In un presente (non troppo) lontano in cui i baci sono stati vietati per contenere il contagio, il ventenne Michele trova lavoro come rider, anzi come consegnator di Happydemia – la più importante multinazionale al mondo per la distribuzione di psicofarmaci. Antidepressivi, ansiolitici, stabilizzatori, stimolanti e specialmente sonniferi sono diventati fondamentali per tenere tranquillo il Paese in clausura, tanto che il Previdente del Consiglio stabilisce che vengano rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Ma per calmare gli animi non basta: il popolo è diviso tra chi può permettersi di non lavorare, chi può farlo da casa e chi per sopravvivere deve muovere il corpo. Con il borsone di Happydemia sulle spalle Michele attraversa in bici la città semivuota, nell’ostilità crescente di quanti gli invidiano il lavoro, o anche solo la libertà di movimento, e di quelli che invece lo considerano un untore che propaga il virus di porta in porta. Grazie all’incontro con Miriam, una misteriosa ragazza che non si toglie mai la mascherina e che consegna psicofarmaci ai vip, Michele scopre l’amore in un mondo in cui toccarsi è diventato sovversivo. Intorno a loro, intanto, tutto cambia vorticosamente per l’accelerazione imposta dall’epidemia, tra impoverimento crescente, nuove riforme monetarie, complotti di complottisti, negazionisti che negano di esserlo e un ex Primo ministro dell’Interno disperatamente a caccia di selfie…
Confuso, pretestuoso a tratti. Fatto in fretta per cavalcare l'onda dell'emergenza sanitaria. Ma alcune cose sono divertenti, altre anche toccanti. Come la lunga lista dei morti in mare in font sempre più piccolo che passa nella mente dell'"Ex-primo ministro dell'interno"
Hamdallah Abdulfatah, ventotto anni, si presume annegato al largo di Sangatte, Francia – Uomo, annegato al largo di Carloforte, Sardegna – Donna, annegata al largo della costa del distretto Bodrum di Muğla, Turchia – Bambina, annegata al largo della costa del distretto Bodrum di Muğla, Turchia – Laurent-Barthélémy Ani Guibahi, quattordici anni, trovato morto sul carrello di atterraggio di un Boeing 777 atterrato a Parigi dalla Costa d’Avorio – Mohamed Youssef, annegato al largo di Nador, Marocco – Debesay Rusom, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Filmon Desale, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Filmon Habtu, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Filmon Mengstab, annegato dopo aver abbandonato un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Hdru Yemane, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Huruy Yohannes, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Kidus Yohannes, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Mogos Tesfamichael, annegato dopo aver abbandonato un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Nohom Mehari, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Omer Seid, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Teklay Kinfe, morto su un barcone alla deriva nel Mediterraneo, tra Italia e Malta – Donna, morta di parto nel villaggio di Gemici, Turchia – Neonata, nata morta nel villaggio di Gemici, Turchia – Bambina, sei anni, morta nell’incendio di un container nel campo profughi di Moria, Lesbo, Grecia – Donna, annegata nei pressi delle isole Habibas, Algeria – Bambina, annegata nei pressi delle isole Habibas, Algeria – S.J., ventiquattro anni, si presume morta per asfissia nella stiva di un traghetto da Patrasso ad Ancona – Ragazzo eritreo, vent’anni, investito da un’auto durante la fuga dal centro d’accoglienza di Villa Sikania, Sicilia – Amadou Traore, trentun anni, morto per lesioni a causa di una lite nel campo migranti di Taurianova, Italia – Nadera Almonla, scomparsa in seguito allo sparo di un colpo di arma da fuoco, presso il fiume Evros, al confine tra Turchia e Grecia – Uomo, annegato al largo di Zliten, Libia – Uomo, annegato al largo di Zliten, Libia – Donna, annegata al largo delle isole Kerkennah, Tunisia – Uomo, caduto nel tentativo di scavalcare la recinzione di Melilla per attraversare il confine tra Spagna e Marocco – Bambino, annegato al largo delle isole Kerkennah, Tunisia – Bambina, nove mesi, morta per febbre e disidratazione al sovraffolato campo profughi di Moria a Lesbo, Grecia – Ragazzo, circa vent’anni, congelato nella foresta di Evros, Grecia, al confine con la Turchia – Donna, annegata al largo delle isole Kerkennah, Tunisia – Uomo, si presume annegato al largo di Almería, Spagna – Uomo, disperso, si presume annegato al largo di Zliten, Libia – Uomo, soffocato durante il viaggio, Salonicco, Grecia – Uomo, soffocato durante il viaggio, Salonicco, Grecia – Uomo, disperso, si presume annegato a nord di Zawiya, Libia – Baqer Muslem Abdulaneer Al-Haddad, quindici anni, investito da un treno nel tentativo di raggiungere la Gran Bretagna da Metz, Francia – Muhammad Gulzar, quarantatré anni, ucciso da un colpo di arma da fuoco sparato dalla guardia di frontiera greca, valico di Kastanie/Pazarkule – Uomo, si presume annegato, al largo dell’isola Isabella II, Spagna – Donna afghana, quarantadue anni, annegata al largo di Bodrum, Turchia – Ragazzo afghano, diciassette anni, annegato al largo di Bodrum, Turchia – Uomo, si presume annegato al largo di Melilla, Spagna – Uomo, disperso, si presume morto nell’incendio della barca al largo di Crotone, Italia – Donna, morta nell’incendio della barca al largo di Crotone, Italia – Uomo, morto nell’incendio della barca al largo di Crotone, Italia – Uomo, morto nell’incendio della barca al largo di Crotone, Italia – M. Rahal, annegato al largo di Boumerdès, Algeria – Donna, annegata al largo di Creta, Grecia – Bambina, annegata al largo di Creta, Grecia – Bambino, annegato al largo di Creta, Grecia – Muhammad al-Arab, ventidue anni, ucciso da un colpo di arma da fuoco sparato dalla guardia di frontiera greca, valico di Ipsala, frontiera tra Grecia e Turchia – Uomo, si presume annegato per il ribaltamento del gommone al largo di Garabulli, Libia – Uomo, disperso, si presume annegato al largo di Zliten, Libia – Donna, quarantasette anni, morta per cause ancora sconosciute al campo rifugiati di Chio, Grecia – Donna, si presume annegata al largo di Isla del Rey, Spagna – Bambino, dieci anni circa, si presume annegato al largo di Almería, Spagna – Mustafa Ramadan, trentatré anni, congelato nel tentativo di attraversare in inverno le montagne Sar in Macedonia – Ragazzo, quattordici anni circa, si presume annegato al largo di Almería, Spagna – Mohamed Idris, ventisette anni, scomparso con il gommone su cui viaggiava durante il viaggio dalla Libia all’Italia – Bambino, morto per ragioni ancora sconosciute nelle acque del porto di Melilla, Spagna – Donna, si presume annegata al largo di Almería, Spagna – M.-I.D., ventenne, si presume annegato al largo di Collo, Algeria – Uomo, si presume annegato al largo di Almería, Spagna – Uomo, morto in incidente d’auto sulla statale Ormeniou-Ardaniou, Grecia – Donna, trent’anni circa, annegata al largo di ʿAyn Temūshent, Algeria – Uomo, soffocato durante il viaggio, Salonicco, Grecia – Bambino, annegato a causa del capovolgimento della barca al largo di Lesbo, Grecia – Fayçal, annegato al largo di Mostaganem, Algeria – Adal Debretsion, sedici anni, morto per malattia non curata nel centro detentivo di Sabaa, Libia – Uomo, morto per disidratazione e ipotermia al largo del Libano – Tunisino, ventotto anni, si presume annegato dopo essersi tuffato dalla nave quarantena Moby Zazà al largo di Porto Empedocle, Italia – Uomo, si presume annegato al largo di Almería, Spagna – Uomo, si presume annegato al largo di Almería, Spagna – Donna, annegata al largo delle isole Kerkennah, Tunisia – “Ganador”, disperso, si presume annegato, tra Cap Djinet e le isole Baleari, Spagna – Addul Malik, disperso, si presume annegato, tra Cap Djinet e le isole Baleari, Spagna – Bel Kaid, disperso, si presume annegato, tra Cap Djinet e le isole Baleari, Spagna – Jacob, disperso, si presume annegato, tra Cap Djinet e le isole Baleari, Spagna – Malek Mouzaid, disperso, si presume annegato, tra Cap Djinet e le Baleari...
Come dicono tutti, scritto di fretta, evidentemente senza le idee troppe chiare, si chiude malamente. Alla fine si tratta pur sempre di una novella (non è certo un romanzo) scritta da uno che ringrazia Alberto Sordi, che si può pretendere?
Mi ha fatto venire un po' nostalgia del lockdown (che io ho vissuto abbastanza serena), ma condita da un sarcasmo che solo i meme creati durante il COVID possono equiparare. La storia di per sé è abbastanza insignificante.
Ho adorato follemente Il censimento dei radical chic e quando ho visto un nuovo libro di Giacomo Papi ambientato durante una pandemia in un presente (non troppo) lontano, come avrei potuto non leggerlo? Ci troviamo all'inizio della seconda epidemia, sono ormai un lontano ricordo i baci, gli abbracci, le strette di mano e le dita nel naso, qualunque genere di contatto fisico è vietato "che non sia tra congiunti e disgiunti, ma non tra congiunti e disgiunti aggiunti". Michele vive con il nonno Attilio dopo la morte del padre nella prima ondata e il trasferimento della madre a Bassano del Grappa al seguito di un rappresentante di Amuchina. Stanco di dover stare a casa per un secondo lockdown, invece di iscriversi all'università e quindi stare a casa a seguire le lezioni online, decide di iniziare a lavorare come consegnator di Happydemia, la più importante multinazionale al mondo in psicofarmaci, ormai fondamentali per tenere tranquilla un paese al secondo lockdown. Ma se pensava sarebbe stato un lavoro tranquillo, che gli avrebbe consentito di guadagnare e stare all'aria aperta, si sbaglia di grosso. Gli italiani sono stufi di stare a casa e se la prendono con i consegnator, sia perchè possono stare fuori casa, sia perchè sono degli untori che portano il virus... per non parlare dei negazionisti. La sua vita cambia completamente grazie anche all'incontro con Miriam, il tramite di consegna tra Happydemia e un Sip (Secret Important People, gente molto più importante dei comuni Vip)... Tra Previdenti del Consiglio, ex Ministri dell'Interno in astinenza da selfie, negazionisti e miliardari che hanno accresciuto il proprio patrimonio grazie alla pandemia, sembra tutto fin troppo familiare... Giacomo Papi non si smentisce e crea una storia divertente ma allo stesso tempo spaventosa per le somiglianze con quello che sta succedendo nel mondo contemporaneo. Non sono mai abbastanza messe in risalto invece le pagine in cui l'ex Primo ministro, poco prima di addormentarsi, passa a ricordare tutti i personaggi delle fiabe che la mamma gli raccontava e che si trasformano nella lista dei morti in mare e di tutti gli altri annegati, bruciati o asfissiati, una lista dai caratteri sempre più piccoli... Si legge abbastanza velocemente, fermandosi per una risata e per un "questo mi ricorda qualcuno...". Non è molto lungo, probabilmente scritto per essere pubblicato quando ancora l'emergenza è in atto (ci sta). Alcune parti meglio scritte e più incisive, altre meno, ma normale in un libro. Insomma, non credo sia il suo migliore, Il censimento dei radical chic per ora è saldamente al comando, ma una lettura leggera e insieme intelligente. Che di questi tempi, è tutto oro.
Questa storia è abbastanza claustrofobica, soprattutto reduci dal periodo che abbiamo vissuto - e mi riferisco al pieno lockdown - e al periodo che tutt’ora stiamo vivendo. È una storia che - e ditemi se vi ricorda qualcosa - vede una comunità sociale dividersi in due parti: chi va controcorrente, distorcendo verità e certezze, chi invece si adatta e si premura di salvaguardare se stesso, senza pensare che siamo al guinzaglio di uno stato che fa di tutto per metterci in ginocchio. Michele - protagonista della storia - ha 19 anni e vive, in piena pandemia, con il nonno Attilio. Un giorno Michele decide di diventare un rider per l’azienda multinazionale di psicofarmaci, Happydemia. Conoscerà così, tra un dpcm e l’altro, diverse realtà: l’arte dell’”essere a metà”, sempre mezzi coperti da una mascherina; conoscerà l’amore in un contesto poco usuale, dove i baci sono vietati, e tanto altro.
Papi, con una scrittura scorrevole, ironica, ci porta dentro a quello che è stato un momento bruttissimo per tutti noi, da cui siamo usciti (?) instabili, insicuri, più ansiosi di prima. Non avrei mai detto che leggere di una pandemia mischiata all’ironia potesse farmi ridere come invece è successo. Questo conferma che l’ironia spesso e volentieri salva dalle dinamiche difficili che la vita ci pone.
“I baci furono vietati all’inizio della seconda epidemia, insieme alle carezze, alle strette di mano e alle dita nel naso.” L’incipit è eloquente, ci porta già in medias res e al tempo stesso ci proietta in avanti nella storia. Siamo a casa di Attilio e Michele, nonno e nipote, accomunati dalla voglia di vivere e che si declina in modi diversi per i due, il primo chiuso in casa per paura del contagio, il secondo che, pur di uscire, si fa assumere come psychodriver da Happydemia, la multinazionale degli psicofarmaci, il cui ceo visionario e folle, Pitamiz, è intenzionato a proporre una riforma del sonno ed un nuovo modo di concepire il tempo e la vita. Uscendo per lavorare, Michele conoscerà Miriam, misteriosa ragazza che non toglie mai la mascherina e che risulterà fondamentale per la sua “salvezza”. Viviamo in un totale capovolgimento della realtà fino a ieri vissuta. Ai giovani è data la responsabilità di salvaguardare “la specie” che si esplica, anziché nell’uscita dal nido, nel dovere di restare a casa e di limitare i contatti. Uscire a viso coperto da atto criminale o fonte di polemiche, diventa un obbligo sanzionato con ammenda. Agli antipodi di questo capovolgimento totale della realtà, vi è la rappresentazione caricaturale della classe politica, statica, piatta, incapace di immaginare una soluzione, e comoda nei palazzi del potere dove, capovolgendo la logica del Gattopardo, perché tutto resti com’è, è meglio che nulla cambi. I due piani, quello dela gente comune e quello della politica, non si intersecherebbero mai se non fosse per Happydemia, l’unica capace di offrire un progetto visionario e alternativo, seppur folle. Non è forse quello il pericolo di una politica inconcludente e debole, di prestare il fianco a poteri terzi, folli e pericolosi? In sintesi in sole 170 pagine e in brevissimo tempo, Papi è stato capace di consegnarci un romanzo composito sia per stile narrativo- accanto alla prosa classica si trovano interviste, dpcm, riassunti complottisti – sia per contenuti – c’è storia d’amore, satira politica, fiaba. Ingrediente comune lo humour strumento per meglio comprendere la realtà e per esorcizzare la paura
Si può dire il libro giusto al momento giusto, scritto cavalcando l'onda della pandemia che ci sta colpendo, rimane però a metà tra il racconto e il romanzo. Ci racconta infatti che nel Mondo la pandemia esiste già da parecchio tempo, e che tutti ci convivono non senza difficoltà. Un futuro governato dai rider/corrieri ormai diventati padroni delle strade e anche gli unici a poter uscire, per questo odiati da tutti e poi come contorno una strana storia d'amore, una schiera di politicanti a dir poco buffa e una multinazionale "happydemia" appunto che monopolizza il mondo controllando sogni ed emozioni. troviamo delle ottime "perle di saggezza" e delle verità che ci mettono a nudo e ci fanno riflettere su quello che siamo diventati come essere umani e meritano di essere lette in questo scorrevole e simpatico libro senza grosse pretese
Una distopia e satira dello stato italiano durante la pandemia. Ho colto i riferimenti e mi hanno senza dubbio divertita, col senno di poi ancora di più, altre parti mi hanno rammaricata per la loro veridicità, altre mi hanno toccata, tuttavia il romanzo e la storia mi ha tendenzialmente annoiato.
Non mi ha preso la storia di Miriam e di Michele che è piuttosto banale e rimane in secondo piano sempre, la trama di questo libro rimane in secondo piano. Potrei sbagliare, ma mi sembra che l'intento fosse fare satira, non raccontare una storia e, secondo me, il fine primo di un romanzo o una novella dovrebbe essere proprio quella di intrattenere con la vicenda e in ultimo fare critica attraverso di essa. Potenzialmente dovrei godermi la storia anche senza cogliere il resto, dovrebbe essere un di più. Qui è l'unica cosa che conta. Ci sono altre tipologie di testo per questo.
Sono circa 150 pagine, mi sono sembrate il doppio purtroppo.
Un libro che ci parla di un presente, beh proprio il nostro presente, un libro che ci parla della pandemia, del covid, di leggi che vietano i contatti, i baci e come fanno due ragazzi ad avvicinarsi? Il giovane Michele lavora come ryder e consegna antidepressivi e ansiolitici, Michele vive con il nonno anziano, vuole proteggere il suo caro ma vuole anche vivere, Michele si innamora di Miriam ma non sono congiunti dunque? Un libro scritto forse troppo velocemente, ma che fa sorridere amaramente, ed anche commuovere. I politici… non voglio commentare quello che penso, ma mi sono diverta ad associarli ai politici del nostro parlamento. Medicinali, per calmare gli animi, organizzare la vita degli esseri umani, decidendo anche quando dormire. Un libro che non avrei mai scelto, ma che mi ha fatto trascorrere piacevolmente un paio di ore, anche se l’argomento è difficile e doloroso.
Un racconto lungo che esplora un futuro post-pandemia in maniera leggera, tentando di strappare un sorriso ma senza rinunciare a un po' di sani spunti di riflessione. Protagonista è il giovane Michele, affamato di vita in un tempo in cui viene negato di vivere; quando un amico gli propone di fare lo psycho-rider per la più grande multinazionale di consegna di psicofarmaci - prodotti che in seguito ai lockdown imposti alla popolazione finiscono per diventare beni di prima necessità - non esita un momento pur di uscire di casa. Tra il nonno terrorizzato dal virus, una curiosa ragazza che non toglie mai la mascherina, gli amici che hanno solo soprannomi e politici volutamente ridicoli, il racconto procede liscio fino all'ultima pagina. Una lettura piacevole, senza infamia e senza lode.
L'incipit è veramente terribile e tutto il libro dà l'idea di essere stato scritto in fretta e furia pur di cavalcare l'onda del momento. Detto questo, il libro migliora nella parte centrale e alcuni scambi di battute non sono niente male. Le scene sono mal collegate e spesso si ha la sensazione di leggere spezzoni di storie sconnesse fra loro. La conclusione non è nemmeno una vera conclusione, non c'è una crescita dei personaggi, mai un confronto aperto tra chi vuole vivere, anche con il rischio di morire (i personaggi più giovani), e chi, avendo già vissuto, è disposto a non vivere più pur di sopravvivere. Buona l'idea, mediocre l'esecuzione.
📝 Giacomo Papi descrive con sottile ironia gli effetti a lungo termine della pandemia. Siamo in un futuro non troppo lontano e l'Italia è attanagliata dal virus da parecchi anni. La gente è chiusa in casa, sempre più diffidente e timorosa. Va avanti con psicofarmaci. È proprio questa l'idea della grande multinazionale Happydemia che va distribuendo stimolanti, ansiolitici, sonniferi, antidepressivi per tenere sotto controllo sempre più persone. Ne viene fuori un quadro deprimente e poco lusinghiero della classe politica. Un libro inquietante e malaugurante. Non mi è piaciuto. Non vedevo l'ora di finirlo.
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Piacevole, ma nettamente inferiore a "Il censimento dei radical chic". Forse perché in quest'ultimo vi è più trama, un assassinio, i personaggi vengono analizzati meglio. Non ritengo sia stato un libro frettoloso, anzi l'ho apprezzato, soprattutto la vena satirica di Papi, che qui esce in modo moooolto più diretto. Solo che a tratti la storia mi ha annoiato, andava un po' a perdersi all'interno di se stessa.
Libro senza capo ne fine, raffazzonato in fretta per cavalcare l'onda dell'attualità che vede protagonisti due giovani senza futuro in un'Italia dominata dalla pandemia di covid con la popolazione chiusa in casa e sussidiata da una classe dirigente interessata solo di apparire. Le 2-3 ore che si impiega a leggerlo possono sicuramente essere impiegate meglio.
La fretta è una cattiva consigliera, specie per gli instant book. Non solo per l’autore, ma anche per i correttori di bozze, visti gli errori sparsi. Meno divertente dell’opera precedente, meno corso nella struttura e nello sviluppo, coi personaggi meno approfonditi e la storia principale un po’ confusa data la mancanza di uno sviluppo solido della stessa.
Non è certo un romanzo memorabile, ma certe cose mi resteranno in mente perché sono geniali: i negazionisti che negano di esserci, il Previdente del consiglio, Savio de Sio, i congiunti e disgiunti e la happ. Geniali nel riflettere questo periodo, tra l’altro.
Non ho ben capito cosa volesse fare l’autore. Criticare il governo per come ha gestito la pandemia e trattato le persone? Bha E poi, tutti i giri di parole e i commentini a lato dovrebbero far ridere?
Ma che cringe. Mollato a metà. Un concentrato di ovvietà "populiste", sul tono del "non occorre studiare, informarsi non serve. Bisogna essere ignorante per fare pensieri nuovi" MA CHE NOIA.
Ho trovato questo libro abbastanza superficiale, si percepisce sia stato scritto velocemente senza troppa accuratezza (da notare i numerosi errori di battitura/parole mancanti). Non lo consiglierei
Ero incuriosita da questo titolo perché il precedente dell’autore, Il censimento dei radical chic lo avevo adorato! Mi era piaciuto il suo stile sarcastico, ma che comunque fa riflettere sull’attualità e su temi e situazioni che viviamo per davvero pur estremizzandole, a volte toccando quasi l’irreale. Succede anche in questo volume che io lo considererei quasi un seguito del Censimento per la presenza del fantomatico ex Primo Ministro dell’Interno caduto in disgrazia e che cerca con la pandemia di recuperare terreno e altri piccole questioni che mi paiono proseguire. Il tema su cui non si deve troppo scherzare del Coronavirus, mai nominato ma sempre presente nel romanzo, non viene totalmente banalizzato quanto lo è il suo contorno: i DPCM e i giochi politici, il delivery anche di psicofarmaci e le difficoltà del mondo del lavoro, gli incontri e scontri tra generazioni e persone che hanno diverse visioni delle cose, tra chi minimizza e chi massimalizza, chi perde e chi guadagna da questa situazione difficile. Lo fa con molto sarcasmo e divertimento anche nella stessa costruzione del libro che a pagina 12 ci ricorda di levare le mani, e in seguito di non scaccolarci il naso o leccare il pollice per girare la pagina; e il colophon ragazzi una cosa meravigliosa! Tutte queste cose degni sostituti delle note nel Censimento oserei dire. Però secondo me la storia va man mano a perdersi e il finale pur toccando un altro bel tema attuale, ossia la migrazione, rimane un po' deludente. Ti lascia un po’ "tutto qui?". Visto i temi trattati e le diverse situazioni affrontare vedere una affrettata conclusione della storia (un po’ tralasciata) di Michele e Miriam mi ha lasciato un po’ interdetta... Avrei voluto qualcosa in più, qualcosa che forse desse anche un po’ di speranza che forse (forse) non arriveremmo a questa situazione... forse... Non che i due ragazzi non diano un po’ di gioia però avrei voluto qualcosa di più che proseguendo con la lettura non ho trovato per quando abbia adorato la prima parte sentendomi a casa, perché era quello che io, ipocondriaca radical chic, volevo nel libro di Papi. Spero in un prossimo libro più soddisfacente, magari questa volta con protagonista il Previdente del Consiglio, sarebbe un ottimo protagonista!
Anche questa volta ho apprezzato questo racconto "distopico"- satirico, Papi è molto bravo a rappresentare un mondo verosimilmente (più o meno) strambo. Ho trovato "Happydemia" più diretto e grottesco rispetto al precedente (probabilmente un effetto voluto per alleggerire ulteriormente il tema, visto che stiamo ancora vivendo in tempi di pandemia) e per questo motivo mi è piaciuto meno; "il censimento dei radical chic" aveva un'ironia più sottile che secondo me rendeva più credibile la storia.
Il libro prende fortemente spunto dalla pandemia attuale, esasperando i fatti. L'originalità resta confinata nel tema distopico, senza svilupparsi. Finisce per essere piatto e annoiare. È scritto molto frettolosamente.