Het is juist de roman die ons laat zien dat het leven geen roman is. Hoe baan je je een weg door de moderne, snelle, digitale maatschappij? Wat doe je met oude waarden, nieuwe normen? Hoe denk je over racisme, oorlog, ouder-kindrelaties zonder te verdwalen in lijvige filosofische werken? Het antwoord is even verrassend als LEES EEN ROMAN. Alain Finkielkraut bespreekt aan de hand van negen romans vraagstukken waar iedereen wel een keer op bijvoorbeeld klassenverschil (Toean Jim van Joseph Conrad); racisme (De menselijke smet van Philip Roth) en een vader-zoonrelatie (De eerste man van Albert Camus).
Literatuur is voor Finkielkraut iets om de wereld mee te lijf te gaan, om klaarheid te brengen in morele dilemmas, verschrikkingen onder ogen te zien, tegen de geriefelijke aannames van de tijdgeest in te denken. Bas Heijne in NRC HANDELSBLAD Alain Finkielkraut is professor aan de École Polytechnique in Parijs. Eerder verschenen van hem bij Contact onder meer Ondankbaarheid. Een gesprek over onze tijd (2000), Het onvoltooide heden (2003) en De wijsheid van de liefde (2004).
„Nu avem nevoie de literatură ca să învăţăm să citim. Avem nevoie de literatură pentru a sustrage lumea reală lecturilor sumare, fie că ele sunt alcătuite din sentimentalism facil sau din inteligenţă implacabilă. Literatura ne învaţă să nu avem încredere în teoremele înţelegerii şi să înlocuim domnia antinomiilor cu cea a nuanţei. Ea repudiază melodrama şi, ca să o spunem în termenii pascalieni ai filosofului Constantin Noica, aminteşte că «nici o reuşită a spiritului de geometrie nu va putea absolvi omul de responsabilităţile sale faţă de spiritul de fineţe».”
Neuf lectures et leur impact. Voilà le sujet de ce livre de Finkielkraut qui donne à réfléchir et qui nourrit l'esprit et l'âme. Un livre excellent qui récompensera une lecture attentive.
Ogni cosa al mondo ha una sua "ragion d'essere". Anche questo libro di cui mi accingo a scrivere. Ha per titolo "Un cuore intelligente". Questo “cuore” nasce dalla preghiera che Re Salomone rivolgeva all'Altissimo con la richiesta che gli concedesse una necessaria "sagacia affettiva" per comprendere se stesso, gli uomini e il mondo. Ma Dio tace, scrive l'autore del libro il filosofo e anche giornalista Alain Finkielkraut nella prefazione al suo libro. Forse ci guarda soltanto e "ride" mentre l'uomo "pensa", come ricorda quell'antico proverbio yiddish. Non c'è che un modo per avere una risposta: rivolgerci alla letteratura la quale è vero che non ci offre serie garanzie, ma della quale non si può fare a meno. Tutta la vita, infatti, non è altro che un raccontare di fatti che poi diventano "letteratura". La ragion d'essere allora Finkielkraut la trova in nove studi di opere letterarie di diversi autori. Queste opere, pur se non offrono una sicura mediazione, ci danno la possibilità di conoscere le leggi della vita anche se non le leggi che la governano.
I libri che l'autore sceglie sono: "Scherzo" di Milan Kundera, "Tutto scorre ..." di Vasilij Grossmann, "Storia di un tedesco" di Sebastian Haffner, "Il primo uomo" di Albert Camus, "La macchia umana" di Philip Roth, "Lord Jim" di Joseph Conrad, "Ricordi del sottosuolo" di Fedor Dostoevskij, "Washington Square" di Henry James, "Il pranzo di Babette" di Karen Blixen. La scelta, scrive l'autore, è stata guidata dalle sue emozioni, una scelta fatta, confessa, con serietà ed attenzione per cercare di decifrare il mondo.
Un chiaro ed onesto avviso che dobbiamo quindi dare al lettore che decide di leggere questo libro è quello di assicurarsi di sapere qualcosa su queste opere e sui loro autori. La ragione di questa affermazione va trovata nel fatto la scelta di queste opere potrebbe essere ritenuta arbitraria, e senza dubbio lo è, se si considera che la letteratura è in continuo contrasto con se stessa. Quella situazione/condizione che è il suo doppio, il suo opposto, il suo contrario, nell'intreccio variato e mutevole degli eventi, così come gli stessi si presentano nel corso dell'esistenza reale ed in quella ideale della narrazione letteraria. Ogni essere umano è sottoposto al fuoco continuo della realtà che, come su di una pellicola, incide implacabilmente ciò che accade ai suoi protagonisti. E' inevitabile il conflitto che accade tra noi e il mondo mentre l'autore dell'opera letteraria cerca di tessere una tela che resta possibile soltanto dal suo punto di vista, ma che può andare in conflitto con quella degli altri o addirittura della stessa implacabile realtà.
Ma, allora, se la letteratura deve costruire questo tipo di tensioni, di conflitti e di paure, sarebbe meglio evitarla. Sarebbe meglio non leggere libri e magari nemmeno questo di Alain Filkielkraut. Il consiglio che mi sento di dare in proposito e quello di leggere prima questi libri che lui scelto inquadrandoli nel contesto dell’esperienza letteraria che i loro autori hanno avuto. Il lettore potrà così scoprire se gli autori prescelti dal filosofo e giornalista francese, sono stati “uomini” affidandosi al destino della letteratura e delle loro opere. Potranno, inoltre, verificare se queste opere hanno dato una forma al loro destino e se essi ne hanno avuto uno. Soltanto così chi legge il libro potrà essere sicuro di acquisire un “cuore intelligente” come quello che cercava re Salomone. Soltanto così. Altrimenti la lettura si ridurrà ad un puro, semplice e banale esercizio letterario.