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Frau Sorgedahls schöne weiße Arme

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Mittendrin im Schweden der 50er Jahre. Lars Gustafsson, der große schwedische Autor, begibt sich auf eine Zeitreise, kehrt zurück ins vertraute Västmanland. Zum Geschmack der Zimtbirnen, dem Geruch der Schilfbänke am See und vor allem zu den Frauen, die noch genauso verführerisch sind wie damals. Auf unnachahmlich beiläufig verschmitzte Weise erzählt Lars Gustafsson von früher erotischer Verzauberung.

240 pages, Paperback

First published January 1, 2008

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About the author

Lars Gustafsson

169 books82 followers
Lars Gustafsson was a Swedish poet, novelist and scholar. He completed his secondary education at the Västerås gymnasium and continued to Uppsala University; he received his Licentiate degree in 1960 and was awarded his Ph.D. in Theoretical Philosophy in 1978. He lived in Austin, Texas until 2003, and has recently returned to Sweden. From 1983 he served as a professor at the University of Texas at Austin, where he taught Philosophy and Creative Writing, until May 2006, when he retired. In 1981 Gustafsson converted to Judaism.

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for zumurruddu.
140 reviews157 followers
November 15, 2017
L'unica cosa che ricordo è che fu memorabile

La prosa è delicata ed elegante, le atmosfere intime, lo stile frammentario ma piacevole.
Non c'è una vera e propria trama, piuttosto seguiamo l'affiorare dei ricordi di un anziano signore, impreziosito da riflessioni filosofiche sul tempo, sul reale e sul possibile, su ciò che è e ciò che sembra... e tutto appare in effetti incerto: si tratta di ricordi reali, rielaborazioni, sogni o fantasie?
Vengono in mente quelle stampe di Escher - Su e Giù, Concavo e convesso, Relatività - piene di illusioni ottiche che ammiccano sornione a chi guarda.
Ma mi è difficile commentare questo romanzo, così ricco di spunti in grado di condurre a riflessioni interessanti quanto scivolose.

Perché sono proprio questi i ricordi che il narratore sceglie di raccontare?
"La memoria sceglie un testo particolare e io ignoro come chiunque altro il perché.
"E perché non il resto? Tutto il resto che ho senza dubbio dimenticato? Lo spazio tra i caratteri, dice Wittgenstein, è parte di ciò che dà ai caratteri un senso.
[...]
"Ho la strana sensazione che la memoria scelga veramente per proprio conto. E mi domando che cos'è che vuole."

E ancora:
"Può il presente influenzare il passato?"
Non è una domanda così balzana come potrebbe sembrare. La coscienza di oggi getta una luce nuova sui ricordi, li altera, forse addirittura li crea.

E non è così strano allora pensare al tempo come qualcosa di circolare; una superficie dotata solo di interno, ipotizza il cosmologo Gibbs, uno dei tanti personaggi che emergono tra i ricordi.
"Signore e signori, non è impensabile, credo, che ci possiamo trovare all'interno di una bottiglia di Klein temporale, uno spazio temporale misterioso che è solo parte interna e che riversa se stesso in se stesso. Noi siamo rinchiusi nel tempo.
"[...] La vita dell'uomo è una sfera che ha solo la parte interna. Noi non possiamo mai lasciare la nostra vita. Non c'è niente là fuori, assolutamente niente. Noi siamo rinchiusi e non usciremo mai.
Perché non esiste nessun lato esterno. Molto semplice, in effetti."

E la signora Sorgedahl, dalle bianche braccia? Ah fantastica!
Un ricordo che diventa una sorta di pietra miliare nella coscienza del narratore; un episodio così paradigmatico che se la signora Sorgedahl non fosse esistita, sarebbe stato costretto a inventarla - come per definire se stesso, la propria coscienza di esistere.

"E adesso è del tutto impossibile ricordare il suo viso.
L'unica cosa che ricordo è che fu memorabile."
Profile Image for Roberto.
627 reviews1 follower
August 7, 2017
Il libro di Lars Gustafsson è un insieme di pensieri, quasi dei racconti, che potrebbero essere letti singolarmente poiché sono poco legati uno all'altro.

Il protagonista, se così si può dire, è un anziano ex professore di filosofia che ricorda, in modo delicato e pieno di pause, i silenzi, le sensazioni, gli odori, le immagini del suo passato.
Il tempo nel libro è denso e dilatato, non c’è azione, è un malinconico viaggio nella memoria piena di rimpianti per le cose ormai perdute.

A volte la scrittura sembra far rivivere episodi dimenticati, frammenti fondamentali che altrimenti andrebbero perduti:

"Quello che importa davvero è l’albero delle pere cannella. Con il suo meraviglioso profumo di primavera. E i suoi rami pesanti, carichi di quelle piccole pere color ruggine. Che - sbucciate con cura, cotte, conservate con il loro sciroppo con un po' di cannella in ogni vasetto-, potevano dare realmente l’idea di un paradiso. Che se non esisteva in questo mondo, esisteva però in qualche altro mondo possibile. E se esisteva in qualche mondo possibile, era comunque pensabile qui. In effetti è di quel paradiso che parla questa storia."

E' un libro strano, malinconico e suggestivo in alcuni momenti, lento e involuto in altri.

Ci sono alcune affermazioni che mi hanno incuriosito e che per comodità categorizzo:

Affermazioni apodittiche:

"Una bella donna assente non lascia nessuna impronta nell'aria vuota. Nel suo appartamento però sì. La maggior parte di queste impronte sono estremamente labili. Ma ci sono. E creano i presupposti per una sorta di trionfo della fantasia. Esattamente, sarei tentato di aggiungere, come l'assenza molto solida di Dio dal mondo dà origine a un intero fascio di trionfi della fantasia."

"Esiste, credo, nella vita di una parte di giovani, se sono fortunati, un attimo in cui all’improvviso scoprono che la libertà esiste."

"Chi è capace di dire addio non può mai realmente annoiarsi."

Affermazioni tautologiche:

"I quadri alle pareti erano scuri, seriosi. Erano quel genere di quadri che già da lontano ci dicono che sono quadri e che in realtà non hanno nient'altro da dirci che questo: che sono quadri."

"In un universo di proporzioni totalmente inconcepibili alla fantasia, non solo nello spazio ma anche nel tempo, tutto ciò che si poteva pensare senza contraddizione, doveva anche prima o poi realizzarsi."

Affermazioni circolari:

"Quanto infinitamente noiose sarebbero state queste preghiere del mattino, se non avessi scoperto che non erano più noiose di tutto il resto."

"La vita è fondamentalmente noiosa. La noia della vita non è una qualità della vita stessa."

Mah, sono affermazioni profonde che cambieranno certamente la nostra percezione della realtà....

"Supponiamo che non fossi mai esistito?", si chiede l'ex professore all'inizio del libro. "Forse non avremmo perso un granché", rispondo io...
Profile Image for Sandra.
977 reviews351 followers
May 11, 2013
Ho comprato questo libro spinta da una recensione che avevo letto, in cui si diceva: “Il gusto del tempo perduto che, proustianamente, si riassapora attraverso la memoria involontaria dei sensi meglio che attraverso le sbiadite impressioni della mente”. Era come un invito a nozze per me che amo follemente Proust. Pur non avendo trovato quello che cercavo, la lettura non mi ha deluso.
La scrittura di Gustaffson è come la lenta corrente di un fiume che risale all’indietro, verso la foce, e dai ricordi del settantenne professore svedese di filosofia di Oxford lentamente emerge una estate, quella del 1954, dei suoi diciannove anni, sbiadita nei particolari, come se fosse un sogno,in realtà ricordo tenace riposto in profondità: una stagione dell’esistenza in cui la signora Sorgedhal, la donna dalle bianche braccia flessuose, occupa un posto al pari di Ingela, la figlia del Fonditore, così come i racconti fantastici della madre del protagonista, nei quali ella si inoltrava “più o meno come ci si inoltra in una foresta profonda, trovava sentieri dove in realtà non ce n’erano, superava steccati appuntiti, scopriva ruscelli e sorgenti e grotte in blocchi di roccia bizzarramente ammassati…”.
I ricordi sono come i tronchi degli alberi appena tagliati, ammucchiati gli uni sugli altri nell’acqua dei laghi e fiumi svedesi per conservarli e proteggerli dagli insetti: la maggior parte affonda, se ne perde la traccia, ma alcuni riescono a districarsi e scappano liberi nelle acque, riaffiorano dalle profondità delle acque in una libertà che è anche una prigione, quella che Gustaffson definisce “la sfera a rapida espansione che non ha un esterno ma soltanto un interno”, nella quale ognuno di noi è rinchiuso.
Profile Image for Grazia.
527 reviews231 followers
August 19, 2017

Esperienze cardine

Ciascuno di noi ha all'interno della sua vita un'esperienza, un accadimento, un fatto che ritiene essere centrale, snodo, cardine dir si voglia, da cui fa poi scendere tutta una serie di eventi ed effetti collaterali corollari e prese di coscienza...

Il romanzo di Gusstaffson, tramite un racconto destrutturato e a volte oggettivamente un po' farneticante, ricostruisce questo punto nodale, questo cardine... questa esperienza che per il narratore ha costituito la presa coscienza della propria esistenza.

Le bianche braccia di una quarantenne cosi' come l'abbraccio della donna senza nodi de "Il libro delle parabole" per Enquist, rappresentantano un inizio o forse una fine a cui convergere per l'anziano professore che racconta la sua iniziazione sessuale avvenuta quand lui aveva 18 anni.

"Mi sembrava come se se realmente avessi ricevuto, alla fine, una risposta alla domanda se esistevo"

"E adesso è del tutto impossibile ricordare il suo viso. L'unica cosa che ricordo è che fu memorabile"


In questo racconto in cui il tempo ha una dimensione circolare, che è la dimensione del ricordo, della memoria, in cui cio' che è avvenuto nel passato può sembrare più vivido e più vicino di ciò che è avvenuto un ora fa, si comincia a dubitare di ciò che è effettivamnte accaduto o di ciò che è stato solo frutto di un'elaborazione del nostro pensiero. Ma poco importa, par dire l'autore, perchè noi nel nostro pensiero ci chiudiamo e ci definiamo.

"Forse non sono piu' del tutto convinto che lei sia mai esistita. Ma se non fosse esistita, sarei stato comunque costretto ad inventarla!"

Perchè non è tanto la distanza temporale o il reale accadimento di un fatto a contare quanto la coscienza di sè e della propria esistenza che si definisce in alcuni momenti cruciali della nostra vita.

Lo stile narrativo del romanzo è particolare: si costituisce quasi di racconti, di riflessioni spesso circolari, di pensieri che si negano in termini, di riflessioni filosofiche, di luoghi comuni o generalizzazioni, di domande, di deduzioni... insomma appare abbastanza rappresentativo di come puo' funzionare il libero pensiero (siam però lontani dallo 'stream of consciousness' della Woolf o di Joyce) di un uomo che riflette per se stesso, non col fine di raccontare qualcosa a qualcuno...

A causa di questa modalità espositiva, ne risente, a mio parere, il gusto di lettura ...
Il romanzo è delicato, ma oggettivamente un po' troppo destrutturato e frammentario... Insomma per me una lettura carina ma non irrinunciabile.
Profile Image for Philippe.
783 reviews773 followers
August 19, 2017
I have a weak spot for Lars Gustafsson’s work and “Mrs. Sorgedahl’s pale arms" did not disappoint. It’s a collection of affectionate but slightly wry reminiscences of a septuagenerian that center on a particularly deeply felt summer of 1954. The protagonist was seventeen at the time and those torrid weeks on the Swedish countryside of Västmanland brimmed with sexual discovery and existential angst. Gustafsson’s trademark poetic and narratorial skills are everywhere in evidence and so is his penchant to sublimate raw emotional matter into philosophical reflection and dense, lyrical observations of the natural world. A lovely, luminous book to savor on a quiet early summer afternoon. Complement it with Sune Jonsson's The Village with the Blue House, a wonderful collection of pictures of life in the 1950s Swedish province. And, as the evening falls, listen to Karl-Erik Welin's delightfully intimate string quartets ...
Profile Image for Fabio.
475 reviews56 followers
June 6, 2017
In fin dei conti la signora Sorgedahl e le sue bianche braccia costituiscono solo uno spunto per la narrazione, rivestendo un ruolo meno rilevante di quanto si potrebbe credere. Al netto delle riflessioni filosofiche, delle storie all'interno della storia, siamo di fronte all'ennesimo romanzo di formazione, all'ennesima riproposizione del passaggio all'età adulta.

Fortunatamente, però, Gustafsson riesce a rendere piacevole tale topos più che sfruttato, soprattutto nelle "digressioni" ( l'invisibile cane infernale, la fanciulla organaro, le piccole grandi perle di filosofia o pseudo-filosofia ).

Gustaffson, inoltre, conosce l'umanità:
Ogni tanto d'estate vado in Svezia, ma più spesso in Scozia. E a Venezia, dove la Biblioteca Marciana conserva i manoscritti che nessuno ha ancora pubblicato. Se la povera umanità avesse idea di quanti manoscritti inediti esistono!
Probabilmente la povera umanità si limiterebbe a sbadigliare.


E si pone una interessante oziosa questione, a cui purtroppo non fornisce risposta:
Quando adesso [...] guardo indietro a quell'età [...] non posso che stupirmi di quali enormi risorse di amore e odio potesse racchiudere. E che praticamente non sono state utilizzate.
Dove vanno a finire tutto l'amore e tutto l'odio inutilizzati? Vengono raccolti in una cisterna da qualche parte?
54 reviews1 follower
January 20, 2019
Härligt med en mogen författare som vet precis vad han gör. Fina iakttagelser från 50-talets Västerås och landet norr om stan. Filosofiskt och trivsamt, existentiellt med mycket lätt hand.
Profile Image for Kristine Ross.
100 reviews6 followers
January 6, 2024
Olivia luges rootsi keele tunni jaoks ja talle meeldis. Põjamaade kirjandus meeldib mulle ka, eriti raamatu algus oli hea, aga lõpp vajus kuidagi ära. Kolm põhiliini - kirjaniku vanaduspõlv Inglismaal, koolikaaslased ja kuum teismeea suvi 1950. aastate Rootsis ning emalt kuuldud lood rootsi külaelust 20. sajandi alguses — minu jaoks kuidagi ei haakunud ja tervikuks ei saanud, pigem oleks kõigist kolmest võinud eraldi jutustused kirjutada. Filosoofilisi ja religiooniteemalisi mõtisklusi oli ka, aga need jäid minu jaoks kaugeks ja ei kõnetanud.
Profile Image for Luna Agostini.
55 reviews
September 22, 2022
A dirla tutta, leggendo il titolo mi aspettavo qualcosa di diverso da quello che poi ho trovato.
Non che sia stato "brutto", è semplicemente stato diverso. Mi aspettavo che la linea narrativa principale riguardasse il rapporto tra il protagonista e la signora Sorgedahl (un po' come in The Reader, con lui giovane e inesperto e lei che dolcemente gli fa da maestra guidandolo nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta): in realtà la signora Sorgedahl non è che una comparsa, importante certo, presente più come idea che come corpo.
Nel ripercorrere quelli che sono stati anni importanti per la sua formazione, il protagonista snocciola sequele di eventi più o meno rilevanti che hanno contribuito a portarlo lì dove si trova nel presente. Quella che avrebbe potuto rivelarsi una noiosa lista di cose successe in un'estate di transizione diventa in realtà un interessante racconto dai risvolti psicologici in cui la signora Sorgedahl diventa l'evento chiave, ciò che scatena il cambiamento, che porta il protagonista a passare dall'essere un ragazzino (quasi un bambino a dirla tutta) ad essere un giovane adulto, con passioni, pulsioni da soddisfare, interessi da esplorare per diventare il professore universitario che è nel presente e che rappresenta la voce narrante del tutto.
Un libro interessante, nel complesso, nonostante - e lo ripeto - dal titolo mi aspettassi qualcosa di diverso.
Profile Image for Pat.
96 reviews10 followers
March 1, 2010
G can tell a story. He does it best in chapter 22 with the girl who appears from nowhere to repair the broken organ of a countryside church and how her presence lets the pastor of that church literally go crazy. G's language is wonderfully fresh, his metaphors rarely a cliché; the general mood of the book is mostly melancholic, but not in a sad way. Difficult in the end to decide, what the book is about. Autobiographical scetches of an old physics professor in Oxford who remembers THE summer of his youth in Sweden?r A confession even? A (not too well done) atheist apology? Philosophical reflections about time in the form of literature?
Profile Image for Barbro Kinnunen.
44 reviews1 follower
Read
October 15, 2011
Lars Gustafssons berättelse om en ung pojkes uppväxt i Västerås är rolig och intressant att läsa; liksom hjärnan skuttar i tanken så går också berättelsen fram och tillbaka mellan då- nu- sen- förr. Härliga anekdoter om orgeln i Haraker, lägenhetsinnevånare i en speciell lägenhet i Västerås, källarfilosofer och telefonuppfinnare, om sommargäster och älskogsäventyr, om förälskelsen till en äldre kvinna. Tidvis lättläst och tidvis sömnig. Det är inte alltid anekdoterna berör, då blir det långtråkigt, men oftast är de väldigt underhållande. Och naturligtvis undrar man - har de funnits alla personerna som fått sig ett kapitel i boken? :-)
Profile Image for Bert.
602 reviews62 followers
August 26, 2012
De armen van mevrouw Sorgedahl vormen een mooie herinnering in het geheugen van een oude filosofieprofessor. Maar die herinnering is in de verbeelding van de lezer het onthouden minder waard. Gustafsson probeert een verloren tijd te creëren in een boek dat de grenzen tussen Oxford en het Zweedse binnenland, tussen filosofie en wetenschappen, tussen feit en verzinsel,... wel weet op te klaren, maar niet weet in te kleuren.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
August 6, 2016
"mi vengono le vertigini quando mi chino sopra i miei ricordi. sento il tempo tuonare come una cascata. il tempo è un fiume. e io sono il tempo. e le vertigini non fanno che aumentare. ho paura di cadere. ma ho anche paura di essere libero da ogni vincolo"
Profile Image for Lese lust.
602 reviews37 followers
September 29, 2015
Seit dem "Tod eines Bienenzüchters" mag ich Gustafsson... und habe auch diesen Erinnerungsroman wieder gerne gelesen. Ich mag die Art, wie Erinnerungen behutsam ans Tageslicht befördert und mit Gegenständen und Stimmungen verknüpft werden.
Profile Image for Jaroslav Zanon.
233 reviews181 followers
April 11, 2017
Per quanto sia intrigante lo stile, non mi è piaciuta la forma di questo romanzo. Cercherò altre opere di Gustafsson per capire se mi piaccia o meno.
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