Il Medioevo - lo dicono tutti - è un'epoca buia. «D'accordo, ma chi è stato a spegnere la luce?» domanda candidamente Luciano De Crescenzo. E quali figure riuscirono a illuminare quel buio con la forza del loro pensiero? Santi o eretici, cristiani, ebrei o musulmani, i filosofi medioevali diventano nel libro le occasioni di uno scintillante discorso contro ogni forma di superstizione. Da sant'Agostino a san Tommaso, da Abelardo a Guglielmo di Ockham, l'ingegnere-filosofo ci guida attraverso un intero millennio di storia, raccontando vita pubblica e privata di questi pensatori e soprattutto spiegandoci il contenuto delle loro fondamentali intuizioni. E, come sempre, lo fa con il suo stile limpido e sorridente, ricco di gustosi aneddoti.
Luciano De Crescenzo was an Italian writer, film actor, director and engineer.
Born in Naples, he graduated in engineering and worked for IBM Italy until 1976, when he published the bestseller Così parlò Bellavista (Thus Spake Bellavista), a collection of facts and anecdotes about his city which sold 600,000 copies in Italy and was translated into numerous languages. In 1980 he debuted as actor in Il pap'occhio, under the direction of his friend Renzo Arbore, together with Roberto Benigni.
Il titolo promette grandi cose. Spesso risulta banale e didascalico. Una carrellata spesso divertente ma troppo frettolosa. Oltretutto troppo costoso per le 150 pagine scarse che lo compongono.
Di gran lunga troppo leggero. Capisco la tentazione di sfruttare la fama dell'opera precedente sulla filosofia greca per vendere altri libri, ma queste poche paginette messe insieme svogliatamente valgono poco o nulla. Peccato, un'occasione sprecata.
Uno dei pochi libri letto durante gli anni delle superiori che ho amato. De Crescenzo è ironico e racconta di persone e fatti reali con quella leggerezza che fa sempre bene
Mi ripeterei, con Luciano De Crescenzo è per me lettore onnivoro e seriale, andare sul sicuro. Nell'ultimo trasloco ho capito di avere praticamente tutte le opere dell'ingegnere e di averne lette poche rispetto la quantità. Bene, mi sono chiesto se fosse io caso di consumare quelle pagine ed ho fatto benissimo. Il perché è presto detto, mi ero praticamente bloccato nella lettura, lo scorso anno probabilmente il peggior anno da lettore, soltanto 5 libri letti credo sia il minimo personale in 45 anni di vita e diciamo almeno 35 da lettore. Grazie a Luciano De Crescenzo a gennaio ho superato già lo scorso anno. Quindi se avete ancora dubbi in merito, fate bene perché io dubbio è sano, ma seguite il mio consiglio, leggeteveli tutti.
Ho appena finito di ascoltare la versione audiolibro di questo libro di Luciano De Crescenzo e, come sempre, non mi ha deluso. Adoro il suo modo di spiegare concetti complessi in modo facile e divertente. Il Medioevo, con i suoi filosofi un po' “legati” alla religione, non è sempre il periodo che mi affascina di più, soprattutto quando si parla di fede e credenze, ma De Crescenzo riesce a renderlo interessante. È un libro che fa riflettere, anche se a volte alcuni passaggi risultano un po’ pesanti per chi cerca più filosofia "laica". Comunque, è una lettura che consiglio a chi vuole imparare qualcosa di nuovo senza perdersi in noiosi trattati filosofici. Un altro libro di De Crescenzo che mi ha fatto apprezzare la filosofia ancora di più!
Un libro che diffonde quello che gli addetti ai lavori di filosofia già sanno, e che tutti gli altri ignorano/fanno finta di ignorare. Il Medioevo non fu l'età buia che si pretende di insegnare fin dalla scuola che esso fosse, come il Rinascimento non fu un'epoca così illuminata come si pretende ancora che fosse. Galileo Galilei non si scontrò con la chiesa per far conoscere le proprie teorie, fu uno scienziato persino riverito e apprezzato dalla Chiesa; in realtà era un uomo arrogante che pretendeva che la Chiesa riscrivesse la Bibbia secondo le sue teorie scientifiche.
L'intenzione dell'autore non è quella di scrivere un trattato di filosofia medioevale, ma piuttosto di avvicinare anche i "intellettuali" a capire concetti difficili e vedere il medioevo da un punto di vista diverso, meno tetro e più vissuto nel quotidiano.
Dokud se autor vyjadřuje jen ke středověké filozofii, tak super: jde o populárně-naučný úvod do problematiky, doporučitelný na gymnaziální ZSV či dějepis a asi i pro nefilozofické obory na univerzitních FF. Bohužel v momenty, kdy se Luciano De Crescenzo pouští do historické antropologie/kulturních dějin a pojednává o stěhování národů, křížových výpravách nebo honu na čarodějnice, jde kvalita knihy krapet do háje a zvrhne se to v něco, co až přespříliš zavání Danem Brownem nebo Vlastimilem Vondruškou. Takže rada na závěr: u filozofických kapitol (cca 80-90 %) vnímejte všemi smysly, u těch ostatních radši rychle zapomeňte, že jste je vůbec kdy četli ;)
In verità è una serie di riassunti semplificati della vita e opere dei filosofi del medioevo: una specie di bignami da spiaggia. Vorrebbe essere simpatico, ma finisce per essere inutile e palloso. Volete leggere qualcosa di affascinante sul Medioevo? Non fatevi mettere paura dalla mole: L'autunno del Medioevo di Huizinga. Veramente un capolavoro da esperti, ma piacevole da leggere anche per i "non addetti ai lavori"
Sem muito método, nem muita profundidade e cheio de reminiscências pessoais do autor, estas todas com Nápoles de pano de fundo. De Crescenzo é anti-clerical, agnóstico e centro-esquerdista como só sabem ser os italianos, convictos de sua falta de convicção - o que deixam transparecer no auto-condescendente sorriso de canto de boca. Um livro de afeto, não de ciência.
De Crescenzo pensa più a strizzare l'occhio al lettore da spiaggia che ad arricchire le sue conoscenze. Si può essere divulgativi e contemporaneamente dare anche informazioni utili. Sconsigliato.
Un libro deludente, povero di contenuti e misero nello stile. Il pensiero dei filosofi medioevali è ridotto al minimo e banalizzato per lasciare spazio ad aneddoti un po' sciocchi e divagazioni dell'autore.