"Ed è così, in questo romanzo-documentario quanto mai vivido, folgorante e pieno di pathos che prende piede, forse, il più rivoluzionario dei passaggi (sebbene molti storici moderni, ormai, concordino con questa tesi): la riabilitazione di Nerone, da imperatore folle e incendiario, a vittima, suo malgrado, di una delle più diffamanti fake news della storia... A che scopo suonare la cedra mentre Roma va in fiamme? In quei momenti, il panico e il terrore, secondo Alberto Angela, hanno divorato anche l’imperatore stesso: stava perdendo il favore del popolo, grazie al quale ancora governava (gli erano ostili molte famiglie senatorie) e stava perdendo, forse per sempre, la sua amata città, la “sua” Roma.
Una teoria spiazzante, ma capace di dimostrarci con prove attendibili, anche un lato umano, che, dopo il grande incendio, probabilmente scomparirà, di questo imperatore. Lui che, in quei momenti, gira quasi senza scorta – come raccontano gli storici antichi, Svetonio, Tacito e Cassio Dione -, che, cerca la strategia migliore per salvare il salvabile, per sfamare gli sfollati.
Lui che forse prega ogni divinità esistente – e la religione è un altro degli aspetti approfonditi nel romanzo, considerata la sua rilevanza in un’epoca in cui la scienza, come la intendiamo oggi, non esisteva, e che eventi di questo tipo venivano ricondotti all’ira degli dèi – perché quel destino che la mattina dell’incendio sembrava sorridergli, ora non gli volti le spalle…"