Il Barbablù della fiaba di Perrault nella realtà storica è un serial killer che si muove in un Medioevo crudele e disperato, superstizioso e bigotto. È Gilles de Rais, maresciallo di Francia ed eroe nazionale della liberazione di Orléans, compagno prediletto di Giovanna d'Arco, collezionista raffinato, mecenate, alchimista, evocatore di diavoli. Ma è anche l'uomo che, tra il 1432 e il 1440, anticipando le fantasie più perverse del marchese di Sade, violenta e uccide decine, forse centinaia di ragazzi per il puro piacere personale; scoperto e processato, si pente e muore da santo. L'enormità di una vicenda che ha per noi un inquietante suono novecentesco sfida quanti si interrogano sui meccanismi dell'aggressività umana. Una biografia, la più completa e attendibile su Barbablù, che può anche essere letta come un romanzo «nero» in cui figure indimenticabili, come Giovanna d'Arco, si aggirano sull'incerto confine che divide il bene dal male.
Ernesto Ferrero è stato uno scrittore e critico letterario italiano ed è stato il direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino fino al 2016. Dagli anni sessanta agli anni ottanta ha lavorato presso Einaudi, iniziando nel 1963 come responsabile ufficio stampa, diventando poi direttore letterario e infine, dal 1984 al 1989, direttore editoriale. Ha collaborato così con intellettuali come Elio Vittorini, Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio, Massimo Mila, Franco Venturi, Giulio Bollati.
È stato poi segretario generale della Bollati Boringhieri, direttore editoriale in Garzanti e direttore letterario presso Arnoldo Mondadori Editore. Dal 1998 al 2016 è stato il direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino.