"Fanno il deserto e lo chiamano pace." Così lo storico Tacito descrive i legionari di Roma, espressione rapace di uno Stato in espansione. In effetti, nell'immaginario collettivo, l'esercito romano rappresenta una compatta, inarrestabile macchina da guerra. Un esempio ineguagliabile di efficienza e disciplina. E lo fu davvero, anche se non fu solo questo. Seguendone l'evoluzione è possibile ripercorrere lo sviluppo dell'intera società romana. Proprio ciò che in questo volume fa Federica Guidi, puntando la lente d'ingrandimento sulle forze armate dell'Urbe, che a prima vista appaiono una realtà monolitica. Partendo dall'epoca regia per arrivare alla tarda età imperiale, l'autrice descrive con uno stile sapientemente vivace l'articolazione delle legioni, le tecniche di guerra, ma anche gli aspetti più quotidiani della vita dei dalla costruzione delle macchine belliche alle pratiche mediche di soccorso, dall'addestramento alla organizzazione dei castra. Per scoprire che le legioni furono lo specchio della grandezza di Roma e della sua straordinaria capacità di includere e integrare l'altro, il diverso.
Ho iniziato a leggere questo libro senza una vera ragione. Volevo qualcosa di veramente italico e mi sembró una buona idea studiare le legioni romane. In effetti questo è un libro abbastanza interessante, spiega la vita attorno alla legione più che la morte da essa creata. I particolari non mancano e sono citati. Che dire. C'è una prima parte che spiega piuttosto bene l'organizzazione interna della legione, le coorti, le centurie, gli ausiliari e l'ispirazione greca della stessa e la sua evoluzione, tipo l'uso del giavellotto, le variazioni sullo scudo, eccetera. La seconda parte, che poi occupa i due terzi del libro, si concentra di più sulla relazione della legione con la civiltà romana e il ruolo da essa ricoperto non solo a conquistare genti, ma anche a costruire strade, ponti, acquedotti, edifici e in generale a mettersi al servizio della comunità, peraltro non solo a scopi militari. Il libro poteva essere organizzato un po' meglio: i dati (specialmente sull'evoluzione dell'organismo legionario) sono sparsi un po' ovunque, e lo stile del libro è un po' colloquiale e un po' troppo trionfalistico e esaltato. Mi è sembrato anche un po' prolisso: verso i tre quarti della lettura ero bello che a posto. Ah, in appendice c'e' anche una breve storia di tutte le legioni romane di cui sono pervenute notizie.