conclusión, una recomendadísima novela de terror, infernal... ¡Incluso me atrevo a recomendarla para Halloween!
"Aquellos que conocen las complejidades de la naturaleza humana bien saben que gozo y dolor, fealdad y belleza, amor y odio, compasión y crueldad, al igual que otras emociones contrapuestas, se mezclan con frecuencia de tal forma que no es posible distinguirlas."
Un pequeño pueblo, apacible y controlado socialmente por los preceptos de cierta religión, se ve trastocado por la llegada de un hombre de apariencia intelectual, que se casa con la hija del hombre más rico del pueblo.
Me encantó el libro, la voz del narrador es muy particular, aterradora por decir lo menos.
La destrucción de Kreshev, es una novelita como su diminutivo lo indica, muy corta, escasas 117 paginas, es la primera vez que leo algo de Bashevis y he de admitir que es sumamente sencillo leerlo, utiliza un vocablo judío por lo cual al final tiene un glosario, la historia complaciente y el titulo de sus capítulos se acopla perfectamente a la descripción de ellos, cosa que no he visto en algún otro libro, ¿de qué va? Simple, una familia acaudalada llega a Kreshev y el consumo de un matrimonio cambiara el rumbo de Kreshev, como su titulo lo dice, la destrucción. "Destrucción" es una palabra fuerte, en sí, no hay tal destrucción, es verdad, más de medio pueblo muere pero tampoco es para tanto. Me gustó mucho y espero leer otra obra de Isaac Bashevis Singer, El mago de lublin. Me gustó el nombre de Elisha, así que probablemente le ponga a alguna hija mía así, aunque obvio no espero el destino de ella en la vida real jajaha. ‹‹Cuando un santo deja la ciudad, su belleza, su esplendor y su gloria se van con él››
La historia transcurre en el pequeño pueblo de Kreshev, una comunidad judía (creo que en su mayoría), donde una de las familias más ricas decide casar a su hija con un hombre pobre pero instruido en la fe. Lo que llama la atención desde la primera página es la narración en primera persona de el demonio. Supongo que se refiere a Lucifer, pero en realidad debo leer el Talmud para conocer si hay equivalentes en sus nombres o son los mismos (lectura pendiente de hace algunos años ya). La cuestión es que el devoto pueblo prontamente se ve escandalizado por las situaciones que el demonio atrae hacia ellos y cada escena va sumando transgresiones de la fe y depravaciones hasta el desenlace final. Se puede notar bastante sátira en la obra, así que no me sentí atemorizada en ningún momento, así que la persona que me lo recomendó como historia de terror, bueno, diría que se desviaron un poco mucho. De todas formas, es una historia interesante y es corta, así que se lee muy rápida, recomendable para todos.
Es imposible no reconocer en cada libro que me ha tocado leer del polaco sus motivos esenciales: la vida rural y su organización social con una sólida base arraigada en la religión judaica, pero también la maldad y la lujuria que no se encuentran separados. Es precisamente ese espíritu de la maldad el narrador del relato. Imposible no reconocer también que Bashevis Singer es un narrador neto y podría explicar esta definición tan poca seria diciendo que, como en otros ejemplos del cual hay uno latinoamericano harto conocido que puede aparece con rapidez, es debido a que en sus libros uno encuentra, más allá de todo, una historia bien contada. Al final importa poco si en el texto hay o no complementos que enriquezcan el contexto e intenciones para ejecutarlas (que los hay); a un nivel primario la literatura y los libros son historias pero, eso sí, bien narradas; eso Bashevis Singer lo entiende y lo aplica con la naturalidad que uno entiende característica de sus libros.
Superbe nouvelle à lire. Très facile à appréhender si on a une culture juive et reprend ce qui se fait de plus beau chez Singer : une connaissance fine de la littérature et du folklore ashkénaze qui s’immisce dans la caricature de ses mêmes récits. Je l’ai lu en une mâtinée aujourd’hui durant mon hospitalisation et elle a su me voler l’ennui qui m’était de base promis. Je vous la conseille vivement car la description du Satan comme un narrateur à distance des pêcheurs et des pécheresses est une noble distinction chez Singer qui aime se jouer du sacré. Et c’est bien cela qui rend la littérature du yiddishland toujours très intéressante car elle englobe l’impie et le pieux, le sage et le rasha.
“Cuando el rabino le preguntó: «¿Acaso no sientes temor? ¿Crees que vivirás para siempre?», él replicó que después de la muerte no hay ninguna diferencia entre el cadáver de un hombre y el de un caballo. Esto último despertó tal furia en sus interlocutores que de nuevo le propinaron una paliza.”
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Al principio me enojé porque estaba entendiendo todo al revés. Cuando entendí al derecho me di cuenta de que era una obra maestra (me costó la parte las leyendas y costumbres judías porque no conozco nada)
Nunca podré quedarme más satisfecho que con la extraordinaria pluma de Bashevis. Una comunidad judía retratada con la mirada más honesta, irónica y profunda que he leído. A veces creo que ayuda a entenderlos mucho.
Un livre qui nous fait réfléchir sur le pouvoir de nos choix et leurs conséquences. Très philosophique pour certains et religieux pour d’autres. Il est court, mais complet. Se lit très facilement.
Esta es una interesante novela corta narrada por el diablo, donde se nos muestra la cultura judía en polonia. Ademas esta escrito de forma ágil y concisa.
Los críticos registran que el mundo concebido por Isaac Bashevis Singer (Radzymin, Polonia, 1904) es el “paralelo literario” de lo que Marc Chagall ha expresado en su obra pictórica: la tristeza del “shtetl”, del gueto, la amargura y el terror ante las persecuciones y el exilio de un pueblo milenario, todo desvelado con un “agrio y doloroso humor”. Tales aseveraciones se confirman en su breve relato “La destrucción de Kreshev”, editado en 2007 por Acantilado. La “nouvelle” está magistralmente narrada por el propio Príncipe de las Tinieblas –cuando comienzas a leerlo, casi puedes sentir la voz de Mick Jagger susurrándote al oído “Sympathy for the Devil”–, quien se asoma a este pequeño poblado, situado a la orilla del río San, en Ucrania (cabe hacer mención de que, aunque Singer emigró a los Estados Unidos en 1935, la Europa oriental permaneció sempiternamente en el horizonte de su narrativa); ahí tendrá lugar una trágica historia, guiada implacablemente por la mano de Satanás, que desencadenará en sucesos impregnados de tentación y pecado, fe y superstición, inocencia y perversión. Como expresa el ensayista y crítica literario Sergio Nudelstejer, en su estudio sobre el galardonado, en 1978, con el Premio Nobel de Literatura: “Bashevis Singer se deja ganar por sus propios demonios, por su profundo apego a la tradición folclórica judía, en la cual los temas de la santidad y el pecado, la eterna lucha entre Dios y los dioses, se suceden antinómicamente para reafirmar, con Kierkegaard, que ‘con sólo pintar la propia aldea –como apuntaba Tolstoi– se llega a ser universal’”. No hallé mejor forma de investir la obra de este inmortal autor.
Satanás escribe bastante bien desde la pluma de Isaac Bashevis Singer. Una historia tan breve como una hoja, pero tan visceral e impactante como una auténtica leyenda de pueblo. En veces presentía los ambientes de las cintas "Blood On Satan's Claw", "The Crucible" y hasta "The Village" (no la peor de esa boñiga de Shyamalan y bastante pasable dentro de lo que cabe, o quizás es sólo un gusto culpable). En un lenguaje sencillo, descriptivo y repleto de nombradía sagradas, una atmósfera inquietante se desenvuelve en menos de 120 paginitas que capturan tu atención e intelecto con tensión, calamidad, interés y asombro. En efecto, todo pueblo regido por circunstancias religiosas, está condenado a su total destrucción. Quien deseé iniciarse con Bashevis Siner, este extraordinario Premio Nobel, échele un ojo a esta impresionante noveleta.
This is a wonderful story - part fairytale, part folkmyth, part morality play. Told by the devil, it tells the story of a small Jewish shtetl in rural Poland that is destroyed by the excesses and delusions of the main characters: Lise, the daughter of the richest man in the shtetl, predisposed to gathering as much knowledge from books as is possible for her, and the eccentric, learned, and arrogant young Talmud scholar Shloimele, who arrives from another village to marry Lise. To say much more would be to give away the plot and charm of the story. This story appeared in The Collected Stories of Isaac Bashevis Singer, but here is published alone as a small book. The translation to this Spanish edition (apparently from the English version) was by Rhoda Henelde and Jacob Abecassis.
Racconto breve sulla religione. La copertina e l'incipit suggerisco che l'opera del male può corrompere anche gli animi più puri. Il messaggio giunto a me suggerisce che la religione è una dottrina manipolatrice della mente umana, che fa credere nel giusto vivendo invece nella totale cecità.
La historia es predecible y simple. Lo valioso de la novela está en la descripción de la cultura judía. Para quien no sabe nada sobre ellos, la obra es mejor que una guía turística o una enciclopedia.