Io amo i calendari dell’avvento, ma davvero tanto, al punto che ogni anno ne preparo uno o più di uno per Stefano e/ o per le amiche. Un calendario proprio come quello che Sara crea per la sorella Fie per farla uscire dal buco nero e denso di depressione in cui si è ritrovata: un' azione al giorno, un compito da portare a termine, qualcosa da fare di piccolo o grande.
In “un grammo di felicità al giorno” – che ho ribattezzato 100 grammi di felicità… , e nella mia testa sarà sempre così, non chiedetemi perché- la protagonista Fie si trova da un giorno all’altro senza casa, senza marito, senza lavoro e con un figlio che la guarda con malcelato disprezzo. Il marito- un noioso dentista- le dice di non amarla più, di frequentare un’altra e la prega di trasferirsi il prima possibile nel loft che le ha comprato.
Che maritino carino e pieno di attenzioni!! Che gentilezza! Roba da tirargli un pugno o la prima cosa a portata di mano e magari spaccargli il candido sorriso, ma Fie è talmente sotto shock e sotto anti depressivi che a malapena riesce a capire il senso delle sue parole. Ma alla fine Prende e se ne va, in quel posto che il marito le ha trovato, e che ha davvero bisogno di una sistemata tanto è trascurato. Un po’ come lei.
Da sola, però, non ce la fa e si sente sprofondare, sempre un po’ di più ogni giorno che passa. Fino a quando accadono due cose: un’epifania di fronte ad un Babbo Natale made in china e un messaggio della sorella che le indica il compito del giorno.
Un compito- casella fino a Natale, un calendario dell’avvento che l’aiuterà a scrollarsi di dosso la depressione, il malessere che sente; una sfida vera e propria che spaventa, ma che diventa un incentivo per cercare di tirarsi su.
E Fie sta al gioco, non si tira indietro e un compito alla volta ricomincia a vivere, inizia a vedere la propria vita con occhi nuovi e a chiedersi molte cose.
La più importante è, forse, quella di domandarsi chi lei sia, che fine ha fatto la ragazza che guidava la moto senza casco, un po’ pazza, divertente e coraggiosa, e quando ha lasciato il posto alla noiosa assistente di poltrona che veste solo di blu.
Lontana dal marito “perfetto”, dalla casa perfetta, da un lavoro piatto, Fie ha modo e tempo di ritrovare le parti di sé che aveva messo a tacere per vivere una vita all’altezza dei sogni del marito, sogni che per un po’ ha creduto essere i suoi, ma lo erano davvero?
Grazie al calendario dell’avvento Fie prende coraggio e si accorge di essere in grado di farcela, e meglio di quanto credesse! Arriva addirittura ad adottare Cane, un tenerissimo e gigantesco levriero irlandese.
Fa amicizia con Lykke e il piccolo Adam, trova un lavoro e Trym: insieme a loro imparerà molto, soprattutto che le prime impressioni non sempre sono corrette!
Alla fine arriverà il Natale, diverso da qualsiasi altro, ma forse il più autentico e pieno di amore mai vissuto.
Siete curiosi di scoprire i compiti di Fie e di conoscere personaggi teneri, divertenti, sorprendenti, arcigni, buffi e qualcuno davvero borioso? Soprattutto: siete pronti per una scorpacciata di felicità e calore?
Leggetelo, non ve ne pentirete!
Questo è un libro coccola, che dà speranza e dona coraggio e bellezza. È una storia di rinascita e forza, una storia sull’importanza dei legami e sulla potenza della gentilezza.
Scalda il cuore e fa credere nella bontà e nei miracoli ( se non a Natale, quando?)
Ho amato molto il rapporto tra le due sorelle, così presenti e importanti l’una nella vita dell’altra! È bello il modo in cui si confrontano e sostengono, mi ha ricordato le mie sorelle e le mie amiche: se non ci fossero loro sarebbe tutto molto più grigio e difficile!
e mi sono commossa con Cane.
Quindi non posso fare a meno di consigliarlo, soprattutto come lettura Natalizia, durante l’avvento!
Ma anche letto adesso non perde il suo fascino e la potenza del messaggio, e chissà che non vi faccia venir voglia di canzoni di Natale, di Pandizenzero, di creare o comprare un calendario dell’avvento! (ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale).
5 stelle è il mio voto.
Consigliatissimo! Da leggere quando ci si sente tristi, quando si ha bisogno di credere nel buono che c’è, magari accompagnando la lettura con una cioccolata calda.
Buone letture e alla prossima!