Alba de Céspedes y Bertini was a Cuban-Italian writer.
Ms. de Céspedes was the daughter of Carlos Manuel de Céspedes y Quesada (a President of Cuba) and his Italian wife, Laura Bertini y Alessandri. Her grandfather was Carlos Manuel de Céspedes and a distant cousin was Perucho Figueredo. She was married to Francesco Bounous of the Italian foreign service
Ms. de Céspedes worked as a journalist in the 1930s for Piccolo, Epoca, and La Stampa. In 1935, she wrote her first novel, L’Anima Degli Altri. In 1935, she was jailed for her anti-fascist activities in Italy. Two of her novels were also banned (Nessuno Torna Indietro (1938) and La Fuga (1940)). In 1943, she was again imprisoned for her assistance with Radio Partigiana in Bari. After the war she went to live in Paris.
“In fondo, non aveva mai avuto voglia di niente, ma era andato avanti senza fermarsi, senza mai domandarsi qual era lo scopo della sua energia; anzi, come se quell’energia fosse il suo solo motivo.”
Sorprende Alba de Céspedes con questo romanzo uscito nel 1967 assumendo il punto di vista dell’avvocato Giulio Broggini, borghese facoltoso e accumulatore seriale di avventure a tempo con donne avvenenti e disinibite. Esempio emblematico di maschilismo italiano, Giulio rappresenta una società, quella rampante degli anni Sessanta, e una città, Roma, dove il divario tra ricchi e poveri è direttamente proporzionale a quello che ancora sussiste tra possidenti acculturati e nullatenenti ignoranti (ma con molte aspirazioni a diventare dei ben pasciuti piccolo-borghesi).
In questo contesto si inserisce la storia dell’annoiato e scaltrito avvocato quarantenne che all’improvviso s’incapriccia di Ivana, una diciassettenne procace e imbronciata, che sembra essere priva di vere emozioni. Non ha dubbi Giulio, abituato a vedere soddisfatti i propri desideri: quella scontrosa bambola di carne lui deve averla, anche a costo di sposarsela. È così che l’avvocato tesse le sua tela e, seguendo la formosa fanciulla, arriva in un quartiere popolare dove va a conoscere i genitori di lei, i modesti coniugi Scarapecchia, di origine calabrese, mentre è vegliato nell’ombra e tacitamente sorvegliato da un loro misterioso parente questurino. Con il quale imbastisce pittoreschi vaniloqui mentali e prove di forza altrettanto immaginarie (volte a stabilire chi ce l’ha più lungo?). Ma è con sé stesso che lo scafato viveur se la deve vedere. Con la propria smania di oggettualizzare chi oggetto non sarà mai: l’ottusa “bambolona”, infatti, è tutt’altro che stupida ma dovremo arrivare alla fine della storia per averne la prova e vedere soddisfatti i nostri voraci appetiti di lettrici e lettori.
Il programma di seduzione messo in atto dall’avvocato è perciò destinato a incontrare l’imprevedibile comportamento di una ragazza apparentemente ingenua ma ben provvista, in realtà, delle spiazzanti risorse tipiche della giovinezza.
Questa commedia grottesca e amara conferma il grande talento di Alba de Céspedes che procede con mirabile lucidità a ritrarre una società, quella italiana del boom, piena di contraddizioni ben presto destinate all’implosione e nel contempo a svelare il fallimento e l’implicita tristezza dei rapporti umani superficiali e utilitaristici.
Isabella Rei e Ugo Tognazzi in un fotogramma nel film omonimo del 1968 con la regia di Franco Girardi
Ho un debole per la narrativa italiana degli anni ‘50/60. Mi piacciono le atmosfere, il modo di parlare con parole ormai cadute in disuso così come certe opinioni (e per fortuna!) di stampo reazionario; fastidiose sì ma che dicono tanto. Questo romanzo del ’67 è già un po’ al limite ma ancora racchiude il clima di questa Italia ancora bigotta e maschilista.
Così Giulio, protagonista di questo romanzo è il tipico professionista che si arroga il diritto di possedere tutto ciò che vuole forte della sua posizione sociale e del patrimonio.
Questo cuscinetto di cui si fa scudo è qualcosa che reputa naturale e giusto così come la spinta erotica verso una ragazzina di diciassette anni è per lui uno sfizio che deve e vuole togliersi.
de Céspedes, ha costruito un romanzo con un climax che gradualmente accompagna il lettore attraverso la fanatica ossessione che arriva persino ad essere allucinatoria.
Sono gli anni del cosiddetto boom italiano: la proprietà, il posto fisso, l’ostentazione del benessere. Un mondo di consumatori dove … … non ci sarebbe nemmeno una puttana, se non ci fosse il porco che la compra
Nella quarta di copertina si legge “Diventato anche un film con Ugo Tognazzi, La bambolona racconta una vicenda a metà tra Lolita e Un amore di Buzzati, dipingendo un vivace affresco storico-sociologico dell'Italia del dopoguerra.”
La bombolona fu pubblicato per la prima volta in Italia, sempre per Mondadori, nel 1967.
Alba de Céspedes, con l’abilità narrativa che le è propria, costruisce questa amara commedia, prendendo le distanze sia dal lieto fine di Un amore di Buzzati sia dal finale struggente di Lolita di Nabokov.
La bambolona è l’incontro di due mondi distanti e inconciliabili dell’Italia del secondo dopoguerra. Da una parte c’è Giulio Broggini, avvocato romano quarantenne, brillante, simpatico e piacente. Dall’altra c’è Ivana Scarapecchia, una diciassettenne formosa, apparentemente ingenua, la cui famiglia di origine calabrese vive miseramente.
“Il ragioniere disse: «Insomma, quando glielo mette l’anello alla sua sposina?». Ivana era in piedi davanti al letto. Giulio le si avvicinò, aprendo l’astuccio, e le chiese: «Dammi la mano». C’era una lieve commozione nell’aria. «Volere o volare, sono momenti solenni» diceva il padre mentre Giulio, guardando fisso Ivana, le infilava l’anello fino in fondo. La ragazza chinò il capo. Rialzata dalla montatura, la pietra non sembrava la stessa che aveva visto in macchina. Lei fece: «Oh...» sconcertata, poi rise forte, con occhi sprizzanti gioia.”
E come un ragno tesse abilmente la sua tela per catturare gli insetti per cibarsi, così la famiglia Scarapecchia, con tutte le loro bugie e i loro intrighi, tessono la tela in cui cadrà miseramente il povero Giulio.
Personalmente ho proprio detestato il personaggio di Ivana, mentre Giulio mi ha fatto pena… lo avrei voluto mettere in guardia da quegli avvoltoi.
«Papà e mamma sono così; né carne né pesce. Io li odio perché, quando ero piccola, mi dicevano sempre: copriti, copri la vergogna, tutto era vergogna e porcheria, e poi mi sono accorta che non contavano altro che su quella vergogna, su quella porcheria, per risolvere la vita... Noi sappiamo quello che vogliamo, almeno: vogliamo i soldi. Gigino mi diceva: “Un’altra occasione così, non ci capita davvero”.»
E come arriva a dire lo stesso Giulio, queste cose càpitano a tutti, non valeva la pena soffrirne, anche se…
“Giulio ascoltava, dicendosi che non c’era ragione di soffrire: sono cose che càpitano a tutti, e lui era già stato abbastanza fortunato di non aver mai preso una fregatura negli affari o con le donne, fino allora; ma, via via che lei parlava, il dolore diveniva insostenibile.”
🎥La Bambolona è un film di genere commedia del 1968, diretto da Franco Giraldi, con Ugo Tognazzi e Isabella Rey. Durata 107 minuti. Distribuito da PANTA - MONDADORI VIDEO. Nel 1969, Ugo Tognazzi ha vinto con questo film il premio ai Nastri d'Argento.
Dopo aver scritto per tutta la vita romanzi seri, alla fine Alba de Cespedes ci regalò questo meraviglioso romanzo satirico, graffiante, ironico, lievemente grottesco, che non è conosciuto come merita. A suo tempo ne fu tratto un buon film con Tognazzi protagonista: ma naturalmente è il libro che va assolutamente letto, e custodito con cura, perché a ogni rilettura diventa più divertente. La storia: un architetto di successo, colto e raffinato, scapolo e donnaiolo, immerso nella società intellettuale e spregiudicata degli anni Sessanta dove le donne sono libere, disinvolte e sofisticate, perde a un tratto la testa per una ragazza di tutt’altro genere, povera e ignorante, grassa e goffa, di famiglia povera, meridionale e tradizionalista. Pur di riuscire nell’intento di andare a letto con lei ne combinerà di tutti i colori. Ma le cose non stanno come sembrano e il finale lascerà lui e noi a bocca aperta. Fra le righe, tutto un mondo di considerazioni acute e geniali sulla nostra società, con i suoi conformismi, i suoi cliché, con i suoi ruoli femminili e maschili, eccetera. Scrittrice intelligente come poche, ingiustamente relegata nel limbo delle autrici amate solo dalle donne, la De Cespedes merita una ripubblicazione omnia, a partire proprio dalla simpaticissima Bambolona.
امتیاز دو نه برای اینکه کتاب بدی بود، حرص درآر بود بیشتر. (من چون براساس لذتی که میبرم امتیاز میدم، و این کاملا احساسیه)،شاید این حرفم به خیلی ها بر بخوره ولی یه جور روند خیلی از روابط عاشقانه و خواستگاری خودمونه انگار. نمیدونم چه طور توضیح بدم که اسپویل نشه😊، اگر خواستین خودتون این حس آشنای مزخرف رو حس کنید، کتاب رو بخونید.
La certezza di sfamarsi è più confortante del cibo stesso
“La bambolona” è scritto con garbo, latente ironia e androginia. Se mi avessero sottoposto il libro senza dirmi chi lo avesse scritto, non so se lo avrei attribuito ad una donna. Alba cede raramente alla descrizione particolareggiata, non è una scrittrice da porcellane per i serviti da tè (*1). Come protagonista sceglie un avvocato quarantenne benestante, un vitellone che il succedersi degli eventi trasformerà in una mucca da latte. Guido Broggini svilupperà un’ossessione per una minorenne formosa e ne chiederà la mano ai genitori. Il periodo storico è quello successivo alla seconda guerra mondiale. È divertente la contrapposizione fra il padre e il futuro suocero, appartenenti a due distinte classi sociali.
Elpidio Broggini ..suo padre che, vivendo di rendita, poteva permettersi di difendere i negri, gli ebrei, gli illegittimi e gli analfabeti, fedele al suo passato di universitario antifascista, ribelle alle leggi razziali.
Rag. Rosario Scarapecchia La sera, aprendogli la porta, la signora Adelina disse che il marito c’era, ma che non aveva coraggio di comparire perché si vergognava di raccontare certe cose al futuro genero: «In che famiglia penserà di entrare… Caro avvocato, il guaio è che gli uomini di oggi non sono più uomini; non hanno più il coraggio di dire queste cose; o forse – poveri loro – non le sentono più. Ho paura che sia proprio così. Adesso si fanno crescere i capelli, ha visto? Se c’era ancora Quello lì... primo: non avrebbero mai pensato di farseli crescere; secondo: li mandava a farseli tagliare a Ponza. Quello, capiva tanto bene queste cose che faceva la battaglia demografica, il premio alle madri prolifiche... Dicevano che era per l’espansione coloniale, per il numero. Fesserie. Fesserie della propaganda. Lo faceva perché gli uomini, così, si sentivano virili anche sul lavoro, nello sport, in guerra. Dica un po’: che si parlava mai d’alienazione, quando c’era Quello? Si vendevano droghe, sonniferi, tranquillanti? Il logorio della vita moderna, era lui che lo subiva per noi, noi non dovevamo pensare a niente. “Non parlate al pilota” ci raccomandavano. Noi dovevamo pensare soltanto a dargli altri uomini, e appena usciti dalla pancia della madre, lui li vestiva da balilla. Perché, tra le altre cose, Quello capiva anche l’importanza delle divise.»
Divertente è anche il modo in cui Guido è convinto di condurre il gioco, quando in realtà è l’ossessione a prendersi gioco di lui. Negli anni sessanta era lecito definire un pederasta “anormale” e una persona di colore “negro”. Se pensate che ciò potrebbe disturbarvi, leggete altro, ma per cortesia nessuno chieda una revisione di ciò che fu scritto in tempi diversi da quelli odierni. Se si trattasse di una traduzione i patiti dell’attualizzazione l’avrebbero già chiesta. Io mi trovo a mio agio con i libri di antiquariato e modernariato. Per esempio mi sono leccato i baffi per il participio passato al posto di stregato Ma Giulio non badava al viso: era magato del loro corpo, dalle anche forti nel passo pigro e sdegnoso delle donne romane
بسیار بسیار بسیار مشعوف شدم وقتی شخصیت اصلی داستان به هدف شومش نرسید.. :D به نظرم خیلی عادلانه بود ..:)) داستان پایان خوبی داشت و فکرنمیکنم افراد زیادی تونسته باشن قبل خوندن پایان حدسی راجع بهش زده باشند.. ترجمه هم عالی بوده.. انگار نویسنده ی کتاب یک ایرانی بوده :)
i love the end of the book.. i though that the end was very justly ...i think that no one can guess the end, and it had a good translating in persian :)
به نظر من عروسک فرنگی داستان واقعی خیلی از ازدواجهای سنتی ایرانه. تو فرهنگی که دختر از نظر جنسی به شدت کنترل میشه و بکارتش تبدیل به یک کالای گرانبها میشه، عوارض اجتماعی زیادی به بار میاد. حرص مردها برای بدست آوردن و زمین زدن جسم یک زن اونقدر پیش میره و شدت میگیره که حاضرن بابتش هزینههای زیادی کنند. از طرفی دخترها هم خودشون رو کالایی میبینند که قابل عرضه ست و مشتری خاص خودش حاضره بابتش هزینه کنه. و اینهمه نه در فاحشهخانهها، که در قالب ازدواج اتفاق میفته. آثار آلبا د سسپدس رو دوست دارم چون از نگاه متفاوت و غالباً زنانهای مسائل رو موشکافی میکنه. به نظرم این کتاب کاملاً ارزش خوندن رو داره به ویژه برای ما ایرانیها که تو جامعهای سنتی زندگی میکنیم.
این کتاب رو خیلی وقت پیش خوندم شاید وقتی 20 سالم بود. اما به وضوح داستان کتاب و فضای آن را در ذهن دارم. امروز ناخودآگاه یادش افتادم و فکر کردم این کتاب هم باید جز کتاب هایی که خوانده ام ثبت کنم. واقعیت آن است که کتاب را دوست نداشتم هرچند که نمیتوانم بگویم کتاب بدی است اما بیشتر شبیه رمان های فارسی خودمان است.
از آنکتابهایی که رندوم دانلود کردم و خوششانس بودم. روایت و توصیفات فوقالعاده بودند. داستان سرراست و سرگرمکنندهست. نویسنده بهچیزی که میخواست رسیده است.
A 1960s novel from a Cuban-Italian novelist whose work is having a modest unburying from Pushkin Press, filmed in 1968 by spaghetti western director Franco Giraldi to lukewarm reviews. Guilio Broggini is a womanizing lawyer whose lust is directed toward buxom and deeply cynical teenager Ivana. He spends the bulk of the novel trying to smarm her into the sack before tossing her aside like his other lovers. Her savvy family, however, make it impossible for him to sate his lust with their daughter until they are properly married and the approval of a mythical uncle is awarded. A witty and entertaining exploration of class relations in 1960s Italy—where the poverty gap between the Ferrari-driving class and the struggling Mussolini-nostalgic working class was stark—as well as a frequently hilarious comedy of errors, this novel (translated by the legendary Isabel Quigly) is a stylish and thoroughly engaging work from a writer deserving of a proper unburying. This edition was first published in 1968 by Michael Joseph.
- تو آدم خوبی هستی. ولی در زندگی "خوب بودن" به هیچ دردی نمی خورد. + مگر خود تو خوب نیستی؟ - من؟ نه، اصلن. با همین سن فهمیده ام که مردم وقتی می خواهند بگویند یک نفر خر و بی عرضه است، می گویند "چه آدم خوبی ست."
~~~~~~~~~~~
:)))))) از وقتی به بخش پایانی کتاب رسیدم یه ریز دارم میخندم! جولیو یه مرد هوس باز بیشتر نبود. و هوسش چنان کورش کرده بود که به عاشق شدن خودش مشکوک هم شده بود :) ولی پایان داستان حالشو چنان جا اورد که احتمالن وقتی اکثر خانمها این کتاب رو میخونن ، از سر رضایت لبخند به لب مینشونن ;) البته ناگفته نمونه ، با این که پایان حس خوبی داشت اما جور دیگه ایشو ترجیح میدادم .
Bellissima prova di immedesimazione dell'autrice nella mente di un uomo. L'uomo in questione chiuso nella propria soddisfazione e meschinità, nella quotidiana sicurezza di poter ottenere ciò che vuole dalle mille avventure sentimentali, invece andrà incontro ad un crollo totale della dignità. Belle le vibes che il romanzo suscita: è una Italia anni sessanta quella che emerge dal libro. E' bello osservarla in tutta la sua cupezza, negli sprazzi nostalgici di luce, nelle pecche come i vari tabù sessuali e l'ipocrisia. Divinamente caratterizzati i personaggi, a partire dal protagonista. Mi è piaciuta molto la figura di Diodato, il domestico omosessuale che piange un amore fatto di squarci e abbandoni. Questo tipo d'amore, dice, rimane nascosto anche quando si soffre. La vista sulla omosessualità perseguitata, così ferita e realistica, mi ha colpito. Il libro poi ha un finale potente, amarissimo, e anche per questo mi ha conquistato. Tra l'altro vi si trova una riflessione accurata, come è tipico di de Céspedes, di tutti i piccoli sotterfugi, meschinità, che fanno parte del rapporto tra uomo e donna.
Risposta ideale a "Un amore" di Buzzati, come suggerito da Carolina Capria. E, dato che il romanzo del buon Dino mi ha lasciato così tante domande, nel momento in cui l’ho terminato, mi sono catapultata a leggere questo, sperando mi chiarisse un po' di dubbi.
Ennesima prova dell’intelligenza letteraria e dello spessore umano di De Cespedes, qua molto lontano dalla sua comfort zone, a dare magistralmente voce ad un uomo meschino, prigioniero di se stesso e del sistema che contribuisce a difendere con le unghie e con i denti.
Basta un incontro casuale in un bar qualsiasi di Roma, in attesa del proprio turno alla cabina telefonica, per cambiare definitivamente la vita a Giulio Broggini, avvocato da sempre votato al successo e al denaro. In contrapposizione ad un padre idealista dal passato antifascista, egli è solito definirsi un tecnico, non un filosofo; un uomo, dunque, che non ama soffermarsi a pensare, non desidera riflettere sulla vita, sulle implicazioni moralistiche in essa presenti, sulla necessità di schierarsi, proprio ora che la guerra è ormai un lontano ricordo e ciò che pervade le strade della capitale è il tanto agognato benessere. La sua esistenza è, dunque, una carrellata di affari andati in porto, ricchezza, serate passate in compagnia di belle donne, vacanze e pranzi di lavoro.
Ma ecco profilarsi davanti ai suoi occhi di uomo alla soglia dei quarant’anni la silhouette – piena e florida – di una giovane ragazza diciassettenne. Non ne vede ancora il viso, voltato verso il telefono, ma i fianchi, la schiena e le lunghe gambe bastano per accendere la fantasia di Broggini, che non può fare a meno di inseguirla per le strade dell’assolata Roma, stregato da quel frutto così maturo, desideroso di conoscerne il sapore. La giovane cala così con la stessa forza di una sferza nella vita di Broggini, che si sente pervaso da una nuova energia, da una nuova febbrile vitalità. Neanche lo sguardo infastidito della giovane, il suo tentativo di scacciarlo, riescono a fermare l’avvocato, che arriva sin sulla soglia della sua casa e fa di tutto per esservi ammesso.
Ciò che Broggini non sa è che, da quel momento, nulla nella sua vita sarà più lo stesso. Il lettore assiste – quasi divertito – alla parabola discendente di un uomo di successo, invaghito, ossessionato, da una ragazza che non gli si concede e per la quale, in un momento di evidente parossismo, sarebbe disposto anche a sposarsi, a comprarne i favori attraverso un anello da dieci milioni, una transazione economica coi genitori, un abito bianco da poter finalmente profanare la prima notte di nozze.
Esas definitivamente serían las palabras perfectas para describir el enigma que es el libro.
La lectura es bastante llevadera y fresca. No puedes dejar de leer. Es corta, muy corta, la verdad es que yo me quedé con ganas de saber más de cada personaje, pero amé con locura la manera en la que se desarrollaron, la autora se encargó de mostrar únicamente lo necesario.
¿La recomiendo? Sí. ¿Me gustó? Por supuesto. ¿Pienso releerla? Obviamente sí. Algún día la compraré en físico, yo lo sé.
تا اینجا که به نظرم موضوع رمان خیلی ساده ست و آنچنان جذابیت نداشته برام اما چیزی که باعث شد تا آخر کتابو بخونم ترجمه بهمن فرزانه بود که واقعا روان، دوست داشتنی و دلچسب بود...
Il bello di questo libro è che fa stare scomodə. Conosco tante persone che lo hanno letto tutto d’un fiato, apprezzandone l’ironia e l’accuratezza nel descrivere certe situazioni. Io pure l’ho apprezzato, ma ho fatto tante pause proseguendo con la storia. Comunque lo consiglio!
این کتاب داستان علاقه ی مردی 40 ساله به دخترکی 17 ساله است . علاقه ای تنها از روی هوس و نه عشق جولیو مردی جا افتاده ، دارای شخصیت اجتماعی خوب ، توان مالی قوی ، چنان اسیر دختر بچه ای از خانواده ای سطح پایین و اُمل ( نقل به مضمون) می شود که در 40 سالگی حاضر است دست به هر کاری بزند تا دخترک را بدست آورد ، حتا تنها برای 2 ساعت _ دختری که خود او هم در وصفش می گوید چندان مالی هم نیست
من خودم به شخصه اصلا نتونستم علت این هوس رو بفهم و با قهرمان داستان ارتباط بر قرار کنم_ به هیچ وجه نفهمیدم که چرا!؟ (البته دید من به این قضیه به اندازه 21 سال محدود بود . حتما علم کافی واسه فهمیدن و درک کردن این رفتار را نداشتم) تنها موردی که قابل درک بود این نکته بود که ظاهرا ایتالیایی ها هم مثل ما ایرانی از هر فرصتی استفاده می کنن تا سر دیگران رو کلاه بذارن !! ترجمه آقای بهمن فرزانه هم که دیگه حرفی توش نیست
... من که از این چیزها چیزی سرم نمی شود . او مدتی با موتور ور رفت . بله، مکانیک خوبی هم هست .آن وقت به من گفت بهتر است آن را هل بدهم . سوار موتور شد و من هل می دادم . آهسته آهسته از سراشیبی پایین رفت و بعد موتور را روشن کرد و مثل برق گاز داد و دور شد جولیو می خواست که مثلا او را دلداری بدهد گفت : حتما آنرا برده پیش مکانیک . خواهی دید که بر می گردد _بله ، خود من هم امیدوار بودم که برگردد . تا ساعت پنج همان پایین در انتظار ایستاده بودم . سرایدار به من می خندید و می گفت :« دیویداتو ، خوب چپاند !» آقا شما می دانید که این سرایدار ها چقدر بد زبان هستند . آقا ، وقتی او سوارِ موتور داشت دور می شد با دستش به طرف من علامتی داد . من هم که چشمم از دور خوب نمی بیند، خیال کردم دارد با من خداحافظی می کند. ولی می دانستم که در اشتباه هستم . با انگشت اشاره ای کرد که علامت بسیار زشتی است . البته همان هم به هر حال علامت خداحافظی بود به خانه اش تلفن کردم و خواهرش گوشی را برداشت و گفت سرجو پیغام داده که تو آه در بساط نداری ، به درد او نمیخوری و بهتر است دیگر تلفن نکنی چون دیگر نمی خواهد تو را ببیند . گفت برای موتور هم هر غلطی دلت خواست بکن .برو به کلانتری شکایت کن . . صفحه 171
یک جایی خواندم که این کتاب اوضاع اجتماعی زنان را در زمان خود روایت می کند. نمی دانم این حرف چقدر درست است، اما اگر درست باشد باید گفت نویسنده با آن نوع خاص پایان بندی یکجورهایی از مردانی که در تاریخ خود زنان را فرودست می انگارند و به آن ها نگاه ابزاری دارند، انتقام گرفته و توام با اینکار به رسالت اصلی خود که همان به تصویر کشیدن وضعیت زنان از بعد اجتماعی آن است پشت پا زده است. چرا که با چنین پایانی اگر هم بخواهیم ماجرا را از بعد اجتماعی اش تحلیل کنیم، بیشتر فساد موجود در جامعه ایتالیا خودنمایی می کند. چون در هر حال در پایان داستان خودمان را در برابر این پرسش می بینیم که "جولیو" گناهکار تر است یا "ایوانا" و شاید دست آخر به نتیجه قطعی هم نرسیم.