Nel 1977, ricevuto l'incarico di curare un libro di saggi critici sull'opera di Thomas Bernhard per conto dell'editore Suhrkamp, Peter Hamm pensò che non vi fosse modo migliore per accingersi all'opera che realizzare, a mo' di introduzione, una lunga intervista al controverso scrittore austriaco nella cascina di quest'ultimo, a Ohlsdorf, là dove la sua leggendaria misantropia lo aveva spinto a rintanarsi. Dopo un pasto frugale consumato in una trattoria dall'aria sinistra e innaffiato da una discreta quantità di vino, il registratore fu acceso e la conversazione ebbe inizio. Attraverso il gioco di domande e risposte si dipana sotto i nostri occhi l'intero percorso umano e intellettuale di Bernhard: dalla giovinezza travagliata, al difficile rapporto con l'Austria e con tutto ciò che è «autorità, istruzione e stabilità»; dai primi esperimenti letterari alle opere teatrali, fino alla consacrazione di uno degli autori più significativi del Novecento.
Thomas Bernhard was an Austrian writer who ranks among the most distinguished German-speaking writers of the second half of the 20th century.
Although internationally he’s most acclaimed because of his novels, he was also a prolific playwright. His characters are often at work on a lifetime and never-ending major project while they deal with themes such as suicide, madness and obsession, and, as Bernhard did, a love-hate relationship with Austria. His prose is tumultuous but sober at the same time, philosophic by turns, with a musical cadence and plenty of black humor.
He started publishing in the year 1963 with the novel Frost. His last published work, appearing in the year 1986, was Extinction. Some of his best-known works include The Loser (about a student’s fictionalized relationship with the pianist Glenn Gould), Wittgenstein’s Nephew, and Woodcutters.
"Il mondo del giornale, e in generale il mondo reale, è un mondo dilettantesco rispetto a quello del cervello, che invece è una costruzione incredibile e immane. La realtà è una costruzione decrepita, misera e, il più delle volte, commovente, e uno la tollera soltanto per questo, perché è commovente." (p. 87)
"La cosa che mi attrae di più del fatto di viaggiare è la possibilità di andare in un Paese di cui non conosco la lingua. Quello è forse il motivo principale. Andare in un posto in cui si possono osservare le persone mentre agiscono come mere figure. C'è movimento, i treni viaggiano, c'è traffico e la gente che parla, e tutto è più rumoroso che nel posto da cui provengo, eppure non si capisce niente. Questa è la massima attrattiva, per me." (p. 88)
"P.H.: Esiste nel suo mondo qualcosa di simile alla compassione?
T.B.: Che cosa intendiamo per compassione? È una questione che non si pone, perché non la vedo da un punto di vista umano. Vorrei dei pezzi di carne parlanti, privi di emozioni umane. Voglio fare teatro, ma senza esseri umani o storie sociali o sentimenti."
Scelgo di assegnare quattro stelle invece che cinque perché, come indicato nell'introduzione, la volontà di Bernhard era che questo testo non venisse pubblicato, e leggendolo mi sono sentita colpevolmente voyeuse. Tuttavia, è un'intervista incantevole ed utile agli studiosi di questo incredibile autore.
L’intervista contenuta in questo interessante volumetto (pensata come introduzione a un volume di saggi sul Nostro da pubblicare alla fine degli anni Settanta), conferma un fatto inoppugnabile: intervistare Bernhard era impossibile. Di più: inutile.
Un'ottima introduzione a Bernhard. Alcune pagine sono semplicemente sublimi. Bernhard si sofferma molto sugli inizi della propria carriera, rievocando la figura del nonno e la malattia che l'ha quasi ucciso. Verso la fine del dialogo, una particolare attenzione è dedicata alla sua produzione teatrale. Un libro godibile che getta una nuova luce sulla tanto contradditoria quanto affascinante figura di Bernhard.
Einblicke in Thomas Bernhards Gedankenwelt: oftmals bemüht radikal, wirr und widersprüchlich. Trotz der Interviewform wirkt es inszeniert, die Fragen von Peter Hamm naiv - aber gerade das ist der Reiz des Büchleins.