Nel 1300 il mondo venne attraversato da una serie di eventi naturali drammatici e devastanti: pestilenze, inondazioni, piccole glaciazioni, carestie. Eppure le tre grandi civiltà del tempo, quella europea, quella islamica e quella cinese, seppero costruire dei veri e propri ‘paesaggi adattativi’ per affrontare le sfide del momento. Un libro che ci conduce alla riscoperta di una grande lezione dimenticata che ci viene dal passato.
Nel XIV secolo, al finire del nostro Medioevo, l’intero pianeta venne scosso da una serie di shock violentissimi: epidemie, catastrofi ambientali e cambiamenti climatici. Improvvisamente fu come se demoni, venti e draghi si scatenassero assieme per punire l’orgoglio dell’uomo. Dalla Cina fino all’Europa si diffuse la peste nera, un’epidemia che sembrava annunciare l’apocalisse, accompagnata com’era da furiose inondazioni e giganteschi sciami di cavallette. Da un capo all’altro dell’Eurasia si avvertirono le conseguenze di un improvviso mutamento delle temperature e l’inizio di quella che viene chiamata ‘piccola glaciazione’. Eppure l’uomo seppe reagire al trauma di questi eventi drammatici. Piano piano emersero dei veri e propri ‘paesaggi adattativi’, nuove forme di organizzazione sociale, politica ed economica che lanciarono il mondo verso una fase nuova. Una lezione, affascinante, che ci viene dal passato e che ha molto da insegnarci oggi.
Amedeo Feniello insegna storia medioevale all'Università dell'Aquila. È stato, di recente, Directeur d’études invité presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e ha insegnato Storia del Mediterraneo nel Medioevopresso la Northwestern University, con sede a Evanston, Chicago. Autore di numerosi saggi sulla società e l’economia dell’Italia meridionale medievale.
Splendida esposizione di un secolo terribile per tutto il mondo conosciuto e racconto dettagliato di come le singole nazioni sono riuscite a riprendersi dopo le calamità e tragedie. Un affresco che fa tremare i polsi per la vastità del campo trattato e che fa riflettere su come noi oggi stiamo affrontando pandemia e riscaldamento globale e guerre. Sttavo per scrivere "romanzo splendido" ma nessun romanzo mai potrà essere terribile come la realtà.
Parte abbastanza bene, con una generale (ma anche generica) panoramica su "catastrofi e cataclismi" che hanno caratterizzato il periodo a cavallo del XIV secolo, poi si perde, schiacciato dall'ambizioso progetto di illustrare quali sono state le reazioni in varie parti del mondo.
Da salvare, sicuramente, lo sguardo meno Euro-centrico del solito (e la serietà dell'Autore), ma è un testo lontano dall'essere soddisfacente, anche per scelte stilistiche a mio avviso discutibili, con una certa predilezione per frasi brevi e spezzate.
Ho acquistato questo libro attratto dal titolo, e dal sottotitolo. Come da premessa dell’autore, il lavoro è il degno frutto di un lungo dottorato di ricerca. Colpisce la fluidità espositiva con cui l’autore descrive le crisi che hanno attraversato alcuni paesaggi ambientali selezionati. Di notevole pregio sono la presenza di continui dettagli storici, contornati da una visione ad ampio raggio del secolo 300, non soltanto in Europa ma anche in Asia, vera culla della civiltà umana all’epoca. Fenomenale ed estremamente attuale nonostante parli di vicende di Sette secoli fa. Inoltre scorre come una romanzo, quando è il frutto di un preciso lavoro universitario.
Un saggio che mostra l'umana capacità di adattarsi e sopravvivere ai grandi stravolgimenti climatici. Il testo è di per sé interessante, ma a volte sono stato disturbato alcuni cambiamenti di registro,che ho trovato fuori luogo rispetto al tipo di testo (inserire espressioni come "di brutto" in un saggio per me è un grande no).