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La linea dei mirtilli: Storie dentro la storia di un paese che non c'è più

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Esplorando il panorama caotico e contraddittorio dei Balcani degli anni Novanta, Paolo Rumiz si interroga alla ricerca di una chiave di interpretazione, attento al rapporto tra novità e persistenza di vecchie tradizioni, pronto a cogliere negli avvenimenti più quotidiani il sogno di una svolta storica. Ne esce un'immagine priva di schematismi di un mondo perennemente alla ricerca del proprio destino, dal cui futuro dipenderà in larga misura il futuro del nostro continente. La prefazione è di Demetrio Volcic.

201 pages, Paperback

First published January 1, 1993

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About the author

Paolo Rumiz

70 books157 followers
Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore italiano.
Inviato speciale del "Piccolo di Trieste" e in seguito editorialista di "la Repubblica", segue dal 1986 gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed Erzegovina.
Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l'attacco statunitense all'Afghanistan.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Bobparr.
1,150 reviews91 followers
August 22, 2022
Scritto benissimo, questa raccolta di articoli fa provare:

- Invidia nei confronti dei lettori de Il Piccolo di tanti anni fa, che si trovavano reportage di ottimo giornalismo al prezzo di un caffè
- Confusione perché nonostante tutto non ho ancora capito cosa e perché è successo
- Meraviglia per l’intersecarsi di storie di semplici persone che assurgono allo status di sopravvissuti, di eroi, di martiri, di criminali
- Vergogna perché in quegli anni ero già adulto e me ne sono sbattuto altamente il ca*** di tutto quello che succedeva a pochi km da casa
- Curiosità perché non mi accontento e voglio approfondire
2 reviews
July 4, 2018
Questi reportage sono scritti con sincerità e con la prosa coinvolgente di chi è a sua volta coinvolto, dalla storia e dall'umanità che ha visto disfarsi nella tragedia ex jugoslava. Le sue opere successive su questo tema, dal giornalistico Maschere per un massacro al bizzarro poema La Cotogna di Istanbul, esprimono una lucidità e un'elaborazione molto maggiore. Pagine che hanno significato molto per me. Qui non c'è niente di tutto questo: forse perché le idee erano ancora in divenire, così come la storia che raccontava, e sicuramente perché si tratta di reportage scritti in diversi momenti per cui certi concetti necessitano di essere ripetuti più spesso. C'è un giudizio positivo della Nato che ho trovato molto interessante e penso molto ingenuo; e un giudizio troppo negativo sull'esperienza jugoslava; una condanna senza appello dei montanari "sottoproletari ignoranti" contro i cittadini "borghesi civilizzati" che nelle misure in cui è espresso sembra uscito da un anticomunismo un po' snob tipicamente triestino. Intuizioni che verranno sviluppate nei libri successivi in cui soprattutto si aggiusterà il tiro, rendendo Rumiz uno dei pochi in occidente in grado di guardare oltre lo stereotipo delle guerre tribali e cantando il meraviglioso paese che è (era) la Bosnia. In queste pagine, se manca questo equilibrio, c'è comunque tutta la passione e l'indignazione verso la barbarie cui gli toccava di assistere e tutta la sua capacità letteraria. Da leggere, ma dopo le Maschere e Cotogna.
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,200 reviews134 followers
November 20, 2025
Magari devo leggere solo saggi, visto che questi riesco a digerirli meglio.

Avevo otto anni nel 1992. La Slovenia era praticamente fuori di casa ma non avevo coscienza di quello che stava succedendo appena oltre il confine. Ero già più presente nel 1998. Altra guerra, altri morti.

Ho le idee un po' confuse sulla guerra tra Croazia e Serbia. Non ho mai letto nulla che trattasse proprio dell'argomento e posso affidarmi solo alla lettura di articoli di giornali o riviste e quello che ho sentito dire. E ciò non aiuta nella lettura di questo saggio: Rumiz dà per scontato che il lettore sappia benissimo ciò che sta succedendo. Che non è una cosa negativa, per carità.

Mi piace lo stile di Rumiz e leggerò volentieri altri suoi libri. I reportage migliori sono quelli da una Sarajevo assediata. Come dice un'altra recensione: che ruolo importante aveva l'ONU ai tempi. Quando si pensava davvero che potesse cambiare il mondo.
Profile Image for Anna Dallorto.
14 reviews2 followers
August 25, 2023
Una raccolta di singoli, brevi reportage sulle vicende balcaniche degli anni Novanta. Sono emozionanti e malinconici gli spaccati di vita che vengono offerti lungo ciascuno dei fronti della guerra di quegli anni; forse, a leggerli tutti in sequenza, risultano un po' noiosi e pesanti alcuni riferimenti ricorrenti, descritti con parole molto simili.
A rileggerlo daccapo lo centellinerei di più, intervallando i capitoli con altri racconti.
C'è poi una sottile ironia nel leggere gli ultimi capitoli dedicati alla NATO, di cui viene offerto un ritratto positivo e ottimista, e ripensarli nell'ottica attuale.
Profile Image for Chiara.
Author 4 books3 followers
January 23, 2016
I found this book very interesting and very shocking. It talks about the war in the former Yugoslavia in the 90ies. The book is about short stories/articles from different perspectives and places and it tells about the atrocities of the war. In many cases it is a condemnation of the international forces that had being doing little about it.
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