Jensen interceptor is a man on a mission. Promoted to the lofty ranks of government spy - though he's not quite sure why - his first assignment is to monitor the Martin Martinists, a suspected terrorist cult who believe that, way back in 2008, a TV psychic called Martin Martin was the saviour. As Jensen infiltrates the cell he finds his ideas about life and love being challenged, and when he starts to receive bizarre visions which may or may not be coming from Martin Martin himself, his world is turned literally upside down...
Prendete una Londra trasfigurata in cui il Nord e’ un ghetto arretrato mentre il Sud beneficia di ogni tecnologia e progresso, prendete Jensen Interceptor, spia alle prime armi col compito di infiltrarsi in una setta di terroristi sospetti, prendete un linguaggio da strada ma trendy, osceno ed esecrabile, ma divertente e originale, mischiate questi ingredienti e avrete un’idea dell’esordio letterario di Mark Wernham, giornalista inglese di musica e tendenza.
Le avventure di Jensen Interceptor, una specie di “idiota” incosciente cresciuto nell’Unita’ d’Infanzia Duncan-Smith a forza di droghe ricreative e gadget esistenziali, costellano almeno meta’ del romanzo di Wernham e seguono i vari tentativi, tra il comico, il picaresco e il drammatico, di scoprire le identita’ dei componenti della misteriosa setta di seguaci di Martin Martin, noto personaggio TV dotato di poteri paranormali che si crede il nuovo Messia. Peccato che Jensen finisca per innamorarsi di Claire, una ragazza della setta, e venga a conoscenza di una verita’ sconvolgente che mutera’ il corso delle indagini e il suo modo di vedere la realta’.
Trama: Tra una serata da “Starfucks” e una puntata di “Porno Disco”, tra una sniffata di “Boris” e una tirata di “Dresden”, Jensen Interceptor viene incaricato dal Progetto Speciale di infiltrarsi tra i Martin Martinisti, un gruppo di sospetti fanatici i quali si riuniscono nel quartiere di Angel, nel Nord malfamato di Londra. Nel frattempo qualcuno recapita a Jensen una lettera dove si narrano le vicende del fantomatico Martin Martin, telepate messianico con il dono di prevedere il futuro e leggere nel pensiero. Jensen riesce ad avvicinare Claire, una Martinista, in un ristorante ma non appena mangia una zuppa, si sente male. La ragazza si prende cura di lui e Jensen, vista la gentilezza e la bellezza di Claire, dubita che sia una terrorista. Anzi, dopo aver dormito con lei, si risveglia felice e contento, seppure in un appartamento privo di DermoShower, SoundScape e cibo 15+. Claire ha chiesto a Reg Rankin, il capo dei Martinisti, di passare a conoscere Jensen, il quale dovrà farsi passare per tale Norfolk, della cittadina industriale di Norfolk. L’incontro con i Martin Martinisti e’ una rivelazione. Jensen ha un’esperienza extra-corporea che lo proietta in uno studio televisivo dove il mitico Martin Martin interroga i morti e legge nel pensiero degli spettatori svelando l’identita’ di assassini e pedofili. Alla fine, Jensen si risveglia a casa sua con un gran mal di testa. Torna da Brock, il suo capo, per riferire i fatti ma tutto è cambiato. Il Progetto Speciale ha perso il suo fascino mentre i Martin Martinisti hanno fanno nascere nella mente manipolabile di Jensen dei dubbi tremendi. Da qui in avanti la trama si fa incerta, confusa, a tratti grottesa e i frequenti salti spazio-temporali, le trasmissioni TV dagli esiti assurdi, gli inseguimenti e doppi giochi rendono la parabola di Jensen Interceptor una specie di fanta-farsa-politica. Piu’ che richiamare alla mente le avventure del piu’ noto Alex, protagonista di ”Arancia Meccanica” di Burgess, la visione cinica ma infantile, l’ignoranza crassa ma innocente di Jensen, ne fanno un emulo meno che perfetto. Sì perche’ l’accenno alla possente distopia di Burgess, inclusi certi elementi presi in prestito da 1984 di Orwell (L’onnipresente Primo Ministro che si sbeffeggia da solo ricorda al contrario il severo Grande Fratello) e “Brasil” di Terry Gilliam (le ipocrite ossessioni della borghesia nei confronti dell’ordine e della perfezione), cui Mark Werham rende dei doverosi tributi, non centra l’obiettivo. Certo l’atmosfera surreale della Londra di Jensen e’ tutt’altra cosa da quella angosciosa di Winston Smith, certo i rimandi al controllo delle masse tramite una burocrazia fine a se stessa e al potere come strumento di manipolazione ultima della realta’, ne sono un indizio lampante, ma la cosa purtroppo finisce lì. Jensen non lotta, ne’ si monda della propria ottusità, al massimo s’intristisce per la morte di Claire e per il fatto di non potere piu’ sbirciare le “bianche curve” sotto le gonne dell’amorevole assistente sociale. Alla fine Jensen non sarà cambiato e tornerà a fare la vita di prima, come se nulla fosse successo. Sebbene quindi il romanzo di Wernham parta lancia in resta, calandoci nel mondo rutilante di Jensen, lo sviluppo della storia, e soprattutto il finale ristagnano in lunghe digressioni prive di significato e lamentano una chiusura poco efficace rispetto all’inizio della vicenda. Nonostante le buone recensioni ricevute dal Guardian (http://www.guardian.co.uk/books/2008/...), altri paiono meno entusiasti del romanzo come The Indipendent (http://www.independent.co.uk/arts-ent...) e Strange Horizon (http://www.strangehorizons.com/review...) poichè quella che si annunciava come un’indagine ridicola ma graffiante, provocatoria ma satirica, non affonda davvero il colpo, nè arriva a conclusioni apprezzabili, bensì palpeggia soltanto la superficie scabra della realta’ e la sfiora senza dare troppe soddisfazioni.
Near future dystopia comedy mash-up with, like, totally loads of f***ing swearing, yeah?
An impressive debut from new author Mark Wernham, Martin Martin’s on the other Side does not deserve the plaudits on the cover that rather cheekily imply an intellectual kinship with 1984 and A Clockwork Orange – it’s nowhere near this league of excellence, but then few things are. I’m entirely mystified as to why this book was shortlisted for the Arthur C Clarke Award back in 2009, it’s pretty good, it’s just not very good. Describing well a near future of hyper-capitalist conformity where folk are kept under control by a never-ending stream of free drugs and porn, it perhaps has one too many ideas to its plot, and doesn’t seem to know if it’s making a political statement or having a giggle.
The most impressive thing that the book does is to keep up the expletive ridden , infantile dialect of its hero Jensen Interceptor right the way to the end, an odd kind of poetic swearing shot through with little flashes of descriptive brilliance, it’s this that brings the controlled world of the next century to life so vividly. Jensen’s life is like on endless round of reality TV, he talks like he’s at an endless night out with his mates from the city, and he is. Imagine a ridiculous cocktail being poured down the throat of uncomplaining idiots for eternity – that’s how Wernham casts our future. In fact, this idea is powerful enough in itself, but the story, which sees Jensen turned into a spy to keep tabs on the followers of a long-dead psychic, undercuts the setting’s ingenuity with a load of astral time tripping that may or may not be real. It works fine, and intrigues enough, but keeps the book firmly in the Tom Holt pen of gentle entertainment, albeit in its sharpest corner, and away from the big school attended by the hard sociopolitical dystopias referenced on the cover.
Almost believable in its prognostications, Martin Martin’s On The Other Side is worth the effort of getting into Jensen’s future estuary patois.
The narrator is so annoyingly that any enjoyment of the story is impossible.
The premise is enough to draw me in immediately. Yet, the caricature that guides us is grating, badly written, and too much page after page. Wernham’s decision to use such a ‘voice’ is enough to push me away after 60 pages.
A fantastic first effort! Yes, it is reminiscent of A Brave New World, 1984 and other dystopian futuristic novels but Mark Wernham is a fresh voice who adds to the genre with his take on "The State", consumerism, individuality/conformity, and the willingness of the masses to remain ignorant. I look forward to the next novel.