Hans Sahl was a poet, critic and novelist. He came from an affluent Jewish background but like many such German Jews he fled Germany due to the Nazis. He died in Tübingen, Germany.
"La storia della mia generazione è la storia dell'ascesa e della decadenza di un'idea, che si rivelò un'utopia. Il sogno di una società senza classi, che ispirò il pensiero e l'agire di noi giovani, si trasformò in un incubo nella misura in cui la realtà del comunismo non coincise più con la sua idea. La storia dell'esilio fu dunque anche la storia di un interrogare la coscienza, che ognuno doveva compiere su se medesimo e in cui si trattava del fatto se fosse ancora possibile identificarsi, o anche solo collaborare, con un partito il quale denunciava qualsiasi autocritica come tradimento della lotta comune contro il nemico politico, Adolf Hitler. Quanto coraggio, quanto dominio di sé occorrevano per prendere le distanze dalle persone insieme alle quali si lottava, insieme alle quali si faceva la fame, si lavorava, amava, soffriva, per dire loro che non si approvava più la loro politica esponendosi al pericolo di venire da loro schivati, sì, perfino perseguitati. Dire di no, e per giunta, in esilio." (p. 218)