Stavo per dare due stelle perché per quanto noiosa la prima metà del libro fa il suo lavoro (anche se le instagram stories dell'autrice sono comunque più utili, essendoci immagini, colori ed esempi più precisi sulle bodyshape), ma la superficialità con cui argomenti quali body shaming, disturbi alimentari, fast fashion etc sono affrontati nella seconda metà mi ha spiazzata.
Lo scopo di queste mie riflessioni non è certo demonizzare il mercato della bellezza, non c'è nulla di male nel volersi valorizzare, nel prendersi cura di sé, e ve lo dice una consulente d'immagine! Non dobbiamo certo cadere nell'errore opposto di aborrire la bellezza o voler boicottare senza motivo tutte le aziende del settore. L'importante a mio parere è desiderare di essere più belli per noi stessi e non per aderire a un canone imposto dagli altri (...)
Definire curve e cellulite come unico modello di riferimento, più autentico e accettabile rispetto agli altri, è un atteggiamento non molto diverso da chi finora ci ha propinato solo immagini di corpi magri.
(...) balza all'occhio che molti dei Paesi «poveri ma felici» hanno una caratteristica in comune: vivono con consapevolezza e gioia la propria fisicità, il proprio corpo. Più che in alcuni Paesi occidentali, quantomeno. Pensate solo alle meravigliose donne del Sud America, per fare un esempio su tanti.
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