Occhi miei
Questo si chiede la famiglia di Nuri dopo aver lasciato una elegante casa di Bagdad per finire in una baraccopoli in Israele. Sono i primi anni '50 e dopo la guerra del '48 nei Paesi Arabi non tira una buona aria per i cittadini ebrei, anche se vivono là da sempre, senza dar fastidio, senza essere diversi dagli altri, a parte la religione. Israele organizzò un trasferimento di massa dai paesi arabi, con intenti umanitari e difensivi, caricandosi di un'enorme responsabilità nei confronti di questa gente, che aveva dovuto lasciare ogni bene per mettersi in salvo e si trovava scaraventata senza arte né parte in una baraccopoli, patendo la fame, non conoscendo la lingua, inorridita dalla promiscuità della gente locale. I ragazzi per togliersi da tale desolazione tentano la via del kibbutz.
Il cuore del libro racconta la dolorosa frizione culturale provata dal gruppo dei ragazzi iracheni a contatto con la gente locale. Il kibbutz fu un'istituzione del socialismo reale molto moderna per i tempi in cui emigrati europei si costruirono un nuovo modello di vita paritaria e laica, vivendo di agricoltura e allevamento, senza trascurare musica e cultura. I ragazzi iracheni e soprattutto le ragazze, privi del concetto di democrazia, rimasero allibiti di questo modo di vivere, rifiutandosi di spalare letame, di lavorare nei campi sotto il sole cocente, di fare vita comune fra uomini e donne, senza religione e senza un guadagno personale.
La gente del kibbutz non capiva perchè mai non volessero lavorare, guardassero le gambe nude delle ragazze locali e volessero sempre tornare in famiglia. Nuri fa faticosamente da mediatore, rimuginando intanto il suo non essere più iracheno senza per questo essere israeliano. Si innamora delle ragazze bionde. Consola le amiche irachene che si sentono trascurate dai ragazzi iracheni, dei quali però non accettano la compagnia, prima del matrimonio. Occhi miei è un galante appellativo iracheno col quale i ragazzi si rivolgono alle ragazze delle quali sono innamorati, ma che non concedono loro nulla, mentre le biondine europee insegnano loro i salmi (là si dice così).
Una bellissima lettura che attraverso una storia di ragazzi racconta le difficoltà dell'integrazione. Introduzione di Shimon Perez, testo molto letto nelle scuole e sempre purtroppo di grande attualità.