Una protagonista diabolica. Un mistero oscuro e secolare. Un’avventura fantasy profonda, sull’apparire e sull’essere.
Capelli neri, unghie nere, vestiti scuri, lingua tagliente e noncuranza delle regole. Agnese è così, prendere o lasciare. È capace di fare rissa con una vecchietta invadente o giocare per ore col fratellino. È una tipa, dicono, una testa calda, o forse solo una ragazza che non intende farsi influenzare dal giudizio degli altri. Dopotutto i suoi amici la amano anche per questo. Il giorno però in cui Agnese deve presentarsi allo Specchio, tutto cambia. Lo Specchio è lo spauracchio di ogni quindicenne. È il passaggio obbligato verso il mondo degli adulti. Specchiarsi significa sottomettersi a un essere imperscrutabile che separa le anime belle dalle anime brutte. E nella società c’è spazio solo per le prime. Agnese sa di non essere perfetta, ma si piace così com’è, non ha nulla da temere… almeno fino al momento in cui osserva la propria immagine riflessa. Nessuno aveva mai visto qualcosa del genere, prima di allora. Di così… mostruoso. Agnese viene precipitata nel vortice della vergogna, del giudizio, della paura. Allontanata da tutto e da tutti perché le anime brutte sono pericolose e devono essere corrette. Poi incontra Orlando e Viola, anche loro sono soli, anche loro hanno perso tutto per colpa dello Specchio. Forse non tutto è perduto, essere soli insieme significa anche avere un alleato con cui combattere.
Un libro meraviglioso. Ora che l'ho terminato mi sento un po' vuota, perché quasi tutti i giorni mi concedevo la lettura di uno o due capitoli, ed era diventato un appuntamento costante con Agnese, Orlando, Viola, e tutti i personaggi che compongono questa storia.
Ciò che più ho amato di questo libro è il modo in cui l'autrice ha messo in luce la società contemporanea in un mondo distante dal nostro solo all'apparenza: perché lo Specchio è ovunque, e si riflette negli occhi di chi punta il dito contro qualcuno e lo giudica senza neanche conoscerlo. Lo specchio mostra l'anima di una persona, ma possedere un'anima brutta fa di te una cattiva persona a prescindere? Da qui si crea una reazione a catena di isolamento sociale, disagio, insulti, violenza, bullismo e tante altre cose talmente orribili che non dovrebbero esistere. Senza contare che chi invece possiede un'anima bella (alias chi nella nostra società ha un'immagine pubblica impeccabile) non può mai sbagliare, non si può mai lamentare, deve sempre dare il massimo in ogni circostanza. È straziante, tutto ciò.
Agnese è un personaggio incredibile, sia nei suoi pregi che, soprattutto, nei suoi innumerevoli difetti. Ciò che più ho amato di questo personaggio è il fatto che non vuole affatto cambiare per compiacere gli altri, lei si piace così com'è e soprattutto ama la sua anima brutta, valorizzandola capitolo dopo capitolo. Cambiare in meglio è sempre possibile, ma è una cosa che deve essere fatta naturalmente e non imposta — Agnese infatti capisce a lungo andare di avere problemi di gestione della rabbia e si rende conto che possono essere problematici. Non è una cosa da poco.
Inutile dire che il trio Agnese-Viola-Orlando mi ha fatta impazzire e spero di leggere ancora su di loro nel sequel. Tra l'altro, mi è piaciuto il modo in cui l'autrice ha delineato il rapporto tra i personaggi, molto profondo e coinvolgente. Consiglio assolutamente la lettura di questo libro e, perché no, magari di leggerlo quando uscirà il sequel, così avrete ben due libri dedicati ad Agnese — e fidatevi che ne stra varrà l'attesa.
“Quando i demoni propongono il gelato, i vampiri arrossiscono” 💜
DEVIL Agnese e il Male di Giulia Besa. Una bellissima avventura fantasy per ragazzi, una storia profonda, sull’apparire e sull’essere. Una protagonista diabolica per un mistero oscuro e secolare. Da 14 anni ❤ https://ilmondodichri.com/devil/ #devil #deagostini De Agostini
Come ci si sente quando non si è capiti, non si è considerati o, al peggio, non vengono apprezzate le buone intenzioni compiute verso gli altri e senza vederci del male?
È quello che Agnese, la giovane protagonista del libro, vive quotidianamente. La sua indole è tendenzialmente buona, ma si atteggia con irriverenza, è ribelle e vivace, coraggiosa e piena di fantasia e non sopporta le prevaricazioni. Non si fa influenzare dall’opinione altrui e si sente imitata quando non può fare quello che vuole, come truccarsi o il poter essere più automa senza il constante controllo dei genitori.
A peggiorare le cose c’è lo scorgere la delusione sul viso della madre ogni volta che combina qualcosa e che va a scontrarsi con l’orgoglio che dimostra verso Maria, la sorella maggiore. Nonostante l’affettuosità espressa da padre, la vicinanza con il fratellino Damiano e l’amore di nonna Lidia, Agnese è convinta di essere la figlia venuta male, quella maleducata, rancorosa e ribelle. Se la madre ha il terrore della cerimonia dello Specchio per cosa potrebbe mostrare dell’anima di sua figlia, Agnese non se ne preoccupa poiché detesta avere paura, ritenendosi troppo coraggiosa per lasciarsi spaventare o intimorire da qualcuno, figurarsi da uno specchio.
La Cerimonia dello specchio rivela qual è l’animo di chi lo guarda, è una sorta di passaggio che si compie a 15 anni. Nel caso in cui lo specchio rifletta un’anima brutta, la persona dovrà frequentare un percorso di correzione gestito dalla scuola. L’obiettivo è aiutare la natura di un’anima bella a diventare ancora più bella, mentre correggere un’anima brutta e la Preside della scuola ci tiene ad avere le ‘anime belle’ nel suo istituto.
Agnese ha pochi amici ed è fermamente convinta che le loro anime siano bellissime rispetto a quelle dei bulli della scuola. Quando le sue sicurezze vengono stravolte, si domanda se sia possibile che nessuno abbia fiducia in lei e nella sua anima che non la riflette appieno. Dopo un primo smarrimento, convinta che sia un incubo dove tutto, o quasi, è ribaltato fra la percezione di cos’è bene e male, cos’è giusto e non, e chi è buono e chi no, reagisce cercando di dimostrare che non bisogna soffermarsi sulle apparenze e bisogna accettare le persone per quello che sono.
Se fra i suoi amici c’è chi si rassegna e accetta il programma di recupero del professor Zancheri e dell’animologo, Agnese ha al suo fianco lo spavaldo Orlando e l’insicura Nicoletta per dimostrare che l’anima di una persona non è l’espressione di quello che la persona è. I ragazzi devono affrontare l’arroganza di chi ha un’anima bella, la diffidenza di chi li evita e le pressioni da parte di chi vuole relegarli, sospettando che lo specchio sia difettoso.
Ogni personaggio presente del libri è ben caratterizzato e partecipa, in maniera attiva, a rendere credibile questa storia del genere fantasy young adult. L’idea dell’essenza delle anime è fantastica e non si limita al solito concetto di angelo o diavolo, ci sono anime a forma di unicorno, di topo, di scimmie e di drago. Per quanto riguarda l’ambientazione ho trovato ottimale la scelta di non renderla prevalere sulla storia, utilizzando gli spazi scolastici come dei luoghi in cui Agnese, assieme ai suoi amici, si sentisse ancora più sicura nell’agire e affrontare le regole degli adulti.
Leggendo il libro viene facile scorgere i parallelismi fra la nostra vita reale e quella narrata da Giulia Besa. La storia è una metafora sui rapporti famigliari che si modificano man mano che i figli crescono con una propria personalità e atteggiamento verso la vita, su come il pregiudizio sia un ‘vizio’ difficile da togliere e, peggio, come chi non rientra nei canoni della normalità decisa dalla società venga facilmente emarginato.
Lo stile dell’autrice è diretto, semplice e perfetto per il pubblico a cui è rivolto e ne ho ammarato la capacità di esprimere molto bene l’emotività vulcanica degli adolescenti e l’autorità degli adulti. È stato bello leggere di un giovane personaggio femminile che prende per mano le persone che ama accettandole per quello che sono senza pregiudizio e con obiettività. Nel bene e nel male.
Ricordati che si può risolvere tutto. Niente è definitivo, neanche la circostanza più tremenda.
Il miglior romanzo che ho letto quest'anno, ti tiene incollato alle pagine dall'inizio alla fine. La costruzione dei personaggi è fantastica, sono corposi, ognuno ha il proprio carattere e modo di parlare; a differenza di molti romanzi riesci ad immedesimarti nella protagonista, anche nel caso che abbiate caratteri completamente opposti, il suo punto di vista può essere condiviso da chiunque e fino alla fine ho tifato per lei. Agnese ha davvero uno sviluppo del personaggio fatto bene. Nulla è dato per scontato in questa storia, tratta argomenti come il bullismo, razzismo, diversità senza apparire pesante o inserito solo per cavalcare l'onda di fama di quest'ultimi. Le informazioni sono ben calibrate, non cade mai nell'info dump o nelle descrizioni lunghe ed inutili a fine di trama. Apre e chiude tutte le sottotrame, fino ad arrivare alla principale che ti lascia a bocca aperta agli ultimi capitoli del libro. Il finale aperto l'ho trovato interessante e ben scritto (come il resto del libro d'altronde), spero tanto in un sequel.
3,5 stelle arrotondare a 4 perché ho trovato assolutamente perfetto lo stile dell'autrice. Comunque avrei gradito TANTO sapere in anticipo che si trattava del primo capitolo di una serie, invece che scoprirlo letteralmente a fine libro, ma vabbè...
Cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo adatto ad un pubblico adolescente: "Devil - Agnese e il male" di Giulia Besa, edito DeA Planeta.
Agnese è una ragazzina come tante: ama i gattini, ha una famiglia che le vuole bene, ha due migliori amici, Giacomo e Nicoletta, ed è odiata dalla ragazza più popolare della scuola. Ma ci troviamo in un romanzo fantasy, perciò nel suo mondo gli adolescenti devono partecipare a una cerimonia davvero particolare: la cerimonia dello Specchio, dove ognuno di loro può vedere che aspetto ha la sua anima. Se l'anima è una di quelle belle, tipo unicorni, angeli, ecc..., allora l'adolescente è ben visto, impeccabile, altrimenti deve affrontare un percorso di correzione.
Quando arriva il turno di Agnese lo Specchio rivela che la sua anima è quella di un demone. Vi lascio immaginare lo sgomento delle persone che partecipano alla cerimonia, la delusione dei genitori, ma non di Agnese. A lei piace la sua anima, la trova forte, intrigante.
Ovviamente con un'anima come la sua il percorso di correzione è ciò che l'aspetta. Se non si è uguale agli altri si viene additati, lasciati in disparte, perché essere diversi non è un pregio.
Queste tematiche accompagnano tutto il romanzo: la diversità, l'essere se stessi, i pregiudizi e i giudizi.
Qua parliamo di un romanzo fantasy, però anche nella realtà avviene ciò che viene affrontato in questa storia. Quante volte si allontanano le persone perché diversi, oppure si giudica in base all'aspetto, senza aprire la propria mente, senza tenere in considerazione i sentimenti dell'altro? Purtroppo sono cose all'ordine del giorno.
Agnese è un personaggio che mi è piaciuto moltissimo. È forte, non ascolta il giudizio degli altri, ma soprattutto si piace così com'è, con le sue caratteristiche e le sue unicità.
È stata una lettura davvero interessante, attuale, e coinvolgente. Lo stile dell'autrice è semplice e scorrevole.
È un libro che vi consiglio assolutamente di leggere. Io non vedo l'ora di poter scoprire come continuerà la storia nel secondo volume.
L'immaginazione è la sede di ogni sovvertimento..in arabo l'immaginazione il processo che si pone come distaccato dalla realtà, come un ritiro in se stessi, il luogo della libertà individuale che il gruppo non può controllare è chiamata kahayal....il divieto di dare all'immaginazione e alla mente libero corso è radicata nella paura dell'individualità eccessiva... le libertà pubbliche di cui parla la dichiarazione dei diritti umani suonano in modo strano in una società che teme l'individualità perché la ritiene fonte di ogni squilibrio...
Islam e democrazia pag 117
Perché ho riportato questo brano? Seguitemi e lo capirete e comprenderete il legame profondo che ha coni l libro di Giulia Besa. Il nostro mondo è un po' simile alla sfinge e si diletta, si diverte a porrci di epoca in epoca qualche quesito ostico. Che è sempre figlio del primo indovinello ossia cos'è l'uomo, cambiando la prospettiva e il linguaggio. Oggi ci chiede se la modernità può essere in accordo con alcune realtà più o meno considerate retrograde. Oggi è l'islam, domani sarà qualche altro “diverso”. Un altro da noi. Il contrasto modernità demodernizzaione avrà sempre come fulcro lui, l'essere umano e la scelta su come interpretare, descrivere e raccontare il mondo. E da quel contrasto tra conservatori e innovatori esce, udite udite la definizione particolare di quell'essere fatto più degli angeli eppure sottoposto a tentazioni e cosi fragile, reo di cadere in tanti tranelli e inganni. Tra cui, appunto quello del concetto. E cosi la Mernissi, grande sociologa si chiese quali erano le paura dell'Islam e perché non riusciva ad abbracciare il cosiddetto percorso democratico e rifugiarsi nell'autocrazia e in concetti che fossero dotati di confini rigidi. Ora, questi sono concetti profondi, forse ostici per i profani, eppure di importanza capitale per sognare e creare una società più giusta e più libera. Meno dotata di schematizzazioni inflessibili e meno dicotomica, divisa cioè in modo quasi ossessivo in bene e male, giusto e sbagliato bello e brutto. In tutto questo l'intuizione di Fatima è nel raccontare la modernità tramite uno dei doni regalati da Dio all'uomo, ossia l'immaginazione. Che è la capacità di andare oltre, oltre il concetto difeso da un altro Dio, un certo Jahvè che è definibile soltanto grazie alla sua fissità. Infatti Jahve significa colui che è. E io sono se non divento altro. E su questo si fondano società e stati. Essere e poco tendenti la divenire. Nel creare questo luogo dotato di alte mura, questa altissima torre di babele io devo schematizzare, porre limiti, rinchiudere in concetti che possano poi diventare preconcetti. E cosi il bene e male, il giusto e sbagliato che sono delle coordinate con cui è possibile semplicemente leggere la mappa e scoprire il territorio. Eppure esse divengono la mappa stessa. E si creano le dittature. Non solo quelle eclatanti del novecento, ma anche quelle meno insidiose, manifeste e insinuanti. Questo è il contesto che Crea Giulia Besa, un mondo apparentemente fantasy con una grossa componente distopica. E la distopia proprio non la sopporta la fantasia. Perché essa si basa e si nutre della diversità. E della specificità di ogni “anima” che non può, dunque essere schematizzata e categorizzata. Ognuno è dotato di qualcosa di immenso e importante, in un mondo sano le proprie specificità anno conosciute, comprese e sapute utilizzare. In un mondo sano la rabbia non è demonizzata ma strutturata e serve per nominare il mondo e non sottostare, per noia o acquiescente pigrizia all'autorità di turno. E l'autorità stessa non si nutre di una sottomissione. Per essere accettata si mette essa stessa in discussione e cambia influenzando e facendosi influenzare dal basso. Ecco il dominio “sano”. Un dialogo tra alto e basso, con una ridefinizione costante di se stesso e dei suoi concetti portanti. Capite però, che in un mondo che ha paura del cambiamento, dell'evoluzione e quindi dell'immaginazione parte del concetto di modernità tutto questo non può certo piacere. Non cerca il dialogo quanto l'influenza, quanto la manipolazione dei suo sudditi. Che da popolo dotato di libero arbitrio si trasforma in massa. E la massa accetta acriticamente ogni legge. Anche quella di definire la propria anima in base a valori preconfezionati. Agnese è in questo mondo. Dove bellezza, bontà e persino successo sono definiti a tavolino da qualcosa di esterno, che usa la ricompensa qualora si accettino le regole e il biasimo sociale e l'alienazione qualora le si rifiutino. E cosi le anime belle sono accettate anche se l'immagine, parliamo di immagine e non di interiorità non collima con le azioni. E' l'autorità esterna simboleggiata dallo specchio a definirci. Non le esperienze, non il comportamento, non le azioni. Agnese è completamente fuori schema. Non è politicamente corretta. Sperimenta e crede nel potere salvifico dell'immaginazione. Agnese è il tassello traballante in quel mosaico perfetto e soffocante. E' l'immagine del perfetto dissidente. E' il deviante per eccellenza guidato dalla rabbia e dalla sete di giustizia. E' colei che può romperla quell'immagine poiché può diventare tutt'uno con la sua anima. Senza credere nel potere della repressione e della mutilazione del se, per poter essere accettata. E tramite questa ribellione forse, dico forse, imparerà anche a gestire ogni suo lato anche quello che ci appare oscuro. Come a dire il fuoco può bruciare una foresta ma al tempo stesso, se usato nel modo giusto scalda, protegge e nutre. Ecco che il libro della Besa diventa qualcosa di più di un semplice fantasy per ragazzi, senza peraltro indugiare nel moralismo senza cadere nel pericolo della pomposità agiografica. E con quella sua rude e al tempo stesso raffinata semplicità combatte il politicamente corretto restituendo corpo e profondità a personaggi che non hanno più nulla di idealizzato, né di superficiale, ma che scavano con i loro percorsi umani anche in noi stessi. Personaggi ben caratterizzati capaci di suscitare una strana empatica. Perché forse tutti ci siamo specchiati e abbiamo visto anime etichettate come perverse, maligne, caotiche. Ecco che anche la bellezza perde i suoi connotati rigidi per abbracciare il valore della differenza, della bizzarria e dell'imperfezione. Perché Agnese è un po' in tutti noi ed è ora che la sua voce si alzi e ci proni a tornare meno patinati meno stereotipati, ma forse più veri e più vicini alla vera essenza del nostro essere. Che forse ci rivela più crepe che interezza ma:
C’è una crepa in ogni cosa. E’ da lì che entra la luce. (Leonard Cohen)
Devil Agnese e il Male di Giulia Besa, libro per ragazzi pubblicato da DeA il 5 ottobre.
Non avevo mai avuto modo di leggere nulla di questa autrice, nonostante vanti parecchie pubblicazioni di successo, l’occasione giusta è arrivata grazie a questo libro dalla trama così insolita. Un romanzo molto particolare che spinge i lettori a porsi diverse domande su se stessi e sulla visione che gli altri hanno di noi. Fin dal primo momento vi sentirete Agnese in tutto e per tutto. Lei non è una che le manda a dire, odia i prepotenti, detesta i soprusi e di fronte agli ottusi perde spesso le staffe. Agnese non ha un carattere semplice, va sottolineato, per lei il concetto di giustizia è molto importante e non esita un secondo a reagire quando vede che gli altri non rispettano il prossimo, specie quando toccano dei gattini indifesi o i suoi amici costretti a subire angherie da tempo.
Chi avrebbe il coraggio di mettersi davanti a uno specchio che rivela l’anima? Chi non ha mai commesso qualche azione che gli fa pensare che forse potrebbe avere qualche macchia? Certo nessuno si aspetterebbe che le persone peggiori della scuola, coloro che bullizzano, denigrano, insultano, possano avere le anime più splendenti, a loro dovrebbero toccare in eredità dei demoni come minimo e invece…alla cerimonia dello Specchio va tutto storto.
La peggior bulla della scuola ha l’anima di un angelo mentre ad Agnese che si batte ogni giorno per le ingiustizie tocca un’anima demoniaca. Un’anima che spaventa tutti e costringe la preside a sospendere la cerimonia dello Specchio. Ma Agnese non è l’unica a rivelare un’anima non all’altezza, anche i suoi amici non passano l’esame e tutti sono costretti a una terapia d’urto con l’Animologo. Un percorso di redenzione che mira a spegnere le loro personalità, a far avvizzire le loro anime e cercare di omologarli a tutti gli altri. Credete forse che Agnese di sottometterà a una barbarie simile? Ovvio che no, a lei la sua anima demoniaca piace e anche parecchio, non vede perché dovrebbe voler cambiare il suo essere per compiacere gli altri. Se c’è una persona che può mandare il sistema che vige da secoli a gambe all’aria questa è proprio lei, bisogna lottare sempre per i propri ideali, bisogna camminare per strada a testa alta fieri di ciò che si è e non tradire mai la propria natura anche quando il mondo cerca in tutti i modi di sottometterti e farti sentire inadeguata.
Siamo portati a giudicare le persone per il loro carattere, non sempre accettiamo i caratteri forti e predominanti, forse li temiamo, pensiamo che siano prevaricanti e che vogliano schiacciarci, ma non tutti sono così e Agnese ne è la dimostrazione, lei commette degli errori che paga a caro prezzo, sa chiedere scusa e ha una dote importante che le va riconosciuta, quella di assumersi le proprie responsabilità e non mandare avanti gli altri. Lei ci mette la faccia e anche tutto il resto, certo è impulsiva, litiga con le vecchiette, minaccia i bulli in modi molto poco ortodossi, ma se sei suo amico sei certo di aver trovato una persona su cui poter contare per tutta la vita, una di quelle che non lascia indietro nessuno e si getta nel fuoco per salvare anche chi non meriterebbe nessuna riconoscenza.
Credo che nella vita tutti avremmo bisogno di una persona al nostro fianco come Agnese, e chi se ne importa se la sua anima non è quella di un unicorno, la bontà non si valuta dalle apparenze, ma dalle azioni che ognuno di noi compie e, a volte, il fine giustifica i mezzi. Perché le parole feriscono più dei cazzotti e chi ti conosce bene sa come fare per metterti ko senza usare nemmeno un dito. Agnese mostra a tutti noi l’importanza di mostrare al mondo ciò che si è realmente senza mettersi una maschera addosso. Devil Agnese e il Male un libro perfetto da leggere in questa settimana di Halloween e non solo.
Come sapete sono una grande amante delle opere della DeA, una casa editrice che conosco praticamente da quando ero una bambina. Il libro di cui vi parlo oggi è per un target adolescenziale ma a parere mio adatto a tutte le età e a chi ancora vuole dedicarsi delle letture leggere e con una morale. Agnese, la nostra protagonista, è una ragazza come tante, dal carattere però molto difficile ma pronta a reagire senza remore, in difesa di chi subisce ingiustizie. Un giorno alla cerimonia dello Specchio della sua scuola, una cerimonia che permetterà di conoscere la vera anima degli alunni, qualcosa di impensabile accade e manda tutto in malora! Se da una parte persino uno dei bulli della scuola si rivela avere un'anima candida... dall'altra Agnese rivelerà un'anima oscura e demonaica. Possibile? La sua essenza è così spaventosa che la preside si ritrova costretta a sospendere la cerimonia e Agnese e i suoi amici, rivelatosi a loro volta simili a lei, vengono mandati dall’Animologo, l'unico che può spegnere la loro vera natura per renderli simili a tutti gli altri. Ma è davvero giusto? L'aspetto di un'anima può mai cancellare tutto ciò che siamo, le nostre azioni, e ciò che abbiamo sempre dimostrato? È così sbagliato essere diversi dalla massa?
" Un’avventura fantasy profonda, sull’apparire e sull’essere. "
Come vi avevo anticipato, questo è un romanzo che ti fa pensare, un romanzo che mette davanti molte verità sul genere umano: si tende sempre a giudicare il prossimo per come si mostra o per come alla società sembra sbagliato perché diverso dalla massa, ma non è forse l'errore più brutto di tutti? Agnese e il Male ci porta proprio a lavorare su questa domanda e su moltissimi altri aspetti e sfumature che riguardano l'essere e l'apparire per la società. Un romanzo che consiglio assolutamente.
Intreressante l'idea dello specchio che mostra la tua vera ssenza attraverso le sembianze di una crratura mitologica o soprannaturale. Si ricade nel medesimo universo distopico/parallelo in cui i protagonisti sono adolescenti non accettati dalla società perchè non raggiungono gli standard per essere considerati "buoni" e così pressati da insegnanti, medici e famigliari che non credono in loro. Vengono denigrati fini ad essere quasi dei fantasmi per non essere di peso alla società. Inizialmente si è portati a credere che la protagonista del racconto sia la villanous della trama, ma la narrazione porta il lettore ad una profonda riflession su chi sia il vero cattivo. Il romanzo potrebbe assumere sicuramente una sfumatura diversa a seconda del lettore: un adolescente farà emergere una storia rappresentavtiva di se stesso (un personanggio incompreso che si sente in dovere di affrontare la società); un adulto coglierà l'importanza di guardare oltre la superficie dei ragazzi e non a basarsi solo sulle apparenza.
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Interessante l'idea di uno specchio che mostra la tua vera essenza attraverso le sembianze di una creatura mitologica o soprannaturale. Si ricade nel medesimo universo distopico/parallelo in cui i protagonisti sono adolescenti non accettati dalla società perché non raggiungono gli standard per essere considerati "buoni" e così pressati da insegnanti, medici e famigliari che non credono in loro, ma li demoliscono perché siano invisibili e non più un peso. Inizialmente si è portati a credere che la protagonista del racconto sia il villanous della situazione, ma la narrazione porterà ad una profonda riflessione su chi sia il vero cattivo. Il Romanzo assumerà sicuramente una sfumatura diversa a seconda del lettore. Un adolescente ci vedrà una storia rappresentativa di sé stesso: una persona che nessuno ci prende e si sente in dovere di sfidare la società; un adulto coglierà l'aspetto psicologico dell'importanza di vedere sotto la superficie dei ragazzi e non solo le apparenze.
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Il romanzo si rivolge chiaramente a un target Young Adult, ma, come accade nei migliori Young Adult, sa parlare efficacemente a lettori di tutte le età. Si affrontano temi etici spinosi e l'intento educativo traspare senza risultare mai ingombrante o didascalico. La componente fantastica offre ottimi espedienti per rendere più concrete e vivide questioni che spesso, nella vita quotidiana, si perdono nella fumosità dell'astrazione. Ottimo lo stile, con una prima persona immersiva dotata di grande personalità, e ottima la caratterizzazione della protagonista e la sua capacità di generare empatia nel lettore. Consigliato a tutti gli amanti del fantastico YA, anche a quelli che si fanno remore ad acquistarne perché in passato hanno beccato troppe fregature: qui andate sul sicuro.
Se è piaciuto Streghette! questo libro vale la pena leggerlo. L'ho finito in un giorno e l'ho adorato, non ho molto altro da dire. Sono quasi tentato di leggere i romanzi rosa della stessa autrice e io non sono una persona da romanzi rosa.
Perfetto per ragazzi, ma anche non. Il libro da circa metà prende una piega inaspettata, travolgente, appassionante, con una morale fantastica.. Per ragazzi, ma anche per noi adulti. Super consigliato!