3 stelle e mezzo
Con “La nuova isola del tesoro” siamo lontani dalla profondità dei temi che caratterizzano altri capolavori di Tezuka quali “Black Jack”, “La Fenice”, “La storia dei tre Adolf” e anche “Astro Boy”, ma dopotutto sarebbe anche ingiusto far paragoni: questo è il primo libro del Maestro (prima c’erano state solo strisce e storie a puntate), pubblicato nel lontano 1947, figlio del suo tempo e destinato a un pubblico giovane... ma, nonostante ciò, già da questo suo debutto comunque s’intravede il genio che poi troverà piena fioritura negli anni successivi: la storia è semplice ma divertente, una sorta di mix (voluto) de “L’isola del tesoro”, “Tarzan” e “Peter Pan”, con una regia e delle tavole (ridisegnate dallo stesso Tezuka a distanza di quasi quarant’anni) di un dinamismo incredibile, e con un ritmo piacevolissimo che non permette di staccarsi dalle pagine. E non manca una riflessione finale.
Leggere “La nuova isola del tesoro” equivale a scoprire le origini dell’uomo più importante nel mondo degli anime e manga, ed è quindi un volume imperdibile, soprattutto per chi già ama il Maestro. Per chi non lo conosce consiglio sempre di iniziare da “La storia dei tre Adolf”, ma dopo esservi innamorati delle sue storie e aver scoperto la saggezza che contengono, dovete poi tornare qui, dove tutto è iniziato.