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La fonte della vita

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Sul finire del Settecento il giovane Magnús Árelíus, ambizioso rampollo della buona società danese, viene inviato dal suo governo in Islanda con un incarico importante: valutare l’opportunità di deportare dall’isola, a quel tempo devastata dalle eruzioni vulcaniche, dalla carestia e dal vaiolo, tutta la popolazione abile al lavoro, per trasferirla a Copenaghen e impiegarla come manodopera nella nascente industria nazionale. Fervente illuminista, Magnús Árelíus vede nel suo compito la missione dell’uomo di scienza, ansioso di esplorare quelle terre e quelle genti selvagge e di portare fino all’ultima Thule la luce della ragione. Ben presto però, nel corso del suo viaggio, questo perfetto esemplare dell’uomo moderno dovrà rendersi conto che la sua erudizione serve a ben poco per sopravvivere in una terra così difficile. Rimasto solo, non potrà che affidarsi all’aiuto della povera e incolta gente del posto, grazie alla quale si troverà coinvolto in una realtà inconciliabile con i principi della sua cultura e della sua ragione: a contatto con un mondo dominato da forze oscure e irrazionali, da una natura «matrigna» con la quale gli indigeni sembrano invece convivere in armonia, tutte le sue certezze vacilleranno. Tra realtà storica e finzione letteraria, con un dosaggio efficace di diversi piani narrativi, Bergsveinn Birgisson rivendica in questo romanzo l’orgoglio della sua Islanda, denunciando gli abusi del colonialismo, lo sfruttamento di uomini e risorse e insieme esplorando l’eterno dilemma umano tra ragione e sentimento, tra natura e cultura, tra individuo e società.

317 pages, Paperback

First published January 1, 2018

19 people are currently reading
283 people want to read

About the author

Bergsveinn Birgisson

21 books104 followers
Bergsveinn has a PhD in Nordic Studies from the University of Bergen. He has published two volumes of poetry, Íslendingurinn (The Icelander) and Innrás liljanna (The Invasion of the Lilies), and four novels, Landslag er aldrei asnalegt (Landscape is Never Stupid), Handbók um hugarfar kúa (A Handbook on the Attitude of Cows), Svar við bréfi Helgu (Answer to Letters from Helga), and Den Svarte Vikingen (The Black Viking) which is written in Norwegian.
He has also helped with the Norwegian translation of the Icelandic medieval saga Flateyarbók

Bergsveinn lives in Bergen, Norway.

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Community Reviews

5 stars
71 (23%)
4 stars
137 (44%)
3 stars
72 (23%)
2 stars
19 (6%)
1 star
7 (2%)
Displaying 1 - 30 of 41 reviews
Profile Image for Ásta Þórarins.
8 reviews
January 20, 2019
The last 100 pages are brilliant and well worth the more difficult read through the first 200 pages.
Profile Image for Kathinka Evans.
140 reviews3 followers
May 2, 2020
Litt vanskelig å sette antall stjerner på denne. Veldig interessant, veldig glad jeg leste den. Men elsket den kanskje ikke hele tiden underveis,
før helt mot slutten. Som var både gripende og litt forvirrende (spesielt epilogen... hva skjedde egentlig historisk sett?)
og fikk meg til å søke opp islandsk historie for å lære mer. Litt repetisjoner underveis, tenkte jeg.
Om motsetninger vitenskap-overtro, spesielt.
Men da jeg hadde lest hele var jeg veldig entusiastisk. Spennende å lese om 1700-talls-vitenskapsmennene som på den ene siden er så opptatt av målinger men samtidig tror på beretninger fordi de står i gamle bøker. En mellomperiode i veien mot vitenskapelig verdensbilde som bygger på empiri.
Profile Image for Magnús.
134 reviews2 followers
March 20, 2021
5/5

Ég játa að ég er óforbetranlegur fanboy, en ég vona að mér fyrirgefist. Sagan byrjar á ákveðnu torfi sem þarf aðeins að stinga sig í gegn um til að komast inn í hana. En þegar komist hefur verið í gegn um fyrsta þriðjunginn eða svo fer snilldin að ljúkast upp fyrir lesandanum. Stíllinn er skemmtilegur, mikið af dönsku og latínuslettum, minnir óneitanlega á Halldór Laxness á stundum, með öllu hóflegri stafsetningu. Höfundi tekst jafnvel að vera fyndinn á dönsku, sem er ekki öllum gefið.

En það fallegasta við þessa bók er heimspekin (ásamt stílnum og textameðferðinni). Sem dæmi má nefna þessa fallegu sýn:

"[...] þessi harðgerðu, fínlegu smáblóm sem vaxa úr engu á nöktum klettasyllum eða hrjóstrugum melum á heiðum - þau virðast nærast eingöngu á ljósinu, þanninn spretta þau meir af himni en jörðu."

Það eina sem ég sakna er að gaman væri að fá einhverskonar leslista eða innsýn í þankagang höfundar, líkt og hin ómetanlega Leitin að svarta víkingnum gaf okkur. Kannski á það eftir að koma?
Profile Image for Deborah.
86 reviews
November 4, 2021
1784, Islanda. L'isola, ai tempi colonia danese, è martoriata da numerose catastrofi naturali: l'eruzione di molti vulcani, l'ultima del Laki durata un anno, provocò gas che avvelenarono flora e fauna, causando una terribile carestia. Uomini e bestie morirono di fame e, dopo un terribile terremoto e un'epidemia di vaiolo, il governo danese prese in ipotesi il trasferimento della popolazione rimasta (meno di 40.000 persone) a Copenhagen per impiegarla come manodopera nella nascente industria nazionale. Prima di effettuare tale deportazione, la Corona danese invia un giovane studioso, Magnús Árelíus, per redigere relazioni ed effettuare rilievi topografici. Magnús Árelíus fa parte degli

uomini dei tempi nuovi, che passavano come un vento fresco sulla nostra parte di mondo, era l'uomo nuovo, che voleva vincere la natura con le maniere forti delle scienze, domarla con il suo ingegno e la sua capacità di comprendere le leggi del grande ingranaggio del Signore. Tutto si poteva misurare, comprendere e scomporre in categorie opportunamente create, e quando ogni cosa era stata assegnata al posto giusto, come aveva insegnato il grande scienziato rivoluzionario Descartes, il compito delle scienze era di sondare la natura della cosa in sé e per sé [...]. L'uomo nuovo pensava; chi non pensavo o non dubitava, in un certo senso non esisteva. (p. 15).

Siamo davanti ad una duplice contrapposizione, politica e filosofica. Da una parte gli oppressori (i danesi) e dall'altra gli oppressi (gli islandesi); ma gli oppressori personificano anche una visione della vita: il razionalismo trionfante dell'Illuminismo, mentre gli oppressi credono in simboli e segni, in una simpatia universale fra uomo e Natura, in fiabe e leggende, in un mondo magico. Bergsveinn Birgisson si muove in quest'ultima dimensione come a casa propria: ricercatore di filologia norrena, ha attirato l'attenzione della critica e del pubblico con Il vichingo nero, tradotto in dodici lingue e di cui la Paramount Pictures ha acquistato i diritti per creare una serie televisiva. Il piglio dello storico e dello studioso emerge con chiarezza ma senza pedanteria - se non una pedanteria ironicamente voluta - ne La fonte della vita, che invece conquista proprio perché sembra effettivamente un romanzo settecentesco, un romanzo d'avventura con narratore esterno inframezzato dalle lettere che Magnús Árelíus scrive al cancelliere Levetzow, finanziatore della missione. L'alternanza dei punti di vista, che poi è l'alternanza delle due Weltanschaungen sopra ricordate, rende dialettico e brillante il resoconto delle disavventure dell'uomo di scienza convinto assertore del dominio dell'uomo sulla Natura e sulle sue forze misteriose. All'inizio del romanzo, Birgisson cita il Dialogo della natura e di un islandese di Leopardi e, in effetti, lo spirito dissacrante e a tratti macabro delle Operette morali sembra spesso fare capolino nel romanzo. Soprendente, raffinato e colto eppure semplice da leggere, La fonte della vita rivendica l'orgoglio del popolo islandese, ma allo stesso tempo narra temi universali, quali il conflitto tra ragione e sentimento, tra natura e cultura, tra individuo e società.

Profile Image for Astrid Terese.
764 reviews32 followers
April 16, 2020
Jeg har lest Svar på brev frå Helga av Birgisson tidligere, og likte den bedre enn jeg liker Reisen til livsvannet. Men samtidig er dette en fin historie. Boken er virkelig godt skrevet og en kan fordype seg i natur og menneskebeskrivelser. Magnús Árelíus’ utvikling er også fengende og interessant. Anbefales.
Hele min omtale finner du på bloggen min Betraktninger
Profile Image for Edoardo.
3 reviews
March 23, 2025
⭐️⭐️⭐️

𝐓𝐑𝐎𝐏𝐄𝐒:
❥ Develop fully-realized characters
❥ Harmony with nature
❥ Contrast between reason and feeling
❥ Creepy old houses
❥ Colonialism and exploitation


Le emozioni che mi ha suscitato la lettura : 😐🤨🤔🥱🙁

Breve Riassunto:

"La fonte della vita" di Bergsveinn Birgisson è un romanzo che racconta il viaggio di Magnús Árelíus, un giovane illuminista danese inviato nel 1700 in Islanda per valutare l'opportunità di deportare la popolazione locale a Copenaghen per l'industria. Durante il suo viaggio, Magnús scopre che la sua erudizione non è sufficiente per sopravvivere in quel territorio difficile e deve affidarsi all'aiuto della gente locale. Questo viaggio lo porta a confrontarsi con realtà e forze irrazionali che mettono in discussione tutte le sue certezze, esplorando così il dualismo tra ragione e sentimento, natura e cultura, individuo e società.


𝐑𝐞𝐜𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞:

Come letto in un commento di un'utente su questo libro: "le prime 200 pagine sono lente, un pochino noiose e ridondanti. Le ultime 100 sono fantastiche, con un ritmo molto piú accelerato, intrigante e coinvolgente." peccato che in tutto il libro si contano poco meno di 300 pagine (ಠ_ಠ).

Tutto sommato si tratta di un buon libro con alcuni spunti di riflessione interessanti, ma bisogna armarsi di parecchia pazienza per goderne a pieno la lettura, dato che rischia costantemente di esser lasciato in quella libreria impolverata, un po' bruttina e fatiscente, marcendo per mesi e mesi nel dimenticatoio della carta stampata che riempie le nostre case ʅ ( ․ ⤙ ․) ʃ


Una volta superato l'ostacolo "tedio" ..... (ভ_ ভ) ރ // ┊ \\ ..... Il libro dona un piacevole senso di consapevolezza di ciò che é stato (ed é) il "colonialismo", il dominio sugli altri e la cecità di fronte al bisogno altrui di libertà, di determinazione e di scelta.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Hildy.
17 reviews1 follower
March 7, 2021
Litt vanskelig å bedømme denne boken. Det er en sterk fortelling, men språket er tidvis tungt og kronglete og fortellingen har noe ujevn framdrift. Kunne også virkelig ønske at boken hadde et kart over områdene reisefølget dekker på Island. Likevel, hvis man er interessert i nordisk historie og kan komme seg forbi det litt kronglete språket er det verdt innsatsen.
Profile Image for Minnie.
180 reviews48 followers
May 12, 2020
0,5*

I think the reason why I gave this such a low rating is that I didn't care at all about anything that happened in this book; there were no stakes, no relatability, nothing.
It's the classic story of a fragile male ego - guy thinks he knows everything better, has a literal mental breakdown when proven otherwise, falls in love with a mother substitute who can't talk back to him because her tongue has been cut out (how convenient for someone who almost shot his assistant for complaining about his taking advantage of helpless women earlier in the book), his bruised ego is mended by her constant pampering, then he leaves (but not before impregnating said mother substitute). The literal end of the story.
If I had finished the book feeling sour about all the sexism in it (Sesselja, the protagonist's love interest, is literally called "the woman" about 80% of the times she's directly mentioned), it actually would have been an improvement over feeling completely indifferent. It read very quickly, and the philosophical/metaphorical passages were easy to skip and didn't have any impact on the plot whatsoever - those are the only two good things I can say about it. I'm a bit bitter I spent 24€on it, but it's quite new and a reading assignment for uni, so I'll hopefully be able to sell it to a colleague.
Profile Image for Skuli Saeland.
905 reviews24 followers
February 20, 2019
Flott saga eftir Bergsvein. Fulltrúi danska rentukammers, Magnús Árelíus, er sendur til Íslands til að rannsaka hvort yfirhöfuð sé búandi á landinu í kjölfar Skaftárelda. MÁ er skilgetinn fulltrúi upplýsingaaldar sem hafnar öllum trúarkreddum, hjátrú og hindurvitnum. Hins vegar er hann hálf íslenskur og innra með honum takast á við vísindahyggja Dana nútímans og þjóðartrú Íslendingsins sem birtist meðal annars í því að hann er skyggn og tekst stöðugt á við afturgöngur og magnaða þjóðtrú landans.
MÁ hefur ferð sína til Vestfjarða uppfullur af kreddum uppeldislandsins en eftir því sem hann kynnist landi og þjóð taka að renna á hann tvær grímur þar til að hann stendur frammi fyrir tveim óásættanlegum heimsmyndum sem takast á um sálu hans og jafnvel framtíð og örlög lands og þjóðar.
Vel skrifuð og heillandi frásögn.
Profile Image for Thorunn.
450 reviews
September 19, 2019
Söguleg skáldaga sem gerist eftir Móðuharðindin, skrifuð á máli sem á að svipa til málsins eins og það var talað og skrifað þá, sem getur alveg reynt á þolrifin.

Sagan gerist að mestu leyti við Húnaflóa, á Vatnsnesi og Ströndum og mér fannst gaman að lesa hana með landakort við hliðina af því að þarna er gaman að ferðast.

Andstæðurnar milli hálfdanska upplýsingamannsins og fátækra Íslendinga á Ströndum eru settar fram á mjög sláandi hátt og það er oft hrist upp í lesandanum. Lærdómurinn á ekki alltaf við. Og draugarnir hafa alveg sitt fram að færa.

Lokakaflinn er frábær og alveg þess virði að lesa alla bókina til að komast í hann. Einstaklega mögnuð tenging við nútímann.
Profile Image for Chiara Carnio.
439 reviews14 followers
September 1, 2025
“C’è del marcio in Danimarca”?

Avevo sempre evitato questo libro perché temevo potesse richiedere lo stesso impegno necessario per leggere Gente indipendente di Halldór Laxness, bellissimo ma complesso. Beh, non mi sbagliavo.
Non mi azzardo a dire che Birgisson raggiunga i livelli di Laxness (premio Nobel, scrittore eclettico, autore ormai classico), ma - almeno- in questo frangente lo ricorda. Ricorda la forza di una storia come quella di Gente indipendente, sebbene i due lavori abbiano costruzioni narrative diverse, ricorda i dilemmi esistenziali di Sotto il ghiacciaio. Insomma è un romanzo notevole, purtroppo poco conosciuto.

Tra verità storiche e finzione letteraria, il romanzo racconta l’Islanda di fine Settecento, periodo di violente calamità naturali (eruzioni vulcaniche, terremoti) che portano variazioni climatiche, carestie e povertà nel popolo isolano sotto la corona danese. Il governo coloniale decide che, per limitare i costi della sopravvivenza della popolazione sull’orlo dell’indigenza, sarebbero stati ricollocati in terraferma tutti gli abili al lavoro. Incaricato della verifica della situazione è un uomo di scienza, Magnús Árelíus.
E qui inizia lo scontro tra la nuova mentalità scientifica (è il periodo post illuminista europeo, in cui le scienze e il metodo scientifico iniziano a dare risposte concrete alle domande dell’uomo sulla natura e i suoi fenomeni) e le credenze basate sulla superstizione e sulla fede. Il contrasto di razionalità ed emancipazione contro ingenuità e ignoranza. Tra l’uomo del progresso e il popolo che vive - ancora - coi ritmi della natura. Un divario abissale e incomprensibile da entrambe le parti. Magnús rappresenta la prepotenza del colonizzatore, quello che si sente superiore e ritiene che i colonizzati, per sopravvivere dignitosamente, debbano vivere come i sudditi danesi della terraferma. Ma è davvero la soluzione migliore per il popolo islandese?
Attraverso le disavventure di Magnús e gli avvertimenti del narratore (isolano) il lettore comprende, come lo comprende il protagonista, che la perfezione non sempre coincide con la razionalità e la ricchezza, o con la potenza e l’istruzione. A volte la felicità, la condizione paradisiaca stanno nella semplicità della natura, e dell’ accontentarsi di quanto, seppur poco, si possiede, senza doversi consumare con ritorni economici sempre più vantaggiosi, conoscenze sempre più approfondite, territori sempre più vasti. Certo, le condizioni della società islandese del XVIII secolo sono catastrofiche: bambini denutriti ed orfani, donne sfatte dal duro lavoro, fattorie che ormai sono il fantasma di esse stesse, ma questo basta a giustificare l’operazione di sradicamento di un popolo dai propri usi e stili di vita?
La critica di Birgisson a quanto accaduto tra Danimarca e Islanda è sottilmente spietata, sono quei fantasmi della storia europea che tormentano le nazioni, come i fantasmi locali tormentano il povero Magnús: ad un certo punto bisogna parlare con quei fantasmi, perché solo così se ne possono andare.

(E comunque ora sarei curiosa di sapere come si declina il sostantivo “fjörður” nei quattro casi 😅)
Profile Image for Bea Deflo.
196 reviews1 follower
December 4, 2024
#illibrochenontiaspetti
Birgisson, credo tu abbia scritto uno dei miei libri preferiti..non vedo l'ora di leggere gli altri tuoi titoli!
Cominciato per puro caso, grazie ad un gruppo di lettura online, e passato il primo capitolo, mi sono trovata immersa totalmente in un Islanda selvaggia e ostile.
Siamo nel 1700 e al protagonista, Magnus Arelius, viene affidato un compito molto delicato: certificare la condizione disagiata degli abitanti delle zone più remote dell' Islanda per favorirne il trasferimento verso una Danimarca in pieno sviluppo industriale.
Malattie e povertà stanno infatti colpendo i cittadini più sfortunati e il ruolo del rampollo danese Magnus è proprio quello di trovarli per promettere una vita (apparentemente) più serena nella sua nazione natale.
Magnus si troverà inaspettatamente di fronte ad un popolo legato indissolubilmente alla Natura, alle tradizioni, ai racconti popolari davanti al fuoco..un popolo che ha bisogno di aggrapparsi alla magia delle leggende e dei personaggi che da esse ne nascono, un popolo che crede in fate,orchi e luoghi fantastici.
Il suo peregrinare non è granché fortunato e Magnus si imbatte in una serie di eventi sfortunati finché non incontra una donna speciale e, per fortuna, arriva a conoscere la miracolosa fonte della vita...
Profile Image for Kristín.
555 reviews12 followers
July 1, 2022
Bergsveinn vinnur ákveðið stórvirki hvað stílinn varðar því hann er mjög sannfærandi og til að ná að skrifa svona hlýtur hann að hafa lagst í heilmikla vinnu. Það að textinn er skrifaður á þennan hátt gerir bókina líka því sem hún væri hefði hún raunverulega verið skrifuð fyrir nokkrum hundruð árum en það gerir stílinn hins vegar ekki mjög skemmtilegan enda var stíllinn á sautjándu og átjándu öld, alla vega hjá lærðum, alls ekki falleg íslenska. En ég tek ofan fyrir Bergsveini fyrir að gera þetta. Þegar kemur að sögunni er ég hins vegar ekki eins hrifin, sérstaklega ekki framan af bókinni. Persónur eru reyndar margar frábærar og Markús Árelíus verður sífelld skírari dráttum dreginn en það breytir því ekki að mér hreinlega leiddist stóran hluta af bókinni. Ég veit ekki hvort það er vegna þess að ég hlustaði á bókina — sem reyndar er snilldar vel lesin — og kannski þarf maður að lesa hana svo maður geti betur staldrað við, endurlesið og hugsað. Ég alla vega velti því fyrir mér hvort þetta sé ein þeirra bóka sem manni líkar betur við ef maður endurles hana. Veit samt ekki hvort ég treysti mér til þess.
Profile Image for Ole  Slattum.
166 reviews1 follower
January 8, 2023
Birgisson startet karrieren med brevskriving, men for noen år siden tok han et sidesteg og presenterte en real vikingsaga. Nå går det rykter om at han hadde funnet på hele greia, at han rett og slett drev gjøn med sine lesere. Vi får håpe han ikke fortsetter i det sporet.

I reisen til livsvannet forteller Birgisson om den gangen Danmark evakuerte Islands beboere til Finnmark. Island skal videre ha ligget øde i nærmere hundre år før danske godseiere fant ut a.... Altså, det høres ganske gjønete ut spør du meg! Faktisk er hele boka bare full av skrøner.

Ikke nok med det, Birgisson har til og med latt hovedpersonen være nevø av selveste Hans Egede, personen Kim Leine og Carsten Jensen har skrønet så iherdig rundt allerede. Det ville vært interessant å vite hva denne historiske personen Hans Egede ville synes om at et kobbel av dansker og halvdansker gjør karriere av å drive gjøn med han.

Som skrøne er denne historien helt framifrå. Helt på høyde med det beste fra Danmark og Seljord. Jeg triller fem vitenskapelige vurderte trollbein for Birgissons siste.
Profile Image for Gry M..
58 reviews
April 16, 2021
En finurlig fortelling om en 1700-tallets vitenskapsmanns reise til bygda på Island for å kartlegge levekår og foreta landsoppmålinger. Vitenskapsmannens syn på fornuft og følelser og arrogante holdning får et hardt møte med kulturen på Island. Boken er i stor grad basert på historisk korrekte beskrivelser av levekår og lignende, samtidig som historien som fortelles er ren diktning. Fortellerformen er typisk for 1700-tallets reiseskildringer, men inneholder mange elementer fra islandsk folketro. Er kanskje fortellerstemmen en ånd? Jeg tror ikke jeg har lest en bok som på så mange plan blander forskjellige verdensbilder og lar forskjellige måter å se verden på kollidere ikke bare i selve historien, men også i fortellerform og lignende. Jeg likte boken veldig godt, samtidig som jeg syntes det var litt slitsomt å lese det gammelmodige språket og brukte derfor ganske lang tid på å komme igjennom hele boka.
35 reviews
January 16, 2022
Sarebbero 2,5 stelle ma è davvero difficile per me dare una valutazione approfondita di questo libro, libro che mi ha molto colpito per le tematiche e molto poco per il modo in cui vengono portate avanti. Da una parte c'è l'orgoglio nazionale e inestirpabile di un popolo ferito, umiliato e usato che subisce una vera e propria deportazione. Birgisson questo orgoglio ferito ce lo ritrae con la precisione di chi sa che quell'orgoglio è anche il suo. Ho apprezzato il rilievo dato al rapporto con la natura, ho apprezzato le pennellate con cui Birgisson ha voluto ritrarre questo incontro-scontro non scevro di soprusi fra danesi e islandesi. Perché allora due stelle? Perché se della storia dell'Islanda mi resterà molto, dei personaggi - oltre all'essere funzionali alla trama - non mi resterà assolutamente nulla.
Profile Image for Flavia .
268 reviews143 followers
December 22, 2024
La storia del viaggio di Magnus ha come tema principale la superiorità dell’uomo verso i suoi simili e verso la natura. Ci sono uomini, ancora oggi, che credono che tutto sia loro dovuto e che tutto su questa terra sia stato creato affinché possano farne uso e consumo come vogliono. Fino a distruggere ogni cosa, esseri umani compresi.
Il protagonista è irritante e pieno di quella saccenza che può derivare solo dall’ignoranza (nonostante si vanti di essere un uomo di scienza, un illuminato). La verità è sempre più complessa e Magnus lo capirà durante il suo tortuoso viaggio, ma a caro prezzo.
Nelle ultime 100 pagine finalmente si respira l’Islanda degli spiriti, della semplicità, e del mistero. Molto soddisfatta del finale.

(un 3 e mezzo arrotondato per eccesso)
Profile Image for Sara Hlín.
468 reviews
April 13, 2019
Fékk smá sjokk þegar ég byrjaði að lesa vegna orðfarsins en maður kemst fljótt upp á lag með það og ég naut þess í botn að lesa þennan texta. Maður getur ímyndað sér að það
hafi tekið á við skriftirnar að “detta ekki úr karakter”. En bókin er algjör konfektmoli, textinn unaðslegur og sagan frábær. Meira að segja spennandi. Hló oft og mikið! Eeelsska þegar bækur kalla fram tilfinningar hjá manni. Gat varla lagt þessa frá mér og langar mest að byrja á henni strax aftur.
49 reviews2 followers
February 11, 2019
Frábær ferðasaga dansks embættismanns um Strandir í lok 18. aldar. Það tók mig dálítinn tíma að komast inn í tungumál bókarinnar en það er tungumál þess tíma. En það venst og verður skemmtilegt. Margir kostulegir karakterar koma við sögu og íslenskt töfraraunsæi eins og það gerist best. Það hefði mátt fylgja kort af svæðinu til að glöggva sig á við lesturinn.
Profile Image for Frimann Gudmundsson.
269 reviews2 followers
April 4, 2021
Magnús Árelíus Egede sendur til Íslands að skrásetja lífið á Vestfjörðum, á meðan Móðuharðindunum stendur.

Því norðar sem farið er því síðara skeggið og frumstæðari framkoman. Enginn á bæjunum vill þó gangast við því, alltaf verra fyrir norðan.

Náttúruöflin, volæði, fátækt, sultur. Svaðilför sem endar illa.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Rita Fortunato.
168 reviews9 followers
December 26, 2021
La fonte della vita di Bergsveinn Birgisson è un romanzo pratico e razionale in cui scienza danese e natura islandese sono poste a confronto collocando gli esiti finali su un piano mediano, fulcro verso il quale il libro converge.

Recensione completa su:
https://paroleombra.com/2021/06/16/la...
117 reviews
August 29, 2025
Inizio prolisso e un pò distaccato, questo è un libro che si apprezza sulla distanza. L'ho divorato, un viaggio nella cultura islandese, alla scoperta della semplicità come gioia. Un romanzo storico, un romanzo che parla del visibile, di ciò che appare e dell'invisibile, di ciò che sta dietro e che va oltre. 5 Stelle meritatissime.
Profile Image for Veronika.
Author 6 books7 followers
Read
December 12, 2021
Lassú sodrású történet, ami megmutatta nekem Izland olyan törtélmi arcát, amiről eddig nem hallottam. Misztikájához nem fér kétség, ahogy ahhoz sem, az mindig az élet viszontagságaival kéz a kézben jár.
Profile Image for Agnes Ósk.
224 reviews1 follower
July 11, 2024
Annað skiptið sem ég les bókina og naut hennar mun betur í þetta skiptið. Stíllinn er mikill "þúfnagangur" og torveldur á stundum. Hugsanlega hefur tímabundinn árátta mín fyrir Ströndum áhrif á að sagan rann ljúfar og áreynslulaust í þetta skiptið
Profile Image for Beatrice.
49 reviews6 followers
February 18, 2025
Sono rimasta incollata alle pagine fino a metà lettura, travolta dall’orgoglio islandese per le proprie tradizioni, per poi perdermi a poco a poco nella trama senza distinguere più la narrazione generale da quella del protagonista.
Profile Image for Ásta Sólveig.
49 reviews4 followers
January 27, 2019
Mikið sem ég hlakkaði til að lesa þessa bók og hún stóð svo sannarlega undir væntingum. Hrein unun að lesa og söknuður þegar lestri var lokið. Mæli svo sannarlega með því að lesa lifandilífslæk.
Profile Image for Ásta Ha..
69 reviews1 follower
March 19, 2019
Ég elska þessa bók. Fullkomin söguleg skáldsaga.
Profile Image for Arni Snaevarr.
55 reviews1 follower
July 10, 2019
Ég hugsaði mér gott til glóðarinnar, því bókin hafið fengið mjög góða dóma. Því miður er ég ósammála og finnst þessi bók ekki í hópi hans bestu - en það er bara mín skoðun.
47 reviews
March 12, 2020
Litt krevende første del, men er velskrevet og gir rørende innsikt i en del av Islands historie.
Displaying 1 - 30 of 41 reviews

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