Siamo in un futuro distopico, dove Venezia è rimasta l'unica realtà sulla quale il politicamente corretto non ha vinto. Nel resto dell'Italia, infatti, la Chiesa spadroneggia con imposizioni e dogmi, mentre a Venezia dominano le scene metal e punk, con gruppi dai nomi pazzeschi e stili assurdi. In una città dove la competizione tra le band è folle e dove i musicisti si ricoprono della "Bava di Satana", una muffa violacea di cui Venezia è piena e che pare doni abilità musicali superiori, Gianni deve trovare il suo posto. È il fratello di Paultergeista, il frontman dei Box Of Suffering, band molto conosciuta e rispettata. Quando la Oyster Metallicus indice il contest più importante di tutti i tempi, a Venezia si scatena il finimondo. Tutti vogliono vincere il contest per fare il salto di qualità, per consegnare il proprio nome e la propria band alla storia del metal; anche per mezzo di riti occulti e pericolosi, proprio come succede a Ca' Dario, una villa maledetta dove un'entità oscura attende il proprio momento, nel segno del metal degli abissi più bui...
Che dire, ho apprezzato Venezia Metal dall'inizio alla fine: l'evoluzione del protagonista, Gianni, da persona insicura e fuori contesto a frontman; il rapporto tra Gianni e il fratello Paul; l'ambientazione curata nei minimi particolari, dove Venezia non è semplice contorno, ma è una creatura viva con i suoi sciami di locali e comparse.
Lo stile è dinamico e i personaggi ci vengono presentati per mezzo delle loro azioni soprattutto. Il risultato è un romanzo in crescendo, capitolo per capitolo, senza punti morti e con tanto agire.
Le tematiche sono profonde e mi è piaciuto molto il mix humour-serietà, con scene che fanno sbellicare e altrettante che fanno riflettere: la libertà di scelta e di espressione sono alla base della trama.
Tuttavia, non si deve pensare che Marco abbia voluto fornire una risposta assoluta, e questa umiltà è da stimare. Infatti, Venezia non è un paradiso, anzi; chiunque abbia fatto parte almeno una volta di una band, sa bene di cosa sto parlando: pregiudizi nei confronti degli altri musicisti, il pensare di essere superiori; nulla di nuovo, no? Parallelamente, non tutti i personaggi bigotti sono completamente negativi: la madre di Gianni e Paul, pur essendo una bigotta convinta, si dimostra comunque amorevole e disposta a scendere a compromessi. È proprio questa via di mezzo che ho apprezzato, il fatto che entrambi gli estremi siano, a modo loro, sbagliati. Beh, che altro c'è da dire? Leggetelo e... Stay metal 🤘🤘🤘