Πολυάριθμες μηχανορραφίες εξυφάνθηκαν, εκατοντάδες άνθρωποι εκτελέστηκαν ή ακρωτηριάστηκαν και νόμιμοι διάδοχοι του θρόνου εξοντώθηκαν, προκειμένου να μείνει στα χέρια των εκάστοτε ισχυρών η μυστική σύνθεση του <<υγρού πυρός>>, του τρομερού όπλου της Βυζαντινής Αυτοκρατορίας. Ήρωες παρόμοιων μηχανορραφιών αλλα και ερωτικών παθών και σκανδάλων, υπήρξαν και ο Νικηφόρος Φωκάς, η Θεοφανώ και ο Ιωάννης Τσιμισκής. Μια συναρπαστική αναβίωση της σκοτεινής εκείνης εποχής, μια τολμηρή μυθιστορηματική ματιά σε γεγονότα που δεν μας δίδαξε ποτέ η ιστορία των Βυζαντινών χρόνων.
Co-founder of the Gruppo 63. Luigi Malerba (born Luigi Bonardi; November 11, 1927 – May 8, 2008) was an Italian author who wrote short stories (often written with Tonino Guerra), historical novels, and screenplays, and who co-founded the Gruppo 63, based on Marxism and Structuralism. Umberto Eco said that Malerba was defined post-modern, but that's not all true, because he is maliciously ironic, unpredictable, and ambiguous. He was one of the most important exponents of the Italian literary moviment called Neoavanguardia, along with Balestrini, Sanguineti, and Manganelli. He was the first writer to win the Prix Médicis étranger in 1970. He also won the Brancati Prize in 1979, the Grinzane Cavour Prize in 1989 (with Stefano Jacomuzzi and Raffaele La Capria), the Viareggio Prize and the Feronia Prize in 1992.
Η γνωστή ιστορία της Αυτοκράτειρας Θεοφανώς, συζύγου του Ρωμανού Β και του Νικηφόρου Φωκά. Η Θεοφανώ με ταπεινή καταγωγή από την Λακωνία, κατάφερε να ανέβει στο υψηλότερο αξίωμα του Βυζαντίου, θεωρείται υπεύθυνη για τον θάνατο και των δύο συζύγων της και τέλος υπήρξε η μητέρα του Αυτοκράτορα Βασιλείου Β του Βουλγαροκτόνου, του ουσιαστικά τελευταίου μεγάλου αυτοκράτορα του Βυζαντίου. Διαβάζεται ευχάριστα αν σας αρέσει η ιστορία.
Appassionante romanzo storico con un'ottima ricostruzione. Imprescindibile per chi come me, subisce il fascino di Costantinopoli e della sua storia. Peccato solo che il personaggio di Teofane sia così perfido e lascivo, come da tradizione, plastico come un mosaico bizantino.
Luigi Malerba si diverte a scrivere un romanzo ambientato alla corte di Bisanzio poco prima dell’anno mille, rielaborando (penso molto liberamente) personaggi e vicende storiche con il risultato di una storia piena di intrighi colpi di scena. Una corte ricca e opulenta fino all’eccesso, luccicante di ori e gemme, dove si attuano fini e complessi lavori nella sala dei ricevimenti per migliorare l’acustica, così che le parole potessero essere udite, senza echi fastidiosi. E le parole sono importanti, perché per intrattenere e impressionare gli ospiti si svolgono dotte disquisizioni su temi universali tra sofismi e arte oratoria (che portano se eccessive a qualche sbadiglio anche degli stessi sovrani) La corte, però, dietro le quinte, fra oscuri corridoi e stanze private è sicuramente un covo di vipere e di intriganti, dove chiunque vi abbia un ruolo, una carica, cospira o almeno pensa a come conquistare più potere, fino a essere proclamato imperatore. Una lotta senza esclusione di colpi, dove alla fine non ci sono vincitori: chi oggi è alla ribalta domani è inevitabilmente destinato a cadere e il destino può essere la morte, l’esilio in qualche sperduto convento, o anche qualche mutilazione. Su queste premesse si muovono i numerosi personaggi, tutti ben caratterizzati. Tra cui la reggente Teofane i cui intrighi fanno un po’ da filo conduttore, il generale veterano Niceforo Foca che diventa imperatore togliendo di mezzo il potente eunuco Giovanni Brigas, il fratello Leone Foca il “Kuropalata” (Malerba lascia volutamente i nomi fantasiosi e per noi ermetici delle cariche a corte), l’Eparco Giorgio Mesarite, lo stratega Giovanni Zimisce che succederà a Niceforo. Tra tanti intrighi, il furto della pergamena contenente il segreto del fuoco greco, la potente arma con cui i bizantini si sono assicurati il dominio dei mari, un segreto che costa la vita a chi ne viene indebitamente a conoscenza, gli stessi fabbricanti lavorano segregati a vita con la lingua tagliata per non divulgare nulla. Anche questo però è solo parte di un meccanismo più grande per eliminare possibili avversari Malerba costruisce così una allegoria dei nostri tempi e un divertimento letterario, tra delitti e sofismi, cospirazioni e ragionamenti finissimi per scampare un pericolo e salvare la pelle in un gioco spesso mortale dove ci vuole un attimo a cadere in disgrazia. Tanti voltafaccia, forse anche troppi, che rimescolano le carte, ma la narrazione è sempre tra l’ironico e l’arguto, senza annoiare e senza appesantire il lettore riempiendolo di citazioni storico filosofiche. Quattro stelle perché una volta tanto anche bizantinismi e sofismi possono essere divertenti.
«Per qualche tempo abbiamo fatto credere che il fuoco che non si spegne a contatto con l’acqua si potesse ottenere soltanto con particolari preghiere a Dio Onnipotente e con l’aiuto dello Spirito Santo. Ora i nostri nemici non ci credono più e sono riusciti a corrompere qualcuno dentro i palazzi, qualcuno della stessa Corte che forse incontreremo uscendo da questa stanza nei corridoi della Dafné, che ci mostrerà un sorriso e ci farà un inchino mentre tiene nascosta in qualche oscuro ripostiglio la pergamena destinata ai nostri nemici».
“Il fuoco greco” di Luigi Malerba è forse il più avvincente romanzo neostorico italiano insieme a “Il nome della rosa” di Umberto Eco.
Intersecando il genere storico con quello del giallo, l’autore dispiega gli intrighi orditi dalla Reggente bizantina Teofane per impossessarsi della formula del fuoco greco – l’arma decisiva della flotta imperiale – al fine di conservare il potere e favorire l’ascesa al trono del proprio amante. Misteriosamente rubata, la pergamena con la composizione alchemica circolerà fra le mani degli eunuchi di Corte, seminando il terrore in virtù della legge che condanna a morte chiunque ne entri in contatto.
Sfruttando il rapporto tra verità e finzione secondo sottili e kafkiane combinazioni, Malerba rivela il volto nascosto del passato e conferisce centralità a foschi e dimenticati episodi della storiografia, dimostrando una conoscenza dell’arte e delle ritualità antiche assai raffinata.
Protagonista è il potere assoluto che, benché dispensi ambo la vita e la morte, non potrà infine sottrarsi a quella stessa sorte che pretende di amministrare.
Un buon romanzo storico, incentrato sull'impero bizantino e sulle vicende di intrighi, delitti e lotte per la conquista del potere assoluto. La conoscenza del materiale storico di Malerba è solida, lo stile è appassionante e scorrevole e sicuramente è un'opera che non sfigura davanti ai migliori esempi di romanzo storico, da Eco alla Yourcenar. Peccato però (almeno per me) che ci siano solo piccoli tentativi di uscire dalla struttura classica del romanzo storico, con qualche elemento di meta-narrativa (il monaco che scrive la storia che stiamo leggendo, discettando sul vero e sul falso) o di logica medievale (non è possibile sapere se un segreto è vero o falso, se la sola conoscenza di esso ti condanna a morte).
Questo è il primo romanzo che ho letto di Malerba scoprendo in lui un grande narratore con solidissime basi storico culturali, tessitore di storie emozionanti. L'unica pecca è che sarebbe stato meglio inserire un'appendice finale con qualche spiegazione sulle cariche imperiali, sul mondo bizantino e sui personaggi del libro che sono realmente esistiti.
"La inercia y el silencio pueden ser figuras soberanas de la sabiduría"
Una novela histórica; más novela que historia. Lo digo porque uno creería que es un libro aburrido, y no, es Bizancio del siglo X, y son los chismes, traiciones, oficios y castigos de la corte del sacro imperio romano - bizantino, y todo resulta tremendamente divertido.
"Las historias escritas siguen viajando por el mundo y en la mente de los hombres que se convierten en sus mensajeros sin saberlo".
Buena manera de imaginarse las maldades, castigos y absurdeses de los imperios con reyes al mando, aliado y sumiso con la religión.
I was fascinated with the intregues around secrets and power inside the Bizantine Empire when I lost this book in a bus ='o(... It has had terrible reviews, but it is still a very well told story with fascinating images. I'd recommend it!