LA SCOMPARSA DI UN RAGAZZO DELL'ALTA SOCIETÀ. UNA STRAGE FAMILIARE IN UN QUARTIERE DI PERIFERIA. UN'UNICA DRAMMATICA MILANO.
Una villetta abbandonata da anni, alla periferia di Milano. Due cadaveri carbonizzati, nessun indizio, nessun movente. È questa la matassa che il commissario Luca Betti deve sbrogliare, in uno dei periodi più complicati della sua vita. La separazione dalla moglie e il difficile rapporto con la figlia fanno crollare quelle deboli certezze di poter contare su degli affetti stabili. Ma non c'è tempo per i dolori personali, risolvere l'indagine è l'unica priorità che può dare uno scopo alla sua vita e farlo sentire ancora vivo. Marco Tanzi è diventato un investigatore privato di successo. Sembra essersi lasciato alle spalle le tremende esperienze vissute negli ultimi anni, ma la realtà è ben diversa. Per sfuggire ai suoi fantasmi personali, accetta un caso che rischia di farlo ripiombare negli incubi del suo passato più oscuro. Deve rintracciare un diciottenne con problemi mentali, figlio di una coppia dell'alta borghesia milanese, fuggito per andare a vivere fra i clochard. E quando uno spietato serial killer inizia a far strage di senzatetto a colpi di rasoio, la sua indagine si trasforma in una corsa contro il tempo. Mentre sulla città incombe un cielo più nero che mai, le strade dei due amici ed ex colleghi torneranno fatalmente a incrociarsi. E si troveranno, ancora una volta, davanti a scelte dolorose destinate a segnare per sempre le loro vite.
Nato a Francavilla al mare il 6 ottobre 1965, responsabile safety in un grande gruppo bancario italiano, esordisce nella scrittura nel 2009 con il romanzo Ferro e fuoco (Giallo Mondadori n. 2974 marzo 2009, ripubblicato in libreria, nel 2012, da Pendragon di Bologna). Nel 2011 esce il suo secondo romanzo Milano a mano armata con la prefazione di Eraldo Baldini per l'editore Foschi di Forlì (Premio "Lomellina in giallo" 2012). A gennaio 2013 è la volta di A casa del diavolo con l'etichetta TimeCrime dell'editore Fanucci di Roma (secondo classificato premio Nebbia Gialla 2013, selezione Premio Scerbanenco 2013). È di gennaio 2014 il suo quarto romanzo Io la troverò per la collana Fox Crime dell'editore Feltrinelli di Milano (secondo classificato Premio Nebbia Gialla 2014 finalista Premio Scerbanenco 2014). Nel 2015 pubblica due romanzi con Feltrinelli: Città di polvere e Morte di Luna.
Con i suoi racconti ha partecipato a diverse antologie, tra le quali Natale in noir (curata da Alessandra Buccheri e Paolo Gardinali, 2010) Le Prince noir (Aìsara 2012) Nessuna più (Elliot 2013) La morte nuda (Galaad 2013). Ha pubblicato racconti sulla rivista "Linus" e sul "Corriere della sera". Pubblica racconti lunghi in ebook per l'editore Delos Digital nella collana Sex Force (poi rinominata Dream Force) diretta da Stefano Di Marino.
Collabora con la rivista Writer's Magazine Italia, diretta da Franco Forte, scrive articoli per i periodici del Giallo Mondadori, collabora con vari blog.
Ho ricevuto questo libro dall'editore in cambio di una recensione onesta. Credo sia passato tantissimo tempo dall'ultima volta in cui mi sono trovata talmente presa da un libro tanto da divorarlo nel giro di quasi un giorno. Questo romanzo ha tutto quello che serve in un romanzo del genere: una storia interessante e ben scritta, personaggi ben delineati, delitti non inflazionati, colpi di scena e descrizioni; tutto quanto, in modo impeccabile. Nel libro tutti gli elementi, che siano i discorsi, delle descrizioni, delle scene d’azione, si susseguono e sono inserite nel giusto ordine, tant'è vero che lo stile di scrittura dell’autore è scorrevole e fresco, capace di incollare il lettore alla storia e allo stesso tempo, riesce a non fargli pesare la lunghezza del libro o lo scorrere fisico delle pagine. La cosa che più mi ha colpita di questo romanzo non è stato il rendermi conto che in esso si svolgessero tre indagini contemporaneamente, ma il fatto che l’autore sia riuscito ad intrecciarle con una capacità quasi cinematografica, mettendo ogni parte in modo da creare una trama ben solida e avvincente, mai noiosa o scontata.
[Come ogni anno, anche quest’anno ho deciso di tentare di stare al passo con l’iniziativa ‘Milano da leggere’ - cercate sul sito delle info se siete interessati. Per ora, sono alla pari. Anche se per motivi cromatici e di scelte mie personali, darò conto delle letture non in modo consecutivo.]
Secondo volume dell’iniziativa: cominciato con aspettative piuttosto alte. Più di una volta, leggendo le altre recensioni qui, avevo pensato di acquistarlo, poi, per un motivo o per l’altro, ho sempre rimandato e alla fine sono stata fortunata.
Forse anche per questo alla fine ho lasciato una valutazione ‘al ribasso’, ovvero: indecisa tra il 2 o il 3, ho messo un 2. Lo dico? Non mi hanno convinto i protagonisti. Che allo stesso tempo, se vogliamo, sono la parte migliore del romanzo. Soprattutto nella conclusione - e, ovviamente, non posso aggiungere altro, altrimenti rovino la lettura a chi volesse. Avevo iniziato una riflessione quando avevo approcciato l’ultimo Lee Child che ho messo in libreria (per chi non seguisse: ho letto parecchie avventure del buon Reacher), scrivendo nel giudizio che quello che una volta trovavo divertente nella lettura - cioè un personaggio quasi super eroe per come si muove, che utilizza la violenza anche estrema a fin di bene, narrato in modo da indugiare su colpi di scena e morti a ripetizione inserite in un contesto piuttosto ricco di particolari raccapriccianti -, a un certo punto mi stava venendo a noia. Ecco, credo che mi sia un po’ successo anche qui. Il thriller parte bene, poi inizia a prendere dei passaggi da ‘già visto’ o ‘me lo aspettavo’ e il crescendo diventa un po’ spinto, troppo oltre.
Dal punto di vista della descrizione della città: molto bene. Abbastanza deludenti (e anche qui, forse sono solo io…) i personaggi femminili. Li ho trovati strettamente funzionali a quelli maschili e poco altro, molto prevedibili. Anche quando muoiono.
Un buon thriller, ma stavolta De Marco non mi ha convinto fino in fondo. Alcune "scoperte" nel corso delle indagini di Betti e Tanzi sono scontate, almeno per me: . Inoltre il finale con Betti e Tanzi non mi convince. O forse non mi piace. Probabilmente mi si dirà che sono troppo moralista, ma non è questo: è che proprio non ce li vedo, nonostante il loro passato, e un finale così mi sa tanto di "desideri dell'autore trasportati sui suoi personaggi". Il libro è comunque un thriller molto buono, scritto bene, con il giusto ritmo, soprattutto nella seconda metà.
Protagonisti del romanzo sono Luca Betti e Marco Tanzi, commissario il primo, investigatore privato il secondo. Luca è un uomo con grandi problemi a gestire la rabbia. Ha un passato difficile alle spalle, una brutta separazione e una figlia da difendere e salvaguardare. Ma è un uomo buono e di cuore, che sa dare amore ma non riesce a manifestarlo. Marco ha anch'esso un passato difficile, cacciato dalle forze dell'ordine in cui lavorava, ha un passato da clochard da cui è riuscito a risollevarsi grazie all'aiuto dell'amico Luca e all'amore per la figlia. Anche Marco ha un'anima grande, anche se è rude, duro, forte che non si tira indietro nemmeno all'uso di mezzi poco leciti. Entrambi i protagonisti conquistano il lettore perché trasmettono energia e coinvolgono sin dalle prime righe grazie ad una trama che lascia interdetti ed uno stile narrativo serrato e ritmato. La narrazione è alternata tra capitoli che raccontano la vicenda dall'esterno con la voce narrante che parla in terza persona e capitoli a loro dedicati dove sono loro stessi a parlare in prima persona, a raccontare i loro sentimenti, le loro emozioni e questo aiuta il lettore a conoscerli sempre meglio e a apprezzarli sempre di più. L'incipit è oscuro e misterioso e regala una suspance che dura lungo tutto il romanzo. La storia si dipana su più fronti, su più indagini. C'è Davide, ragazzo con difficoltà a relazionarsi con gli altri, che scappa di casa, e poi ci sono due corpi carbonizzati ritrovati in una villetta abbandonata. I nostri eroi devono indagare anche sulla morte accidentale di una bambina di 9 anni e sul suicidio del nonno. Ed infine su un misterioso assassino che uccide i clochard che di notte dormono nei parchi di Milano. Tanta carne al fuoco dunque, ma ciononostante il romanzo non risulta confuso e l'autore non si perde nei meandri del suo racconto, ma anzi riesce a guidare il lettore fino alla conclusione, niente affatto banale ma imprevista e imprevedibile. I temi che il romanzo ci presenta sono due. Da una parte i clochard; l'autore mostra questa civiltà fatta di diseredati, di relitti umani, di persone che hanno avuto una vita normale ma che poi hanno perso la loro corsa sul treno della vita e si sono ritrovati soli, senza affetti, senza più nulla. L'autore descrive questa umanità con chiarezza e senza edulcorare nulla, ma con dolcezza e rispetto e porta il lettore a riflettere sul fatto che la vita può ad un tratto deragliare e portarti ad essere l'ultimo tra gli ultimi. Un altro tono è invece usato nel presentare un altro grande e grave tema, che affligge la società, la pedofilia. De Marco si scaglia, attraverso i suoi protagonisti, con rabbia contro chi si macchia di questo crimine e toglie l'innocenza e la gioia ai bambini che devono invece solo essere amati e protetti. Si tratta, dunque, di un romanzo che sonda l'animo dell'uomo. I due protagonisti sono pieni di eroismo ma anche fragili e facili da infrangere quando viene toccato il loro mondo più intimo. Non avevo letto mai nulla di Romano de Marco. Ho iniziato da questo romanzo che è l'ultimo di una serie con protagonisti Marco Tanzi e Luca Betti. Questo ha reso la comprensione dei due caratteri un po' più ardua non avendo seguito la loro crescita umana e professionale dall'inizio. Ma ciononostante mi hanno conquistata, hanno incatenato la mia attenzione al punto che mi sono ripromessa di leggere la serie dall'inizio. Ho voglia di conoscere meglio questi due uomini così forti, coraggiosi, combattivi ma umani nel vero senso della parola. Ho voglia di capire come sono arrivati ad essere quello che sono. Inoltre, l'autore mi ha stregato anche per il modo che ha avuto nell'affrontare due temi così difficili e importanti e soprattutto scomodi. Li ha imposti all'attenzione del lettore che alla fine del libro non può non farsi stringere il cuore per quelli che sono considerati gli ultimi, gli scarti delle città, quelli a cui spesso giriamo la faccia, perché un po' ci fanno paura, senza pensare che magari poco tempo prima erano persone esattamente come noi, che ci permettiamo di giudicarli. E, infine, il lettore non po' non schifarsi per quei mostri che rubano l'infanzia ai bambini, la cosa più preziosa che abbiamo. Come scrive l'autore “i bambini sono tutto ciò che di pulito c'è ancora la mondo, l'unica cosa davvero sacra e innocente”. E come tali devono essere preservati e protetti dal male che insozza la nostra società.
“È timido, spaurito. Come se il mondo intero, comprese le persone che lo abitano, fosse un ambiente ostile, sconosciuto e indecifrabile per lui. È un alieno, questo ragazzo. Ha una sensibilità più marcata, che lo rende fragile, alla mercé della vita. Forse, però, ciò che lo rende diverso dagli altri è che non è concentrato su se stesso, come siamo un po’ tutti. Forse è la mancanza di egoismo a renderlo fragile. Non ha barriere per fronteggiare gli stimoli che gli piovono addosso da ogni parte, semplicemente li subisce e non è in grado di smaltirli. Magari è vero che la follia è solo un eccesso di ragione.”
Tre storie si intrecciano nella Milano del ventunesimo secolo: un serial killer di senzatetto, un ragazzo di famiglia benestante che scappa di casa, una catena di misteriose morti in famiglia (la bimba cade dal terro, il nonno si impicca, i genitori trovati morti carbonizzati). Il polizotto Betti e l’ex poliziotto e ora investigatore privato, entrambi fedeli ai clichè del genere che li vuole complessi e tormentati, si trovano a investigare, in maniera indipendente, su questi delitti. Un po’ stereotipato per molti aspetti, ha un buon numero di colpi di scena, alcuni belli, altri purtroppo prevedibili o insoddisfacenti, altri ancora poco verosimili. Come è comune nel genere, non c’è una vera e propria parte deduttiva, con il detective che analizza gli indizi e trova la soluzione in base a essi. Quindi lo sconsiglio agli amanti del giallo classico, mentre è un discreto poliziesco. Molto valida invece l’ambientazione, impeccabile e ben curata e mai (come spesso succede nel poliziesco contemporaneo) sciatta, per chi è di Milano è facile riconoscere e seguire i luoghi dove si svolge l’azione. La loro descrizione è sempre credibile, che descriva i quartieri del centro o la periferia degradata. Anche la psicologia dei personaggi con le relazioni fra loro è azzeccata, e in particolare ho apprezzato l’aver presentato anche il punto di vista dei senzatetto e il loro ripercorrere le vicende che li hanno portati a vivere in quel modo. Colpisce in particolare fra i comprimari la poliziotta Luisa Genna, che entra a pieno titolo nella cerchia dei personaggi femminili memorabili della letteratura gialla. Il giudizio complessivo è comunque sufficiente, sono contento di averlo letto pur con i limiti e i punti deboli che ho menzionato.
Il commissario Luca Betti coadiuvato dai colleghi Carlo Martini e Luisa Genna, si occuperà del caso di una morte atroce, quella dei coniugi Tedaldi, bruciati vivi in una villetta sulla Paullese, casa che non era la loro residenza. Poco prima avevano perso la figlia Serena, la bambina di nove anni che è caduta dal terrazzo di una delle torri a Quarto Oggiaro, si dice che la causa è stata il sonnambulismo. La tragedia famigliare ha visto coinvolto anche Alfredo Carlone, il nonno della bambina che si è tolto la vita impiccandosi. La disperazione e il dolore hanno portato l'uomo ad un gesto definitivo. Questo susseguirsi di eventi in un ambito famigliare così ristretto però suscita sospetti, anche perchè le spiegazioni che vengono fornite sono troppo palesi e semplici per essere vere, sembrano costruite apposta per chiudere l'indagine. Marco Tanzi è diventato un investigatore privato dopo un passato da poliziotto, la sua amicizia con Betti è salda e proficua, si confidano e si sostengono. Eventi risolutivi riguardanti il lavoro e la vita privata, li hanno visti complici e colleghi, anche se a spesso il loro ruolo li pone su posizioni opposte. Tanzi ha per le mani il caso di un ragazzo scomparso, il giovane è problematico e la madre ricca e bella si affida all'investigatore privato per ritrovarlo, si dice che abbia scelto la vita di strada, come una volta aveva fatto anche Tanzi. Anche per questo motivo la madre del ragazzo ritiene Tanzi la scelta migliore. Le indagini dei due amici evolvono in modo molto diverso, quella di Betti sembra non trovare risposte e si complica, mentre quella di Tanzi svolta quasi subito verso la soluzione. Il suo problema è un altro, la donna che lo ha ingaggiato, suscita in lui emozioni che non provava da moltissimo tempo, quindi fatica a gestire il lavoro da portare a termine. Questo libro mi è piaciuto molto, le indagini, i dialoghi, i personaggi. Mi è sembrato tutto molto scorrevole, le descrizioni dei caratteri, la capacità di esprimere un'emozione e parlarne chiaramente, sia essa di gioia o di dolore. I tormenti interiori delle persone coinvolte sono i veri protagonisti della storia. Ho trovato soltanto due situazioni eccessive, ma credo che dentro a fatti così cruenti possano starci. Il senso di giustizia provato è appagante.
Mi sono imbattuta per caso in questo autore ed è stata una fantastica scoperta. Nonostante alcune discutibili scelte strutturali (come il passaggio dal presente al passato o dalla prima alla terza persona, anche nello stesso personaggio), questo romanzo non è soltanto avvincente, ma anche intenso nelle tematiche che affronta. A differenza di molti gialli tecnicamente perfetti, che però alla fine non ti lasciano niente, questo va a colpire il lettore in profondità. Mi sono chiesta perché: probabilmente ciò è dovuto a personaggi a tutto tondo, magistralmente delineati nelle loro contraddizioni, oppure ai temi toccati dal romanzo: la dicotomia fra legge e giustizia, la solitudine, la presenza della morte nella vita. Temi che fanno di questo romanzo un classico noir, con un finale che non per tutti sarà consolatorio e che ideologicamente non mi trova d'accordo, anche se narrativamente coerente. Bello anche il twist finale, coerente con la tematica noir. In definitiva è un romanzo che consiglio anche a chi non ama il genere. Personalmente leggerò altre opere di questo autore
Altro bellissimo romanzo noir della serie Nero a Milano dove ritroviamo gli amici di sempre Luca Betti e Marco Tanzi, impegnati su due indagini diverse. Una pista di pedofili il primo, la scomparsa di un ragazzo il secondo. Tra varie vicende più o meno scabrose i due amici si ritroveranno uniti da un finale veramente col botto che vi lascerà a bocca aperta. Bellissima la descrizione di Milano e perfetta la descrizione dei personaggi, dei loro sentimenti e delle loro fragilità che li rende fantasticamente umani.
Davvero un bel giallo questo "Nero a Milano". Scorrevole, ben congegnato, con dei buoni per i quali è facile parteggiare e dei cattivi che è davvero facilissimo detestare. L'ho acquistato per caso in libreria per poi scoprire che De Marco ha già scritto altri gialli. Approfondirò, perché lui scrive proprio bene e la storia ti inchioda pagina dopo pagina sempre più. Il finale poi non è per nulla scontato. Anche quattro stelle e mezza.
Letteralmente divorato, una trama non banale, colpevoli, moventi e piste da seguire pieni di colpi di scena... insomma, un giallo che fa il suo lavoro, e lo fa bene. Non conoscevo l'autore, grazie a "Milano da leggere" ed. 2021 per il regalo!
Libro che mi ha preso sin dalla prima pagina. Descrizione dei personaggi non eccessiva ma giusta, secondo me. Trama intrigante e non banale, ambientazione italiana che definerei azzeccata e appropriata.
Il solito (ottimo) modo di scrivere di De Marco, su un noir dal soggetto non semplice (pedofilia), che spesso viene descritto troppo minuziosamente, ma che fa restare incollato il lettore dall'inizio alla fine. Bellissimo!
Nero a Milano è un thriller tra il noir e il poliziesco, in cui si scontrano le vite di due vecchi amici: l'investigatore privato Marco Tanzi e il commissario Luca Betti, entrambi all'inseguimento di due casi complessi. I corpi di due coniugi vengono trovati carbonizzati in una casa abbandonata nella periferia di Milano, una casa che a quanto pare sembra essere teatro di diversi regolamenti di conti. Ma cosa può aver fatto questa coppia per meritarsi una fine così orribile? È questo che si chiede il commissario Betti, non appena collega la famiglia al suicidio della piccola Serena, la loro bambina di soli nove anni che si è gettata dal balcone. A completare questo quadro così macabro si aggiunge anche il suicidio del nonno Alfredo, che ha scelto di impiccarsi da un cavalcavia. Marco Tanzi, invece è alla ricerca di Davide. Figlio di buona famiglia, ma con una severa problematica mentale: una precoce schizofrenia con disturbi emotivo-comportamentali. La madre sospetta che il figlio si sia nascosto tra i gruppi di clochard milanesi ed è preoccupata, tanto quanto la polizia: c'è un serial killer in città, un angelo della morte che uccide i senzatetto che dormono per strada. E le vittime continuano a salire. Così Tanzi, riesce a incontrare il ragazzo e, con un escamotage, piazzargli in tasca un localizzatore GPS. Ma quello che scopre non gli piacerà.
Un romanzo crudo, cinico, che racconta una Milano logora, corrotta e affascinante. Perfetto per gli amanti dei noir e dei polizieschi. L'unica cosa che non è apprezzato, nel finale, è quella vendetta evitabile che aggiunge solo altro nero a una Milano già buia.
Molto bello, mi è piaciuto tantissimo. Anche questa terza storia è molto dura e crudele e vede i due amici Luca Betti e Marco Tanzi - anche se operanti su due fronti diversi, il primo in Polizia e il secondo come investigatore privato - protagonisti di indagini totalmente differenti ma che, come sempre, li porteranno comunque ad interagire. Due cadaveri carbonizzati in una villetta abbandonata sono il punto di partenza dell’indagine di Luca Betti destinata però a rivelarsi oltre che difficile e complessa anche atroce e disumana e dai risvolti del tutto inaspettati. Marco Tanzi è invece impegnato in una corsa contro il tempo per ritrovare un ragazzo problematico dell’alta società milanese, fuggito di casa per vivere come un senzatetto. Un altro libro avvincente e appassionante che conferma nuovamente il mio giudizio più che positivo sull’autore e questa serie di cui spero di leggere in futuro nuove storie.
è una storia che si legge velocemente, è molto scorrevole tanto per lo stile dell’autore semplice e sarcastico, quanto per i capitoli per lo più brevi. Oltre alle storie parallele dei due amici Luca e Marco che mi hanno sicuramente intrattenuto e coinvolto, tra gli aspetti che più mi hanno colpito vi è sicuramente lo stile di scrittura, il modo con cui i luoghi funzionali alle scene, i dialoghi, il tratteggio attento nei particolari più profondi dei personaggi e la destrezza nel parlare di questioni considerevoli vengono descritti. E’ certamente un libro che consiglierei a tutti gli appassionati di genere, ma aggiungendo una nota. Questa non è semplicemente una storia noir in cui ci sono sparatorie e morti, è un lavoro attento e profondo, che incastra alla perfezione l’intrattenimento e lo svago a una riflessione sull’identità e sul destino dell’uomo. Su questa vita. Sui tanti aspetti oscuri e le zone d’ombra, nascoste, a volte luride, che fanno parte di questo mondo. E sull’imparare a convivere con i propri demoni, i propri problemi, le proprie debolezze. Ma, soprattutto, sul come alzare la testa e affrontare tutto, anche se non c’è una vittoria, anche se non si raggiungerà mai l’idillio, anche se le cose potrebbero non raddrizzarsi come si spera, si può andare avanti.
I libri di Romano De Marco danno sempre grandi soddisfazioni. Nero a Milano, che ho scoperto essere il seguito ideale de "Io la troverò" e "Città di polvere", ha la particolarità di avere due protagonisti: Luca Betti e Marco Tanzi. Le vicende dei due uomini, rispettivamente commissario e investigatore privato, si intrinsecano alla perfezione dando alla narrazione un ritmo dinamico e singolare. De Marco porta il lettore nelle atmosfere cupe di Milano: nelle zone buie e deserte abitate da senzatetto ed emarginati dalla società. Un romanzo che indaga sulle fragilità dell'uomo e sulla voglia di sparire e non farsi trovare da ciò che intimorisce. Una volta iniziato non si riesce a smettere di leggere. Un thriller super consigliato! Io ho già ordinato i prime due volumi e non vedo l'ora di iniziarli.
I protagonisti sono il commissario Luca Betti e l'investigatore Marco Tanzi. La storia, o meglio le storie, si svolgono a Milano, una Milano nera e ricca di zone in ombra e dense di violenza e fatti bruttissimi. Ancora una volta Romano De Marco vince e convince, il suo stile di scrittura trascina vorticosamente il lettore in un ritmo veloce e incalzante, senza tralasciare nulla dei personaggi coinvolti, intrecciando presente e passato di ognuno in modo magistrale e toccando anche il loro lato umano e psicologico. Niente è lasciato al caso, e pian piano tutto si incastra quasi magicamente. Unico neo di questo libro il fatto che si legge troppo in fretta.
Letto con piacere come già altri libri di questo autore. In certi punti sembra di avere a che fare con situazioni poco verosimili , ma può essere anche il suo bello e personalmente l'ho trovato catartico e liberatorio.A volte per far trionfare il bene e la giustizia sarebbe bello poter oltrepassare tutte le regole
molti personaggi, molte incursioni nelle loro vite. bei colpi di scena, distribuiti bene. in “nero a milano” il bene e il male sono in sfumature di grigio. bello.