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Atlantis in America: Navigators of the Ancient World

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This text presents evidence for a new theory that the great stone spheres of Costa Rica and sighting stones throughout the Pacific were used to teach sea routes and constellation paths to navigators of the ancient world. It reveals substantial links between Meso-America and Egypt and the Middle East.

398 pages, Paperback

First published May 1, 1998

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Ivar Zapp

1 book2 followers

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Andreas Schmidt.
810 reviews11 followers
January 26, 2018
E' un testo molto complesso, con parecchi dati. Ivar Zapp si prodiga di dare contro principalmente al neodarwinismo che esprime il concetto della linearità dell'evoluzione occidentale.
Si concentra principalmente sulle civiltà precolombiane, parla di quanto siano poco studiati i siti americani (nel '99 parla di un 10% appena finora esplorato e compreso), quanto la Chiesa abbia distrutto, e la tesi è che una antichissima e progredita civiltà sia esistita prima della fine dell'era glaciale.
Non nutro dubbi che gli studi sui siti in superficie sia appena agli albori (e davvero poco compresi), come è chiaro che l'archeologia sottomarina sia in sostanza ancora inesistente. Stando ai dati forniti, ci sono prove poco considerate (e anche poco esplorate e insufficienti per poter rivedere tutto l'impianto storico finora imbastito dall'accademismo) di contatti tra le civiltà.
Ricordo ancora le lezioni di storia dell'architettura, tutto comincia con il palazzo di Cnosso. E' una data ben precisa e delimitata. Per la storia del mondo occidentale tutto nasce più o meno attorno al 6° millennio a.C.
I popoli diventano sedentari, cominciano a coltivare e allevare, non sono più legati alle prede da inseguire e la civiltà si eleva dalla forza lavoro che può sostenere i propri individui più brillanti in grado di dare corpo alle arti. Tutto il corpus mitologico è liquidato come invenzioni esagerate.
Non ci sono prove che Toth il semidio sia esistito sul serio, solo prove fisiche dei regnanti in Egitto e le loro piramidi, per dirne una.
Eppure il mito ignorato in altri ambiti, ha permesso a Schliemann di trovare la città di Troia (e l'omerica città non è neppure la prima, ci sono altre tre o quattro città più antiche sotto la città del mito...).
Seppure sono d'accordo sul fatto che il velo della storia vada sollevato e approfondito ben oltre quel 4000 a.C. (esistono opere ciclopiche che tutt'ora la nostra tecnica - che implica un certo modo di pensare - non è in grado di spiegare), sono dell'idea che vada fatto in una cerca maniera. Il modo sbagliato sono le teorie di Charles Hapgood. Non capisco come in vent'anni e più ancora nessuno (fino al '99, al 2017 mi pare non se ne parli quasi più) si sia preso la briga di andarsi a leggere le descrizioni sul portolano dell'ammiraglio turco Re'is: vederci l'Antartide libera dai ghiacci, dove a fianco, in arabo, c'è scritto chiaramente "isole e coste di Antillia" esplorate dai portoghesi nell'anno islamico 896 (1518), che sono sostanzialmente le coste brasiliane esplorate, appunto dai portoghesi. Parlare ancora di questo portolano e pretendere sia la proiezione esatta dell'Antartide (gli appunti in arabo già sono sufficienti a escludere categoricamente questa affermazione) senza tenere conto che mancano 6000 miglia di coste e le 600 miglia dello "stretto" di Drake, affossa qualunque dialogo serio si possa fare su antiche civiltà marinare.
Come sono molto fumosi tutti i discorsi di marinai moderni che hanno attraversato gli oceani su navi improbabili, e ancora molto tirate per i capelli prove, per il momento inconsistenti, di presunte tavolette fenicie nelle americhe.
Il problema è che per riuscire a sollevare il velo di tutta la storia umana fino al Cro-Magnon se non oltre, non basta un libro e il lavoro archeologico da fare è enorme, altrimenti si finisce a parlare di una tesi esclusivamente attraverso il mito, come ha fatto Velikovsky.

https://www.uwgb.edu/dutchs/PSEUDOSC/...
Profile Image for Paul Reynolds.
2 reviews
Read
September 25, 2012
Wonderfully written. Brings several disputed factors to the forefront for the reader to make their own determinations. Ivar does a wonderful job in disputing the accepted fallacies within the establishment.
Profile Image for Manuel Vega.
Author 42 books31 followers
March 16, 2013
Great reading. Clear arguments. Mainstream academia still believe that the oceans were barriers that prevented the movements of peoples and cultures. This book proves the opposite. The oceans were actually the freeways of prehistory.
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

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